Manuela Arcuri: “Quello non fa un c…o”

Con chi ce l’aveva, la bella attrice, al telefono? Lo spettacolo delle telefonate tra Gianpi Tarantini e le sue “ragazze”...

Con chi ce l’aveva, la bella attrice, al telefono?

Lo spettacolo delle telefonate tra Gianpi Tarantini e le sue “ragazze” non potevano proprio risparmiarcelo. Anche perchési vede che Marco Lillo sul Fatto quotidiano si diverte un mondo a raccontarlo:

Prendiamo Chiara Guicciardi. Quando il suo nome uscì nei primi resoconti delle serate brave, rilasciò un’intervista al Resto del Carlino: “Berlusconi è una persona galante e divertente, il 99% delle persone avrebbe accettato il suo invito a cena. Sono state serate dove eravamo sempre in tanti, nulla da nascondere”. Nelle intercettazioni telefoniche, dopo la notte passata con il premier, raccontava a caldo all’amico Tarantini: “Mi ha fatto tremila complimenti, mi ha detto sei una ragazza molto pulita, insomma tutte queste cose qua. Mi ha detto: ‘Ma tu sei mai andata con un’altra donna, no?’ poi mi ha detto ‘dai la prossima volta… a me piacciono queste cose’ no è stato molto …ma che ridi? Un vero gentiluomo”. Senza fare una piega alle risate di Gianpi, la ragazza prosegue: “Poi stamattina abbiamo fatto colazione insieme, abbiamo riso… parlavamo no, lui che mi diceva ‘ve ra m e n t e Chiara, sei una bella scoperta, perché, insomma, sei una ragazza molto, si vede sei una ragazza trasparente, sei una ragazza vera, sei intelligente sei una bellissima ragazza’ mi ha detto ‘è molto bello anche il tuo culo’”.

E siccome tutto il mondo è paese, Manuela Arcuri si fa interprete degli italiani che da 17 anni aspettano la riforma fiscale di Berlusconi:

Il gentiluomo amante del triangolo, il poeta della trasparenza posteriore, però viene talvolta stigmatizzato per la sua scarsa voglia di lavorare. Ancora una volta le dichiarazioni pubbliche non aiutano. Per esempio, Manuela Arcuri il 5 agosto del 2010 dichiarava al settimanale Chi di Alfonso Signorini: “Accetterei un invito a cena da Berlusconi. Ma lui è sempre impegnato. Lo stimo anche per questo. Silvio il suo lavoro lo sa fare alla grande”.

Il ritratto della medesima attrice nelle intercettazioni baresi è un po’ diverso:

L’8 dicembre 2008 Tarantini la convoca per una festa a casa Berlusconi. La risposta, poco entusiasta nonostante l’allettante promessa di condurre Sanremo, merita di essere riprodotta.
M a nu e l a : Senti ciccio, ma mercoledi si deve fare ‘sta cena?
Gianpaolo T.: Ce tocca ..
M: … no dai, non si può fare tipo giovedì o un’altra volta, che palle…
G: …e ma quello mi ha detto digli m e rc o l e d ì . .
M: Si perché martedì c’ave vo proprio un’altra cena…
G: Non me rompere i coglioni, mo’ quello ha messo mercoledì
M: Madonna però quanto siamo sotto schiaffo! Oh ma che davvero?
G: Eh ma ti vuol parlare di una cosa seria, ti vuol far fare Sanremo veramente.
M: …che pazienza… io vengo dopo cena però dai!
G: Ma che cazzo dici!
M: Ah no (ride) …ma magari è occupato non può mercoledì, speriamo che sta impicciato, questo non lavora più, non fa più un cazzo.
G: …. me lo ha già detto e gli ho già dato l’ok
M: Ma che palle che siete però, me state a tormentà.

La scintilla tra Silvio e Manu scocca probabilmente proprio per colpa di Chi:

Il 9 luglio 2008 il settimanale berlusconiano pubblica una foto di Francesca Lana in costume che agguanta ai polpacci l’amica Manuela e le bacia l’ombelico con passione. Quella foto, scattata in una masseria pugliese, secondo i dietrologi del gossip, sarebbe un messaggio sofisticato al premier. Chissà se è vero. Di certo attizza il suo desiderio. Il premier chiede a Tarantini: “Davvero Francesca e M a nu e l a . . .”. L’imprenditore barese a caccia di appalti con la Protezione civile alimenta il sogno, per le sue fi n a l i t à . Pochi mesi dopo il primo dicembre 2008 Gianpi elenca al telefono le ragazze che porterà a Palazzo Grazioli: “Manuela viene con Francesca, l’amica, poi forse viene anche Luciana e quella slovacca…”.

Il premier allunga la lista:

“Io chiamo Fabrizio Del Noce, che fa comodo anche a Manuela (essendo il capo di Rai fiction può dare lavoro a lei e al fratello ndr) Apicella per la musica, più Gavì che fa Sarkozy al Bagaglino”. E per me? Pensa Tarantini, che aggiunge subito: “Presidente se riesce a chiamare Bertolaso così lo c o i nvo l ge re m m o ”. E Berlusconi: “Sì ecco chi dovevo chiamare. Bertolaso, lo chiamo subito”. Manuela Arcuri non si concede. L’attr ice ha una sua strateg ia: nelle fauci di Berlusconi lascia l’amica Francesca, ben lieta di assecondare l’appetito del premier, perché aspira a un posto in un reality Mediaset, la Fattor ia. Il 2 dicembre 2008 Francesca Lana resta a casa del premier.

Il mattino dopo Manuela Arcuri commenta così l’esito con Tarantini:

M a nu e l a : Senti amore insomma la nostra cucciola tutto a posto.
Gianpaolo: Si è innamorata
M: Sì… poi lei è una romanticona si innamora. No sono contenta perché mi sa che lo deve rivedere un’altra volta, lei l’unica cosa che deve fare, deve riuscire farselo legare a sé perché se lo lega … se lo fa affezionare… è fatta… ha svoltato.

Ma si sa, Silvio è incontentabile:

Il fatto è che al Cavaliere la Lana non basta. Vuole Manuela. O meglio le vuole entrambe, insieme. Il 28 gennaio 2009 la Arcuri chiama Berlusconi per chiedere di intervenire prima che il casting della fiction che interessava al fratello sia chiuso. Poi dice a Tarantini: “L’ho chiamato e mi ha detto che mi richiama… Poi se me lo fa il favore, poi, sarà ben ricompensato. Però io dico prossima settimana perché non fa la cena con Franci, così pure lei gli chiede della Fattor ia?”. Francesca Lana non la prende bene: “Lei si fa i cazzi che le servono. Lui logicamente di me non gliene frega un cazzo per aiutare me ci deve essere anche lei. Solo che lei…”. Il 12 febbraio 2009 Francesca dice di essere riuscita a convincere Manuela ad andare dal premier martedì. Già sogna: “speriamo che esaudisca quello che gli abbiamo chiesto come la lampada di Aladino”. Il fatto è che l’Aladino di Arcore vuole essere strusciato in duplex per far diventare realtà le fantasie della Lana. E così Francesca racconta a Tarantini di avere ‘tar tassato’ M a nu e l a così: “Dai baciamoci … pensiamo che è un film, pomiciamoci un attimo, che cazzo ti frega. Domani ti svegli, tuo fratello lavora e io lavoro, pensa che bello: lì prendi i soldi che è una fiction, qui invece realizzi i tuoi sogni”.