Il ragazzo che vuole cambiare sesso. A dieci anni
01/09/2011 - Storia di Jack, che non si riconosce nel suo corpo da maschio Ha dieci anni, il suo nome di battesimo è Jack, ma presto comincerà a farsi chiamare da tutti al femminile, Jackie. Parliamo di una bambina dell’Ohio, Stati Uniti,
Storia di Jack, che non si riconosce nel suo corpo da maschio
Ha dieci anni, il suo nome di battesimo è Jack, ma presto comincerà a farsi chiamare da tutti al femminile, Jackie. Parliamo di una bambina dell’Ohio, Stati Uniti, che non ama vestire i panni del maschietto e che ha già deciso che il suo futuro avrà un corso diverso da quello immaginato in tenera età. Jackie ama la moda, il rosa, il trucco: vivrà a tutti gli effetti come una ragazza.
BAMBINA IN UN CORPO DA MASCHIETTO – “Jackie chiede molto tempo per prepararsi al mattino ora…”, raccontano i genitori della piccola, Jennifer e John, che non si sono opposti alla scelta della loro bambina. Non è stata una decisione facile quella della coppia, che vive in un paese rurale, dove le tradizioni e il valore della famiglia sono molto celebrati. “Quando mi guardo indietro penso che non abbiamo mai avuto un figlio, abbiamo avuto una figlia purtroppo nata nel corpo sbagliato”, dice oggi mamma. La volontà di vivere da donna, ma il ritrovarsi un corpo da uomo, è stato motivo di malessere per la piccola. Lo scorso inverno è stata vittima di attacchi di panico a scuola, e ha avuto problemi comportamentali. E’ allora che i genitori hanno deciso che invece di costringere il loro figlio a vivere come un maschietto sarebbe stato meglio lasciar Jackie, che fin da piccola non ha mai manifestato interesse per giochi e attrazioni tipicamente riservate ai maschietti, ed attratta invece da Barbie e vestitini da bambina, libera di ogni scelta.
600 CASI A LOS ANGELES – Quello della bambina dell’Ohio, non è certamente l’unico caso di bambini trasgender. Presso la Trasgender Youth Clinic del Children Hospital di Los Angeles, uno dei migliori centri per giovanissime come Jackie, ha trattato circa 600 casi. La dottoressa Johanna Olson che lo dirige dice che la cura di persone così giovani è una novità. Ma invita i genitori a non opporsi alla volontà dei bambini. “Spesso – racconta il medico – chiediamo ai genitori: preferite avere un figlio morto o una figlia viva? Queste persone hanno un tasso di suicidio elevatissimo rispetto alla media”. L’identità di genere non è una scelta – rivela la Olson -: ma impostata dalla nascita. I bambini all’età di 3 o 4 anni sanno se saranno ragazzo o ragazza”. “Era un po’ imbarazzata all’inizio – ha affermato la signora Jennifer ricordando la confessione di Jackie, avvenuta pochi giorni dopo il suo decimo compleanno – poi mi ha detto: ‘Devo dirti una cosa, sono una ragazza…’. Io sono orgogliosa del suo coraggio”.












secondo me… se accadono cose del genere è colpa dell’educazione che viene data a questi bambini….e non tiratemi fuori storie del tipo “gay si nasce” o robe del genere. Il fatto che mi sconcerta è l’età di questa persona, non tanto il fatto in sé che ormai si sa è una cosa ormai quasi “normale”…….. è ovvio che arrivati a questo punto, cioè al punto che tuo figlio dice di voler essere una ragazza non si può impedirglielo: creerebbe solo danni. Ma sicuramente al posto di quei genitori non sarei così tranquilla e ripenserei un po’ alla maniera in cui ho educato i miei figli. Qui non si tratta solo di omossessualità, che sarebbe anche accettabile, si tratta di transessuali…… a 10 anni…. pazzesco.
La tua stupidita si è espressa in poche parole. La differenza è molto marcata fra identità sessuale e orientamento. Io sono un ragazzo nato nel corpo di una donna. Non sai quanto è terribile e innaturale. Si chiama disforia di genere. E non si tratta di educazione. I miei genitori sono persone decisamente rispettabili, lavoratori e ottimi genitori. Semplicemente, quello che sei non dipende dai genitori. Perchè se così fosse i figli di coppie gay dovrebbero diventare gay ed i figli di etero continuerebbero per la strada che ho sentito definire RETTA da molti.
Non si tratta di educazione.Io sono rimasto traumatizzato dallo sviluppo, ho visto il mio corpo cambiare e ancora adesso, dopo 6 anni, me ne vergogno. La DISFORIA DI GENERE porta alla esasperazione. E prima te ne accorgi, peggio è. Perché se ti manca il coraggio di parlarne, resterai murato vivo in un corpo che non è tuo.
Indottrinamenti come quello ETERO è normale dovrebbero essere punite. Cosa ci dice cosa è normale e cosa no?