Le vittime civili palestinesi di questi giorni non sono innocenti. Oppure, Hamas è semplicemente una organizzazione terroristica. La sinistra filo-palestinese pretende di rimanere ancorata a due tesi che sono, però, in tensione tra loro
Non è possibile sostenere, per esempio, che Hamas non può essere trattata semplicemente alla stregua di una organizzazione terroristica perché ha vinto regolari elezioni – come ha fatto spesso D’Alema – e allo stesso tempo calare la mannaia del biasimo morale su Israele per le centinaia di vittime innocenti. Perché se i palestinesi di Gaza hanno sostenuto Hamas in maggioranza durante regolari elezioni, allora i palestinesi di Gaza sono anch’essi res
ponsabili delle politiche di Hamas – per esempio del lancio di razzi. Se, invece, i palestinesi di Gaza sono vittime innocenti che Israele coinvolge in un conflitto con Hamas cui loro sono in realtà estranei, allora Hamas non ha il sostegno democratico della popolazione locale e merita in effetti di essere trattata alla stregua di qualsiasi altra organizzazione terroristica. Delle due, l’una.
NEGOZIATO - Il problema è che le richieste per il tanto agognato negoziato, che in questi giorni sembrano venire da fronti che trascendono quello della sinistra filo-palestinese, dipendono in realtà da entrambe queste tesi contraddittorie. Perché, evidentemente, la ragione prima e sufficiente dichiarata dai più per chiedere un negoziato per un cessate il fuoco sono le vittime innocenti. Ma d’altra parte tale richiesta di negoziato presuppone che Hamas abbia l’autorità politica per negoziare – cioè che essa sia una organizzazione non solo terroristica ma anche politica con cui Israele possa, più o meno ragionevolmente, intavolare una trattativa. Ma, di nuovo, se Hamas è anche una organizzazione politica perché ha ricevuto il sostegno popolare e quindi è una entità con cui poter negoziare, allora i civili palestinesi non sono innocenti; ma in questo caso viene a mancare la giustificazione per la richiesta di negoziato. Se non ci fossero vittime innocenti, la retorica del negoziato – al di là della politica del negoziato – crollerebbe, perché potrebbe essere sostenuta solamente dai quei pochissimi pacifisti puri, e non certo da governi con forze di sicurezza a libro paga.
TRATTARE CON I TERRORISTI – Se invece si vuole insistere sull’innocenza dei civili palestinesi di Gaza allora, come dimostrato sopra, bisogna concedere che Hamas non è altro che una organizzazione terroristica. E questo, in termini delle richieste di negoziato, è decisivo in due rispetti: prima di tutto, perché la maggioranza dei governi che stanno pubblicamente chiedendo a Israele di trattare con Hamas non avrebbero allora il diritto di chiedere pubblicamente ad Israele di trattare con i terroristi visto che questi stessi governi hanno chiare politiche, in pubblico, di non-negoziato con i terroristi. Che quindi tacciano. Secondo, perché come si può chiedere ad uno stato sovrano che ha la responsabilità politica per milioni di cittadini di negoziare con una organizzazione politica senza alcun riconoscimento politico? Lo stato sovrano, nell’accordarsi, esporrebbe la propria cittadinanza; mentre l’organizzazione terroristica non esporrebbe niente. L’asimmetria rappresentativa tra uno stato sovrano ed una
organizzazione terroristica impedisce ai primi di negoziare con i secondi perché i primi, negoziando, espongono, a differenza dei secondi, il proprio popolo. Se invece vogliamo sostenere che Hamas rappresenti i palestinesi allora, evidentemente, i civili palestinesi non sono le vittime innocenti che le immagini televisive sembrano descrivere.




Ora capisco perchè Israele prende i civili, li chiude negli edifici e poi bombarda gli edifici… segue la tua logica per cui chi ha votato Hamas va considerato obbiettivo primario dell’attacco.
Ma gli chiederanno il certificato elettorale?
Come fanno a sapere che hanno votato Hamas e non Fatah?
Be direi che l’articolo serve a te ed a chi la pensa come te per lavarsi la coscienza delle morti civili di questi giorni, anzi si può usare anche per il passato e per il futuro… e con le conclusioni finali ci siamo ripuliti la coscienza anche della morte dei bambini.
Il problema è che non capisco se dici sul serio o se scherzi, perchè se dici sul serio, non mi spiego perchè non abbiamo sterminato tutti i tedeschi nella seconda guerra mondiale o perchè non abbiamo sterminato tutti gli Afghani… in fondo anche loro avevano “scelto” il loro capo… a dimenticavo anche noi abbiamo “scelto” mussolini all’epoca… che facciamo ci suicidiamo in massa per recuperare all’errore?
Certi discorsi si possono però applicare allora paro paro anche ai civili israeliani, che il loro governo attuale, quello delle’incredibile mattanza contro Gaza, lo hanno votato. E che hanno votato anche i governi che hanno cominciato per primi, e primi per lungo tempo, a lanciare missili su Gaza con la comoda scusa degli “omicidi mirati”, che hanno fatto un sacco di morti innocenti tra i passanti o i coinquilini degli asseriti capi terroristi. Dico asseriti perché quasi sempre mai processati. In ogni caso, processo o no, la condanna a morte in Israele non esiste, mi pare quindi leggermente illegale accoppare qualcuno su indicazione dei servizi segreti. O no? Tant’è che ho letto che l’associazione degli avvocati israeliani, e se non sbaglio anche l’Onu, ha condannato tale orribile pratica. Che è poi quella che ha innescato i qassam.Come vedi, la faccenda è un po’ più complicata. Oltre che molto spinosa.
