Formigoni & Cota e l’incubo del voto rubato

27/09/2011 - I due governatori davanti ai giudici per le liste con le firme falsificate La questione giuridica delle false liste di Cota e Formigoni è ben più che aperta. E potrebbe tradursi in un bel problema per i governatori di Lombardia

     
 

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I due governatori davanti ai giudici per le liste con le firme falsificate

La questione giuridica delle false liste di Cota e Formigoni è ben più che aperta. E potrebbe tradursi in un bel problema per i governatori di Lombardia e Piemonte. Marco Bertoncini di Italia Oggi parla di quanto potrebbe accadere tra CdS e Corte Costituzionale:

La sentenza con la quale il Consiglio di Stato, ribaltando quanto deciso dal Tar della Lombardia, ha accolto il ricorso elettorale dei radicali contro la proclamazione dei risultati delle regionali lombarde dell’anno scorso costituisce un brutto colpo per Roberto Formigoni. Non che il presidente della Lombardia (beffardamente definito Firmigoni dai radicali, per le fi rme irregolari con le quali sarebbe stata presentata la sua lista «Per la Lombardia») abbia da temere, nell’immediato, di dover ripetere le elezioni.

Tuttavia, probabilmente Formigoni non ha alcun motivo per dormire sonni tranquilli:

Il Consiglio di Stato, infatti, ha riconosciuto fondati gli elementi addotti dai radicali per attestare le numerose violazioni di legge commesse nell’autenticare le sottoscrizioni. Tuttavia un ostacolo si frappone alla decisione del massimo organo amministrativo: è pendente una querela di falso davanti al Tribunale civile di Milano proprio riguardo tali fi rme. I giudici di palazzo Spada rilevano che «la notoria durata del giudizio sulla querela di falso rischia di rendere priva di effettività la tutela giurisdizionale » chiesta al Consiglio di Stato. Il giudizio amministrativo oggi non consente, nemmeno dopo l’entrata in vigore del codice del processo amministrativo, di disporre una perizia d’uffi cio sugli atti del procedimento elettorale: lo stesso Consiglio di Stato, però, aveva già provveduto a sollevare una questione di legittimità costituzionale.

Il rischio è che si inneschi un effetto domino:

Essendo imminente la decisione della Corte costituzionale, i giudici ammini s t rativi hanno deciso di sospendere il giudizio in attesa che il giudice delle leggi si esprima. Sarà opportuno notare che palazzo della Consulta deve esprimersi, guarda caso, a seguito di un ricorso elettorale contro l’elezione del presidente del Piemonte, Roberto Cota. Anche nel caso piemontese si tratta di fi rme reputate irregolarmente autenticate, di querela di falso, di possibilità che l’elezione del presidente venne annullata. Se, dunque, la Corte costituzionale dovesse decidere dichiarando costituzionalmente illegittimo il divieto di ricorso a perizie d’uffi cio nel procedimento amministrativo elettorale, al centro-destra potrebbero venire due negative conseguenze in un colpo solo.

     
 

6 Commenti

  1. Antonio de Filippo scrive:

    Se i partiti non rappresentano più gli elettori,cambiamoli questi benedetti elettori!

  2. AFMcrime scrive:

    Grazie al PD, a IDV e movimento 5 stelle per questa battaglia di legalità e onestà che consentirebbe di ridare dignità al voto dei cittad… come dite? I radicali? Da soli? Ma siete sicuri? Ops…

  3. Luca Schiavoni scrive:

    e sto formigone dovrebbe essere il candidato premier per il pdl alle prossime elezioni ? se non fanno altri brogli mi sa che resteranno all opposizione fino all invasione dei marziani

  4. Pippo scrive:

    Ma non è che dopo 2 legislature il presidente della regione non può essere ricandidato?
    Purtroppo, in Italia, andiamo sempre ad interpretazioni delle leggi e non ci interessa ciò che dicono!

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