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Il paese dove si lavora sei ore al giorno

Nella ricca Scandinavia non solo gli stipendi sono significativamente più alti rispetto alle retribuzioni ottenibili nel resto dell’Europa, ma diverse aziende offrono la possibilità di settimane lavorative da trenta ore. L’esperimento con una giornata di lavoro da sei ore è ora tentato dal comune di Göteborg, la seconda città della Svezia, mentre in questi paesi del Nord Europa la riduzione dell’orario di lavoro sta diventando un tema sempre più dibattuto.

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GIORNATA DA SEI ORE – Der Spiegel dedica un approfondimento alle realtà professionali, nel settore privato come ora anche nel pubblico, che permettono ai propri dipendenti di lavorare solo sei ore al giorno, così da avere una settimana da trenta ore. Mentre nel resto dell’Europa si lavora in media per quasi quaranta ore, in Svezia così come in Norvegia ci sono esperimenti dove i lavoratori possono beneficiare di orari significativamente ridotti. Il più grande rivenditore di automobili di Göteborg, la seconda città svedese, ha ridotto ormai undici anni fa la giornata lavorativa da otto a sei ore. L’idea era stata discussa dopo che la proprietà dell’impresa aveva riscontrato una scarsa soddisfazione da parte dei clienti. Molti dipendenti apparivano esausti dal lavoro, così come era assai alta la percentuale di giorni di malattia. Il responsabile del centro di rivendita di automobili, ora specializzato nelle Toyota, Martin Blanck, spiega a Der Spiegel come da una più corte giornata lavorativa si sperava di poter ottenere una maggior produttività da parte del personale.

ESPERIMENTI DA SEI ORE – L’esperimento introdotto a Göteborg ha funzionato, tanto che l’orario ridotto, alla stessa paga, è stata confermato nel tempo. Blanck rimarca come le assenze per malattia sono diminuite in modo piuttosto rilevante con la nuova giornata lavorativa da sei ore. A Heimdal, città norvegese poco distante dal confine svedese e da Göteborg, c’è una grande industria casearia, la Tine. Anche in quest’impresa proprietà e sindacati si sono accordati nel 2007 per un progetto che prevedesse la stessa paga per un orario lavorativo ridotto. La speranza, spiega il responsabile dell’azienda Henning Martinsen, sembrava ingenua all’inizio, ovvero ottenere dai dipendenti lo stesso Output nonostante la diminuzione del carico temporale di impiego. I lavoratori dovevano produrre cioè la stessa quantità in sei ore invece che nelle abituali sette e mezza. Il risultato, rimarca Martinensen a Der Spiegel, è andato meglio delle più rosee aspettative. La produttività è salita non del 20%, come avrebbe dovuto per avere lo stesso Output, bensì del 50%.

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EFFETTI DELLA GIORNATA DA SEI ORE – Oltre ad una notevole crescita dell’efficacia del lavoro dipendente, è diminuita in modo considerevole, come successo nella rivendita di automobili di Göteborg, la percentuale di assenze per malattie. Nel 2007 l’11% delle giornate andava perso per assenze per malattie, mentre quattro anni dopo alla Tine sono questa percentuale è scesa al 6,2%. Un dato particolarmente basso considerato le condizioni di lavoro, che si svolgono all’interno di uno stabilimento particolarmente freddo. Il modello della settimana da trenta ore ora sarà introdotto anche dall’amministrazione comunale di Göteborg, guidata da una coalizione formata socialdemocratici, ecologisti e sinistra. L’esperimento sarà svolto nelle strutture di ricovero, e sarà valutato per almeno un anno, al fine di valutare quali siano gli effetti di una riduzione del carico orario di lavoro. L’opposizione liberalconservatrice accusa però il governo cittadino di Göteborg di fare del populismo a scopi elettorali. Nei prossimi mesi si andrà al rinnovo dell’amministrazione, così come a metà settembre ci saranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento svedese. Al momento le forze di sinistra hanno un vantaggio di circa 10 punti sulla coalizione di moderati e conservatori che sostiene il governo Reinfeldt.

 

SESSO COME LE SEI ORE – Der Spiegel sottolinea come la discussione sulle sei ore lavorative stia accendendo l’opinione pubblica svesese. Il popolare tabloid Aftonbladet ha sposato questa causa, con un titolo che giocava sulla parola sesso. Sei e sesso si scrivono allo stesso modo in svedese, e il più diffuso giornale del paese voleva sottolineare così il consenso verso questo tipo di modello. Nella stessa amministrazione di Göteborg si rimarca però che l’idea per ora sia solo un progetto, visto che ridurre le ore di turni degli infermieri delle case di riposo significa dover assumere altre persone per coprire il buco temporale. Un aggravio dei costi che la città spera di coprire con i trasferimenti dalla cassa malattia che paga i giorni di assenza di lavoro dei dipendenti. Il tema però rimane popolare, tanto che in un’altra grande città svedese, Umeå, le forze progressiste hanno inserito nel loro manifesto elettorale la giornata da sei ore lavorative per i dipendenti delle strutture pubbliche.

(Photocredit: Getty, Der Spiegel)