Le troppe auto blu italiane. Ma sono davvero così tante?
13/01/2009 - ALTRI NUMERI - Giudica il dato “assurdo e ingannevole” anche Andrea Vignotto, segretario nazionale SIAR (Sindacato Italiano Autisti Rappresentanza) che anche quest’anno ci tiene a rendere nota la sua opinione al riguardo, postando sul forum dei comuni italiani il testo
ALTRI NUMERI - Giudica il dato “assurdo e ingannevole” anche Andrea Vignotto, segretario nazionale SIAR (Sindacato Italiano Autisti Rappresentanza) che anche quest’anno ci tiene a rendere nota la sua opinione al riguardo, postando sul forum dei comuni italiani il testo di una sua intervista rilasciata a Panorama lo scorso anno: “Mi lasci dire: fossero 574 mila le auto blu, vorrebbe dire che ci sono altrettanti autisti e siccome noi siamo l’unico sindacato di categoria, io conterei più di Epifani! – Invece… – Invece abbiamo poco più di 2 mila iscritti, la metà di tutti gli autisti (dipendenti pubblici) oggi in servizio per le vetture delle istituzioni. – Metà degli iscritti: vuol dirci che le auto blu in Italia sono 4 mila in tutto? - Esatto, forse 4 mila e cinquecento: di cui duemila presso le amministrazioni decentrate (Regioni, Province, Comuni, Comunità di bacino, comunità montane) e duemila presso Ministeri, Prefetture, Questure, etc… Parlo, ripeto, di auto di rappresentanza, quelle che girano con la sirena… A volte, ammetto, è difficile anche per noi reperire i numeri di queste auto presso le amministrazioni, soprattutto quelle periferiche, che, in assenza di una gestione coordinata e codificata acquistano auto di servizio, in totale autonomia. Ma quelle non sono auto blu”. Ma insomma, ne esiste da qualche parte una definizione universalmente condivisa?
QUANTO CI FREGA DELLA STORIA - Beh, forse sbagliamo a chiedercelo. Forse non dovremmo curarcene. D’altronde “non costituiscono un pubblico servizio, non produce effetti diretti o indiretti sui consumatori”. Con questa frase, si legge in una relazione reperibile sul sito del governo, si vieta al Codacons il diritto di accesso ai documenti riguardanti l’utilizzo delle auto blu da parte delle pubbliche amministrazioni. Eppure a molti interessano eccome. La questione è nelle chiacchiere degli amici al bar, come nei consigli comunali come nei gruppi, immancabili, su facebook. Non foss’altro che perché ogni auto costerebbe al contribuente una cifra esorbitante, in media circa 30.000 euro, circa 18,2 miliardi di euro all’anno. Questi conti non sono molto diversi rispetto a quelli prospettati dall’economista Cappugi, incaricato nel 2001 da Berlusconi di fare un po’ di conti.
TENTATIVI FALLITI - Né i tagli ed i blocchi sull’acquisto, né il presunto tentativo di privatizzare il “parco auto” noleggiando le vetture per risparmiare o affidandolo a società esterne (consentendo, al tempo stesso, l’ingresso delle concessionarie straniere nell’affare con una direttiva del ’94, firmata Roberto Maroni), che furono effettuati in parte dal Berlusca nel ’94 e nel 2001 ed in parte, forse più drasticamente, da Prodi, pare abbiano sortito grandi effetti. L’ex presidente del consiglio aveva fatto licenziare ben 40.000 tra auto, camioncini… ma per ogni macchina che andava via ne restavano almeno 3 ed egli stesso era stato beccato a percorrere 150 metri utilizzandone ben 6. Sono troppe. Lo sanno tutti ma ogni tentativo sembrerebbe finora essersi andato a farsi benedire.
MUSSOLINI - A tentare di risolvere la faccenda sul nascere era stato nientepopodimeno che Mussolini, quando le vetture da controllare erano poche: “[...] tredici vetture su sedici dovranno dismettersi entro domani sera”, ordinava la lettera ricevuta il 7 marzo 1923 dal ministero degli Interni. Ne restavano solo due: una per il capo della polizia De Bono e due per i sottosegretari Giacomo Acerbo e Aldo Finzi. Più efficacia sembrano invece avere le iniziative locali, come ad esempio a Milano, dove il consiglio comunale, nel dicembre 2007, è riuscito a tener testa ad un inquieto assessor Sgarbi che, alla proposta del leghista Matteo Salvini di tagliare 250.000 euro al mantenimento delle auto blu, poi approvata a maggioranza, avrebbe risposto: “Perché non risparmiamo anche sulle luci dell’aula del consiglio, che sono pure brutte? A menti troppo ottenebrate tante luci fanno male. Abbiamo un bilancio virtuoso e gli assessori devono andare con le pezze al culo?”. Che forse non era pagato abbastanza per comprarsi dei pantaloni nuovi ed una bella bicicletta?












bravo.
Non sono 500mila, ma neppure 4mila. Direi sulle 20-30mila.
Andrebbero abolite quasi tutte
beh, in fondo nascono come “privilegio” in tempi molto remoti.
Ma il dato delle 20, 30.000 da dove viene?
Complimenti a tutti quelli che si “bevono” notizie come quella che in Italia ci sono 600000 auto blu.
L’elenco si riferisce non ai veicoli di “rappresentanza” (in realtà non più di 3000) ma tutti i veicoli immatricolati da enti pubblici, quindi; tutte le volanti e i mezzi della Polizia di Stato, Carabinieri ecc, tutti i veicoli dell’Esercito Italiano, Viglili del Fuoco ecc. non voglio annoiare con un mero elenco che sarebbe molto lungo, ma voglio far riflettere i cittadini..
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