High School Musikal (Vis grata puellae)
14/01/2009 - QUATTRO -Sul pullman cominciarono subito le cose più strane. Io stesso che mi aspettavo di recuperare, con calma, il rapporto con Laura e che non avrei mai creduto al fatto di potervi rinunciare perché travolto dagli eventi, fui costretto quasi
QUATTRO -Sul pullman cominciarono subito le cose più strane. Io stesso che mi aspettavo di recuperare, con calma, il rapporto con Laura e che non avrei mai creduto al fatto di potervi rinunciare perché travolto dagli eventi, fui costretto quasi da subito a ricredermi. E ad assistere sgomento e quasi sconcertato al trionfo della mia passività e di quella in generale del contesto intorno a me di fronte la decisione e la forza psicologica, il carisma (scoprii più tardi) per riassumerla in una sola felice definizione, di certuni “privilegiati”. Niente, salito sul pullman e relegato a starmene da solo con i soprabiti degli altri, visto che Laura nelle file dietro si era messa a leggere cupa, ne profittai per riordinare le idee onde riprovare un nuovo approccio che mi facesse riconquistare la mia ragazza. Gli altri rumoreggiavano facendo casino e divertendosi, ma non ci facevo quasi
caso. Avevo portato con me dei foglietti di poesie, scritte in gran segreto a casa. Nessuno sapeva nulla del contenuto perché avrei voluto farne una sorpresa romantica. Erano versi d’amore dolcissimi, con i quali, nel mio piano per quella gita, avrei definitivamente conquistato il cuore della mia bella convincendola a fare l’amore con me. Ed ero sicuro che avrebbero sortito l’effetto desiderato, per il quale li avevo scritti. Non mi ero accorto di essere spiato da dietro le spalle. E quando me ne accorsi era tardi. Il ghigno di Marco era sin troppo eloquente e i fogli già tra le sue mani mentre Giovanni mi metteva a sedere tenendomi fermo con le sue mani sulle mie spalle. Ridacchiava, Marco, mentre sfogliava quelle piccole carte, ed ero già rassegnato al fatto che ne facesse strame. Prendendomi in giro platealmente o facendone coriandoli. Ma ben presto mi resi conto che invece avrebbe fatto ben di peggio, contando da subito sulla mia, da subito evidente, rassegnazione a subire. Lo vedevo con lo sguardo sempre più assorto riporre, anziché stracciarli, quei foglietti, uno alla volta nel suo portafoglio. Quando ebbe finito, mi guardò con sguardo inespressivo, come non esistessi, e mi fece segno di starmene in silenzio. Ritornarono entrambi indietro, e vidi con la coda dell’occhio Marco fiss
are intensamente la mia Laura la quale nel frattempo aveva smesso di leggere e guardava fuori. Forse, chissà, in attesa che mi alzassi ed andassi a parlarle. Feci per farlo ma Giovanni mi venne incontro e mi bloccò il passaggio, calpestandomi il piede e sussurrandomi all’orecchio di tornarmene subito al mio posto, “vicino ai vecchi e alle maestre”, perché dietro non mi ci volevano. Non ero neanche arrivato al mio posto che cominciai a sentire qualcosa di familiare ben declamato. Ad alta voce e con fare convincente. Mi girai. Marco era seduto al fianco di Laura e stava leggendo le mie, mi correggo, le ex mie poesie d’amore per lei. Tutti in silenzio per rispetto nei suoi confronti, ovviamente, i ragazzi ammirati per il coraggio, le ragazze assorte e sognanti. Lui era molto affascinante mentre stava rubandomi il posto, il merito, la voce, il sentimento. Non c’era neanche bisogno che Giovanni mi squadrasse minaccioso. Non avrei parlato e rivendicato mai nulla, specie perché guardando lei, la ragazza che amavo, tutta in fiamme per quel che le avevo scritto io e appropriatosene Marco, avevo intuito la tragicità della cosa e ne ero rimasto come annichilito e schiantato. Lei lo guardava come mai avevo visto fare prima di allora. Nell’applauso generale, il bacio tra i due fu inevitabile e, per me, assassino.












Laterali ? Rispetto al post o alla mia gentilezza d’animo ?
tu che dici? quello che dovevo dire è scritto sopra, ma dio mi guardi bene dallo sfidare di nuovo la tua autocrazia sul testo!
ripeto: non ha senso. tu, a priori, non metti mai in discussione quello che scrivi; è tutto perfetto, indiscutibile e inappellabile, anche un soggettopredicatocomplementoggetto diventano
“il surrealismo e la volgarità con il citazionismo pop come olio o vasellina per i ripetuti richiami infratestuali, è stata sempre tacciata dai miei denigratori di masturbazione spesso sgrammaticata, e comparata ad un ideale modello di scrittura che io chiamo da scuola serale in quanto richiamantesi ad un linguaggio piano e senza allusioni”
e la chudo qui.
Inappellabile ? E’ solo il mio punto di vista.
Perché lo recepisci come senza scampo, dovevo incacagliare per fare simpatia ?
Davvero singolare (e stucchevole) che il tuo esprimere il tuo punto divista coincida sempre e comunque con l’autoesaltazione dei tuoi scritti, della loro originalità a prescindere, della loro profondità allusiva: anche quando il testo, onestamente, non lo autorizzerebbe.
Ma continua così, è divertente: specie quando infili la filosofia nicciana persino in una banale strizzata di coglioni, elusivo ricchiuti.
Ho capito. Devo stroncarmi di tanto in tanto così mi faccio degli amici.