Il Pd campano fa la festa a casa di Mastella
24/09/2011 - Il Partito democratico ha scelto come location della sua convention locale la stessa usata per anni dall’ex Guardasigilli per il suo Udeur: Telese Terme E partita giovedì e si concluderà domani la quattro giorni del Partito democratico campano intitolata La
Il Partito democratico ha scelto come location della sua convention locale la stessa usata per anni dall’ex Guardasigilli per il suo Udeur: Telese Terme
E partita giovedì e si concluderà domani la quattro giorni del Partito democratico campano intitolata La Campania di Domani, durante la quale si dibatterà di sanità, giovani, scuola, regionalismo, ambiente, agricoltura, crisi economica, legalità e ovviamente dei temi spinosi interni al partito. Quest’anno il luogo scelto è quello di Telese Terme, tranquilla e ridente località nel beneventano, per anni teatro delle feste dei coniugi Mastella. Quando cioè Clemente e signora avevano un grosso peso sulla politica campana e nazionale. Ma i tempi sono cambiati e dunque è tempo di cambiare anche città per la propria festa.
MASTELLA SCEGLIE IL MOLISE – Non ci è dato sapere se il Pd abbia sloggiato l’Udeur, visto che le rispettive feste cadono negli stessi giorni. Ma Mastella saluta il cambiamento come una scelta strategica in vista delle elezioni regionali molisane. La città scelta per la convention della sua piccola creatura politica è di fatto Campobasso. “L’appuntamento e’ per oggi e domani in Molise, dove, con umiltà ma con la forza dei nostri convincimenti, continueremo a riproporre un percorso che, per quanto ci riguarda, da Telese in poi, non abbiamo mai abbandonato”. Clemente Mastella presenta così la Conferenza programmatica che l’Udeur terrà nel capoluogo molisano in vista delle regionali di Ottobre, dove il partito sosterrà con i propri candidati il presidente uscente, Angelo Michele Iorio (Pdl). Cinque i temi al centro della due giorni: gli effetti collaterali degli aumenti di mezza estate, la macroregione per competere in Italia, in Europa e nel mondo, le elezioni regionali 2011 con il Molise al centro dell’agenda politica italiana, le donne impegnate in politica e nelle istituzioni, l’interrogativo sul futuro del Sud. “La situazione economica e politica del Paese – conclude Mastella – e’ sotto gli occhi di tutti e un periodo, durato tantissimo, sta per concludersi. Ma occorre evitare avventure strane, movimentismi senza senso, populismi incredibili. Di qui l’appello alle intelligenze di tanti per rimettere il Paese in corsa con i nostri partner europei”. Un discorso da statista, da parte di chi, in trent’anni di carriera politica, ha proprio cavalcato quelle caratteristiche.
LE GRANE DEL PD CAMPANO – Ma tornando al Pd campano, le sfide che attendono i compagni (si può ancora dire?) campani di Bersani non sono poche. Intanto c’è una Regione da riconquistare, essendo passata, dopo dieci anni di gestione Bassolino, a destra. Poi c’è un partito in quel di Napoli da rifondare, avendo ottenuto alle ultime elezioni amministrative uno striminzito 16%, perdendo di fatti la città dopo vent’anni di gestione. Inoltre, la Magistratura potrebbe indagare su quelle tristi pagine che furono le Primarie partenopee, tra sospetti di ingerenze camorristiche e sfruttamento di extracomunitari accorsi a votare in massa. Nel resto della Regione, a Salerno lo schiacciasassi De Luca pure è in polemica col Partito, optando da anni per una Lista civica; mentre meglio va a Benevento e Avellino. Al Comune di Caserta è invece tornato il centro-destra. Insomma il Pd campano deve ripartire da zero o quasi. E farlo nel feudo di Mastella, non è proprio il massimo…












sono assolutamente d’accordo!
noi abbiamo dato un segno scegliendo de magistriis,e se il pd ripresenterà i soliti tristemente noti continuerà a perdere perchè la gente non vuole un’altra era bassolino!
caro domentico.. questa sinistra non ha dato segni di cambiamento, sono sempre i soliti e la solita mentalità. non è cambiato niente. questa sinistra fa schifo
Cazzo; aveva detto che si sarebbe suicidato e invece!!!
In certe parti d’Italia dichiararsi di sinistra o di destra, o di qualunque altro “colote” politico, non costituisci, tranne rarissimi casi degni di studi accademici, alcuna garanzia di legittimità. Sono tutti geneticamente bacati, con un DNA incancrenito dal gene mafioso che si annida in loro da centinaia di generazioni. Aveva ragione Miglio, ma nessuno lo aveva considerato, nemmeno quei balordi della sua Lega Nord.