Su Gaza e quanto sta accadendo c’è solo un piccolo particolare. Anzi due.
1) - E’ vero che da Gaza sparano razzi sulla cittadina israeliana di Sderot, peraltro di scarsa precisione ed efficacia, anzi – come si è visto – veri e propri disastrosi boomerang contro gli stessi abitanti di Gaza. Però è anche vero che Sderot è stata costruita – assieme alla colonia israeliana di Or fondata nel 1957 – sui resti di ciò che fu il villaggio palestinese di Najd, parola che in arabo significa “altopiano”, oggi distante 14 chilometri da Gaza. Ed è anche vero che il villaggio fu sottoposto a “pulizia etnica” dai sionisti arabofobi prima ancora che nascesse lo Stato di Israele. Secondo la risoluzione Onu 194 e anche secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, articolo 13, sezione due, gli abitanti di Najd hanno il diritto di ritornare ad abitare nelle loro personali proprietà e al loro villaggio nativo.
2) - E’ vero che da Gaza a volte sparano razzi anche sulla cittadina israeliana di Ashkelon, peraltro di scarsa precisione ed efficacia, anzi – giova ripetere – veri e propri disastrosi boomerang contro gli stessi abitanti di Gaza. Però è anche vero che Ashkelon sorge sulle rovine di quello che era il villaggio palestinese di Al-Jura, anch’esso sottoposto a “pulizia etnica” da parte dei sionisti arabofobi. E secondo la risoluzione Onu 194 e anche secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, articolo 13, sezione due, pure gli abitanti di Al-Jura hanno il diritto di ritornare ad abitare nelle loro personali proprietà e al loro villaggio nativo.
Stando così le cose, come la mettiamo?
Ma andiamo per ordine. Nel 1992 a Washington l’Institute for Palestine Studies [Istituto per gli studi sulla Palestina] ha pubblicato un importante lavoro del ricercatore Walid Khalidi intitolato “All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated By Israel in 1948” ["Tutto ciò che rimane: i villaggi palestinesi occupati e spopolati da Israele nel 1948"].

Khalidi, Walid, ed. "All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated By Israel in 1948". Institute for Palestine Studies: Washington, D.C., 1992
Il libro si occupa dei 418 villaggi che hanno subito la “pulizia etnica” da parte dei sionisti arabofobi ed è dedicato da Khalidi “A tutti coloro per cui questi villaggi erano casa, e ai loro discendenti”. La prima cosa che mi viene in mente leggendone dei brani, con difficoltà visto che – guarda caso – non è stato tradotto in italiano, è che la cifra indicata da Khalidi è più o meno eguale a quella che ho sentito anch’io citare da Stefano Chiarini, lo scomparso giornalista de Il Manifesto buon conoscitore della Palestina anche perché vi era stato spesso inviato dal giornale. Non ricordo esattamente la cifra riferita da Chiarini, ma ricordo bene che era più grande di 400 perché a sentirlo parlare ne rimasi sbalordito, anzi incredulo.
Lo studioso Khalidi ci documenta dunque che Sderot fu colonizzata dagli israeliani nel 1951. Sui terreni del villaggio di Najd e che su quelle spoglie nacque nel ’57 la colonia di Or. La pulizia etnica era però avvenuta prima. Gli oltre 600 palestinesi recensiti a Najd nel ’45 furono cacciati con la forza il 13 maggio 1948, vale a dire prima che venisse dichiarato lo Stato di Israele. E – si noti bene – prima che qualunque esercito arabo entrasse in Palestina! Khalidi racconta che lo spazio dove esistevano le 82 case di Najd oggi è “ricoperto di cactus, ’spine di Cristo’ e alberi di sicomoro e contiene le mura crollate di edifici non identificati…”. Ancora oggi vi “crescono alcuni vecchi alberi”. I bambini palestinesi andavano a scuola a Simsim, a 2 chilometri di distanza. Secondo Palestine Remembered il villaggio è stato completamente “sfigurato“.
Di Najd si hanno notizie almeno dal 1596, quando contava 215 abitanti, quasi tutti contadini dediti anche all’allevamento. Nel 1838 lo studioso americano della bibbia Edward Robinson “osservò gli abitanti setacciare l’orzo lanciandolo nell’aria contro vento con forche di legno” [Robinson (1841) III: pagina 260, citata da Khalidi a pagina 128] e vide che “Campi di grano e alberi da frutto circondavano Najd da tutti i lati“. Ancora oggi i palestinesi possiedono a Najf 12.669.000 metri quadri di terreno, anche se il governo israeliano rifiuta l’esercizio del loro diritto di proprietari, in particolare il loro diritto di tornarsene sulla propria terra. Da notare che nel 1945 gli ebrei vi possedevano appena 495.000 metri quadri di terra, cioè meno di 1/25 (=un venticinquesimo) della terra posseduta ancora oggi dai palestinesi cacciati via.
