Esiste ancora il diritto alla difesa? Qual è la risposta equa a un missile che cade sulla testa? In attesa di saperlo, accettiamo che le nostre piazze ospitino manifestazioni inneggianti alla distruzione di uno Stato e dei suoi abitanti
Alfio Caruso, giornalista e scrittore, che terrà la rubrica settimanale “Se lo sapesse Indro..”. Il suo ultimo libro è “Willy Melodia”
Può esistere il manuale Cencelli della reazione a un attacco bellico? Quale è la risposta giusta a un missile che cade sulla testa? E se diventano 10, 100? E se ammazzano un bambino oppure un adulto o un vecchio? E se impediscono l’esistenza quotidiana di un’intera città? Il diritto di difendere se stessi, la propria famiglia, la comunità cui si appartiene è valido in ogni Continente e in ogni situazione o dipende dalla religione, dal sistema politico, dalla cattiva coscienza di ciascuno di noi?
GAZA E LO STATO EBRAICO – Alle corte: si può tranquillamente parteggiare per i palestinesi, sposare in toto la loro causa, ma non trasformare tale propensione in metro unico di giudizio. Quanti sono scesi in piazza per manifestare contro la “bieca aggressione israeliana” e in difesa della popolazione di Gaza, mai in questi anni hanno speso una parola contro i razzi lanciati su Sderot e su altre località dello Stato ebraico. Né si sono preoccupati quando il vertice di Hamas ha annunciato l’interruzione unilaterale della tregua, la ripresa delle operazioni di guerra pur essendo ormai chiaro che il governo di Tel Aviv sarebbe intervenuto.Anche agli occhi di noi sprovveduti osservatori, che da oltre mezzo secolo ignoriamo che cosa significhi trovarsi in mezzo ai combattimenti o dover piangere la morte di un figlio, appare lampante che torti e ragioni stiano da entrambe le parti. Tuttavia la cronaca degli ultimi decenni pone una domanda: siamo sicuri che l’odio riversato contro Israele unito alla simpatia aprioristica riservata alla Palestina contribuisca alla causa della pace? Dal giorno dell’intervista data a Oriana Fallaci, l’astuto Arafat venne considerato la soluzione del problema. Oggi sappiamo che ne era la causa. Malgrado il
rituale di baci, di abbracci, di finta commozione, Arafat predicò per anni l’identico proposito estremistico di Hamas, ne anticipò l’applicazione integrale di una religione intollerante come l’Islam: cancellazione di Israele dalla carta del pianeta, asservimento o eliminazione fisica di ogni ebreo.
PARI E IMPARI – Quanti accettano la politica del vincere o morire di Hamas aiutano le giuste aspirazioni degli abitanti di Gaza e della Cisgiordania, considerando, tra l’altro, che almeno per i prossimi trent’anni Hamas non pare in condizioni di vincere militarmente? E’ davvero normale, civile, segno di tolleranza che lo spiazzo davanti la Basilica di San Petronio a Bologna o piazza Duomo a Milano accolgano la preghiera di migliaia di musulmani inneggianti alla guerra santa, le bandiere israeliane bruciate, le svastiche naziste a deturpare il vessillo con la Stella di David? Lasciamo stare l’inutile domanda di quale fine sarebbe riservata agli occidentali che pretendessero di riservare simile trattamento ad Hamas in una metropoli araba, quello che ci dobbiamo chiedere è quali reazioni e commenti susciterebbero simpatizzanti d’Israele che usassero piazza Duomo per definire nipotini di Hitler i capi di Hamas. Nel nome della tolleranza, bene supremo della convivenza civile, Voltaire suggeriva di difendere a spada tratta il diritto del proprio nemico a esporre le tesi più urticanti, non ad accettarle passivamente.























“appare lampante che torti e ragioni stiano da entrambe le parti.”
La ragione e, quindi, la giustizia sta da una sola parte, cosi come riteneva anche il commediografo Bertolt Breach:” Solo la violenza può servire dove regna la violenza, e solo uomini, dove ci sono uomini, possono dare aiuto.”
errata corrige: Bertolt Brecht
Concordo riga per riga.
Ci sono diverse cose scritte in quest’articolo su cui non sono in disaccordo. Specie sulla frase finale di Voltaire (che credo però si riferisse ad una “guerra di idee”, non ad una guerra con morti ammazzati: Mi sembra un dettaglio non trascurabile…)
Parlando anch’io da sprovveduto osservatore (che però non ignora che cosa significhi dover piangere la morte di un figlio e che meccanismi di rabbia cieca e violenza vendicativa possa mettere in moto):
mi appare lampante che torti e ragioni stiano da entrambe le parti;
di Hamas ho un’opinione complessivamente pessima;
non posso tuttavia non notare la sproporzione tra offesa e difesa: anche (ma non solo) alla luce del numero di morti civili ed innocenti che la reazione del Governo israeliano ai razzi di Hamas sta provocando a Gaza.
Mi spiace ma tra governo israeliano e Hamas non posso che scegliere la “terza via”: quella dell’umanità, della pace. E non perchè (non solo perchè) sono un “francescano”. Ma perchè la guerra è da sempre l’illusione di una soluzione. Ma non è mai la soluzione. La storia, a mio modesto modo di vedere, lo insegna
Sottoscrivo lettera per lettera le parole di Comicomix e aggiungo anche un osservazione:
Signor Caruso, scrivendo lei di uno stato ebreo ne riconosce implicitamente l’intolleranza su cui si fonda (se l’immagina lei uno stato “cristiano tollerante” … ed uno “arabo”?).
Siccome in questa storia i torti sono proporzionali hai danni causati bisognerebbe riconoscere che gli ebrei (non ho scelto a caso questo termine) dovrebbero fare ammenda e riconoscere il diritto alla coesistenza dei loro vicini.
Se ci fosse in circolazione un po’ di onesta intellettuale si dovrebbe ricordare che tutti i tentativi di chiudere degli accordi di pace sono stati soffocati, prima che dalla intransigenza palestineste, dall’intergralismo della destra ebrea.
Io personalmente non ho simpatia preconcette per nessuno ma so riconoscere perfettamernte l’intolleranza quando la vedo, e sempre secondo me, tra due integralisti è più pericoloso qullo con la bomba atomica…
“la sproporzione tra offesa e difesa”
ma queste frasi le trovate scritte su Topolino?
la GUERRA non è uno sport olimpico che implica regole precise, parametri di peso, categorie…
se si parla di boxe allora non è giusto che un peso mosca si batta con un peso massimo!
se si parla di guerra, lo scopo ultimo è vincerla nel più breve periodo di tempo.
come diceva Sun Tzu:
“il leone usa tutta la sua forza, anche contro il coniglio”
poi bisogna vedere come pretenderemmo noi che il nostro paese risponda se ogni giorno ci cadessero in testa 20 missili. ovviamente è facile parlare di comprensione quando sono gli altri ad avere paura e i missili cadono/cadevano a Sderoth invece che a Siracusa (una città a caso).
Sono d’accordo con Comicomix quando auspica la “terza via” della pace e quando fa notare che le colpe non sono mai da un’unica parte.
Tuttavia a mio avviso va considerata molto attentamente la filosofia di base di Hamas, chiaramente esposta dal deputato di Hamas Yunis Al-Astal in questo servizio della televisione Al-Aqsa: http://www.dailymotion.com/video/x52ie8_yunis-alastal-dput-du-hamas-tv-alaq_news
Ora, io non posso credere che una religione inneggi all’intolleranza: mi parrebbe una contraddizione in termini. Pertanto voglio sperare che i deliri di “purificazione” proclamati dal personaggio che appare nel video siano frutto di un’interpretazione manichea e distorta della parola originaria di Maometto che da molto tempo viene effettuata dai dottori della legge islamica più o meno in buona fede, facendo presa sulla popolazione ahimè per la maggior parte ignorante.
Fatto sta che quello propugnato da Hamas è un estremismo, e la storia insegna quanto tutti gli estremismi siano deleteri.