In ogni caso, caro Nullo, le centinaia di bambini di Gaza massacrati, di cui ha dato notizia poco fa la stessa Onu, non avevano ancora il diritto di voto…. Occhio, che certi discorsi sui civili “non innocenti” li hanno già fatti i nazisti, e a spese non solo degli ebrei, e li fanno proprio i terroristi, oggi li fanno i terroristi islamisti a spese degli israeliani. Ti potrà parere strano, ma la teoria e la pratica del coinvolgere i civili col terrorismo l’abbiamo lanciata noi italiani: con il convegno del 1965 alll’hotel Parco dei Pricipi di Roma. Il convegno era finanziato dall’allora Sifar (oggi Sismi) e da alcune grandi aziende e aveva per tema “La guerra rivoluzionaria moderna”. I cui atti vennero pubblicato nel libro omonimo da Volpe editore (avave sede in via Michele Mercati, nell’appartamento in seguito acquistato, assieme alla casa editrice, dal gentiluomo Ciarrapico…). Il succo del convegno, allargato successivamente nel libro (edito sempre da Volpe) “Rivoluzione e megatoni”, del giornalista neofascista Edgardo Beltrametti, era che poiché le bombe atomiche oggi impediscono la guerra (ovviamente quella per “liberare” l’Unione sovietica dal comunismo…), allora per ottenere più o meno gli stessi risultati bisogna ricorrere agli attentati terroristici contro i civili. Come insegnava la guerra algerina e prima ancora ciò che era successo in Palestina a spese anche degli inglesi.
La teoria di quel convegno venne poi trasformata, con il concorso di alcuni degli uomini impegnati nel convegno stesso, in quella che poi è diventata nota come “strategia della tensione”, sfociata nelle bombe del 12 dicembre 1969 e con il massacro di quel giorno a piazza Fontana a Milano, nella sede della Banca dell’Agricoltura.
Come vedi, io ci andrei cauto con certi discorsi. La Storia non inizia quando fa comodo a noi, ma spesso prima. E se noi possiamo malauguratamente ignorare o dimenticare la Storia, la Storia non si dimentica mai di noi….
Un saluto.
pino nicotri
concordo con gli altri commenti, un governo è scelto dal popolo, ma non significa ne che tutti (TUTTI) lo hanno votato, ne che i governi eletti, una volta vinto, si comportino come promesso in campagna elettorale.
sarebbe come dire che in italia ogni cittadino concorda con le decisione di ogni governo eletto.
per me non è così, e per te?
Si può abbandonare il politically correct e dire che questo articolo è monnezza?
Si possono sprecare così tante parole per spiegare con
una specie di silloggismo aristotelico una strage?
La logica non c’entra un cazzo con la questione.
Se la logica servisse a qualcosa, non si avrebbe una guerra perenne in medio oriente.
Qua il discorso è molto più complesso.
E’ giusto armare un terrorista, addestrarlo per scopi
contingenti e quando quello poi ti si rivolta contro e
(forse) ti spara due aerei contro due grattacieli
bombardare tutto il paese che, al tempo degli addestramenti, lo ospitava?
E’ giusto che uno stato che si ritiene superiore
perché democratico, armi un altro stato, regalandogli
armi pagate con le tasse dei suoi cittadini, per
permettergli di combattere una guerra che mantiene
il fronte dello scontro lontano dai propri confini
nazionali?
E ripeto, se vuoi essere logico, allora devi anche
dire che PER LOGICA, lo stato buono (Israele) non dovrebbe comportarsi alla stregua dei cattivi (Hamas)
invece fa peggio
ammazza cento palestinesi per ogni israeliano
Tra l’altro nel 47 l’ONU disse ai due popoli
“questi sono i confini, cazzo!”
Israele non li ha mai rispettati, non ha mai favorito
la nascita di uno stato palestinese, che pure la risoluzione riconosceva, adducendo scuse bambinesche
come ad esempio “quelli che abitano in Giordania sono
palestinesi, perché due stati di palestinesi?”
Ad Israele hamas fa gioco, e sia loro che gli USA hanno spinto perché vincesse le elezioni, al di là
dei clamorosi errori di Arafat, perché così possono
continuare a dire che coi terroristi non si tratta.
sono ben altre le domande da farsi
non se qualcuno è caduto o no in contraddizione…
ti invito a leggere
http://www.globalresearch.ca/articles/ZER403A.html
può darti un punto di vista diverso sulla situazione
Quest’articolo è vomitevole.
Spero ci sia dell’ironia che la mia mente limitata non riesca a cogliere, e che davvero non esistano delle persone schifose come te, che non riescono a distinguere tra civili e combattenti.
Eh caro nullo, grave errore.
Non devi MAI, MAI metterli in condizione di “tertium non datur” o buttargli in faccia le cose in maniera troppo semplice, in modo che non sia possibile per loro usare la dialettica per svicolare sul viscidume delle loro cazzate.
Perchè altrimenti, come vedi, gli esseri primitivi quando sono spalle al muro mordono.
