Il nuovo anno dei risparmiatori in piena crisi potrebbe essere irto di difficoltà: un buon primo passo è seguire questi consigli
(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore).
Comprate ora, non può andare peggio di così. I tentativi di rimbalzo si vedono già, la ricerca del tipo d’investimento (le cosiddette asset class) che darà il maggior profitto nel corso dell’anno è cominciata. I falsi segnali non mancano e tanti rimbalzi si trasformeranno in rovinose cadute. Ci proviamo anche noi a dare qualche dritta, senza prenderci troppe responsabilità, ma sfidandoci a trovare strategie che promettono rendimenti positivi in soli 12 mesi, e quindi un po’ più rischiose della media. Per i “cassettisti” che vogliono scampare ai rendimenti da fame dei Bot e degli altri titoli di Stato, il consiglio di massima è: comprate un Etf che replichi uno qualsiasi degli indici delle principali borse
europee, tra tre anni saranno sicuramente più in alto di quanto non siano ora. Per i più sofisticati ecco le alternative:
PORTAFOGLIO “VEDO LUNGO” -Il criterio alla base di questo pacchetto di azioni è il cosiddetto “stock picking“: ovvero analizzare le singole aziende per trovare quelle che faranno meglio del settore o che comunque avranno risultati talmente solidi che neppure un mercato poco liquido o depresse potrà ignorarle. Puntare su un solo titolo è rischioso, ma la ricerca dell’eccezione diventa la regola di fronte alla quasi certa performance negativa di quasi tutti i settori. Limitando il campo a Piazza Affari non mancano le scommesse interessanti: la più gettonata dai trader è Parmalat perché somma due vantaggi: il settore alimentare è difensivo di per sé e a Collecchio dispongono di liquidità di cassa per poco più di un miliardo di euro, non è poco in un periodo in cui certezza dei ricavi e pagamento dei debiti sono le incognite principali per tutte le imprese. Tutti gli analisti si aspettano una grossa acquisizione entro la prima metà del 2009. Anche perché appena il capitale tornerà a circolare tra le banche e le multinazionali del settore, Parmalat diventerà una preda. In entrambi i casi per gli investitori potrebbe essere un occasione di guadagno.Altri “affari” sul listino: grandi aspettative si stanno concentrando su Ansaldo Sts, collocata ad un prezzo troppo alto due anni fa e ora anche lei a quotazioni interessanti. Lottomatica è una delle poche società in tutto il listino a non aver dovuto rivedere le proprie prospettive di ricavi e profitti per il 2009. In piccolo potrebbe valere il discorso di Parmalat per La Doria.
PORTAFOGLIO BERLUSCONI – Il premier in versione “promotore finanziario” ha suggerito mesi fa di comprare Mediaset, Eni ed Enel dicendo che sono società solide e che non ha senso che oggi valgano il 30-40% in meno rispetto a sei mesi fa visto che nulla è cambiato nel loro business. Il ragionamento è esposto all’obiezione che forse
erano sopravvalutate sei mesi fa, ma rimane valido per quanto riguarda il dividendo. A prezzi così bassi, i dividendi assicurati da queste società promettono rendimenti altissimi, tra il 7% e il 9%. Altri ribassi porterebbero lo yeld (dividendo/prezzo) talmente in alto da far convergere gli acquisti di nuovo sul titolo. Insomma vanno considerate delle obbligazioni con rendimenti altissimi ma senza garanzia sul capitale. Il rischio rimane alto e diventerebbe inaccettabile qualora la sicurezza dell’entità dei dividendi dovesse venire meno. Essendo Berlusconi, personalmente o come capo del governo, primo azionista di tutte e tre le aziende dovreste considerarlo come il garante del vostro investimento. Fate voi. Tra gli altri titoli dai dividendi interessanti rispetto al prezzo vi segnalo Unipol, anche se per le assicurazioni il rischio di sorprese è più alto.























qualche giorno fa sui giornali però c’era uno schemino che spiegava quanto avevano perso i vari ricconi in borsa. e berlusconi c’aveva perso parecchio… come garante non è che sia stato particolarmente affidabile :-\
Ma vai affanculo!
Ma perchè dovete infierire e farmi venire un ictus con Berlusconi????
Come sarà il 2009? Non c’è nessuno – ma per chi ci crede ci sono i soliti oroscopi – che abbia le carte in regola per formulare previsioni attendibili circa il nostro futuro prossimo. Non sappiamo se ci sarà un collasso dell’economia. Non sappiamo se la crisi durerà uno o più anni. Non sappiamo se il prezzo del petrolio salirà o scenderà. Non sappiamo se ci sarà inflazione o deflazione, se l’euro si rafforzerà o si indebolirà. Non sappiamo se gli Usa del nuovo-Presidente saranno diversi da quelli del Presidente-guerrafondaio. Non sappiamo se Istraele e Palestina continueranno a scannarsi per tutta la vita. Non sappiamo nada de nada! La stampa, i politici, i sindacati, tacciono! Stra-parlano soltanto di federalismo, riforma della giustizia, cambiamento della forma dello Stato, grandi temi utopici che vengono quotidianamente gettati ad una stampa famelica di pseudo-notizie, mentre i veri cambiamenti si stanno preparando, silenziosamente, nelle segrete stanze. Comunque, anche se i prossimi anni non ci riservassero scenari drammatici, e la crisi dovesse riassorbirsi nel giro di un paio d’anni, non è detto che l’Italia cambierà davvero sotto la spinta delle tre riforme di cui, peraltro, si fa fino ad oggi solo un gran parlare. Del resto, non ci vuole certo la palla di vetro per intuire che alla fine la riforma presidenzialista non si farà (e se si farà, verrà abrogata dall’ennesimo referendario di turno), mentre per quanto riguarda le altre due riforme – federalismo e giustizia – se si faranno, sarà in modo così… all’italiana che porteranno più svantaggi che vantaggi: dal federalismo è purtroppo lecito aspettarsi solo un aumento della pressione fiscale, perché l’aumento della spesa pubblica appare il solo modo per ottenere il consnenso di tutta “la casta”, e poi dalla riforma della giustizia verrà soltanto una “comoda” tutela della privacy al prezzo di un’ulteriore aumento della compra-vendita di politici, amministratori e colletti bianchi. Resta difficile capire, infatti, come la magistratura potrà perseguire i reati contro la pubblica amministrazione se “la casta” la priverà del “fastidioso” strumento delle intercettazioni telefoniche. Così, mentre federalismo, giustizia, presidenzialismo, occuperanno le prime pagine, è probabile che altre riforme e altri problemi, certamente più importanti per la gente comune, incidano assai di più sulla nostra vita. Si pensi alla riforma della scuola e dell’università, a quella degli ammortizzatori sociali, a quella della Pubblica Amministrazione. Si tratta di tre riforme di cui si parla poco, ma che, se andranno in porto, avranno effetti molto più importanti di quelli prodotti dalle riforme cosiddette maggiori. Forse non a caso già oggi istruzione, mercato del lavoro e pubblica amministrazione sono i terreni su cui, sia pure sottobanco, l’opposizione sta collaborando più costruttivamente con il governo. Ma il lato nascosto dei processi politici che ci attendono non si limita alle riforme ingiustamente percepite come minori. Ci sono anche temi oggi sottovalutati ma presumibilmente destinati ad esplodere: il controllo dei flussi migratori, il sovraffollamento delle carceri e l’emergenza salari. Sono problemi di cui si parla relativamente poco non perché siano secondari, ma perché nessuno ha interesse a farlo. Il governo non ha interesse a parlarne perché dovrebbe riconoscere un fallimento: gli sbarchi sono raddoppiati, le carceri stanno scoppiando esattamente come ai tempi dell’indulto e gli stipendi degli italiani sono i più bassi d’europa. L’opposizione non può parlarne perché ormai sa che le sue soluzioni-demagogiche – libertà, tolleranza, integrazione, solidarietà – riscuotono consensi solo nei salotti intellettuali. Eppure è molto probabile che con l’aumento estivo degli sbarchi, le carceri stipate di detenuti, i centri di accoglienza saturi, ed il mondo del lavoro dipendente duramente provato da un caro prezzi che non accenna a deflazionare, il governo si trovi ad affrontare una drammatica emergenza. Intanto, in Italia prosegue la propaganda dell’ottimismo a tutti i costi: stampa, sindacati e politica ci fanno sapere solo ciò che fa più comodo ai loro giochi, e “noi”- a forza di guardare solo dove la politica ci chiede di guardare – rischiamo di farci fottere. Buon Anno!
