Il default greco farà crollare le banche?
24/09/2011 - La ristrutturazione del debito ellenico potrebbe avere effetti catastrofici sul sistema creditizio europeo Il fallimento della Grecia è un’ipotesi ogni giorno più concreta, ma un eventuale default ellenico quali problemi potrebbe provocare sulle banche europee? Gli istituti di credito del
La ristrutturazione del debito ellenico potrebbe avere effetti catastrofici sul sistema creditizio europeo
Il fallimento della Grecia è un’ipotesi ogni giorno più concreta, ma un eventuale default ellenico quali problemi potrebbe provocare sulle banche europee? Gli istituti di credito del Vecchio Continente sono pieni di titoli di Stato dei PIIGS, ed un eventuale haircut del debito potrebbe avere effetti devastanti sul sistema bancario europeo, non molto distanti da quanto successo negli Usa dopo il crack di Lehman Bros.
IL PROBLEMA BANCHE - L’incontro di ieri al G20 di Washington Dc non è stato il pretesto di Tremonti per non partecipare alle votazioni su Marco Milanese. I grandi dell’economia mondiale hanno rilasciato un comunicato ottimista, ma la crisi finanziaria dell’Europa sta terrorizzando tutti, Usa in primis
Le maggiori economie a livello globale si sono impegnate a impedire che la crisi finanziaria europea possa destabilizzare banche e mercati finanziari, sottolineando che il fondo salva-stati europeo potrebbe essere rafforzato. ”Ci impegnamo a prendere tutte le azioni necessarie a preservare la stabilità dei sistemi bancari e dei mercati finanziari, come richiesto”, si legge nel comunicato del G20 diffuso dopo la cena di ieri sera.La nota inoltre spiega che i membri della zona euro intraprenderanno “azioni per incrementare la flessibilità dell’Efsf e per massimizzare il suo impatto” entro il prossimo incontro del G20 previsto a ottobre. Non sono però stati forniti dettagli su come il fondo di salvataggio potrebbe cambiare, anche se il ministro delle Finanze francese Francois Baroin ha usato la parola “leva” parlando con i cronisti. Sempre ieri, il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner ha detto di essere sicuro che l’Europa rafforzerà la potenza di fuoco del fondo di salvataggio per contenere la crisi del debito. Gli Stati Uniti avevano proposto già nelle scorse settimane all’Europa di utilizzare la leva finanziaria per rafforzare l’European Financial Stability Facility, dandogli più potere per proteggere la zona euro e le sue banche. Parlando al termine del G20, un funzionario statunitense ha detto che il gruppo ha mostrato un senso di urgenza sul tema, ma non ha discusso un meccanismo specifico per utilizzare la leva o espandere l’importo del fondo. Il comunicato al termine della riunione G20 non era previsto, ma il cattivo andamento dei listini azionari ieri ha spinto i Venti a emettere una nota alla fine del meeting.
EFFETTO GRECIA - Die Welt, giornale conservatore molto ascoltato nei circoli confindustriali della Germania, ospita una lunga riflessione sui possibili effetti di un default greco sul sistema creditizio europeo. Le banche tedesche, così come quelle francesi, sono piene di titoli di Stato della Grecia, così come degli altri PPIGS. Non è per nulla chiaro se il capitale di copertura sia sufficiente per poter affrontare una nuova crisi finanziaria come quella successa dopo il crack di Lehman. Ancora più dubbi ci sono sul mercato dei credit default swap (CDS). L’Europa continua ad essere divisa sulle possibile soluzioni, e l’eventuale utilizzo del nuovo fondo viene visto sempre con maggior scetticismo dai Paesi con meno problemi. Nel frattempo una delle maggiori multinazionali europee, Siemens, ha ritirato 500 milioni di euro da una delle banche francesi più a rischio insolvenza, a quanto dicono i rumors degli operatori finanziari. Il pezzo di Die Welt rimarca come un haircut del 50% sui titoli greci potrebbe essere sostenibile per il mercato creditizio tedesco, ma una simile prospettiva sarà sufficiente? Il ministro delle Finanze della Germania ha detto oggi che per risolvere la crisi ellenica ci vorranno almeno dieci anni. “Il fatto che la Grecia non possa tornare sul mercato dei capitali nel 2012, come noi pensavamo gia’ nel 2010, e’ chiaro”, afferma, aggiungendo che “la Grecia avra’ bisogno di dieci anni, e non di uno, per recuperare la competitivita’ dell’economia”.












Triste sapere che appena riescono a tirare fuori la testa dal mare di merda in cui si sono cacciate (da sole, spacciando sassi per pepite) tornano immancabilmente a fare le stesse identiche cazzate… sono istituti avidi popolati da entità avide il cui concetto di merito si basa sulla capacità di dimostrarsi più avidi degli altri, non possono rispettare politiche equilibrate, punteranno sempre a spingere qualcuno nel baratro per fregargli i soldi.
basterebbe così poco per uscire dalla crisi…investimenti e lotta all’evasione, non mi sembra poi così difficile da capire…..
La soluzione migliore. Tagliare tutti i debiti di Spagna/Italia/Portogallo/Grecia, almeno del 50%. Poi come diceva una vecchia canzone, vediamo come va a finire la grande Germania, e non solo. L’alternativa è congelare i debiti con i relativi interessi, prevedendo la restituzione tra dieci anni.
L’unica voce che ascoltano i 7 uomini grigi della finanza è quella dei soldi, cerchiamo di toglierglieli, come alla mafia.
Non facciamoci terrorizzare da questi cialtroni, se la Grecia esce dall’euro, forse è meglio per loro e per tutti. I mass media italiani oscurano deliberatamente quanto sta avvenedo in Grecia, dove i l parlamento è sotto assedio da mesi ed i parlamentari, di ogni colore, hanno paura persino di uscire per strada senza scorta. Perchè? perché costoro hanno svenduto il loro paese agli speculatori della finanza mondiale. Dopo i prestiti dell’Europa alla Grecia la situazione è peggiore di prima; Una cosa dobbiamo capire in fretta anche in Italia: con i meccanismi di oggi, il debito pubblico è “insanabile” e le manovre economiche sono del tutto inutili. Basta leggere “La dittatura europea” di Ida Magli o quanto dice il prof. Savona illustre e sopratutto libero economista italiano o ancora consultare vari siti che spiegano il grande inganno del debito pubblico.