L’information technology scende in campo. Di battaglia.

09/01/2009 - Warning: post (solo apparentemente) cinico non adatto alla sensibilità delle anime belle. Poi non ditemi che non vi si aveva avvertito. Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto

     
 

di

Warning: post (solo apparentemente) cinico non adatto alla sensibilità delle anime belle. Poi non ditemi che non vi si aveva avvertito.

Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergia, sonnolenza e dare assuefazione.

“La guerra non risolve nulla” è una affermazione suggestiva ma storicamente falsa: basti pensare al nazismo. Le guerre sono tutte sporche e schifose questo si, però è poco utile negare l’esistenza della merda, meglio prendere atto – della guerra come della merda o della politica – e adeguarsi, “smaltendola” al meglio o alla meno peggio. Sotto questo profilo la tecnologia informatica sta facendo la differenza a Gaza – sia con la semi-fallimentare esperienza del 2006 nel Sud del Libano, ma anche nei confronti delle note tattiche di guerrilla urbana di di Hamas.

TELEFONO “AMICO” – La scena sembrerebbe presa da The Matrix se non fosse accaduta veramente diverse volte in questi giorni: drin drin, squilla il telefono nell’appartamento di un palazzo di Gaza; una voce lievemente metallica scandisce in arabo: “Questo è un messaggio dell’esercito israeliano. Sotto la vostra casa è stato identificato un deposito di armi che verrà bombardato tra dieci minuti. Sgomberate“; la medesima telefonata arriva in contemporanea a tutti gli abitanti del blocco. Questo ed altri metodi inediti in cui intelligence si coniuga con execution per mezzo della gestione in tempo reale delle informazioni, sta consentendo alla IAF (Israeli Defense Force) una azione strategica che ha colto Hamas di sorpresa, spuntandone l’arma più cinicamente efficace: stanno riuscendo a separare combattenti e armi dai civili, pur in un contesto urbano tra i più densamente popolati al mondo,minimizzando il numero di vittime collaterali, senza rinunciare a mazzolare tremendamente le milizia di Hamas. Come se vi mettessero in un ring con un Tyson incavolato, senza casco e protezioni. Le cifre sembrano sostenere il successo dell’approccio adottato dagli israeliani: prima dell’invasione terrestre più di 600 obiettivi sono stati attaccati e distrutti dall’aviazione, provocando 500 vittime di cui “solo” centocinquanta civili (pure secondo l’Onu e i palestinesi): un rateo di meno di 0,2 vittime per attacco, un po’ poco per poter dare del “macellaio carnefice” al nemico sionista, pur potendo contare sul “fuoco amico” dei media, da Al Jazeera a France 2 passando per la BBC. Off topic a proposito di media, una buona notizia: è a Gaza inviato dal Tg5 Tony Capuozzo, una garanzia di informazioni serie, unbiased, verificate e non di quindicesima mano.

POTERE DELL’INFORMAZIONE – Quelli raccontati sopra sono i risultati di un approccio innovativo, dove il “collante“, la base informativa e decisionale è costruita nel tempo mediante il costante aggiornamento di un sistema GISGeographical Information System – una combinazione di mappe fotografiche aeree e satellitari tipo Google Earth, incrociate con altre informazioni di ogni genere collegate col territorio (catastali, utenze telefoniche, elettriche etc., altri dati provenienti da intelligence umana e non etc.etc.). La potenza del sistema risiede nella sua accuratezza e nella sua condivisione, potendo venire usato da tutti secondo le diverse necessità ed essendo aggiornato da tutti in tempo reale. Un esempio di uso efficace del GIS è quello citato in precedenza – dare il tempo a civili (e non) di allontanarsi dai bersagli. Va detto che in un paio di casi c’è stata la contromossa di Hamas: gli aerei con la stella di David si sono trovati gruppi di donne e bambini radunati sui tetti dei palazzi bersaglio, non si sa se spontaneamente o spintaneamente; in quei casi gli aerei hanno picchiato sull’area sparando granate da 20mm nei pressi, provocando il panico e la fuga dei civili i quali, sotto choc ma vivi, assistevano alle doppie esplosioni dei missili sul loro palazzo e delle santabarbare sottostanti (come si vede nei video sul bombardamento della moschea). Un altro esempio di uso del GIS è la catalogazione dei bersagli per l’aviazione – depositi di armi, caserme della miliza, abitazioni dei leader di Hamas da eliminare. Il mantenimento geloso dell’effetto sorpresa e una prima mazzata micidiale – più di cinquanta obiettivi colpiti nei primi 220 secondi di guerra, unita alla relativa scarsezza di vittime civili, ha messo Hamas sotto choc: colpiti molto più duramente di quanto i loro consiglieri Hizbullah avessero stimato, coi corrispondenti arabi da Gaza “stimolati” ad un uso sproporzionato di storie artefatte di massacri.

