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Esteridi Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
pubblicato il 29 agosto 2008 alle 11:42 dallo stesso autore - torna alla home

La corsa per la Casa Bianca continua, si avvicina il momento delle elezioni ed è il caso di dare uno sguardo ai programmi di Obama e McCain. Poche differenze sostanziali, qualche idea buona e tante altre discutibili.

Le elezioni USA si avvicinano, e il mondo è in fermento. Molti si aspettano grandi differenze tra i due candidati, il repubblicano McCain e il democratico Obama: ma come sempre le differenze repubblicani Confronto allamericanareali saranno molto meno accentuate rispetto alla campagna elettorale. Guai a criticare questa ipocrisia: in caso di vittoria democratica sarebbe auspicabile, perché l’attuale programma economico di Obama è atroce, mentre quello di McCain è perlomeno discreto. Confrontiamo i due candidati su cinque temi di politica economica: l’economia, l’energia, l’assistenza sanitaria, le politiche agricole e il deficit federale.

ECONOMIA - Le idee di McCain in politica economica hanno luci e ombre. Le idee di Obama hanno solo ombre. Per combattere il carovita, McCain vuole tagliare le tasse sulla benzina (facendo aumentare il prezzo del petrolio), rimuovere i sussidi al biofuel (con positivi effetti sui prezzi agricoli, ma negativi sul petrolio), e rimuovere gli ostacoli al commercio internazionale (ottima idea). Per la crisi immobiliare, vuole aiutare chi si è indebitato troppo, cosa che in un paese già eccessivamente indebitato significa incentivare ulteriori follie: forse come politica di breve termine può andar bene, ma nel lungo termine o si cambia rotta o si diventa una repubblica delle banane. Da questo punto di vista, Obama non solo vuole aiutare gli indebitati imprudenti, ma anche finanziare gli enti locali imprudenti.

TASSE E SPESA PUBBLICA – McCain taglierà le tasse, soprattutto sulle attività produttive, il che è un’ottima idea per stimolare gli investimenti e la crescita (vuole anche rendere più difficile l’aumento delle tasse introducendo una maggioranza qualificata alle camere, ma sembra un’idea velleitaria). Anche Obama taglierà le tasse, ma sui redditi, con un effetto positivo miope sui consumi, ma negativo nel lungo termine sulla crescita, visto che gli americani già ora consumano troppo. Le scelte populiste sono tipiche di Obama: è per questo che piace. McCain vuole ridurre ldemocratici Confronto allamericanae spese combattendo le lobby. Vuole chiudere i piani governativi non performanti, l’equivalente dei nostri enti inutili. Obama difende invece qualsiasi forma di spesa pubblica: nel sociale, in investimenti, in politiche industriali dirigiste (come decidere dall’alto di aumentare il numero di piccole imprese a danno delle grandi). Poi aggiunge la buona proposta di aumentare la competizione negli appalti federali: la concorrenza fa bene, e ora lo sanno anche i socialisti, o perlomeno lo scrivono sui programmi.

MERCATO GLOBALE – McCain è palesemente a favore della globalizzazione, vista come un’opportunità. La cosa è ovvia, visto che senza risparmi cinesi l’economia americana non si reggerebbe in piedi, ma nel programma di Obama questa ovvietà non è di casa. Per affrontare i problemi di riallocazione dei lavoratori in settori in declino, vuole puntare sulla riqualificazione, anziché sul blocco dell’innovazione (implicito nel protezionismo). Obama dice qualcosa di generico a favore del libero mercato, ma con tanti noiosi “se” e “ma”. Vuole introdurre clausole sociali e ambientali nel libero commercio, così i costi del lavoro nel Terzo Mondo aumenteranno, e i poveri saranno tagliati fuori dai flussi di investimento. Egoismo gabellato per solidarietà. Obama aumenterà anche il salario minimo: pessima notizia per i lavoratori poco produttivi, che con i nuovi salari saranno espulsi dal mercato. Per aumentare ulteriormente la disoccupazione, vuole anche rafforzare il ruolo dei sindacati. Vuole infine cacciare dal mercato del credito tutti coloro che hanno necessità di liquidità a breve: con un tetto agli interessi sui payday loans. Questo significa che molte persone non otterranno più prestiti: chi presterebbe soldi a chi ha il 25% di probabilità di essere protestato?

ENERGIA - Il programma energetico di Obama è velleitario e dirigista,  quello di McCain poco meno. Obama fa proposte poco credibili nel campo delle energie alternative, degne delle politiche industriali italiane della  Confronto allamericanaPrima Repubblica. Dice che investire miliardi in energie verdi crei posti di lavoro, ma in realtà ogni spostamento di risorse crea posti di lavoro da una parte e li toglie da un’altra: manipolare le scelte produttive del mercato significa in genere ridurre l’efficienza, e quindi distruggere più posti di quanti se ne creano. Anche McCain fa la sua parte con piani di investimenti calati dall’alto, ma almeno ridurrà i sussidi distorcenti sul biofuel dal mais, per evitare di mettere fuori mercato biofuel più efficienti. Ragionamento corretto: quasi non sembra un programma elettorale.

NUCLEARE E INQUINAMENTO – McCain vuole aumentare le esplorazioni di campi petroliferi negli USA, bloccate per legge, il che sembra un’ottima idea. Peccato che poi affermi che questo ridurrà il deficit commerciale, il che è economicamente improbabile, a meno che gli investimenti in capacità produttiva non siano meno dei risparmi indotti dalle rendite così guadagnate. Punterà anche sul nucleare, cosa che sembra meno velleitaria delle energie “pulite”. Si dice inoltre contrario alla Robin Hood tax. Obama vuole ridurre le emissioni di C02 di quattro quinti in 42 anni: se avesse scritto che vuole trovare una cura per il cancro in sei mesi sarebbe stato più credibile. A parte questo, entrambi sono per il cap-n-trade. Nessuna parola su Kyoto: ormai ci credono solo i Verdi italiani.

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