Lupo io non sono MAI volgare e chi sta su questo sito e legge i miei commenti può confermare, ma in questo caso HAI PROPRIO ROTTO ER CAZZO con quest’aria di superiorita che tiri sempre fuori.
Non argomenti mai una minchia, spari solo ste perle di saggezza da quattro soldi per nascondere la pochezza dei tuoi argomenti.
Scrivi il viscidume delle loro cazzate, ma pensa alle cazzate che spari tu e pensa all’essere primitivo che sei tu.
Potresti scrivere un commento motivando quello che dici ed accetto anche che ci vai pesante nel giudizio, ma almeno argomenta qualcosa, facci capire quali sono le nostre viscide cazzate e perchè siamo esseri primitivi… insomma illuminaci, ma di qualcosa… perchè altrimenti sembri solo il solito coglione che non ha un cazzo da dire ma fa il fico facendo credere di saperla lunga.
figliolo abbi pazienza, i miei argomenti li uso quando so che hanno una loro funzionalità.
Principalmente in prima persona, mettendoci faccia, nome e cognome.
L’inutilità delle discussioni portate avanti a mezzo commenti internettiani anonimi è una consapevolezza che ho acquisito e che mi impedisce di sminuire il valore del mio e del tuo tempo scrivendo e costringendoti a leggere argomentazioni che tanto non ti sforzeresti di capire, soprattutto quando le premesse sono frasi come quella con cui hai aperto i commenti, cioè una puttanata di dimensioni colossali.
Per cui, quando ti va, organizza una conferenza e chiamami. Sarò lieto di devastarti in prima persona davanti ad un folto pubblico pagante.
la guerra è una merda
Napoli fu sottoposta a decine di bombardamenti a tappeto, lo stesso Dresda e tante altre città
contro il giappone pensarono bene di sperimentare le atomiche
questo fu compiuto dalle potenze occidentali e lo fecero per continuare a chiamarsi potenze
morirono milioni di bambini che non avevano votato e che non potevano essere messi in salvo altrove perchè il mondo era in guerra
e la storia ci insegnò che se ci fossimo ribellati avremmo subito altre conseguenze
e dovemmo accettare e chinare la testa
cosa dovrei fare oggi quando vedo un americano, un inglese o un francese ? gli dovrei saltare addosso per scannarlo ?
e vi assicuro che spesso ci penso
e cosa dovrebbe fare un giapponese verso un americano ?
o un ebreo verso un tedesco ?
la guerra non finisce mai ? è eterna ?
la storia, fonte di conoscenza ci insegna a rassegnarci contro un nemico più forte
ed attendere
spesso combattere è inutile quando tutti ti sono contro
ed oggi le nazioni sono contro i non ebrei
ma combattere è l’ ultima speranza che resta agli sconfitti della storia
si prolunga l’ illusione e la sofferenza
sarebbe più logico dimenticare e pensare al domani, al benessere dei figli
dimenticare oggi per soffocare le vendette dei figli domani o dopodomani
ma essere logici mentre il sangue scorre è difficile
e che Nessuno faccia di me un alibi per giustificare una sola parte in causa
la guerra è dolore e sopraffazione per tutti
questo solo ho sempre insegnato !
Juppes
No dico qua siamo arriati a gente che parla di pace rovesciando la storia..
Che devi fare quando vedi un americano o un inglese?
Se ha meno di 80 anni nulla, sennò un GRAZIE ci starebbe anche bene, e anche un MI SCUSI perchè mi pare proprio di rammnetare che la guerra siamo stati così deficienti da iniziarla noi.
e poi siamo stati così incompetenti da perderla.
Toh, pensa un po’, esattamente come gli arabi di Palestina e dintorni.
Esattamente come il Giappone.
Esattamente come la Germania
Tutti questi paesi, grazie ai loro governanti coglioni ed ai loro cittadini altrettanto pirla per aver loro permesso di governare, hanno subito mutilazioni territoriali. Tutti hanno assorbito i profughi e tutti oggi vivono in pace e commerciano riccamente con i loro ex nemici.
Ah no, aspetta. tutti tranne uno.
P.S. per il francese invece, l’indifferenza è d’obbligo.
“figliolo abbi pazienza, i miei argomenti li uso quando so che hanno una loro funzionalità.”
Quindi non hai nulla di daire in sintesi
“Principalmente in prima persona, mettendoci faccia, nome e cognome.”
Mai detto di farli in terza persona ne di usare i nomi degli altri.
“L’inutilità delle discussioni portate avanti a mezzo commenti internettiani anonimi è una consapevolezza che ho acquisito”
Allora perchè continui a commentare?
“costringendoti a leggere argomentazioni che tanto non ti sforzeresti di capire”
Ti stupiresti della capacità di alcune persone di fare dialogo e discussioni al posto di emettere sentenze univoche.
“soprattutto quando le premesse sono frasi come quella con cui hai aperto i commenti, cioè una puttanata di dimensioni colossali.”
Non so a quale ti riferisci, ma se è il primo commento, ti svelo un segreto… si chiama ironia.
“Per cui, quando ti va, organizza una conferenza e chiamami. Sarò lieto di devastarti in prima persona davanti ad un folto pubblico pagante”
Poi ti svegli tutto sudato e con il cuoricino che ti batte forte forte… ao so tutti supereroi a sto mondo.