E’ interessante anche la storia della cittadina oggi chiamata Ashkelon, israeliana, costruita sul paesino distrutto e sottoposto a pulizia etnica di Al-Jura, nome che aveva fino a pochi anni fa.
Khalidi scrive che “i mitragliamenti e i bombardamenti israeliani lasciarono un segno sulla popolazione nella regione che era psicologicamente impreparata e non aveva accesso a rifugi antiaerei”. E cita un articolo della United Press International con le parole di un funzionario dell’intelligence israeliana: ” l’attività militare israeliana sulle aree costiere ha causato ‘ disperazione tra gli abitanti del luogo‘” (pag 82).

L'unica casa rimasta in piedi del villaggio palestine di Al jura al cui posto sorge Ashkelon
Al-Jura era una località di residenza estiva per gli abitanti del vicino paese Al-Majdal, anch’esso “ripulito” etnicamente (pag. 116). Prima di esserne cacciati via i palestinesi ad Al-Jura possedevano 12.015.000 metri quadrati di terreno, mentre gli ebrei non ne possedevano neppure uno (pag. 117). Khalidi ricorda che un “mawasim”, cioè un periodo di feste, “si teneva in esso ogni anno in primavera, e al quale si recavano in massa persone dalle città e dai villaggi del distretto di Gaza per nuotare, praticare sport e per feste religiose. Veniva organizzato un mercato in particolare per le occasioni in cui visitatori si recavano per gli acquisti“. “Le maggiori occupazioni degli abitanti erano la pesca e la caccia ai volatili, e che il loro pesce e la loro selvaggina venivano vendute in diverse delle città e villaggi confinanti. Difatti il villaggio era uno dei maggiori centri di pesca della Palestina“.
Poi c’è la storia anche degli altri 416 villaggi, di cui Khalidi pure si occupa. Come si vede, la faccenda – e la Storia, con annesse responsabilità – è più complicata e meno univoca di come continuano a raccontarcela i nostri grandi mass media. I quali, come sempre pronti a voler salire sul carro del vincitore, vero o presunto, non si pongono mai domande troppo scomode.
Da notare che Khalidi non è un pinco pallo qualunque, o un fanatico. Nel ’45 si è laureato all’Univerità di Londra e nel ’51 ha acquisito a Oxford una laurea di secondo livello. Ha poi insegnato fino all’82 nell’Università americana di Beirut, per andare a insegnare man mano negli atenei di Oxford, a Harvard e Princeton. Ad Amman è tra i fondatori della Royal Scientific Society e del prestigioso Institute for Palestine Sudies, del quale è il segretario generale. Autore di molti libri, è inoltre membro dell’American Academy for Arts and Sciences. Insomma, una figura di tutto rispetto e prestigio internazionale.























Omamma, cosa vorrebbe dire che essendo state loro hanno diritto a bombardare??? Pino che storia sarebbe??? Quindi se l’Austria ci bombardasse potremmo rifarci alla storia? Vabbè mettiamola così allora, prima dei Filistei….
sono di discendenza cartaginese
i romani espulsero la mia famiglia dall’ Asinara
ora me la ripijo e la cominciò a bombarda’ (in modo impreciso) con escrementi de bue muschiato
Il diritto al ritorno avrebbe avuto senso decenni fa a mio avviso. Ora sarebbe un mezzo di guerra demografica. Io mi chiedo sempre: perché i palestinesi non hanno uno Stato? Perché gli israeliani sono tanto cattivi o perché loro (inteso come gruppo dirigente palestinese) non lo vogliono? Se avessero uno Stato formale l’iniziativa di Israele di rispondere al lancio di missili (imprecisi, ma missili) sarebbe lecita? Se compio conquiste militari queste fanno o non fanno parte del mio Stato?
Pino, quello che racconti è verissimo. Però le guerre ci sono, si vincono o si perdono, i popoli si muovono e sono passati sessant’anni.
Domandiamoci perchè gli italiani d’Istria non lanciano razzi per riprendersi Fiume o Zara o i tedeschi della Prussia i polacchi per ritornare dove hanno abitato per centinaia di anni.
Forse il problema non è tanto quello che è successo, ma quello che sta succedendo ORA.
I Palestinesi sono un popolo di disperati e lo sono anche perchè fa comodo non solo ad Israele, che utilizza i più “mansueti” come manodopera a basso costo, ma anche a tutti i loro fratelli (a parole) arabi che li hanno sempre trattati da pezzenti (Settembre Nero nessuno lo ricorda).
no ccccioè greggory tu me vorresti dire che se te frego na cosa poi tu la rivuoi pure indietro? ahah
Io mi chiedo sempre: perché i palestinesi non hanno uno Stato?
Perchè Israele non permette loro di avere uno stato, contravvenendo alle numerose risoluzioni ONU in tal senso.
Perché gli israeliani sono tanto cattivi o perché loro (inteso come gruppo dirigente palestinese) non lo vogliono?
