La corsa per la Casa Bianca continua, si avvicina il momento delle elezioni ed è il caso di dare uno sguardo ai programmi di Obama e McCain. Poche differenze sostanziali, qualche idea buona e tante altre discutibili.
Le elezioni USA si avvicinano, e il mondo è in fermento. Molti si aspettano grandi differenze tra i due candidati, il repubblicano McCain e il democratico Obama: ma come sempre le differenze
reali saranno molto meno accentuate rispetto alla campagna elettorale. Guai a criticare questa ipocrisia: in caso di vittoria democratica sarebbe auspicabile, perché l’attuale programma economico di Obama è atroce, mentre quello di McCain è perlomeno discreto. Confrontiamo i due candidati su cinque temi di politica economica: l’economia, l’energia, l’assistenza sanitaria, le politiche agricole e il deficit federale.
ECONOMIA - Le idee di McCain in politica economica hanno luci e ombre. Le idee di Obama hanno solo ombre. Per combattere il carovita, McCain vuole tagliare le tasse sulla benzina (facendo aumentare il prezzo del petrolio), rimuovere i sussidi al biofuel (con positivi effetti sui prezzi agricoli, ma negativi sul petrolio), e rimuovere gli ostacoli al commercio internazionale (ottima idea). Per la crisi immobiliare, vuole aiutare chi si è indebitato troppo, cosa che in un paese già eccessivamente indebitato significa incentivare ulteriori follie: forse come politica di breve termine può andar bene, ma nel lungo termine o si cambia rotta o si diventa una repubblica delle banane. Da questo punto di vista, Obama non solo vuole aiutare gli indebitati imprudenti, ma anche finanziare gli enti locali imprudenti.
TASSE E SPESA PUBBLICA – McCain taglierà le tasse, soprattutto sulle attività produttive, il che è un’ottima idea per stimolare gli investimenti e la crescita (vuole anche rendere più difficile l’aumento delle tasse introducendo una maggioranza qualificata alle camere, ma sembra un’idea velleitaria). Anche Obama taglierà le tasse, ma sui redditi, con un effetto positivo miope sui consumi, ma negativo nel lungo termine sulla crescita, visto che gli americani già ora consumano troppo. Le scelte populiste sono tipiche di Obama: è per questo che piace. McCain vuole ridurre l
e spese combattendo le lobby. Vuole chiudere i piani governativi non performanti, l’equivalente dei nostri enti inutili. Obama difende invece qualsiasi forma di spesa pubblica: nel sociale, in investimenti, in politiche industriali dirigiste (come decidere dall’alto di aumentare il numero di piccole imprese a danno delle grandi). Poi aggiunge la buona proposta di aumentare la competizione negli appalti federali: la concorrenza fa bene, e ora lo sanno anche i socialisti, o perlomeno lo scrivono sui programmi.
MERCATO GLOBALE – McCain è palesemente a favore della globalizzazione, vista come un’opportunità. La cosa è ovvia, visto che senza risparmi cinesi l’economia americana non si reggerebbe in piedi, ma nel programma di Obama questa ovvietà non è di casa. Per affrontare i problemi di riallocazione dei lavoratori in settori in declino, vuole puntare sulla riqualificazione, anziché sul blocco dell’innovazione (implicito nel protezionismo). Obama dice qualcosa di generico a favore del libero mercato, ma con tanti noiosi “se” e “ma”. Vuole introdurre clausole sociali e ambientali nel libero commercio, così i costi del lavoro nel Terzo Mondo aumenteranno, e i poveri saranno tagliati fuori dai flussi di investimento. Egoismo gabellato per solidarietà. Obama aumenterà anche il salario minimo: pessima notizia per i lavoratori poco produttivi, che con i nuovi salari saranno espulsi dal mercato. Per aumentare ulteriormente la disoccupazione, vuole anche rafforzare il ruolo dei sindacati. Vuole infine cacciare dal mercato del credito tutti coloro che hanno necessità di liquidità a breve: con un tetto agli interessi sui payday loans. Questo significa che molte persone non otterranno più prestiti: chi presterebbe soldi a chi ha il 25% di probabilità di essere protestato?