Lupo facci un favore… estinguiti
Mi chiedo come farà Israele a condurre una guerra terroristica se gli viene,forse,a mancare fra pochi giorni,l’appoggio del capo del terrrorismo internazionale che è attualmente al potere?
“Ora capisco perchè Israele prende i civili, li chiude negli edifici e poi bombarda gli edifici…”
Ah era ironia… Chiedo venia, non l’avevo capito.
come nazione ho ben poco da reagire e come capo di stato dovrei conservare una responsabile calma
ma come uomo che ha subito perdite o a torto o a ragione, non dimenticherò mai
e questo alimenta e giustifica guerre future
ma compito della politica è dirigere, attenuare, soffocare conflitti…nonostante i propri sentimenti legittimi o meno che siano
non conta aver ragione, ma garantire futuro e benessere
non condivido neppure una virgola del post. Sulla questione tratative-terroristi vedere alla voce uk e ira, tanto per dirne solo una. La realtà è che questa logica serve solo a coprire una politica fallimentare da parte di chi dovrebbe in primo luogo garantire la sicurezza dei propri cittadini(Israele).Sicurezza che si può ottenere solo con un processo di pace che coinvolga tutti gli attori in gioco. E caliamo un velo pietoso sulla “costruzione del nemico” Hamas(costruzione letteralmente)da parte di chi ora si rifiuta di riconoscerci un interlocutore.
paolo
Joseph Levine: un argomento per dimostrare il razzismo ipocrita di Israele
L’attacco sferrato in questi giorni da Israele a Gaza ha suscitato discussioni nella stampa mainstream. Ma sia coloro che si sono espressi contro l’attacco, sia coloro che lo appoggiano, nonostante tutte le differenze condividono un assunto fondamentale secondo cui Israele, in quanto democrazia occidentale industrializzata, accetterebbe il principio illuministico del valore assoluto della vita umana riconoscendo i diritti inalienabili che da esso derivano. In questo quadro, gli esponenti del governo israeliano sarebbero messi di fronte a un tragico dilemma: come affrontare le forze minacciose che non condividono tali valori – gli «estremisti islamici» – senza sacrificare i propri standard morali. Così, chi è favorevole all’attacco a Gaza si chiede in quale altro modo, se non con una micidiale forza militare, Israele possa proteggere i suoi cittadini dai lanci dei missili, mentre chi è contrario fa notare che il bombardamento, con i suoi alti costi in termini di vite umane, è comunque un mezzo inadeguato a garantire la sicurezza di Israele.
Coloro che si oppongono all’attacco, naturalmente, hanno ragione. Ma, sottoscrivendo tacitamente l’idea dello «scontro tra culture», essi sollevano Israele dalla sua responsabilità morale. L’aggressione attualmente in corso non è governata dal doloroso riconoscimento che i diritti umani comportano esigenze in conflitto tra loro; essa è animata piuttosto da un profondo razzismo, da tribalismo, e dall’antica dottrina della colpa collettiva.
Per verificare ciò che dico, basta cimentarsi in un semplice esperimento del pensiero. Supponiamo che i terroristi di Hamas si fossero nascosti a Tel Aviv (o a Los Angeles, o a Londra – l’esercizio è altrettanto illuminante se applicato agli Usa e/o a qualunque altro stato occidentale «civilizzato»). Sarebbe mai stata contemplata una aggressione come quella cui abbiamo assistito nei confronti di Gaza? I governanti israeliani avrebbero calcolato con la stessa risoluta freddezza il rapporto costi-benefici relativo a un massiccio attacco aereo sui quartieri ebraici? I governanti americani ed europei avrebbero perdonato un simile attacco? E i pundit avrebbero espresso la loro simpatia nei confronti del terribile dilemma di Israele? Naturalmente no! L’idea stessa di una simile azione sarebbe stata immediatamente riconosciuta come moralmente riprovevole, e chiunque l’avesse proposta sarebbe stato trattato con disprezzo. Sembra di sentirli: Cosa, noi come Hamas? Loro non rispettano la vita umana, noi sì.
Salvo il fatto, naturalmente, che «noi» – i membri dell’Occidente che si autodefinisce illuminato – non la rispettiamo più di quanto facciano «loro». Se davvero mettessimo in pratica i valori che dichiariamo di sostenere, non reagiremmo al nostro esperimento del pensiero in modo asimmetrico. Oppure acconsentiremmo alla decisione di sacrificare la popolazione di un quartiere di Tel Aviv per il bene superiore. O – più probabilmente – dovremmo giudicare questo attacco a Gaza moralmente fuori dei limiti. Il fatto che le diverse ipotesi non ci colpiscano immediatamente come asimmetriche – una spiacevole necessità in un caso, una atrocità morale nell’altro – tradisce l’esistenza in noi di due impulsi molto primitivi, anti-illuministici: sciovinismo razziale/tribale e credenza nella colpa collettiva.
Il primo è ovvio. Se siamo onesti, ammetteremo che gli uomini, le donne, i bambini di Gaza appaiono diversi dagli ebrei israeliani e dagli altri «occidentali»: loro sono «altro», non pienamente umani. Noi naturalmente rifiutiamo con veemenza certi giudizi. Ma se non crediamo che le cose stiano così, che cosa spiega il risultato del nostro esperimento? Perché non saremmo disposti a uccidere centinaia di «noi» per proteggere gli altri, mentre siamo pronti a uccidere loro, tanti quanti ne servono? E’ semplice: loro non contano quanto contiamo noi.