Se Israele rispettasse le risoluzioni ONU non faresti questa domanda.
Se avessero uno Stato formale l’iniziativa di Israele di rispondere al lancio di missili (imprecisi, ma missili) sarebbe lecita?
Si la risposta militare di Israele sarebbe lecita e giustificata, ma se la Palestina fosse uno stato formale forse non ci sarebbero lanci di missili ed organizzazioni come Hamas non averebbero nessun appoggio della popolazione.
Se compio conquiste militari queste fanno o non fanno parte del mio Stato?
Il colonialismo è finito e fare conquiste militari non è consentito dall’ONU, infatti le conquiste del 1967 di Israele sono considerate “illegali” dalle risoluzioni ONU.
Con questo non dico che Israele abbia torto ed Hamas ragione, ci mancherebbe… ma la situazione è meno semplice di buoni contro cattivi.
Gruppi come Hamas nascono proprio perchè Israele è cosi intransigente con i palestinesi e la pace con Hamas non sarà mai possibile… Israele deve iniziare a togliere supporto ai terroristi, ma continuando a bombardare quando e come gli pare aumenta solo l’odio dei palestinesi e li spinge verso il terrorismo.
Idem per il sottosviluppo “economico” della palestina causato dai numerosi embargi praticati da Israele e dal fatto che è Israele ad avere le chiavi di accesso alla palestina… cosi i palestinesi si sentono “schiavi” di israele e si spingono verso i terroristi visti come guerriglia di liberazione dall’invasore… non bisogna dimenticare, poi, che lo stato di Israele è nato anche grazie a gruppi terroristici come Haganah, la banda Stern che compivano attentati terroristici contro gli Inglesi e gli Arabi per “liberare” lo stato di Israele negli anni 40-50.
Insomma di carne al fuoco ve ne è tanta, non si liquida in due parole o prendendo posizioni nette, ma scavando nel passato per avere risposte al presente… insomma questo stato di guerra permanente va benissimo ad Hamas, ma anche a chi governa Israele.
Tetsuo, forse ti sei perso la parte che dice che anche Hamas viole risoluzioni… ti sei perso la parte della storia dove gli Arabi hanno attaccato Israele e non il contrario (maggio del 48) ti sei perso la parte dove lo statuto di Hamas dichiara di voler eliminare l’entità sionista, mi pare ti sia perso la parte dove Israele ha firmato tutti i trattati di Pace (il 99%) e poi Arafat etc li hanno usati come carta da cesso… mi sa che ti sei perso un po’ di storia…
tra l’altro, erroraccio imperdonabile, il pezzo è del direttore, non di gregggory. me ne scuso sommessamente, avete un modo di scrivere che si assomiglia
X Fabio
Veramente rispondevo alle domande di Enrico, non stavo facendo la cronistoria dei conflitti in palestina.
Comunque questa è la guerra del 1948 a cui fai riferimento ed è un pò diversa da come la conosci tu:
“La prima guerra arabo-israeliana, nota in Israele come “guerra d’indipendenza”, scoppiò il 15 maggio 1948, subito dopo la proclamazione dello stato ebraico, ma fin dal novembre precedente, dopo l’approvazione del piano di spartizione della Palestina da parte dell’Onu, si erano verificati scontri tra organizzazioni militari e terroristiche sioniste (vedi Haganah, banda Stern), da una parte, e guerriglieri palestinesi appoggiati da volontari arabi, dall’altra. In questa fase le forze sioniste occuparono centri situati nel territorio assegnato dall’Onu al previsto stato arabo palestinese o alla zona internazionale di Gerusalemme, tra cui Tiberiade, Haifa, Safad e Deir Yassin. Forze regolari arabe varcarono invece i confini della Palestina il 15 maggio: da sud gli egiziani avanzarono verso Tel Aviv, a nord truppe siriane e libanesi occuparono alcune località a ridosso del confine, mentre da est la Legione araba della Transgiordania occupava la Cisgiordania e parte dei quartieri più antichi di Gerusalemme. Il 10 giugno il Consiglio di sicurezza dell’Onu riuscì a imporre una tregua, durante la quale Israele ricevette notevoli rifornimenti che consentirono di scatenare l’8 luglio un’offensiva. Dopo dieci giorni l’Onu impose una nuova tregua, la cui supervisione fu affidata al conte svedese Folke Bernadotte, che però fu assassinato il 17 settembre a Gerusalemme da terroristi sionisti. A metà ottobre le forze israeliane lanciarono una nuova triplice offensiva: verso il deserto del Negev e del Sinai; verso Gerusalemme, dove le loro unità restarono praticamente accerchiate; e verso il confine libanese, che fu varcato. Le successive trattative condussero nei primi mesi del 1949 ad armistizi separati con Egitto, Libano, Giordania e Siria. Israele si trovò così in possesso di un territorio maggiore di quello previsto in origine dal piano di spartizione: circa 20.700 km, con una popolazione di oltre 715.000 ebrei. Imponente fu l’esodo della popolazione araba: circa settecentomila persone lasciarono le proprie case, chi spontaneamente, per sfuggire alle incombenti operazioni militari, chi, e furono i più, perché spinti dal panico ispirato ad arte prima dai sionisti, poi dalle autorità israeliane. Da allora i palestinesi alimentarono, spesso dai paesi arabi confinanti, una incessante guerriglia contro Israele.”
