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Claudia Lombardo: la storia di «miss vitalizio» e degli assegni d’oro sardi

La chiamano «Miss Vitalizio» perché lei, Claudia Lombardo, non solo è stata la prima donna eletta come presidente dell’ assemblea regionale sarda nel 2009, ma è oggi una “baby-pensionata” fortunata: 5 mila e 100 euro netti al mese, ottenuti per aver prestato la sua opera dal 2009 al 2014. Età? Quarantuno anni. Eletta prima con Forza Italia e poi con il Popolo delle libertà, per anni Claudia restò tra i referenti del governatore Ugo Cappellacci. La sua storia è raccontata da Gian Antonio Stella sul Corriere: «Doveva compiere 23 anni e faceva l’università, la giovane Claudia, quando il governo di “Lambertown” varò nel ’95 quella svolta sulle pensioni che cambiò la vita di milioni di italiani».

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IL CASO LOMBARDO – Lombardo, confermata alle elezioni del ’99 e del 2004 e coordinatrice sarda del partito nel 2008, ha riservato nell’ultimo periodo profonde critiche a Cappellacci. La polemica sul suo vitalizio arriva ora sui media nazionali dopo che la stampa locale ha cercato in tutti i modi di capire di più sulle pensioni d’oro sotto la Regione Sardegna. Racconta il Corriere:

Per giorni e giorni, anzi a Cagliari c’è chi ha tentato di sollevare intorno ai nuovi numeri un velo di mistero. «Una cronista de L’Unione Sarda ha chiesto al presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, al segretario generale del Consiglio regionale, ai questori della legislatura appena trascorsa e a quelli appena insediatisi di conoscere l’elenco dei consiglieri cessati il 19 marzo che sono stati ammessi a godere della pensione. Tutti hanno detto di non poter evadere la richiesta, per questioni legate alla privacy», ha scritto sul quotidiano cagliaritano il direttore Anthony Muroni, che da giorni batte e ribatte sul tema pretendendo chiarezza.

Poco importa se, come sottolinea Stella, la legge 675/96 e poi il “Codice privacy” non incide in modo efficace sulla trasparenza amministrativa. Anche perché, come ricorda oggi La Nuova Sardegna, la lista dei privilegiati dovrebbe esser lunga. Una sequela di nomi e cognomi che già scatena polemiche. E reazioni piccate. Il presidente nazionale del Psd’Az, Giacomo Sanna, tre legislature alle spalle, ha sbottato: «Se devo essere onesto non capisco questa polemica – dice Sanna su La Nuova –. Noi percepiamo un vitalizio sulla base dei contributi che abbiamo versato da consiglieri. Non prendiamo i soldi a nessuno. È un diritto, come lo hanno tutti i lavoratori. Si è creato un clima da caccia alle streghe che condanno». Tore Amadu, Forza Italia, 25 anni in consiglio regionale (anche lui ricevente vitalizio) non vede nulla di male nel sistema: «Mi sembra giusto per tutto quello che ho fatto – afferma –. Per un quarto di secolo ho dedicato la mia vita alla buona amministrazione della Sardegna. Ho viaggiato da Sassari a Cagliari. Ci ho messo l’impegno, il tempo e la passione. Mi chiedo perché ora si contesti un diritto acquisito. Ho versato i contributi e ora percepisco il vitalizio. Come prevede la legge».


(Il tweet – al veleno – di Ugo Cappellacci)

IL SISTEMA DEI VITALIZI SARDI – Il meccanismo che alimenta i vitalizi sotto la Regione Sardegna è in vigore da anni.  Fino al 2000 i consiglieri (al compimento dei 65 anni d’età) maturavano un vitalizio pari al 35 per cento. Più anni d’occupazione della poltroncina maggiore è la cifra percepita. Dal 2000 la percentuale sui vitalizi è stata abbassata al 25 per cento. Come sottolinea sempre La Nuova grazie alla legge del 2000 un consigliere arriva a percepire l’80 per cento dell’indennità (quasi 8mila euro) dopo 30 anni di Consiglio. Dal 2011, sotto la guida di Lombardo, i vitalizi però sono stati aboliti. Con una eccezione: chi ha maturato i diritti godrà comunque della pensione.

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«NON NE SAPEVO NULLA» – Lombardo, intervistata da Sardiniapost.it, ha cercato di difendersi dagli attacchi:

“Per inciso – puntualizza Claudia Lombardo – io di questa norma non ero nemmeno a conoscenza, l’ho scoperto nel marzo scorso, quando sono stati preparati i decreti per tutti i consiglieri regionali della passata legislatura. Pensavo al contrario che avrei incassato il vitalizio a partire dai 50 anni. Vitalizio, peraltro, che sotto la mia presidenza è stato abolito a cominciare dall’attuale legislatura. Non potevamo cancellarlo prima perché avremmo leso diritti acquisiti e, magari, ci saremmo anche esposti a cause legali”

«Ma le norme varate nel dicembre del 2012 dal governo Monti, non fissavano l’età per il vitalizio a 66 anni?», le ha chiesto il cronista Pablo Sole. «Sì – ha replicato lei – ma dicevano anche che da questa prescrizione erano esentate le regioni che avevano già legiferato. E noi, che su questi temi siamo stati dei precursori, avevamo già messo tutto nero su bianco un anno prima, nel novembre del 2011, quando appunto abolimmo il vitalizio». Giusto per capire Sardinapost.it ha stilato cifre e anni in base ai dettami del Consiglio regionale. Si tratta di cifre comunque alte:

Si diceva: dal 2000 si cambia e le percentuali (a partire dalla legislatura iniziata nel 2004) si abbassano. Come riporta il sito del Consiglio, dopo 5 anni il vitalizio è pari al 25% sull’indennità lorda (2.475 euro lordi), dopo 10 sale al 38% (3.762 euro), dopo 15 è al 53% (5.247 euro) e dopo 20 è al 68% (6.732 euro). Infine, gli ultimi due ‘scalini’: dopo 25 anni si ha diritto al 75,5% (7.474 euro) e dopo 30 anni e oltre la percentuale è pari all’80% (7.920 euro). La quota che ogni consigliere deve accantonare, ha subìto due variazioni in aumento. La prima a partire dal 2007, con la quota che passa dall’8,6 al 15% (1.353 euro) e la seconda il 26 maggio 2012, quando la quota passa al 22% (pari a 2.038 euro).

Ora , con la nuova legge, per i nuovi arrivati non ci sarà alcun assegno e per i rieletti non ci saranno effetti giuridici ed economici rispetto a quanto hanno già maturato.   «Io sono quella che i vitalizi li ha cancellati – spiega Lombardo su La Nuova  – Siamo stati la prima regione in Italia. Sotto la mia presidenza è stata portata avanti e varata la norma che ha messo fine a queste pensioni. Ma è chiaro che per legge si dovevano salvare i diritti acquisiti. In un certo senso questa legge io l’ho subita. Sono diventata consigliere regionale a 21 anni e ho fatto quattro legislature. Ho maturato i requisiti e ho diritto a percepire il vitalizio. Come tanti altri consiglieri regionali». Saranno problemi per gli eletti futuri, quindi. Ma le pensioni d’oro fanno male, specialmente in una regione con i più alti tassi di disoccupazione giovanile in Italia.