ENERGIA - Il programma energetico di Obama è velleitario e dirigista, quello di McCain poco meno. Obama fa proposte poco credibili nel campo delle energie alternative, degne delle politiche industriali italiane della
Prima Repubblica. Dice che investire miliardi in energie verdi crei posti di lavoro, ma in realtà ogni spostamento di risorse crea posti di lavoro da una parte e li toglie da un’altra: manipolare le scelte produttive del mercato significa in genere ridurre l’efficienza, e quindi distruggere più posti di quanti se ne creano. Anche McCain fa la sua parte con piani di investimenti calati dall’alto, ma almeno ridurrà i sussidi distorcenti sul biofuel dal mais, per evitare di mettere fuori mercato biofuel più efficienti. Ragionamento corretto: quasi non sembra un programma elettorale.
NUCLEARE E INQUINAMENTO – McCain vuole aumentare le esplorazioni di campi petroliferi negli USA, bloccate per legge, il che sembra un’ottima idea. Peccato che poi affermi che questo ridurrà il deficit commerciale, il che è economicamente improbabile, a meno che gli investimenti in capacità produttiva non siano meno dei risparmi indotti dalle rendite così guadagnate. Punterà anche sul nucleare, cosa che sembra meno velleitaria delle energie “pulite”. Si dice inoltre contrario alla Robin Hood tax. Obama vuole ridurre le emissioni di C02 di quattro quinti in 42 anni: se avesse scritto che vuole trovare una cura per il cancro in sei mesi sarebbe stato più credibile. A parte questo, entrambi sono per il cap-n-trade. Nessuna parola su Kyoto: ormai ci credono solo i Verdi italiani.























Topinamburs sostiene Obama nel 2008.
Buuuuhhh. Obama è un Rutelli dipinto.
A me quel negro-comunista-light ha già cotto il razzo prima di iniziare, indipendentemente dal programma. E’ costantemente in tv, in congressi, in convention. Giri i canali e c’è lui ovunque che recita quasi come Denzel Washington, leggi le news e lo chiamano già presidente. Tra un po’ chiama anche i dragonball sul palcoscenico a dichiarare che sono con lui. Dicono che sventano un attentato contro di lui ma poi non è vero ma poi forse sì ci siamo sbagliati era vero, perchè sappiate a questo mondo c’è ancora gente razzista eh. E grazie al razzo. Voterò Mac Cain, ha un nome più da patatine, quantomeno.
mioddio mi hai asfaltato dalle risate
ok quindi libertyfirst alla fine come l’hanno presa i superdelegati quando gli hai spiegato che devono ritirare la candidatura di obama?
Devilmath: m’hanno offerto un Maine lobster da due pound, un clam chowder e due pinte di Blue Moon con spicchio d’arancia, spiegandomi gentilmente che io non capisco i profondi concetti di “hope” e “change”. Al che ho risposto, terminando gli ultimi pezzetti di pane del chowder all’Atlantic Fish & Co di Boylston Street, che io “hope” che la politica prima o poi smetta di trattare gli elettori come infanti mentalmente incapaci che si cibano solo di propaganda, e inneggiano al “change” in quanto “change” e non perchè hanno analizzato i “pros” e i “cons” razionalmente. Obama non è poi diverso da Berlusconi: conosce i suoi polli e li tratta come tali.
“Obama dice qualcosa di generico a favore del libero mercato, ma con tanti noiosi “se” e “ma”.”
questa potete linkarla nella sezione mass merda dai. libertyfirst ha mai letto un testo serio di economia o vai avanti a lezioni by capezzone su youtube?
Capezzone su youtube, of course. Tu, invece? Baci Perugina?
Se dovvessi scrivere un romanzo sull’idiozia umana, in certi commenti troverei materiale in abbondanza.
Possibile che ‘argomentare’ e ‘ingiuriare’ sono considerati sinonimi?
De Mauro:
A:
1 v.tr. BU dedurre logicamente in base a argomenti o indizi: dal tuo comportamento ho argomentato le tue intenzioni
2 v.intr. (avere) CO discutere adducendo argomenti logici: a. con lucidità, a. contro le teorie di qcn.; anche v.tr.: ha argomentato bene la sua tesi | TS filos., procedere per argomentazioni
B:
CO offendere con ingiurie
Secondo me associare ai due verbi le definizioni A e B è problematico per molti. L’intelligenza umana è sopravvalutata.
Libetyfirst due domande e un’osservazione:
-”tagliare le tasse sulla benzina (facendo aumentare il prezzo del petrolio)”
Perché un taglio delle tasse sulla benzina dovrebbe far aumentare il prezzo del petrolio?
-”Obama taglierà le tasse, ma sui redditi, con un effetto positivo miope sui consumi, ma negativo nel lungo termine sulla crescita, visto che gli americani già ora consumano troppo.”
Non capisco perché un taglio delle imposte sui redditi inferiori debba avere un effetto negativo sulla crescita nel medio-lungo termine…semmai è il classico sostegno alla domanda aggregata keynesiano che avrebbe un effetto del genere. Insomma la tua non mi sembra una visione liberista.
Infine l’osservazione su un punto che hai tralasciato sulle tasse: Obama proprone un aumento delle imposte sui redditi per gli scaglioni più elevati! Insomma è il classico del paradigma keynesiano: riduzione dell’aliquota media con un taglio delle aliquote sugli scaglioni inferiori ed un aumento per i redditi più alti.
p.s.Reisman si è dilungato molto sulla questione sul mises.org
Controcorrente.
Grazie per il commento.
“Perché un taglio delle tasse sulla benzina dovrebbe far aumentare il prezzo del petrolio?”
Meno tasse sulla benzina => più consumo di benzina => più domanda di petrolio => prezzo maggiore del petrolio. Credo che il 20% del petrolio sia usato per le automobili, quindi se il consumo di benzina aumenta del 10%, la domanda di petrolio aumenta del 2%. Allo stato attuale (capacità produttiva all’estremo) l’effetto potrebbe non essere trascurabile, anche se non mi aspetto nulla di fenomenale.
“Non capisco perché un taglio delle imposte sui redditi inferiori debba avere un effetto negativo sulla crescita nel medio-lungo termine…semmai è il classico sostegno alla domanda aggregata keynesiano che avrebbe un effetto del genere. Insomma la tua non mi sembra una visione liberista.”
Se i consumi aumentano, diminuiscono gli investimenti. Se diminuiscono questi, si riduce l’accumulazione di capitale e la crescita. Keynes diceva il contrario, ma ritengo che la sua teoria, ammeso che sia valida, al massimo sia valida per pochi mesi. Per analizzare la crescita non si può essere keynesiani (ammesso che si possa essere keynesiani per altri scopi).
Sì, ho dimenticato di citare l’aumento della progressività fiscale. Non ho dati precisi ma credo sia irrilevante: i ricchi sono troppo pochi per influenzare sul gettito. Ma non sono sicuro.
Grazie per la risposta:)
In effetti la risposta alla prima domanda era abbastanza semplice, subito dopo aver inviato il commento mi è venuto in mente l’aumento della domanda:)
Saluti liberali
Libertyfirst, come fai a dire che “mccain vuole ridurre le spese combattendo le lobby”? Solo questa frase fa capire quanto la tua analisi sia di parte e completamente poco affidabile per chi si intende poco di economia e politica.
Leggete qui
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/elezioniusanews/visualizza_new.html_74471887.html
e qui
http://valentinainamerica.blogspot.com/2008/07/mccain-e-le-lobby.html
e qui
http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_29/mccain_vice_sarah_palin_e7acd518-75c9-11dd-b314-00144f02aabc.shtml
Confronto all’americana?
Io ho detto che dice di volerle combattere, che non ci riuscirà non ho dubbi.
Infatti concludevo l’articolo scrivendo:
“Entrambi dicono di voler combattere lobby e corruzione. Il che è velleitario: finché il governo muoverà centinaia di miliardi, ci saranno gruppi di pressione che cercheranno di sfruttarlo a proprio vantaggio.”