O forse no. Qualcuno potrebbe obiettare che c’è una differenza moralmente rilevante tra le due popolazioni: poiché Hamas è una organizzazione palestinese, sarebbe moralmente giustificabile mettere a rischio la vita dei palestinesi per proteggere i cittadini israeliani. Ma questa obiezione, semplicemente, mette a nudo il secondo elemento anti-illuministico presente nella psiche occidentale moderna: la nozione di colpa collettiva.
Perché il mero fatto che Hamas è palestinese dovrebbe giustificare che sia messa a repentaglio la vita di palestinesi che non sono combattenti di Hamas e che non sono personalmente responsabili degli atti terroristici commessi da quella organizzazione? Ciò è possibile solo se crediamo che tutti i palestinesi nascano colpevoli, semplicemente – come dirlo altrimenti? – perché appartenenti alla stessa tribù di Hamas. In quale altro modo è possibile spiegare la distinzione tra le potenziali vittime innocenti palestinesi, e quelle innocenti «come noi»?
La colpa collettiva è una nozione moralmente primitiva e odiosa tanto quanto i principi attribuiti agli «estremisti religiosi». Ecco perché la punizione collettiva è proibita dal diritto internazionale. Inoltre, abbracciare la dottrina della colpa collettiva significa abbandonare una posizione moralmente valida. I terroristi fanno sempre appello ad essa per giustificare la morte di qualcuno. Al Qaeda considerava le vittime degli attacchi al World Trade Center adulatori del Grande Satana, così come Hamas considera le sue vittime collaborazionisti dell’occupazione. Se vogliamo respingere un simile modo di ragionare, non dobbiamo indulgervi noi stessi.
Se rinunciamo all’idea di colpa collettiva e di fedeltà alla tribù, non resta niente che distingua le vittime concretissime dell’attacco di Israele a Gaza dalle vittime immaginarie nel mio esperimento. A dire il vero, non c’è una differenza moralmente rilevante. Gridare a gran voce la nostra indignazione è l’unica risposta umanamente decorosa alla brutale aggressione di Israele. Ce lo impongono quei valori occidentali illuminati che tutti noi dovremmo avere cari.
Via http://pensatoio.ilcannocchiale.it/post/2138093.html
( questo, anche partendo dal presupposto errato che a rompere la tregua , e quindi a provocare la ” reazione”, sia stata Hamas e non Israele, come è accaduto)
Una cosa abbstanza difficile da capire è come potrebbe Israele trattare con Hamas se lo statuto di Hamas rifiuta categoricamente ed esplicitamente questa possibilità e dice chiaramente che l’unico fine di Hamas è scacciare tutti gli ebrei dallo stato di Isralele, oltre a ciò penso che chi descrive la striscia di Gaza governata da Hamas come uno stato laico non abbia mai letto questo statuto.
Che dice LETTERALMENTE:
Il Movimento di Resistenza Islamico è una delle branche dei Fratelli Musulmani in Palestina. Il movimento dei Fratelli Musulmani è un’organizzazione mondiale, uno dei più grandi movimenti islamici dell’era moderna. È caratterizzato dalla profonda comprensione, da nozioni precise, e da una totale padronanza di tutti i concetti islamici in tutti i settori della vita: nelle visioni e nelle credenze, in politica e in economia, nell’educazione e nella società, nel diritto e nella legge, nell’apologetica e nella dottrina, nella comunicazione e nell’arte, nelle cose visibili e in quelle invisibili, e comunque in ogni altra sfera della vita.
Quanto agli obiettivi: combattere il male, schiacciarlo, e vincerlo cosicché la verità possa prevalere; le patrie ritornino ai loro legittimi proprietari; la chiamata alla preghiera si oda dalle moschee, proclamando l’istituzione di uno Stato islamico. Così il popolo e le cose torneranno ciascuno al suo posto legittimo. E l’aiuto si chiederà ad Allah.
Non c’è soluzione per il problema palestinese se non il jihad. Quanto alle iniziative e conferenze internazionali, sono perdite di tempo e giochi da bambini.
http://www.cesnur.org/2004/statuto_hamas.htm
La citazione del commento precedente è abbastanza interessante, perchè proviene da un blog che si era sfozato tempo fa di giustificare l’attacco russo alla Georgia, che ha fatto altrettante vittime civili di quelle palestinasi a Gaza, ma si sa per alcune persone esistono morti di seria A ( palestinesi e russi ) e morti di serie B ( isareliani e georgiani ).
E poi hanno il coraggio di parlre di ipocrisia?
E’ come dire che non capisci chi dice di trattare con Israele, visto che la sua pretesa immodificabile è che sia uno Stato “ebraico” anziché – come per tutti gli altri Stati democratici del pianeta – di tutti i suoi cittadini “a prescindere”.
La pace si fa tra nemici, i quali SEMPRE iniziano la guerra per imporre le proprie ragioni e cancellare quelle altrui.
E poi dove sta scritto che dobbiamo attenerci ai deliri di Hamas, facendola così felice e contenta?
Un saluto.
pino nicotri
Per fortuna che c’è Pino Nicotri!
Molti degli articoli scritti su giornalettismo riguardanti gaza in questi giorni, sono veramente di un livello bassissimo e cosa ancor più insopportabile sono intrisi di una prosopopea e una arroganza onestamente incomprensibili.