ALLEATI INVISIBILI – Se l’utilizzo dei sitemi informatici consente di mininizzare la migliore e più cinica arma strategica in mano ad Hamas – l’uso propagandistico delle vittime civili – essi consentono anche di tenere sotto controllo l’altro fattore critico per il successo degli israeliani: il numero di vittime tra i LORO soldati, essenziale per la saldezza del fronte interno. E’ noto dai tempi di Stalingrado che operazioni di rastrellamento in un contesto urbano richiedono un tributo di vittime eccessivo per tutte le parti coinvolte. Coi sistemi GIS, la vita del soldato impegnato nel rastrellamento è più facile. Caliamoci nei panni di un ufficiale del battaglione Golani schierato nei quartieri nord di Gaza City. Al polso un visore mostra una mappa fotografica zoomabile e aggiornata del quartiere con indicati i siti sospetti, le eventuali aree minate e le ultime informazioni sul dislocamento degli avversari. Prima di attraversare una certo incrocio sospetto, si richiama uno degli UAV (Unmanned Aircraft Vehicle) che incrociano 24 ore per 7 giorni su 7 sulla città e grazie alla sua telecamera (i cui aggiornamenti sono disponibili non solo al consultante ma tutti gli utenti del sistema, ad esempio al comandante del battaglione o al supporto aereo) si può controllare in tempo reale il famoso incrocio dall’alto e poi anche da dietro il palazzo di fronte, consentendo di identificare cecchini o altre minacce per il reparto. Infine il GIS funziona anche da sistema di condivisione: tutte le informazioni che riguardano l’area in cui il reparto sta operando, lo raggiungeranno in tempo reale, eliminando il rischio di colli di bottiglia o di informazioni incomplete. Ad esempio è disponibile a tutti gli interessati dal momento in cui viene inserito, il rapporto di una spia palestinese – ce ne sono tante attive: per soldi, per odio verso Hamas (almeno un terzo della popolazione di Gaza è pro Fatah) o banalmente ricattati – o di un infiltrato ebreo di origine araba in città, riguardi gli ultimi movimenti di razzi o di reparti. Notare al proposito che un buon 10% delle vittime palestinesi sono gente fucilata dai miliziani con l’accusa di spionaggio a favore del nemico, fatto di cui parlano in pochi (Capuozzo a parte).

PER CONCLUDERE – Tutto quanto raccontato non contribuisce certo a rendere la guerra meno schifosa e rivoltante: non c’è poesia nella morte violenta. Però la guerra c’è, probabilmente da quando l’Uomo s’è organizzato in comunità ed è diventato un animale sociale; è l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro della sua forza. In tale scenario non è male che il prodotto più concreto e nobile dell’Uomo: la tecnologia, la NOSTRA tecnologia, dopo decenni in cui ha aiutato a rendere le armi più micidiali, possa finalmente anche aiutare più gente, indipendentemente da dove si schiera, a passare indenni attraverso le tempeste.

     
 

23 Commenti

  1. MJ scrive:

    Scusa, Just, ma ho postato il mio commento senza avere visto il tuo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie