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La CIA ha mentito sui suoi successi e sulle torture

Il rapporto consegnato dal Senate Intelligence Committee, il comitato del Senato che sovrintende ai servizi segreti, accusa la CIA di aver mentito per coprire le crudeli torture che ha impiegato per anni e anche vantando successi mai ottenuti per giustificare metodi che escludeva fossero torture e invece lo erano.

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UN MOMENTO STORICO – Ci sarà chi dirà che si sapeva già, in genere destinato a spuntare tra quanti hanno sempre negato che accadesse, ma il rapporto del Senato americano oltre a certificare una scomodissima verità storica rappresenta un’accusa che faticherà ad essere risolta a tarallucci e vino. Questo per il noto rapporto che hanno le istituzioni americane con la menzogna, Clinton finì nei guai non tanto per essersi intrattenuto con la giovane Monica, ma perché accusato di aver mentito durante un’audizione ufficiale. E in questo caso nelle audizioni ufficiali di balle ne sono volate parecchie, non ultime per peso e tempismo quelle del direttore di NSA Clapper e del direttore della CIA Brennan, che proprio di recente si sono presentati davanti ai senatori negando quella che poi si è trasformata da evidenza in fatti accertati e certificata da inchieste e istituzioni statunitensi.  E come loro ovviamente i loro predecessori nell’ultimo decennio.

C’ERA CONSENSO POLITICO PER QUELLE TORTURE – Istituzioni non certo ostili, visto che per anni si sono fidate o hanno finto di fidarsi delle agenzie preposte alla tutela della sicurezza nazionale, senza avere alcuna supervisione reale su quello che combinavano e apprendendo dai giornali la loro crescita esponenziale nel numero di persone impiegate e nelle attività discutibili. Che Abu Ghraib non fosse un incidente, ma il frutto della stessa cultura che ha partorito Guantanamo, il più infame campo di tortura del ventunesimo secolo, non è mai stato in dubbio, ma si giocava con i cavilli e a inventare definizioni per la tortura che non comprendessero l’uso della parola tortura, il tutto assistiti da battaglioni d’avvocati schierati a controllare che la procedura non diventasse quello che in realtà è stata fin da subito: l’istituzionalizzazione della tortura e dello stato d’eccezione. Se gli stessi agenti americani e le amministrazioni che li hanno armati e slegati per il mondo non fossero stati coscienti dell’innegabile illegalità dei metodi impiegati, non avrebbero creato oltremare un vero e proprio universo criminale sottratto alla giurisdizione americana. Un buco nero sul quale nessuno sembra avere competenza giudiziaria e che ha inghiottito, torturato e detenuto migliaia di persone in prigioni segrete sparse per il pianeta.