Saluti e complimenti al direttore per la pazienza che dimostra nel sopportare talune castronerie di alcuni collaboratori e per aver scritto il miglior pezzo su gaza(forse l’unico).
Non dico che Israele non debba trattare, dico che con Hamas è costituzionalmente impossibile, se Israele intensificase i suoi rapporti con l’ANP e collaborasse per lo sviluppo anche economico della Cisgiordania gli abitanti della striscia di Gaza si renderebbero conto che vivere della carità dell’Iran grazie a Hamas non è il massimo della vita.
Israele vuole restare uno stato ebraico, ma non teorizza lo sterminio di tutti i palestinesi, Hamas teorizza e pone nel suo statuto la distruzione di Israele con la creazione di uno stato islamico, a me non sembra proprio la stessa cosa.
L’impossibilità di trattare con Hamas non è una scelta di Israele, è dovuta solo al fatto che Hamas non vuole e non può, a meno di tradire il proprio statuto trattare con Israele, in questo senso la sinistra filopalestinese dovrebbe convincere Hamas a trattare con Israele, se ci riesce.
Detto questo sono daccordo con il 99% di quello che dici, non che in pratica esista la minima possibilità che anche in caso Israele ci provasse Hamas possa accettare una qualsiasi forma di trattativa.
Oh, pure Fassino se n’è accorto.
No, dico, Fassino.
Comunque caro direttore, per fare la pace dopo una guerra, una pace che DURI, serve che uno dei due la guerra l’abbia vinta, e l’altro persa. Di brutto.
Altrimenti è solo un armistizio provvisorio.
Ciò che dici è vero. Anche Massimo Fini all’epoca dei mattatoi balcanici diceve che i popoli che si detestano è giusto che si bastonino a sangue finché trovano un nuovo e duraturo equilibrio, senza interventi unamitari e “pacifisti” dall’esterno, che non fanno latro che prolungare piaghe ed emorragie. Ma tutto ciò implica sempre nuove guerre e accetta la legge del più forte. Ripeto: mi pareva che dall’epoca delle caverne fossimo usciti. Vogliamo tornarci per forza? Quante guerre in Medio Oriente sono state “vinte di brutto” negli ultimi secoli? A che è servito?
A mio parere l’unica via d’uscita è che l’Occidente (Usa più Europa) e l’Onu impongano, se necessario anche con la forza, non solo una pace vera, ma anche una serie di trattati garantiti dall’Occidente e dall’Onu stessi: il primo che sgarra, palestienesi o israeliani, viene preso a bastonate. Idem il primo che li tocca dall’esterno, Iran chi per esso.
Oddio, ti confesso che anch’io temo che la Storia proseguirà come tu dici. Però, ripeto, lo temo: ma non mi ci rassegno.
Comunque il problema vero è un altro: all’Occidente serve in modo VITALE il petrolio del Medio Oriente e l’unico modo per averlo, senza che tutti i Paesi produttori si possano accordare per farcelo pagare quanto vogliono loro o per venderlo non a noi (per esempio alla Cina), è tenerli divisi e insanguinati come facciamo da tempo. In pratica l’Occidente usa (specie dal ’67) Israele come un cuneo, un ferro di lancia nella carne del Medio Oriente, lasciando che sanguinino tutti, Israele compreso, a nostro vantaggio: divide et impera. Solito cinismo. E’ la strategia dell’assedio di Verdun trasferita in Medio Oriente. I tedeschi sapevano bene che da lì non sarebbero mai passati perché il sistema di piazzeforti di Verdun era imprendibile, ma contavano sull’inchiodarvi lì il grosso dell’esercito francese per prenderlo poi alle spalle. Il generale – o maresciallo, ora non ricordo – che propose il piano all’imperatore e l’imperatore che lo accettò sapevano bene che avrebbero perso centinaia di migliaia di soldati. Tradotto in italiano: che avrebbero fatto ammazzare inutilmente centinaia di migliaia di loro soldati. Eppure gli andava bene. I risultati si sono visti: molto diversi dalle loro deliranti volontà.
‘Notte.
pino nicotri
P.S. “Le guerre si sa come iniziano, ma mai come vanno a finire”. Gli Usa in Corea hanno ancora 40.000 militari: da quasi 60 anni!
I paesi del medio oriente sono divisi e in lotta fra loro da 1400 anni. Ma davvero lei crede che se scomparisse israele sciiti e sunniti smetterebbero di scannarsi a vicenda all’improvviso?
O piuttosto non essendo più “distratti” da qualcosa che in fondo li unisce, teheran e ryad non cominceranno a pensare seriamente di tirarsi le atomiche a vicenda (non che già non ci stiano pensando…)
” Non dico che Israele non debba trattare, dico che con Hamas è costituzionalmente impossibile, ”
Molto si potrebbe dire di Hamas , ma ci vorrebbe troppo tempo. Però, si può sicuramente dire che, contrariamente a ciò che forse si crede, è un’organizzazione molto ” pratica”, che punta a cose concrete.Se i due lati facessero concessioni reciproche, sarebbe possibile discuterci. RECIPROCHE, però, non unilaterali.