Occorre quindi porre un freno a questi deliri. Ma come? Con un’infausta escalation di violenza che porta morte e distruzione anche per chi la pensa diversamente? Con il dialogo che abbiamo visto infrangersi sistematicamente contro il muro di gomma di chi sostiene arrogantemente di essere il depositario dell’unica verità?
Piuttosto in disaccordo con tutto.
1) In realtà Arafat si è seduto diverse volte a tavoli di pace con gli israeliani, riconoscendone, di fatto, la legittimità all’esistenza. Spesse volte, invece, Israele ha disconosciuto Arafat come interlocutore di pace, ottenendo due risultati: (1) rimuovere ogni possibilità di pace; (2) screditare Arafat, e accrescere la forza di gruppi più radicali, come Hamas
2) Purtroppo, questo articolo dà per assunto che la tregua sia stata rotta dai palestinesi, pensiero imperante sui mass media occidentali. In realtà, nella cosiddetta “tregua”, sono morti tipo 50 palestinesi, e esattamente 0 israeliani. Non tenere conto di queste cifre significa non capire di cosa si sta parlando. L’esercito israeliano ha più volte fatto incuriosni a Gaza, giustificate, inizialmente, come operaizoni preventive e di polizia (ma, in nome della tregua, esse non sono legittime) e poi come reazione ai missili sparati da Hamas.
3) Il problema, Hellequin, è che non è in corso una guerra simmetrica. Non mi rislta che Hamas abbia un esercito che bombarda Israele dal cielo, o che può permettersi incursioni via terra; non mi risulta che Israele sia ridotta alla fame, o che gli israeliani non abbiano libertà di movimento oltre i loro confini; non mi risulta che ai confini di Israele ci siano soldati palestinesi che impediscono il passaggo di medicinali e viveri. E stiamo parlando di cose successe durante le “tregua”, e non degli avvenimenti degli ultimi giorni. In questo senso è più che legittimo dire che la reazione di Israele è “sproporzionata”: perchè il problema di Israele è il terrorismo, ovvero gli uomini-bomba e i missili che Hamas riesce a lanciare da Gaza, e reagire al terrorismo con le armi convenzionali dell’esercito, dal mio punto di vista, non solo è sproporzionato, ma addirittura demenziale e controproducente.
Ciò detto, non voglio passare per fondamentalista islamico. La realtà è complessa, Hamas ha contribuito ad affamare i cittadini di Gaza, ad allontanare la pace e a creare problemi politici alla Palestina, ma affrontare un argomento del genere ignorando la realtà dei fatti, ovvero che è oramai un secolo che Israele riduce alla fame la Palestina e i palestinesi, è fuorviante.
Su TheHuffingtonpost viene analizzato proprio questo aspetto delle tregue e di chi le rompe nel lungo conflitto Israele-Plaestina.
http://www.huffingtonpost.com/nancy-kanwisher/reigniting-violence-how-d_b_155611.html
In breve, (ma vengono riportati i dati) la stragrande maggioranza delle tregue sono rotte da Israele.
quindi Israele dovrebbe rispondere con attacchi kamikaze e lanci di razzi ad minchiam su Gaza?
rispondere al terrorismo con il terrorismo?
sono daccordo! infatti anche io avrei auspicato che (per esempio) agli attentati di Madrid, la Spagna avesse risposto facendo saltare per aria treni a caso della tratta La Mecca-Medina o Rabat-Casablanca (con spognoli kamikaze, ovviamente).
sarebbe stato giusto e proporzionato!
“quindi Israele dovrebbe rispondere con attacchi kamikaze e lanci di razzi ad minchiam su Gaza?”
Perchè Israele come sta rispondendo se non con lanci di razzi ad minchiam su Gaza?
Non usano i kamikaze perchè hanno la possibilità di usare armi più moderne, ma il risultato è simile… uccidono chi gli capita un tot al chilo!
Marcos ha proposto argomentazioni serie e non battute propagandistiche sulla non-etica della guerra.
Uno stato democratico non si comporta come un gruppo terroristico, altrimenti non ci sarebbe differenza ed è per questo che sgomenta il fatto che Israele reagisca in questa maniera.
