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Papa Francesco non sdogana ancora il profilattico

In una lettera ai vescovi della Tanzania Papa Francesco introduce un richiamo alla «responsabilità sessuale», ma non sdogana ancora il profilattico.

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UN MESSAGGIO DI SOLIDARIETÀ – Papa Francesco incoraggia «coloro che lavorano nell’apostolato sanitario della Chiesa, non ultimo nella cura di chi soffre per l’Hiv/Aids, e tutti coloro che si sforzano di educare con attenzione le persone per ciò che riguarda la responsabilità sessuale e la castità». Lo ha scritto lui stesso ai vescovi della Tanzania nel messaggio che gli ha consegnato in occasione della loro visita ad limina. Il Papa ha distinto nella frase «responsabilità sessuale» da «castità» ma non si è pronunciato sul problema dell’uso del preservativo che per alcuni teologi è lecito, a determinate condizioni, anche se nei fatti la chiesa fa da anni la guerra alla sua diffusione, visto che la sua funzione entrerebbe in ballo solo nei casi di rapporti prematrimoniali o in relazione al controllo delle nascite, tutte attività proibite dalla dottrina.

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I VESCOVI DEVONO SEGUIRE I SACERDOTI – Nel messaggio Francesco incoraggia poi quanti si dedicano Jallo sviluppo integrale dei poveri e, in particolare, delle donne e dei bambini indigenti». Sempre poi in questo tipo di incontri Papa Francesco sprona i vescovi a comportarsi da «padri e fratelli» per i loro preti, giacché dice: «grande è il bisogno di sacerdoti santi, istruiti e zelanti». Garantite loro, chiede, «un’adeguata formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale, non solo in seminario, ma per tutta la vita» E lo stesso avvenga anche per i catechisti, il cui lavoro, ribadisce, è «davvero notevole» nel promuovere il Vangelo e la pienezza della vita cristiana. «Fate ogni sforzo – è la richiesta di Papa Francesco – per provvedere i catechisti di una comprensione globale della dottrina della Chiesa. Questo li rafforzerà non solo nel contrastare le sfide della superstizione, l’aggressività delle sette religiose e la secolarizzazione ma, cosa più importante, nel condividere la bellezza e la ricchezza della fede cattolica con gli altri, in particolare i giovani».

LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO – Lo sguardo successivo, immancabile, è per le famiglie. Ricordando il Sinodo di ottobre che le vedrà protagoniste, il Papa esorta a un apostolato specifico che sia «più energico», attraverso «un’assistenza spirituale e concreta libera da compromessi e disinteressata». «Promuovendo la preghiera, la fedeltà coniugale, la monogamia, la purezza e l’umile servizio reciproco all’interno delle famiglie, la Chiesa continua a dare un prezioso contributo al benessere sociale della Tanzania, col quale, assieme al suo apostolato educativo e sanitario, favorisce certamente una maggiore stabilità e il progresso nel vostro Paese».