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«Vi spiego perché Papa Francesco farà sposare i preti»

Papa Francesco pensa a due rivoluzioni che cambieranno la storia recente e futura della Chiesa cattolica. Secondo il più noto vaticanista tedesco, Andreas Englisch, noto in Italia per le sue partecipazioni in TV, il pontefice argentino permetterà ai preti di sposarsi, così come ai divorziati di ricevere la Comunione.

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PAPA FRANCESCO E I MATRIMONI DEI PRETI – Il celibato dei sacerdoti non è un dogma della Chiesa cattolica, e di conseguenza potrebbe essere superato con relativa facilità dal Papa. Ne è convinto il maggior vaticanista tedesco, Andreas Englisch, che in un’intervista al quotidiano austriaco Kurier rimarca come Jorge Bergoglio stia preparando due vere e proprie rivoluzioni. Secondo Englisch infatti Papa Francesco permetterà ai preti la facoltà di potersi sposare, consentendo inoltre ai divorziati di ricevere la Comunione. «Credo che ci sarà una riflessione sul celibato dei sacerdoti. La Chiesa consentirà ai preti di scegliere il celibato oppure il matrimonio. Francesco ha più volte rimarcato come il celibato non sia un dogma, bensì solo una questione di disciplina. San Paolo affermava chiaramente nella lettera ai Corinzi di non aver ricevuto alcuna indicazione da Dio su questo punto ». Il vaticanista tedesco sottolinea come la Chiesa abbia introdotto il celibato nel Medio Evo per risparmiare denaro. Una descrizione un po’ parziale, visto che in realtà il celibato sacerdotale fu introdotto all’inizio della storia della Chiesa cattolica, anche se è vero che nel corso dei secoli fu un regola disattesa.

PAPA FRANCESCO E LA COMUNIONE – Solo con il Concilio di Trento fu imposto il divieto per tutti i presbiteri di contrarre matrimonio, e da allora si è rispettata questa regola. Per Andreas Englisch ci sarà un’altra innovazione introdotta da Papa Francesco, sempre sul tema del matrimonio. Secondo il vaticanista tedesco il pontefice permetterà entro la fine dell’anno la Comunione ai divorziati. Una svolta che accoglierebbe la posizione richiesta con forza proprio dalla Conferenza episcopale della Germania. In questi ultimi mesi dalla Chiesa tedesca è arrivata una forte sollecitazione per riammettere i divorziati risposati a questo sacramento, ma finora dal Vaticano non è arrivata alcuna apertura concreta. I toni del Prefetto della Congregazione per dottrina della fede Gerhard Ludwig Müller sono sicuramente meno ostili sul punto rispetto all’ortodossia recente, ma non hanno testimoniato finora alcuna svolta, tantomeno nella prospettiva indicata da Andreas Englisch.

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PAPA FRANCESCO E I VESCOVI – Il vaticanista tedesco rimarca la forte ostilità della Curia contro Papa Francesco. «La maggior parte dei cardinali sono scioccati. Il pontefice ha cancellato molti privilegi, come le vacanze estive che duravano due mesi e la riduzione del 25% degli stipendi. Con queste misure si è costruito molti nemici all’interno delle mura vaticane». Andreas English sottolinea come una frase chiave evidenzi l’odio verso il Papa: «Ho letto tutto quello che ha scritto Francesco sulle questioni teologiche e ho fatto in fretta a finire». Un modo per ribadire l’impreparazione del pontefice, visto che secondo Englisch molti cardinali si chiedano ancora come una persona così impreparata come Bergoglio possa guidare la Chiesa cattolica. Un dissidio che rivela in realtà un approccio assai diverso tra vescovi cresciuti in Europa, ed un pontefice arrivato dalla fine del mondo, come disse scherzosamente Jorge Bergoglio la sera della sua elezione. Per Francesco, rimarca il vaticanista, è sempre stato più importante costruire le scuole oppure portare acqua potabile nelle periferie degradate piuttosto che studiare le Sacre Scritture.

PAPA FRANCESCO UN PAPA PUNK – Andreas Englisch conia una definizione sicuramente particolare della svolta introdotta da Papa Francesco al vertice della Chiesa cattolica, che contrasta più nell’immagine che nella sostanza rispetto ai pontificati conservatori di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. «Francesco per me è il primo Papa punk, perché il pontefice è il primo monarca che persegue una rivoluzione dall’alto. Non c’è stato finora mai nessun re europeo, che ha detto chiaramente di non aver alcuna voglia di essere un monarca. Papa Francesco dimostra questo spirito coi gesti: ha rinunciato al palazzo apostolico residenza dei pontefici, va a mangiare alla mensa e rinuncia allo sfarzo che contraddistingueva i suoi predecessori». Novità molto significative dal punto di vista della relazione del pontefice con il suo governo, visto che nella Chiesa cattolica il Papa rimane un monarca assoluto. Un’altra importante svolta apportata da Francesco per Englich è il nuovo modo di pensare la Chiesa da lui introdotto. «Non chiede più se gli uomini siano abbastanza buoni per la Chiesa, ma se la Chiesa sia abbastanza buona per le persone».