Che Hamas violi le risoluzioni ONU è “normale” essendo un gruppo terroristico (ed io lo considero tale) con cui NON E’ POSSIBILE firmare una pace (l’avevo scritto anche prima, ma forse ti è sfuggito!
Che violi le risoluzioni Israele è diverso, visto che è uno stato di diritto e quindi non lo metto sullo stesso piano di un gruppo terroristico!
Firmare trattati di pace non vuol dire rispettarli e questo vale sia per Israele che per Arafat (che nel passato è stato un feroce terrorista, come fù un terrorista Ben-Guiron padre di Israele o Sharon che fù un macellaio in Libano da corte internazionale).
Io sicuramente mi sono perso molta storia e non ho la superbia di ritenermi depositario di nessuna verità, infatti ho specificato che non è semplice dirimere la questione o dividere la situazione in buoni e cattivi.
Scusa non volevo offenderti naturalmente. Però mi è sembrato un po’ arrogante il tuo scritto e mi sono regolato di conseguenza.
Mi pare un po’ bizzarro insinuare che nel 48 fosse Israele nel 48 a voler “muoversi contro gli arabi”… le azioni vi erano proprio perchè tutti gli stati confinanti tentavano di disturbare questo accordo… Da qul giorno in poi Israele è sempre sotto assedio… conosci altri stati che subiscono annualmente 10mila razzi? O che per anni hanno avuto la paura di kamikaze??? Io no… Secondo te come reagirebbe l’Italia se L’austria bombardasse una nostra regione? Gli manderebbe D’alema a dialogare una volta, la seconda Frattini, la terza Prodi e Berlusconi insieme… la Quarta gli mandiamo i Parà e i col moschin a radarli al suolo (non ci riusciremmo perchè siamo sfigati come esercito ma è un’altra storia…)
A parlare di diritto a bombadare sei tu, non io. Però chiediti come mai i palestinesi dopo 60 anni NON hanno – giustamente – il diritto a bombardare le due città che sono stato loro sottratte con la forza solo 60 anni fa mentre invece gli ebrei neppure ancora israeliani prima e israeliani dopo avevano il diritto di bombardarli dopo 2000 anni che erano stati sloggiati neppure da loro, ma dai romani.Non ti sembra che il tuo modo di ragionare sia almeno asimmetrico?
Il problema, come sempre, e in questo rispondo anche ad AG, è solo di rapporti di forza, MAI di giustizia. E per far passare i rapporti di forza nell’opinione pubblica mondiale si rifilano balle tipo le atomiche irachene o si insiste su leggende come quelle della bibbia, pretendendo addirittura che siano fonte di diritto. La Chiesa fece qualcosa di simile con i vangeli per pretendere di comandare anche sui re in Europa con il falso della Donazione di Costantino per aggiudicarsi l’Italia e l’intera parte occidentale dell’impero roman. Il problema è “solo” se dobbiamo accettare passivamente i rapporti di forza altrui, con il rischio di restrane a nostra volta stritolati anche nelle coscienze, oppure se possiamo cercare almeno che non si bari nelle discussioni e nelle pretese.
Tutto qui.
Immagino che se gli “zingari” ti rubino una casa tu la rivoglia indietro anche dopo 60 anni. Tu puoi rivolgerti alla magistratura e ai carabinieri, i palestinesi solo all’Onu, delle cui soluzioni però Israele se n’è sempre fregata nonostante sia nata proprio da una decisione dell’Onu, che peraltro decideva ANCHE la nascita di uno Stato palestinese. Che ormai anche i sassi hanno capito che NON sarà mai possibile, NON lo vuole nessuno, né Israele né i Paesi arabi.Tanto meno l’Europa e gli Usa… Al massimo sarà un bantustan, una riserva indiana sotto protettorato israeliano.
Fai dell’ironia troppo facile, ma gratuita, sui 60 anni trascorsi. Bada che gli stessi ebrei hanno continuato, e continuano, a fare giustamente causa alla Germania per i danni subiti durante la guerra, cioè a ormai più dei tuoi cari 60 anni. Loro hanno dei tribunali cui rivolgersi, i palestinesi solo l’Onu.Gli aborigeni australiani si sono rivolti alla magistratura per riavere almeno la città di Perth, nome che mi pare sia aborigeno, e i “pellerossa” canadesi l’anno scorso si sono visti riconoscere in pieno parlamento e in diretta televisiva dall’intero governo e parlamento i torti subiti a partire dal 1.800. Gli indios Mapuche si sono rivolti al tribunale – che però a loro ha dato torto – per riavare le terre fino a un paio di secoli fa dei loro avi in Patagonia, esattamente come gli ebrei per Israele e i loro avi di ben 2000 anni fa.Sai di chi sono oggi le terre che i Mapuche NON sono riusciti ad avere indietro? Di Benetton. Che le usa come pascolo per i suoi milioni di pecore da lana, la lana che usa per i maglioni che forse insossiamo anche noi.