Hanno i migliori killer dei servizi segreti, potrebbero andare a prendere i veri capi e non distruggere tutto.
Hamas è un pericolo è va combattuto ed eliminato, ma non lo combatti ne lo elimini bombardando tutti, anzi cosi fai solo aumentare l’odio della gente e vai ad ingrossare le file dei simpatizzanti di Hamas!
Pensa se in Italia si bombardasse la sicilia, la campania o la calabria per eliminare le mafie…
@hellequin:
Guarda che Topolino è una splendida ed istruttiva lettura..ci si sono formate generazioni di classi dirigenti italiane, come dimostrano (in modo bipartisan) composizioni ministeriali, provvedimenti e leggi, ecc…Figurati quant’è utile per chi è solo un fumettaro dilettante di quart’ordine!
A parte ciò, è evidente che le nostre opinioni sono molto diverse: e mica non è un male, il pensiero diverso è una ricchezza, come non sempre capiscono quelli che amano le GUERRE).
La mia opinione è che anche un lettore distratto di Topolino sa che la capacità “offensiva” di Hamas è piuttosto scarsa (e questo la dice lunga sulle colpe di quest’ultima orgnaizzazione, che a scopo “dimostrativo” e senza nessuna possibilità di offendere per almeno 30 anni provoca sistematicamente il governo israeliano scatenandone la “reazione”).
E anche un appassionato di Paperoga sa distinguere tra un’organizzazione che molti chiamano (secondo me, a ragione) “terroristica” e il governo di un paese che molti chiamano (secondo me, a ragione) “democratico”. E per questo, si aspetta comportamenti differenti dal secondo rispetto alla prima.
Un sorriso a fumetti..
“Gaza, 8 gen. – (Adnkronos) – L’agenzia Onu per i profughi palestinesi, l’Unwra, ha sospeso l’attivita’ umanitaria nella Striscia di Gaza dopo che soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro un suo convoglio umanitario uccidendo sul colpo un conducente e ferendone a morte un altro. Lo ha reso noto il portavoce dell’Unwra, Adnan Abu Hasna, che ha annunciato anche il decesso del ferito.”
L’altro giorno hanno bombardato una scuola dell’ONU, affermando che era piena di soldati… che per la cronaca non sono stati trovati nelle macerie, in compenso vi erano i corpi di bambini, donne ed anziani… ed il rappresentante ONU in palestina ha assicurato che in quella scuola vi erano solo bambini e rifugiati CIVILI!
Oggi sparano ai convogli umanitari ed impediscono alla croce rossa di curare i feriti…
non fare arrivare gli aiuti, la croce rossa e bombardare la scuola è una vera vigliaccata!!
va bene che in guerra non ci sono regole, però un minimo di onore non guasta! finche combatti contro hamas e ci rimangono dentro dei civili ci può stare (mi sembra siano chiamati danni collaterali…o qualcosa del genere) ma niente donne e niente bambini!!!!
“Gerusalemme, 08:41
GAZA: ONU ACCUSA ISRAELE, CIVILI STERMINATI IN UNA CASA
Le Nazioni Unite hanno accusato Israele di un gravissimo e deliberato massacro di civili nella Striscia di Gaza, sulla base delle denunce ricevute da “numerosi” testimoni oculari: stando dunque agli elementi in possesso dell’Ocha, l’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari, il 4 gennaio scorso soldati dello Stato ebraico avrebbero costretto circa 110 palestinesi, “la meta’ dei quali erano bambini”, a radunarsi in una casa monofamiliare a Zeitoun, un quartiere del capoluogo dell’enclave, ordinando loro di rimanere all’interno; ma 24 ore dopo la stessa abitazione sarebbe stata ripetutamente bombardata. I morti sarebbero stati come minimo trenta. L’agenzia umanitaria ha bollato l’episodio come “uno dei piu’ gravi” avvenuti dall’inizio dell’Operazione ‘Piombo Fuso’, il 27 dicembre.”
Israele dimostra per l’ennesima volta che non rispetta ne le risoluzioni ONU, ne qualsivoglia convenzione internazionale.
Certo Hamas fà lo stesso, ma quelli sono terroristi!