Arianna Huffington fa fuori il padre di TechCrunch?

06/09/2011 - Mike Arrington lascia la sua creatura, per disaccordi interni ad AOL. Pomo della discordia, la particolare politica editoriale del blog Questo è un post non avrei mai creduto di dover scrivere. Purtroppo, devo. E la cosa peggiore di tutto questo

     
 

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Mike Arrington lascia la sua creatura, per disaccordi interni ad AOL. Pomo della discordia, la particolare politica editoriale del blog

Questo è un post non avrei mai creduto di dover scrivere. Purtroppo, devo. E la cosa peggiore di tutto questo è che dovrebbe essere Michael Arrington scrivere questo post, non io. Ma lui non può.

SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO - TechCrunch è sull’orlo del precipizio. Già domani, Mike potrebbe essere buttato fuori dalla società da lui fondata. O forse no. Ma nessuno lo sa. E se davvero sarà buttato fuori, sarà sostituito da – beh, ancora una volta, nessuno lo sa. Nessuno sa molto su un sacco di cose in questa faccenda. Certo nessuno a TechCrunch. Questo sito sta per cambiare per sempre e noi siamo nel buio totale, accidenti. Sono stato in grado di mettere insieme piccoli pezzi di informazioni qua e là, e il risultato non è bello. Quindi, ecco la ragione di questo post. A questo punto, se leggete TechCrunch, è probabile che conosciate l’esplosione che ha ribaltato l’intera situazione nei nei giorni scorsi. Mike ha presentato una joint venture conosciuta con il nome di “CrunchFund” con il pieno supporto di AOL – tali difese, badate bene, rendono AOL uno dei maggiori sostenitori del fondo – solo per essere poi buttato fuori da causa di ciò che si può descrivere solamente come un’insensata lotta politica e di comunicazione. A peggiorare le cose, alcuni giornalisti (con un grande “G” e un ancora maggiore senso del diritto) hanno accresciuto le polemiche, pur non avendo alcuna conoscenza reale -  davvero nessuna – del modo in cui TechCrunch funziona realmente. Ed ora eccoci qui.

ADDIO PAPA’ ARRINGTON - Così esordisce MG Siegler, possibile successore di Micheal Arrington, fondatore del blog Tech Crunch, in un post dal titolo “TechCrunch as we know it may be over” (Tech Crunch come lo conosciamo potrebbe essere finito). Il sito, famosissimo in America e nel mondo, e conosciuto in Italia prevalentemente in ambito specialistico, sta attraversando una bufera al vertice da quando AOL l’ha acquistato insieme al superblog Huffington Post.

LA LINEA EDITORIALE DI TC – La prima importante differenza tra TechCrunch e il resto del panel di blog acquistati da AOL (Huffington Post incluso) è la politica dell’attività giornalistica. Mentre nel resto dei siti che fanno informazione, specializzata o meno, AOL richiede di mantenere ben chiaro il confine tra copertura giornalistica e investimento d’impresa, TechCrunch fa eccezione, essendo un blog che ha sempre rivolto particolare attenzione alle start up tecnologiche. Michael Arrington, fondatore e guida di TechCrunch dall’11 giugno 2005, data in cui l’importante blog dedicato alle start-up della Silicon Valley (ma non solo) andò online per la prima volta, è uno dei blogger più influenti sulla scena americana e mondiale, o almeno fino a quando non ha annunciato di voler abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi ad altro. Ecco come ha descritto il fatto il New York Times:

Michael Arrington, il cui influente blog TechCrunch produce reportage sulla Silicon Valley, ha avviato un fondo di venture capital per investire in start-up, tra cui alcune prodotte da lui stesso e dal suo staff. CrunchFund, con i suoi 20 milioni di dollari, è l’ultimo esempio di come Mr. Arrington mette da parte una delle regole cardine del giornalismo tradizionale – cioè quella che i giornalisti devono evitare conflitti di interesse, mantenendo la distanza da persone, organizzazioni che si occupano delle tematiche da loro coperte – e solleva interrogativi sul fatto che i blogger del settore siano gli stessi giornalisti . Come la maggior parte dei fornitori di notizie, AOL, che secondo fonti accreditate ha pagato $ 30 milioni per acquisire TechCrunch l’anno scorso, vieta ai giornalisti in sedi di media, compresi quelli di The Huffington Post, di investire nelle aziende che coprono. Ma AOL ha fatto un’eccezione per il signor Arrington, che è stato fondatore del sito. Arrington avrà oggi un ruolo più defilato a TechCrunch. Continuerà a riferire ad Arianna Huffington, che gestisce le proprietà di AOL media. “TechCrunch è una proprietà diversa e ha standard differenti,” ha detto in un’intervista Tim Armstrong, amministratore delegato di AOL. “Abbiamo una visione tradizionale del giornalismo con l’eccezione di TechCrunch, che è diverso, ma è trasparente sul suo approccio particolare.” Non solo AOL ha approvato la creazione del fondo, ma è suo finanziatore. AOL ha investito circa 10 milioni di dollari l’CrunchFund, che opererà separatamente da AOL Ventures, fondo di venture capital che AOL ha riportato in vita l’anno scorso. Arrington ha detto che i suoi investimenti non avrebbero mai influenzato la copertura TechCrunch. Nel contratto standard del fondo con i suoi investitori, è previsto che il signor Arrington possa continuare a pubblicare post critici o negativi o rivelare informazioni riservate relative agli investitori o alle società in cui hanno investito. “Io non pretendo di essere un giornalista”, ha detto Arrington, che resta comunque uno scrittore prolifico e rilascia notizie esclusive. “Io miro semplicemente a standard più elevati di trasparenza e divulgazione”.

     
 

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