I due pesi e due misura NON vanno mai bene, perché NON sono onesti. Ancor meno bene va la derisione verso le tragedia di un popolo, gli ebrei ieri e anche i palestinesi oggi.
Un saluto.
pino nicotri
La mia risposta x Fabio è anche per te. Scusa gli errori di digitazione (per esempio, “due misura” anziché “due misure”), ma sono travolto fal lavoro e dai problemi per questa nevicata milanese che dopo 30-40 centimentri di neve non accenna a smettere.
Un saluto.
pino nicotri
Pino è semplice. A Israele è stata ridata la sua terra, un lembo della sua terra da un accordo che gli arabi hanno sempre rifiutato. Israele da quel giorno è bombardata, umiliata e vilipesa con migliaia di razzi all’anno. Poi reagisce, avanza e dalla difesa passa anche all’attacco, conquistandosi altre porzioni di territorio. Giusto o no è questo che è successo. Israele ha conquistato qui territori avanzando contro chi la voleva distruggere. Un po antico come metodo di conquista forse, ma mi pare meritato… Sderot non mi pare IL Problema poi, perchè gli arabi non rivendicano quel territorio, se non strumentalmente, ciò che vuole Hamas, Hezbollah e il finanziatore e mentore IRAN non è certo la città di Sderot. E qui che pecca il tuo discorso. Fai di Una pagliuzza, Sderot, una Trave.
Hamas ha conquistato la stessa striscia con il sangue del suo popolo. Fregandosene di uccidere chiunque gli si mettesse contro. Il perchè te lo sarai chiesto anche tu credo… e comunque non è difficile, e non è certo la riconquista di sderot. Ma semplicemente un avanposto strategico da dove Bombardare e tenere sotto scacco (per quanto possibile naturalmente) Israele. Cosa credi che Hamas non sappia che le loro armi sono spuntate, ma hanno imparato ad usare un arma molto più importante… quella mediatica. Ecco il perchè delle moschee piene di armi, di miliziani nascosti nelle scuole e di tante porcherie del genere. Tanto sanno che qualcuno nel mondo dirà solo che ci sono molti bambini uccisi dagli sporchi ebrei… ed è così che funziona…
Proprio perchè io rivorrei la mia casa anche 1000 anni dopo, non vedo perchè Israele non debba volere la sua terra. Tu credi che se Arafat avesse rispettato i trattati firmati saremmo a questo punto? Secondo te Israele attaccarebbe chi la riconosce e non la bombarda?…
Leggiti il librone “Vittime” di Ben Morris. E i libro “distruggere la Palestina” di Tanya Reinhart. Hanno il pregio di essere stati scritti da due ebrei israeliani, entrambi docenti universitari e giornalista la seconda (morta pochi anni fa). Quindi sicuramente non filo Hamas… Leggiti magari anche Noam Chomsky, che ha il pregio di essere americano ed ebreo, quindi sicuramente anche lui non filo Hamas.
Hamas è una iattura. Ma mettere un gruppo come per esempio le BR alla stessa stregua di uno Stato, come Israele o l’Italia, è un errore imperdonabile anche solo sotto il profilo della elementare preparazione civica. Uno Stato ha doveri, obblighi e responsabilità ben più grandi di un gruppo di persone senza Stato, fosse pure un intero popolo quello senza Stato. Forse che lo Stato italiano può combattere la mafia, la camorra, la ‘Ndrangheta e la Sacra Corona Unita, che pure gli fanno la guerra con molti più morti dei Qassam!, bombardando la Sicilia, la Calabria, la Campania e la Puglia? Forse che lo Stato italiano poteva combattere le Brigate Rosse, che pure gli facevano una vera e propria guerra con decine di morti anche in divisa, bombardando le grandi fabbriche e le Università?
Hamas ha nel suo programma la cancellazione di Israele, cosa peraltro che nessuno permetterebbe, noi compresi, ma come per l’OLP di Arafat vale la pena di fargli cancellare quella parte di programma intavolando trattative serie. Ti faccio cortesemente notare che Israele invece non ha nessun bisogno di mettere per iscritto nella sua Costituzione, che peraltro NON ha, che non permetterà mai la nascita di uno Stato palestinese degno di questo nome. Lo impedisce e basta, senza neppure scriverlo o anche solo ammetterlo a voce….
