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Davide Vannoni indagato: chiusa l’inchiesta su Stamina

La procura di Torino ha chiuso le indagini su Stamina. Gli indagati sono venti, tra cui Davide Vannoni, padre del metodo. Le notifiche agli avvocati difensori sono in corso da pochi minuti. Il rituale avviso di chiusura indagine prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati, in pratica tutto l’entourage di Vannoni, avranno venti giorni di tempo – una volta ricevuto il cosiddetto “415 bis” – per chiedere di essere interrogati o per presentare memoriali difensivi o altri documenti. Secondo quanto si apprende sono diversi i reati ipotizzati a vario titolo dal pm Raffaele Guariniello nei confronti dei venti indagati. L’inchiesta si era già formalmente chiusa nel 2012, ma nei mesi successivi Guariniello aveva continuato gli accertamenti. Secondo fonti in ambienti giudiziari alcune posizioni sarebbero state stralciate dall’inchiesta della Procura di Torino sul caso Stamina. Lo stralcio prelude ad alcune archiviazioni o, forse, alla necessità di effettuare ulteriori accertamenti.

Stamina, manifestanti bloccano a Roma Largo Chigi

STAMINA: INDAGATO ANCHE ANDOLINA – Dopo tre mesi di lavoro, stabiliti a fine 2013, la procura di Torino ha terminato le indagini sul caso Stamina. Come riporta Repubblica, oltre a Vannoni, presidente della “Stamina Foundation”, tra gli indiagati ci sono il suo vice Marino Andolina, neurologi, biologi, otto medici degli Spedali di Brescia e un membro dell’Aifa, l’agenzia per il farmaco. «Non sono molto stupita, vedremo l’esito del processo. È una vicenda che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso e me con molte preoccupazioni e ansie. L’importante è che ne esca chiarezza, perché qui le vittime sono le migliaia di persone che hanno creduto di poter avere una cura», ha precisato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ospite nel programma Coffe Break su La7.

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(Photocredits LaPresse)

ASSOCIAZIONE A DELINQUERE – Il pm Raffaele Guariniello ha integrato il suo lavoro con gli esiti delle indagini dei carabinieri del Nas. Sotto occhio i laboratori «negli scantinati» o «nascosti a San Marino nel palese intento di sfuggire ai controlli istituzionali previsti in Italia». Associazione a delinquere finalizzata alla truffa, somministrazione di medicinali guasti in modo pericoloso per la salute, esercizio abusivo della professione medica: queste le accuse contestate a Davide Vannoni, il guru del metodo, indagato nell’inchiesta che il magistrato aveva avviato nel 2009 e chiuso una prima volta nel 2011, per poi nuovamente riaprirla poco dopo. Gli ultimi mesi di accertamenti si sono concentrati sulle vicende che hanno coinvolto gli Spedali Civili di Brescia, dove la sperimentazione del metodo è stata prima avviata e poi bloccata. Vannoni, che aveva voluto importare dall’Ucraina il metodo con cui gli era stata curata una semiparesi al viso, aveva allestito un laboratorio in un seminterrato di Torino in via Giolitti. I pazienti sottoposti alle cure tra il 2007 e il 2009, secondo l’accusa avrebbero versato somme dai 30mila ai 50mila euro a Stamina Foundation Onlus, per la ricerca sulle staminali, nonostante l’assenza di riscontri. Vannoni è imputato in un altro processo a Torino con l’accusa di tentata truffa ai danni della Regione Piemonte che aveva prima autorizzato e poi bloccato uno stanziamento a un’altra sua società (Medicina rigenerativa) di 500mila euro per la ricerca sulle staminali.

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LO STOP DAGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA – Nei giorni scorsi gli Spedali Civili di Brescia hanno deciso di sospendere le infusioni alla vigilia del processo che vede imputato lo stesso Vannoni per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte. La decisione è stata presa dai medici dell’ospedale bresciano, che hanno comunicato la propria intenzione di sospendere il trattamento con una lettera inviata alla direzione generale e al commissario straordinario degli Spedali Civili, Ezio Belleri. Ed è stato proprio Belleri ad annunciare la decisione degli Spedali Civili presso la commissione Igiene e Sanità del Senato, durante l’audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva su Stamina. Quindi, infusioni sospese «fino a data da destinarsi» in attesa, ha spiegato Belleri, che si esprima il nuovo Comitato di esperti nominato dal ministero della Salute. «Ho rilevato il convincimento in azienda che il sostanziale ‘nulla osta’ dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa abbia ingenerato un affidamento sulla regolarità del percorso, perché le autorità centrali non avevano avanzato riserve» – ha detto il commissario straordinario a proposito dell’avvio nel 2011 dell’accordo di collaborazione tra l’azienda ospedaliera e Stamina Foundation. Ma, come ha sottolineato ancora Belleri, «Dal giugno 2012 stiamo agendo in assenza di una convezione con Stamina, ma per decisione dei giudici».

