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Pugni sul tavolo, vecchietti e cani: siamo veramente ridotti così?

Nei giorni scorsi è diventato virale – per un motivo o per l’altro – un video pubblicitario per la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle, “Pugni sul tavolo”, che qui riproponiamo

Nel frattempo voci vicine a Forza Italia fanno volare idee genialissime per le europee quali fare campagna elettorale su amanti dei cani e vecchini, sull’onda dei servizi sociali di Berlusconi, il quale dal canto suo ha ripreso in pompa magna la campagna elettorale, rispolverando addirittura il Kapò Schultz.

Meglio non fa Matteo Renzi, che ha dovuto – quale disdetta! – rinviare la sua ospitata ad Amici di Maria De Filippi dopo aver già rinunciato alla partita del cuore di Emergency per motivi di par condicio (e ci mancherebbe pure). Questa, a grandi linee, è la campagna elettorale dei principali partiti italiani a meno di un mese dalle elezioni.

Ma veramente fate?

Ma

veramente

fate?

C’è da mettersi le mani nei capelli. Anni a criticare questa politica diventata marketing, eoni a discutere del drammatico calo culturale del paese, e poi bastano un video virale e due idee per le nicchie e rieccoci punto e a capo a volere  vincere facile perché tanto “la gente vota così”.

La cosa peggiore è che senti in giro: “Beh ma bello quel video dei pugni! Fatto bene! Infatti è diventato virale subito!” Sì, anche 2 girls 1 cup, ma non per questo le abbiamo votate alle Europee. “Sì, fa bene Berlusconi a sfruttare Dudù per la campagna elettorale, si vede che tira”. Dudù E’ UN CANE. UN CANE PERDINCI!

C’è da uscire in strada nudi correndo e urlando contemporaneamente! Ma quando, di preciso, ci siamo ridotti così? Quando abbiamo deciso di spegnere il bottone dell’intelligenza e votare seguendo lo stesso processo mentale di quando dobbiamo comprare un detersivo? Quando abbiamo smesso di pretendere informazioni, programmi (attenzione: un banner con 10 punti non è un programma. Dieci tweet non sono un programma. Un cane non è un programma. Insultare i tedeschi non è un programma) e serietà e ci siamo accontentati di una sottospecie di reality show (di sottomarca) in cui vince chi la spara più grossa?

Ma vi siete mai fermati a domandarvi cosa succederà, poi? Non sentite la responsabilità del voto che state per dare, perché questo influirà sulla vita vostra, dei vostri figli e dei vostri nipoti? Davvero credete che questa via non facile, facilona, sia la via giusta?

Ma veramente fate?