Il problema, caro Fabio, è che non dovremmo fare il tifo per questi o quelli, come se fossimo allo stadio o a un concerto anziché di fronte a una tragedia con carneficine cicliche, che alla fine possono oltretutto travolgere anche noi, ma dovremmo invece ragionare diffidando il più possibile – come sempre – delle verità ufficiali e documentandoci il più possibile. So che è difficile, ma è un dovere.
Oggi l’abbruttimento è tale che essere filo palestinesi non ha più neppure senso, si può essere filopalestiensi solo nel senso filantropico o caritatevole (peloso) del termine, come forma di ambientalismo per la difesa delle specie in estinzione…. Una volta ero sbilanciato più per Israele. Poi, come per la storia dell Chiesa, mi sono documentato. Oggi preferisco essere solo. E’ dura. Molto dura. Ma cedere alle propagande vuol dire avvelenarsi. E tradirsi. Si possono avere dei miti e dei sogni, senza i quali non si vive, ma non facendoli pagare agli altri fino a trasformarli per loro in incubi.
Come andrà a finire? Come al solito: il più forte vincerà e avrà ragione, sarà lui a scrivere i libri di storia e le annesse “verità”.Ma, come sempre e come al solito, tutto ciò nulla ha a che vedere con la giustizia. E neppure con i princìpi ai quali siamo stati educati.
Può parere strano, ed è comunque sintomatico, grave, ma Roberto Calderoli è l’unico che in questi giorni ha detto cose sensate su questa nuova puntata della tragedia in scenda da troppo tempo.Più che schierarci per questo o quello, dovremmo riconoscere le nostre colpe e responsabilità: prima abbiamo perseguitato noi gli ebrei, poi li abbiamo scaricati sul groppone altrui. E oggi ci serviamo di questi e di quelli per il solito “Divide et impera” a noi utile per accedere all’altrui petrolio…. Brutta storia, la nostra.
Termino citando la quarta di copertina del libro “Il crimine dell’Occidente – Alle radici del conflitto arabo-israeliano”, di Viviane Forrester:
Oltre alle evidenti ragioni di politica internazionale, se le grandi potenze occidentali sono rimaste così legate a Israele e alla Palestina è proprio perché in Medio Oriente si svolgono ancora, a distanza, i prolungamenti dello loro peggior storia personale. Una storia da cui l’Occidente non riesce a distaccarsi, e le cui prove toccano ancora a coloro che ne furoni i martiri, e ad altri che non ne hanno nessuna colpa”.
Un saluto.
pino nicotri
Pino, non svicolare. Rispondimi nel merito.
Una cosa è chiedere danni e risarcimenti. Un’altra cosa è continuare ad ammazzarsi.
Anche noi italiani abbiamo, penso ancora aperta, una trattativa con la Croazia per i risarcimenti agli italiani d’Istria.
Ma questi ultimi non hanno formato formazioni terroristiche o no che lanciano razzi su Pola.
Chiediamoci il motivo.
Forse perchè si sono integrati nei nuovi posti dove sono andati a vivere? Perchè nessuno li ha rinchiusi in campi profughi per decenni? Perchè hanno un lavoro decente e due pasti in tavola tutti i giorni?
Il fatto che i Palestinesi non abbiano le condizioni di cui sopra è solo colpa di Israele?
Oppure appunto fa comodo a tutti avere un popolo di pezzenti e disperati da usare a proprio piacemento?
Per Fabio.
Lasciamo perdere Israele e la sua terra perchè l’ebraismo è una religione, non un popolo, come popolo la maggior parte, non tutti, degli ebrei sono semiti, come gli arabi, i siriaci, ecc.
Quindi non so di dove sei ma domani mi converto alla religione di Giano Bifronte se sei romano o di qualsiasi cazzo di religione ci fosse 2000 anni fa nel posto dove abiti, vengo lì con due carrarmati e ti caccio fuori a calci nel culo, seguendo il tuo illuminato ragionamento.
Quasi quasi dico che sono etrusco e mi fotto la villa di Sting nel Chianti.
Poi che bisogna ragionare in termini di Realpolitik perchè guerre e movimenti di popoli ci sono da quando esiste l’uomo è un’altra cosa, ma lasciamo perdere le discussioni in punta di diritto che non stanno né in cielo né in terra.
Pino, le BR non hanno mai avuto ministri, nè hanno vinto elezioni…
La mafia sì.
pino
P.S. Non svicolo. Sei tu che dovresti studiare di più.E coltivare di più il dubbio.
Pino, che fai offendi?
Mi verrebbe facile risponderti, ma sono una persona educata e mi pare chiaro che ci stai facendo una pessima figura.
Ma tant’è, quando si hanno argomenti così fragili, alla fine i nodi vengono al pettine… visto che non conosci bene la storia del MO, ti ricordo anche che Hamas ha ricevuto finanziamenti Onu nel 2007… Io non confondo lo Stato con Hamas, ma è Hamas che governa quello stato… nel caso durante i tuoi profondi studi non te ne fossi accorto…
refuso, finanziamenti UE, non Onu, naturalmente.
Nel caso non te ne fossi accorto, in home page del giornale che dirigi e con cui saltuariamente collaboro, c’è un articolo che accompagnato a quello di Levy sul Corriere (entrambe hanno studiato più di me naturalmente) dicono quanto sia leggerino il tuo discorso… tutti ignorantoni e tu unico illuminato?
noto che di “cartaginesi” siamo in molti…..
Io lascio che ognuno esponga le sue tesi. Anche se sono la solita aria fritta. Che dai oggi e dai domani ci ha portato a questo punto. Peraltro, anche loro farebbero bene a studiare di più. Scoprirebbero che i coloni israeliani hanno ucciso almeno 4o palestiensi, cioè moooolto di più dei Qassam, e senza mai che la magistratura li abbia puniti. Scoprirebbero che i missili lanciati dagli elicotteri israeliani per gli “omicidi mirati”, e lanciati quando i Qassam nessuno sapeva neppure cosa fossero, hanno ucciso molta ma molta più gente innocente di tutti i Qassam messi assieme. Spiegami: perché i missili israeliani sono buoni, anche se hanno ucciso decine o centinaia di innocenti, e quelli palestiensi no, anche se hanno ucciso meno persone delle dita di una mano? E se invece fossero cattivi tutti? Prova a pensarci.
Come avrebbero dovuto reagire i palestinesi quando il colono Baruch Goldstein assieme ad altri due coloni massacrò in un sol colpo 24 palestinesi nella moschea di Hebron ferendone oltre 100? E bada che in Israele a Goldstein hanno eretto un monumento con scritto: “Caduto per Israele”!
Gli altri possono scrivere quello che vogliono. Io rispondo solo alla mia coscienza. E’ per questo che mi documento e non amo la propaganda.
In ogni caso, è sintomatico che il semplice avere ricordato la storia di come due villaggi palestinesi sono dibentati due cittadine israeliane abbia sollevato critiche e reazioni come se avessi inneggiato ad Hamas. Fossi in te, mi preoccuperei.
Un saluto.
pino nicotri
Scusa Pino, a me non sembra di avere inneggiato ai missili israeliani o ai coloni sionisti.
Dico solo che stante che tutta la storia è fatta da episodi simili le chiacchiere su chi ha iniziato cosa e perchè sono veramente aria fritta.
Sennò poi allora parliamo di Costantinopoli-Istambul e di come la popolazione greca è stata cacciata via (come del resto quella turca dalla Tracia greca), dell’Alsazia che è tedesca e non francese, dell’Irlanda del Nord, del Sudafrica ma anche della Liberia (che fa tanto figo dare addosso ai colonizzatori bianchi ma queli neri erano pure peggio), eccetera, eccetera.
O invece discutiamo come si può uscire da questa situazione ORA e ADESSO senza giustificare ammazzamenti vari da una parte all’altra con torti e diritti oramai vecchi di decenni.
Forse se i soldi spesi in razzi andassero in infrastrutture Gaza potrebbe diventare uno dei più importanti porti del Mediterraneo, oppure in irrigazione. Giusto per dire una cosa.
Parliamo di come è stato ridotto il Libano dal gioco delle super e mini potenze in questi anni. Era la Svizzera del Medio Oriente, uno dei posti che sono sempre stati più ricchi perchè punto nevralgico delle comunicazioni commerciali fra Oriente e Occidente.
Non parliamo di diritti, di terre e di passato che sennò torniamo ai legionari di D’Annunzio e Fiume, siamo seri.
Oltretutto, nei due pezzi che citi non c’è uno straccio di notizia, sono solo commenti. Opinioni.Personali, come tali rivoltabili come un calzino, per chi avesse voglia di applicarsi a farlo. “Nel caso non te ne fossi accorto”, per usare le tue parole, nei due pezzi c’è lo stesso mio sentimento poco tenero per Hamas e i suoi boomerang chiamati Qassam. Non capisco quindi di cosa parli.
Riguardo poi Levy, per pudore taccio. Direi però che non sono molto credibili le opinioni – ripeto: opinioni – di chi per motivi di appartenenza è da sempre propagandista di una parte sola, guarda caso la più forte, che ha il vantaggio di essere anche la propria.
Leggo raramente cosa scrive Levy, il fighetto incendiario che ho conosciuto a Bologna nel ‘77 durante la famosa mega tre giorni dell’Autonomia Operaia e affini. Levy di recente è arrivato ad accusare di antisemitismo perfino chi in Francia si chiede se per caso l’ondata di conversioni all’ebraismo non sia una moda, dovuta magari anche al desiderio di salire sul carro del più forte forse per fare carriera.Domanda del tutto legittima. Tra poco il bel filosofino accuserà di antisemitismo anche chi per strada dovesse chiedere “Scusi, che ore sono?” a uno sconosciuto passante non particolarmente innamorato di Israele o della bibbia. Siamo cioè neppure alla fiera del blablablà, ma al conformismo e all’intolleranza più imbecilli e beoti.