STAMINA: TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA – Si è consumata tra piazze e tribunali la vicenda legata al metodo Stamina ideato dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, basato sull’utilizzo a fini terapeutici di cellule staminali prelevate dal midollo osseo. Queste le tappe principali della vicenda su cui oggi la Procura di Torino ha chiuso l’inchiesta.

– 28 SETTEMBRE 2011: viene sancito un accordo tra gli Spedali Civili di Brescia e Davide Vannoni per applicare il metodo Stamina in un laboratorio della struttura.

– OTTOBRE 2011-APRILE 2012: trattati 12 pazienti (4 bambini e 8 adulti).

– 12 MAGGIO 2012: l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) chiude il laboratorio degli Spedali Civili di Brescia per mancanza di autorizzazioni e rischi per la sicurezza dei pazienti.

– LUGLIO 2012: l’ordinanza dell’Aifa è impugnata da Stamina Foundation e da alcuni genitori.

– AGOSTO 2012: il tribunale di Venezia impone agli Spedali di Brescia di continuare le cure con il metodo Stamina su di una piccola paziente. Almeno 30 famiglie ottengono le cure per via giudiziaria.

– MARZO 2013: emanato il “decreto Balduzzi” che prevede la prosecuzione del trattamento per chi è già in cura e la sperimentazione sul metodo con le regole dei trapianti.

– MAGGIO 2013: cambio di linea. Vengono stanziati con decreto 3 mln di euro per la sperimentazione clinica seguendo le regole utilizzate per i farmaci. Il coordinamento è affidato all’Istituto superiore di sanità. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nomina un comitato scientifico di esperti.

– 1 AGOSTO 2013: dopo diversi rinvii, Davide Vannoni consegna la metodica Stamina al comitato scientifico ottenendo garanzie di riservatezza. Intanto, numerosi altri ricorsi di malati sono accolti dai tribunali.

– 29 AGOSTO 2013: parere negativo all’unanimità del comitato scientifico sul metodo, per “mancanza di basi scientifiche” ed elementi di pericolosita’ per i pazienti.

– 27 SETTEMBRE: Stamina Foundation deposita al Tar del Lazio il ricorso amministrativo per contestare la composizione della Commissione scientifica del Ministero della salute.

– 10 OTTOBRE 2013: il ministero della Salute blocca la sperimentazione, considerando il parere del Comitato scientifico e quello successivo dell’avvocatura dello Stato.

– 25 NOVEMBRE: grande manifestazione di protesta promossa da malati e associazioni ‘pro-Stamina’. Presidi di malati bloccano le strade del centro di Roma. Sandro Biviano e Roberto Meloni, entrambi in carrozzella, attuano una protesta ‘shock’: utilizzano flebo e siringhe per estrarsi del sangue, gettandolo poi sulle foto di Giorgio Napolitano, Enrico Letta e Beatrice Lorenzin.

– 4 DICEMBRE 2013: il Tar del Lazio sospende il parere del comitato scientifico contrario alla sperimentazione, accogliendo dunque il ricorso di Davide Vannoni. Il ministero annuncia la nomina, a breve, di un nuovo comitato scientifico per la valutazione del metodo Stamina.

– 7 FEBBRAIO – Davide Vannoni viene rinviato a giudizio per tentata truffa. Gli viene contestato il tentativo di ottenere dalla Regione Piemonte un finanziamento di mezzo milione di euro, prima concesso e poi revocato. Una richiesta, secondo la Procura di Torino, avanzata nonostante la sua fondazione non avesse i titoli per ottenerla. E, addirittura, illustrando nel progetto sei casi di pazienti in realtà inventati.

– 23 APRILE – La Procura di Torino chiude l’inchiesta sulla metodica e avvia le notifiche di avviso chiusura indagini, l’atto che di norma precede il rinvio a giudizio, per venti persone. Tra queste Davide Vannoni. Diversi i reati ipotizzati nei suoi confronti e, a vario titolo, nei confronti del suo entourage.