Scusa, ma perché chiedi a me se qualcosa sarebbe meglio “se scomparisse Israele”? Io non ho mai preso neppure in considerazione teorica la scomparsa di Israele. Quindi non sono in grado di capire di cosa parli. Ovviamente non voglio pensare tu sia tendenzioso come i molti che appena eccepisci un pelo ti dicono che vuole la dustruzione di Israele e – cosa che c’entra meno del cavolo a merenda – di tutti gli ebrei nel mondo.
Ciò detto, forse non ti sei accorto che gli Stati d’Europa sono in guerra tra loro da oltre 2.000 anni, e che per esempio le due guerre mondiali – ma anche infinite altre, comprese le guerre coloniali e addirittura la guerra dell’oppio per imporre ai cinesi il consumo di quella droga – le abbiamo provocate noi, non gli aborriti stati del Medio Oriente. Che peraltro tu indicando la cifra di 1.400 anni individui chiaramente, pur senza dirlo, nei Paesi musulmani. Caro Lupo, i modi surrettizi di procedere non vanno mai bene: “no bbuono”.
Un saluto e buona domenica.
pino nicotri
Riporto questo passo di Eugenio Scalfari da Repubblica on line di oggi (11 gennaio 2009). Credo che purtroppo fotografi bene la situazione, anche se non parla dei pericoli futuri che ne nasceranno:
“La guerra di Gaza è un altro evento paradossale dove tutti i protagonisti hanno almeno una buona ragione per continuare a massacrarsi. Una buona ragione, ma nessuno sbocco politico con la conseguenza che la comunità internazionale ha di fatto derubricato quel massacro dalle proprie priorità. I morti hanno superato gli ottocento, i feriti i tremila, metà della popolazione è senza elettricità e senz’acqua se non per un’ora al giorno, negli ospedali senza medicine i medici amputano gli arti colpiti perché non sono in condizioni di curarli. Così si va avanti, tra i razzi lanciati da Hamas e le cannonate e le bombe lanciate da Israele. La ragione e il torto sono poltiglia anch’essi”.
Il post con il brano di Scalfari l’ho inviato io, scusate se non l’ho firmato, ma mi pareva comunque chiaro dal mittente. Meglio però essere precisi.
Buona domenica.
pino nicotri
Date un’occhiata qui: http://www.guardian.co.uk/world/2009/jan/11/gaza-israel-letter-british-jews
Definendosi grandi sostenitori di Israele, un gruppo di ebrei britannici ha scritto una ‘lettera aperta allo Stato ebraico’ pubblicata oggi dal settimanale Observer, in cui si afferma che l’offensiva in corso nella Striscia di Gaza indebolisce e non rafforza Israele. Pertanto va bloccata. Gli autori della lettera sono noti rabbini, professori universitari e uomini politici. Essi affermano che piombo fuso “rafforzerà l’estremismo, destabilizzerà la regione e esacerberà le tensioni all’interno di Israele”
il testo della lettera vera e propria è qui:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/jan/11/gaza-israelandthepalestinians
Quella dell’energia è un’altra questione che viene sempre affrontata alla rovescia.
Siamo di fronte a qualcuno che ha energia elettrica gratis perchè gliela paga uno stato nemico. Il perchè mi sfugge, salvo una considerazione forse del tipo “almeno guardano un po’ di tv e fanno meno figli”
E poi, quando questo stato fa la stessa cosa che farebbe una qualsiasi ENEL a chi non paga (tralasciando il fatto che ti considerino figlio di scimmie e maiali), ah no, affamatori! Disumani! Figli di scimmie e maiali (l’ho già detto?)
Perchè poi la corrente non gliela passi l’egitto o la giordania, è evidentemente domanda troppo complessa.
X Pino
ok diamoci del tu.
Il mio era un esempio volutamente estremo. Ho ipotizzato la “soluzione finale” proprio perchè a quel punto vorrei proprio vedere(anzo no non vorrei affatto)) che cazzo si inventeranno ancora per rompere i coglioni (scusa il francese.
Perchè che smettano di romperli è escluso.
E sì, il problema E’ l’islam.
“La guerra di Gaza è un altro evento paradossale dove tutti i protagonisti hanno almeno una buona ragione per continuare a massacrarsi”
Quali?
Gaza non era occupata. A gaza non non c’era nemmeno un israeliano. Scalfari al solito si impanca solone e spara le sue minchiate domenicali.
Come si faccia poi a credere a uno che per 50 anni ti ha detto che in urss si stava meglio che da noi, questo per me è ancora un mistero.
gentile direttore (ir)responsabile, partendo dal presupposto che molto ho condiviso del suo post in risposta a questo articolo (a nullo e testuo), devo chiederle con che coraggio, senza offesa, si ritrova a gestire un sito dove l’articolo di testa afferma che non ci deve essere neppure pietà per i bambini, in quanto sono i loro genitori, conniventi di hamas, a doversi assumere le responsabilità dei loro gesti.
fermo restando che la libertà d’opinione e di espressione è uno dei diritti fondamentali da garantire a qualunque costo, se mi trovassi con un collaboratore che “accanto” al mio nome propone tesi di tale vomitevole arroganza o cancellerei il mio nome o il suo.