che nun lo sapete ?
c’ è bisogno de scommoda’ li prufessuri per sape’ come guadagna’ nel 2009 ?
mò ve lo dico IO !
tornate a zappa’ la tera, a coltivà le patane, li carcioffi, li finocchi
fateve un orticello e piantatece le pummarole, le insalate, li cetrioli
accattateve le vacche, li pecuri e li capretti e nun abbiate paura della moria delle vacche che è ormai passata……..
andate in pace
Potresti spiegarmi come fai a consigliare ancora i fondi di investimento? Perchè non dici anche che i fondi di investimento immobiliare sono per la maggior parte fondi chiusi in cui il risparmiatore può riscattare la sua quota allo scioglimento del fondo? E ancora, perchè consigli i fondi che hanno un T.e.r elevatissimo che fanno ricchi sono promotori, banche, sim, sgr, banche depositarie e banche di investimento? Spiegami ancora come fai a consigliare le azioni de “La doria” che ha un rapporto debiti/patrimonio netto pari a 1,75 (quindi ha molti più debiti del suo patrimonio). Se vuoi consigliare davvero i risparmiatori e fare da guida non scrivere cose assurde. Mi sa che il Parcobuoi vuoi crearlo e non aiutarlo.
@ parco buoi
cito le tue domande per risponderti con chiarezza
Potresti spiegarmi come fai a consigliare ancora i fondi di investimento?
non l’ho mai fatto e soprattutto non lo faccio in questo articolo
Perchè non dici anche che i fondi di investimento immobiliare sono per la maggior parte fondi chiusi in cui il risparmiatore può riscattare la sua quota allo scioglimento del fondo?
Veramente perdo qualche riga proprio per spiegare questo meccanismo. Così come spiego che le quote si possono vendere liberamente in ogni momento
E ancora, perchè consigli i fondi che hanno un T.e.r elevatissimo che fanno ricchi sono promotori, banche, sim, sgr, banche depositarie e banche di investimento?
Molti di questi prodotti sono costosi perché considerati “alternativi”, ciò non toglie che Imo sono quelli con più probabilità di avere un rendimento positivo. Non lo faccio io il prezzo, il consiglio è di cercare quelli con le commissioni più basse all’interno della categoria
Spiegami ancora come fai a consigliare le azioni de “La doria” che ha un rapporto debiti/patrimonio netto pari a 1,75 (quindi ha molti più debiti del suo patrimonio)
Per il semplice motivo che opera nel settore alimentare, considerato il più solido e il primo ad attirare i capitali per operazioni straodinarie. Naturalmente vale la considerazione iniziale dell’articolo: “Sono tutte strategie più rischiose della media”.
@ Devilmath
Specifico che Berlusconi è da considerarsi garante non perché di solito ci “azzecca”, ma perchè in quanto azionista di controllo delle aziende citate (direttamente o come premier ) è lui in assemblea decide se Eni, Enel e Mediaset distribuiranno (e quanto) dei dividendi. Più che il fiuto conta dunque la coerenza
(ah beh allora….)
Ma chi ti ha detto che il settore alimentare è il primo ad attirare capitali per operazioni straordinarie? Non è assolutamente vero! I capitali vanno solo se c’è convenienza e in questo periodo meno debiti nelle aziende meglio è per tutti.
Le quote dei fondi sono vendibili sono se si tratta di fondi immobiliari aperti ma proprio perchè immobiliari sono quasi tutti fondi chiusi e quindi non negoziabili. E’ doveroso farlo sapere e chiedere se non si è sicuri
Scrivi:” Si è capito che il mercato italiano del mattone non avrà i crolli in stile americano e anche con prezzi sostanzialmente fermi molti fondi immobiliari hanno la possibilità di vendere le proprie case realizzando dei cospicui guadagni.” Ma da cosa si è capito?
Mi dispiace non sono d’accordo e il tuo articolo non mi piace