L’era Bush è finita. Inizia il mito?
20/01/2009 - LUCI E OMBRE – Sul Telegraph troviamo, però, altri due interessanti articoli, uno intitolato “I 10 migliori momenti di Bush” e l’altro “I 20 peggiori momenti di Bush” nei quali vengono evidenziate le luci e le ombre della sua presidenza.
LUCI E OMBRE – Sul Telegraph troviamo, però, altri due interessanti articoli, uno intitolato “I 10 migliori momenti di Bush” e l’altro
“I 20 peggiori momenti di Bush” nei quali vengono evidenziate le luci e le ombre della sua presidenza. Le ombre le conosciamo quasi tutte, ma l’autore dell’articolo, Nick Greene, ha sentito il bisogno di precisare che parte di quelle ombre sono invece considerate positivamente da altri osservatori. Ad esempio, la decisione di non aderire al protocollo di Kyoto è stata criticata da molti paesi nel mondo, ma non c’è dubbio che essa sia stata presa per favorire gli interessi industriali americani, per cui a buona parte degli stessi americani sta più che bene. Tra le luci, ce n’è qualcuna che pochi immaginerebbero: ad esempio gli aiuti che Bush ha stanziato per i paesi più poveri in Africa, 15 miliardi di dollari, molto più di quanto stanziato da Clinton; oppure la creazione di vaste aree marine protette, più di quanto abbia mai fatto qualsiasi altro presidente nella storia americana.
UNA STORIA MAI SCRITTA – Come sarebbe stata la presidenza Bush senza l’11 settembre 2001 è una storia che non può più essere scritta. Gli attentati hanno precipitato gli Stati Uniti in una situazione senza precedenti e hanno innescato una catena di fatti, decisioni giuste e sbagliate, conseguenze politiche, economiche e militari senza precedenti. Ma la storia che viviamo, quella che è stata scritta, ci mostra che Bush (o comunque la sua Amministrazione) ha commesso molti errori, anche gravi. Non siamo solo noi a dirlo: è lo stesso Bush ad ammetterlo, come sottolineano i due giornalisti che abbiamo citato, Greene e Roberts. Quest’ultimo scrive: “Bush è stato il primo a riconoscere i suoi errori”. Il che non è poco. Anzi, tenuto conto che i politici nostrani commettono errori non meno frequenti e non meno gravi (fatte le debite proporzioni in ordine alla “massa” gestita) che non solo non ammettono nemmeno in punto di morte, ma scaricano immancabilmente su chi li ha preceduti, è proprio tanto…












Non sappiamo se inizia un mito,l’unica cosa certa è che quel criminale di guerra se ne va…
Non credo inizierà un mit. Ci potremmo accontentare di un buon presidente, che probabilmente con i suoi limiti è stato anche Bush!
I criminali di guerra sono un’altra cosa ma per saperlo bisogna conoscere un po’ la storia. Comincia da Arafath e Milosevich, torna indietro di qualche decennio passando dal SudAmerica e andando in Cina e Russia vedrai che li si che ne trovi di criminali di guerra. Ma forse a te quelli non interessano perchè non sono americani.
Approposito di Kucinich, non trovi ci sarebbe da indagare un po sulle sue attivita’, John B?
Lo conosco poco, il Kucinich, a dire il vero.
Finalmente è finita. Mi chiedo come abbiano fatto gli americani ad eleggerlo per ben 2 volte. Bush è un guerrafondaio che ha curato solo ed esclusivamente i suoi interessi personali, a discapito di tutto il mondo. Ha fatto 3 guerre: Afghanistan, Iraq e la guerra economica.Complimenti!!!
D’altronde una persona così, come avrebbe potuto essere sensibile all’ambiente e firmare il protocollo di Kyoto?
Finalmente Obama: una persona con una grande umiltà, decisamente positiva, favorevole al dialogo ed alla pace(“lasciamo l’IRAQ agli iracheni”), con l’obiettivo di porre delle regole nel mondo finanziario ed inoltre molto sensibile ai temi sul rispetto ambientale. Mi è piaciuto molto un suo discorso dove parlava di rilanciare le energie rinnovabili. Finalmente!
Oggi è davvero un grande giorno per l’umanità. Se il mondo ora ha la possibilità di avere un leader come Obama, possiamo ringraziare Martin Luter King e ancora prima Rosa Park, per la loro lotta contro la segregazione raziale. Grazie
Che bush abbia fatto errori, anche abbastranza gravi, mi pare palese, ma l’articolo centra una questione fondamentale, ovvero che conta tutto nel giudizio di una persona e non solo gli errori. Perché altrimenti staremmo tutti messi male (con le dovute proporzioni di scala).
E poi c’è sempre da considerare che le figure importanti, quelle che sono il volto di una nazione, molto raramente passano (almeno in casa) per cattivi, al massimo sono possono essere stati poco buoni.
Bush è stato eletto alsecondo mandato ed ha avuto il più alto indice di popolarità di un Presidente americano. Il fatto di trovarsi alle prese con l’11 settembre non è stato voluto da Bush, a meno di non pensare (cosa anche difffusa) che il complotto sia stato interno all’amministrazione. Molti presidenti americani hanno lottato contro il Congresso che è un contropotere, ed anche Clinton ha rischiato l’impeachment. L’amministrazione Bush è quella che in assoluto ha destinato più aiuti all’Africa di qualsiasi presidente precedente e penso che il mondo sia più sicuro oggi di sette anni fa. Ma ancora più positiva è l’immagine della democrazia americana (ed inglese) che da ancora “cacca” a tutte le altre democrazie. Quando un leader finisce, finisce davvero: non torna più. E c’è un vero ricambio di leaders, che passa attraverso la conquista del proprio partito. Governano e comandano con una forte impostazione personale, quello che noi italiani proprio non vogliamo.Oggi è il turno di Obama che ha delle sfide epocali da affrontare, soprattutto in economia. Vedremo cosa farà e spero con tutto il cuore che ci riesca.