Aosta sostiene le giovani coppie. Anche quelle gay
31/08/2011 - Un contributo una tantum per tutte le famiglie, anche quelle non convenzionali Un precedente importante, in un paese fin troppo omofobo. La città di Aosta va controcorrente, e decide che la famiglia non è necessariamente quella composta da un uomo
Un contributo una tantum per tutte le famiglie, anche quelle non convenzionali
Un precedente importante, in un paese fin troppo omofobo. La città di Aosta va controcorrente, e decide che la famiglia non è necessariamente quella composta da un uomo e una donna. Il contributo una tantum destinato alle giovani coppie, approvato in primavera dal consiglio comunale di Aosta, sarà rilasciato anche a conviventi e omosessuali.
BANDO APERTO DAL 12 SETTEMBRE - La conferma è arrivata oggi, durante la presentazione del bando, per il quale sarà possibile presentare la domanda a partire dal prossimo 12 settembre. “Abbiamo voluto mandare un segnale di apertura – ha commentato l’assessore, Mauro Baccega – perche’ la casa e’ il fondamento di ogni nucleo famigliare ed e’ compito del Comune aiutare l’unione di tutti coloro i quali intendano perseguire questo obiettivo”. Il documento prevede l’erogazione di un contributo di 1500 euro per le coppie in cui entrambi i soggetti abbiano meno di 35 anni, per i nuclei monoparentali o per i genitori separati, con un surplus di 200 euro per le coppie con un figlio e di altri 100 euro per l’eventuale secondo figlio.
CONTRIBUTO PER TUTTI - Ne hanno diritto le coppie sposate dopo il primo gennaio 2009; i conviventi dalla stessa data; il genitore solo con figli minorenni (celibe, nubile o divenuto vedovo dopo il primo gennaio 2009) e i genitori separati o divorziati di eta’ non superiore a 45 anni con figli a carico. Per ottenere il sostegno economico e’ necessario presentare l’indicatore della situazione economica, la residenza in Valle d’Aosta da almeno 8 anni e nel Comune di Aosta da almeno 4 anni consecutivi o 8 non consecutivi, ed eventualmente tutte le carte relative alla separazione o al divorzio. Un sostegno non certo determinante, ma sicuramente simbolico, che rende conto (finalmente) dei cambiamenti della famiglia contemporanea, rispecchiando una realtà più complessa e spesso difficile di quella rappresentata dalla politica. Il sostegno, sembra dire questo provvedimento piccolo ma bello, non va solo a chi fa figli, ma anche a chi se ne prende cura, a chi contribuisce alla coesione e allo sviluppo di una società più sana stringendo legami affettivi. Che siano coppie eterosessuali, famiglie con un solo genitore o coppie gay.












Hai sbagliato indirizzo, io non sono un uomo
Ci sono siti specializzati per questo, rivolgiti li.
Ma probabilmente già lo fai
Io amo il mio compagno da sempre come lui ama me…essendo fidanzati da 2 anni ufficialmente,a questo punto da Londra chiedo i contributi ahahahahahahahahaha