non scendo sullo stesso piano di una “nullità” che non comprende che kamikaze di hamas non si diventa per lubridio ma per disperazione, con tutti i fatti STORICI che ne conseguono e pertanto non vado a discutere sul perchè l’articolo, oltre che da un punto di vista logico, anche da un punto di vista storico sia profondamente fazioso e pertanto trasfiguri la realtà. mi limito di dire al signor nullo che è una persona veramente schifosa, che spero non abbia dei figli (su cui vista la sua schifosissima logica ricadrebbero le colpe di un padre cinico e dall’ottica dettata dalla faziosità ed eveidentemente dall’odio) e concludo con l’augurio e la speranza che questo sito si dissoci con i mezzi a disposizione (un altro articolo, quello che vogliono) da tesi veramente razziste.
saluti
alessandro
Censurare non è il mio forte e non serve, è contrproducente. E’ bene che ognuno dica la sua, anche se assurda, in modo che le assurdità vengano rintuzzate da argomentazioni. Capisco che sia sorprendente che un direttore critichi un pezzo, da lui approvato, con interventi nei commenti, ma sono abituato anche a gestire assemblee molto difficili… E poi spero sempre che a furia di dai e dai, a mo’ di gocia cinese, anche i più trinariciuti abbiano u nquadro più completo su cui meditare.
Il dramma è il livello molto basso dell’informazione in Italia, che genera ed è a sua volta generato da conformismi basti sulla propaganda anziché sulla conoscenza: credere è più facile che pensare. E infatti.
Io ci provo. E strada facendo imparo magari a sbagliare meno…
Un saluto.
pino nicotri
Solo per dirti che mi ha fatto morir dal ridere la tua affermazione su Scalfari “uno che per 50 anni ti ha detto che in urss si stava meglio che da noi”. Chissà dove le leggi certe cazzate. Ora capisco perché su Gaza e dintorni scrivi quel che scrivi.
nicotri
io non dicevo che fosse necessario censurare; io stesso in passato mi sono battuto per far avere la parola a dei fascisti su un sito di sinistra, ci mancherebbe.
le faccio però un esempio: io sono finito per caso, di link in link, a questo sito… se non avessi avuto un’ora e più di tempo da dedicare ai commenti, dopo aver letto l’articolo del sig. nullo avrei deciso di non tornare mai più su questo sito, perchè evidentemente la linea editoriale non coincideva con quanto possa aspettarmi da un sito di informazione. non perchè dica cosa che non approvo (mi piacciono tanto le vignette di kranic quanto quelle di vauro, anche se quelle di kranic non le approvo nella maggioranza dei casi) ma perchè si propone con delle argomentazioni talmente becere, faziose e rivoltanti (anche coi bambini, vergogna nullo!!!) da farmi scappare a gambe levate.
diversamente da me che mi sono soffermato e forse tornerò a vedere se c’è qualcuno che scrive anche articoli sensari, molti avranno scelto di non tornare più.
ultima cosa… tempo fa, quando israele bombardò il libano, feci una vignetta dal titolo TEORIA DELLA PREVENTIVITA’ in cui si vedevano due asiatici intenti a fumare oppio…
uno diceva: “molti bambini tra le vittime dei bombardamenti israeliani”
l’altro rispondeva (ovviamente con una posa rilassata quanto disinteressata): “sarebbero stati i futuri hezbollah”
bene, io ne facevo una vignetta (che mi sarebbe piaciuto linkarle ma non trovo più), qui c’è un nullo che lo insinua (e non mi si dica che parla delle responsabilità dei genitori). prenda me al posto di certe nullità, ci facciamo più bella figura!
saluti!
saluti
a proposito di bambini palestinesi, che secondo wikipedia dovrebbero costituire circa il 40% della popolazione, riporto
http://www.socialidarity.org/gaza-i-bambini-muoiono-di-infarto-e-impazziscono-sotto-le-bombe-israeliane.htm
e
http://www.siatec.net/bloggersperlapace/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1616
Sì, hai perfettamente ragione. Il problema è che non esiste una ben precisa linea editoriale – di destra, di sinistra, di centro, filoisraeliana, filopalestinese, ecc. – e preferisco si formi semmai con il dibattito, anche se molti cercano più che altro di mandare tutto in vacca o di eccepire sempre con capziosità del cavolo onde far vedere quanto sono “‘ntelliggenti”. Inoltre Giornalettismo è nato da un gruppo di amici e conoscenti piuttosto eterogeneo, e io ne ho assunto la direzione – su loro richiesta – in seguito. Non amo impormi autoritariamente, preferisco essere o diventare autorevole.
Però, certo, il pericolo che tu paventi è in agguato. Oltretutto su certi temi, purtroppo i più importanti e capaci di produrre catastrofi, c’è molto poco informazione e un po’ troppo propaganda a base di balle. Poiché credere è più facile e meno faticoso che pensare, la gente abbocca e la vulgata dilaga. Le guerre nascono così…
Bisogna armarsi soprattutto di pazienza.
Un caro saluto e grazie.
pino nicotri
” o di eccepire sempre con capziosità del cavolo onde far vedere quanto sono “‘ntelliggenti””
Dire che più che far vedere quanto sono intelligenti, ci tengano a sermbrare ” controcorrenti”, ” urticanti”, e, of course ” politicamente scorretti”( il termine ultimamente usato soprattutto per sentirsi liberi di scrivere ca**ate sentendosi anche coraggiosi ) Ma poi, alla fine, risultano talmente politicamente “scorretti”da essere ASSOLUTAMENTE uguali al coro mainstream riguardo alla questione.
SE QUALCUNO VI ESPROPRIA DA CASA VOSTRA CHE FARESTE ?
il resto è fuffa