MANCA UNA STRATEGIA – Le idee di Sacconi non sono tutte sbagliate, ad esempio sull’utilizzo del FSE per progetti di formazione che erano soprattutto la “festa” dei formatori. E anche sulla settimana corta si può discutere. Ma, a parte alcuni aspetti da approfondire (ad esempio le diverse situazioni di nord e sud, con il primo alle prese – per il momento – con una crisi congiunturale e il secondo con problemi “strutturali” di inattività, disoccupazione e sommerso) il fatto è che si tratterebbe comunque di provvedimenti tampone che
servono a far passare a’ nuttata della crisi, e poi si vedrà. Ma soprattutto, c’è sempre il problema che, quale che sia lunghezza ed intensità della pioggia, ci sono quelli che non hanno l’ombrello. La flessibilità che diventa precarietà e poi disoccupazione permanente senza tutele rischia di esplodere. Non va dimenticato che le proposte di Marco Biagi prevedevano la flessibilità ma anche la riforma complessiva del sistema di tutele per i lavoratori, ad esempio uno statuto dei lavori per tutti coloro che non rientravano nella legge 30. Questo secondo punto è stato sempre dimenticato. Sul tappeto, c’è sempre la proposta di introdurre un sussidio unico di disoccupazione, a cui si acceda indipendentemente dal tipo di contratto con cui si è stati assunti, di tipo assistenziale, soggetti alla prova dei mezzi. O almeno, come propone la CGIA di Mestre, utilizzare le risorse di cui parla Sacconi per ricapitalizzare i fondi comuni di categoria gestiti dalle parti sociali che all’interno degli enti bilaterali in molte regioni, già erogano sussidi e trattamenti per la sospensione del lavoro, l’assistenza familiare o sanitaria. E in prospettiva, serve uno schema di mantenimento del reddito di stampo universalistico in caso di disoccupazione. In un mercato del lavoro come quello italiano, in cui i lavoratori atipici hanno salari inferiori ai tipici e carriere lavorative più discontinue, prestazioni sociali di tipo assicurativo non possono funzionare. O i lavoratori “invisibile” e i precari continueranno a restare sotto la pioggia. Che sia un temporale passeggero o una perturbazione persistente, per loro cambia poco.
E INTANTO, PIOVE - Il problema del lavoro precario e delle tutele dei lavoratori è stato anche drammaticamente espresso da Benedetto XVI, che Sacconi di solito ascolta con attenzione. Stavolta, invece, continua a far finta di non sentire, sordo anche alle idee del suo amico Marco Biagi. E allora, gli ricordiamo questa, contenuta nel Libro bianco, precisamente a pag.54, nella parte incentivi ed ammortizzatori: Un mercato del lavoro più flessibile – caratterizzato da maggiori flussi di creazione e distruzione di posti di lavoro e da una maggiore incidenza di carriere e percorsi lavorativi più irregolari e discontinui nel tempo – richiede ammortizzatori sociali più sviluppati. Ciò comporta il passaggio da una molteplicità di strumenti ad un regime assicurativo di protezione dal rischio di disoccupazione unitario per tutti i lavoratori dipendenti (ed assimilati) che abbiano, senza colpa e non per propria iniziativa, perduto un posto di lavoro e che ne stiano attivamente cercando un altro. Su Giornalettismo qualcuno ha detto pochi giorni fa che Sacconi sta facendo bene. Rispettabile opinione. Un’altra è che le chiacchiere di Sacconi, anche se a volte sanno di buon senso, evitano sempre di porsi il problema della redistribuzione del reddito, addirittura tagliandolo di fatto alle persone più in difficoltà, con la scusa dello spettro della disoccupazione. Senza preoccuparsi che il conto salato della pioggia della recessione continuano a pagarlo sempre gli stessi: senza tutele, senza voce, senza rappresentanza. E senza ombrello. Non ci resta che piangere.
La vignetta è di Mauro Biani




Un paio di giorni fa ho letto un articolo in cui si diceva che il problema non è la redistribuzione del reddito, ma la sua creazione…………..infatti non stiamo più creando reddito per tutti, e quello che abbiamo già creato negli anni precedenti è stato “bruciato” molto spesso e volentieri in c.a.zz.a.t.e. che al momento non sono di nessun aiuto (se tu crei una strada che unisce milano/roma, sarà nuova, con maggior tempo risparmiato ecc.ecc. ma se la strada parte a monconi e finisce contro una casa da circa 20 anni, ed è un filmato visto su reporter, e non è mai conclusa, tu hai speso soldi e non hai nessun sollievo !!!)
se volete redistribuire a me, io non ho nulla in contrario!
Ma Gregorj mi cadi nel banale, sei in buona compagnia più o meno tutti gli italiani la pensano come te (i soldi non fanno la felicità, perciò lasciateli quà, frase che si dice nei matrimoni per incentivare l’incasso degli sposi, usanza delle mie parti, ma risposta di un tipino “non fanno la felicità, ma mi permettono di scegliere su cosa piangere”) ………….
sarò banale, per carità. Però quando volete sono qui!!1!!
@Rita:
Infatti, il problema è ANCHE la distribuzione del reddito. Oltre alla sua creazione.
Al momento non ci si preoccupa nè dell’una nè dell’altra.
Poi, come fai notare tu, c’è anche il tema dell’ ALLOCAZIONE della spesa pubblica.
@Gregorj:
Mettiti in coda…ed è lunga, mi sa…
@tutti:
le premesse elettorali erano chiare : tutti i precari che han votato il berlusca SE LA SON CERCATA !!!!!! MI SPIACE MOLTO PER GLI ALTRI , MA PURTROPPO LA MAGGIORANZA VINCE !!!
@renata:
purtroppo però pagano tutti.
È la democrazia, bellezza!!
Ce la siamo cercata…. ci hanno fatto credere che il denaro non costa nulla e li noi , giu a spendere e spandere facendo arricchire i furbetti, una crisi firse servirà a farci ragionare e tornare con i piedi per terra, e spero serva anche a darci il coraggio di spedire a quel paese tutta la nostra classe politica e dirigente, anche se ormai ci hanno spolpato per benino….
@Enrico:
Insomma.. a me non è che sembri tanto democratico dividere i cittadini in lavoratori di serie A (in qualche modo tutelati) e lavoratori di serie B (non tutelati). Soprattutto perchè nel frattempo ci sono altri cittadini, quelli che stanno in Coppa campioni (alla vecchia maniera) che se la godono Anche durante la crisi.
@marco:
Purtroppo però, mentre ragioniamo, ci sono milioni di persone senza colpa che rischiano di perdere il lavoro e non hanno alcuna tutela.
@tutti: