Interni

Le troppe auto blu italiane. Ma sono davvero così tante?

13 gennaio 2009

L’Italia sembra detenere un poco lusinghiero record per quanto riguarda le vetture di rappresentanza. Ma quante sono in realtà, e perché non si è riusciti finora a ridurle?

“Il Governo è a conoscenza dei dati diffusi? Intende operare in alcun modo per arginare la “cosa”?” E’ stato piuttosto semplice e diretto l’onorevole Franco Laratta, deputato del PD.  Rivolgendosi al presidente del consiglio Berlusconi ed al ministro della pubblica amministrazione Brunetta, nella prima settimana del neonato 2009, ha intavolato un’interrogazione parlamentare, tanto spinosa quanto necessaria, sull’incredibile fenomeno  “auto blu” che, oggi come ieri, appare quanto meno fuori controllo. Nate come privilegio riservato a pochi personaggi della macchina statale, novità e lusso in un tempo di  carrozze e cavalli, le prestigiose vetture furono regolamentarizzate per la prima volta con un decreto regio il 3 aprile 1926 che ne legittimava un numero massimo di 150. Da allora hanno subito una crescita esponenziale, diffondendosi rapidamente,  gravando progressivamente sempre più sulle casse dello Stato, per l’acquisto o il noleggio, per il carburante,  i lavaggi, gli autisti e quant’altro richiesto per la loro manutenzione. E per Natale scorso, stando alle stime diffuse, ci hanno regalato un gran bel botto finale: un record da guinness dei primati, per l’ennesimo anno, purtroppo.

DATI DI FATTO - Per chi, distratto dallo shopping pre e post natalizio e dai fuochi di fine anno, non l’avesse già letto o sentito altrove, lo diffondiamo anche su Giornalettismo: l’Italia è il primo paese al mondo per numero di auto blu censite. Impossibile per qualunque altra nazione “concorrente” pensare di poterla anche solo eguagliare in tempi brevi. Ne vanteremmo infatti ben 607.918. Ci seguirebbero, restandoci molto ma molto dietro, gli Stati Uniti d’America, con sole – si fa per dire – 75.000 unità, e poi Francia, Inghilterra, Grecia e Portogallo, con qualche decina di migliaia di vetture. A fornirci questi ed altri dati è uno studio condotto dall’Associazione Contribuenti Italiani insieme con “Lo Sportello del Contribuenti” i soli, a quanto risulta da una sommaria ricerca online, ad  essersi ultimamente assunti l’onere dell’impresa di contarle  tutte, anche se non è ancora chiaro quale sia stata la modalità di indagine adoperata. Non è  sicuramente semplice – c’è chi suggerisce una strada. Comunque, dispendiosa però – monitorare un fenomeno di tali dimensioni. Non solo, infatti, battiamo tutti gli altri Paesi del Mondo, tendiamo finanche a superare noi stessi. Rispetto a due anni fa il numero di auto blu avrebbe comunque subito un incremento del 6%. 574.215 sono le unità denunciate nella primavera 2007.

LA LEGGE - “Il governo ha intenzione di varare con urgenza una norma amministrativa per stabilire il limite di cilindrata delle auto blu, per ridurre drasticamente il parco auto?”, ha chiesto Laratta nella sua interrogazione parlamentare. Non ha ancora ricevuto alcuna risposta. La faccenda, d’altronde, pare essere tutt’altro che immediatamente risolvibile. Lo stesso Berlusconi ci aveva provato in passato. Prima di lui Andreotti, che lamentava la presenza di 10.000 vetture di lusso piuttosto che le 150 stabilite dal decreto regio del 26. “Un malcostume che il governo intende sanare”“Da 150 si potrebbe anche salire a 300 auto blu autorizzate, possibilmente non concesse ad personam ma solo per specifiche esigenze di servizio”, aveva detto l’allora deputato Costa. L’anno successivo, nel ’91, una legge ne concesse l’uso esclusivo ai soli Ministri, ai Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali e ne vietò l’acquisto alle amministrazioni per tutto il ’92. Evidentemente nel 1993 il mercato delle vetture di lusso deve essersi sbloccato…

VOGLIAMO CHIAMARLE TUTTE AUTO BLU? - Nemmeno i tentativi dei governi successivi, di destra come sinistra, sono riusciti a  risolvere una volta per tutte il problema. Nessuno sa nemmeno quante siano con esattezza, né se, parlando di auto blu, ci si riferisca tutti alla stessa macro categoria. Nel suo censimento del parco auto l’Associazione dei Contribuenti ha considerato – si legge – “sia le auto proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio a lungo termine, presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Municipalità, le ASL, le Comunità montane, gli enti pubblici non economici, le società misto pubblico-private e le società per azioni a totale partecipazione pubblica”. Scrive sul suo blog il giornalista del Corriere Mauro Suttora a proposito dei numeri diffusi nel 2007: “La cifra è tanto minuziosa quanto esagerata, perché ci sono finiti dentro tutti i veicoli di proprietà pubblica. Compresi per esempio i mezzi militari, le auto delle forze dell’ordine o tutte le ambulanze… Il problema è che lo Stato stesso non conosce la consistenza della propria flotta di auto blu. Solo un anno fa, infatti, è arrivata la prima relazione con i numeri che ogni ministero ha svogliatamente contabilizzato. Per confondere le acque, però, sono state inserite negli elenchi migliaia di auto che non c’entrano nulla”.

4 commenti a Le troppe auto blu italiane. Ma sono davvero così tante?

  1. mauro suttora

    bravo.
    Non sono 500mila, ma neppure 4mila. Direi sulle 20-30mila.
    Andrebbero abolite quasi tutte

  2. gloria

    beh, in fondo nascono come “privilegio” in tempi molto remoti.
    Ma il dato delle 20, 30.000 da dove viene?

  3. Complimenti a tutti quelli che si “bevono” notizie come quella che in Italia ci sono 600000 auto blu.
    L’elenco si riferisce non ai veicoli di “rappresentanza” (in realtà non più di 3000) ma tutti i veicoli immatricolati da enti pubblici, quindi; tutte le volanti e i mezzi della Polizia di Stato, Carabinieri ecc, tutti i veicoli dell’Esercito Italiano, Viglili del Fuoco ecc. non voglio annoiare con un mero elenco che sarebbe molto lungo, ma voglio far riflettere i cittadini..

  4. Pingback: Auto blu in Italia, il nuovo (e vero) scandalo | Stop

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