Bada che in giro ci sono letture molto più stimolanti. Anche in campo israeliano. Il tragico è che i giornalisti, gli storici e gli intellettuali israeliani, ed ebrei nel mondo, sono mooooolto più aperti e informati dei nostri. Loro infatti sono interessati a trovare una soluzione, una pace equa e duratura che gantisca un avvenire ai loro figli. I nostri sono invece solo vanesi, interessati a stare sui giornali, in tv, nel salotti più o meno cafonal, e se ne strafottono sia dei palestinesi che degli israeliani. In più, appena si trovano a quattr’occhi con qualcuno e non ci sono “estranei”, dicono degli ebrei le solite cose terribili. Contento tu, contenti tutti.
pino
Collega Nicotri, bell’articolo.
Non lo dico perchè sono d’accordo con le sue argomentazioni, ma perchè lei porta sul tavolo della discussione le ragioni per cui, nel 2008, esiste ancora il terrorismo palestinese.
A tutto questo discorso, però, manca una seria critica al sionismo. Certo, isreale cattivo cattivo buuhh, però ha sempre diritto di esistere e non si criticano mai le basi sulle quali è stato fondato sennò si è tacciati di antisemitismo (che poi i semiti siano gli abitanti di quelle zone, arabi compresi, è un particolare insignificante).
Le suggerirei, giusto per completare il discorso, di scrivere un articolo sul sionismo citando anche direttamente ciò che i leader sionisti hanno detto in proposito dei loro progetti circa la nascita dello stato isrealiano.
Altrimenti non si capisce perchè i sionisti facessero pulizia etnica. Perchè erano i sionisti a farla, e non erano frange deviate. Le stern erano un po’ come le ss; e le ss non erano dei servizi deviati.
Due citazioni celebri.
“Tra di noi non possiamo ignorare la verità … politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono … Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese.”
– David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in “Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.
“(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura.”
– Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988
“E’ dovere dei dirigenti d’Israele spiegare all’opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c’è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l’espropriazione delle loro terre.”
– Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.
Mentre riguardo Hamas, consiglio la lettura di questo articolo, scritto da un inviato del times:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5438
Rivoglio l’Illiria.
“Non parliamo di diritti, di terre e di passato che sennò torniamo ai legionari di D’Annunzio e Fiume, siamo seri”.
Giusto. Ma dillo soprattutto a chi parla della cacciata per mano dei Romani per giustificare l’oggi. E il domani.Non mi è chiaro come da una parte si possa pretendere – giustamente – che ci sia chi deve rassegnarsi ad avere perso una guerra 60 anni fa e dall’altra chi ancora pretende di riavere quello che hanno person con la guerra contro i Romani di 2.000 anni fa. Scusa, AG, ma in questo modo di ragionare la logica dov’è? La giustizia dov’è?
A parte questo, hai ragione, il problema è cosa fare ORA. Come raggiungere una pace STABILE. ORA e SUBITO. Ma NON se ne viene fuori senza che gli Usa sull’argomento la smettano di continuare a stare alla finestra per il solito gioco petrolifero. Se non riescono a imporre ANCHE agli israeliani delle condizioni, come già hanno fatto con altri Stati, NON se ne viene fuori. E il trascinarsi dell’attuale situazione conviene a tutti, a Israele e all’Iran o all’Egitto, fuorché ai palestinesi, disossati sempre di più e ridotte a bande. Le bande, si sa, non hanno diritto ad avere uno Stato…..
Io comunque NON sono un politico, non sono neppure l’avvocato difensore dei palestinesi, il cui destino è segnato da tempo, o dei non palestinesi. Sono solo un giornalista che detesta la propaganda e le solite balle facili facili, e che per giunta non ha mai amato salire sui carri dei vincitori.
Forse ci si dovrebbe informare non solo sulle posizioni allucinanti del clero estremista islamico e islamista, ma anche su quelle dei partiti “ultrareligiosi” di Israele, spesso nella coalizione di governo e che non scherzano neppure in quanto a razzismo e ad aizzare tutti contro i palestinesi anche per prendere loro tutta la “Terra Promessa” (!) . Leggo su un libro di Hitchens, a suo tempo favorevole all’invasione dell’Iraq e quindi non sospettabile di “hamamismo” e affini, che ancora oggi in Israele c’è tra i rabbini chi si chiede seriamente se l’ordine biblico di “distruggere il popolo degli amaleciti” non sia da interpretare oggi come un ordine di Dio a spazzar via i palestiensi. Come vedi, la gara alla pazzie e all’odio non ha partecipanti con una sola casacca.Ma da noi si ragiona sempre e solo su stereotipi. Taroccati e intossicati in partenza.
Da un punto di vista scientifico, e quindi direi anche del diritto, uno Stato con una minoranza superiore al 20% è uno Stato binazionale. Spiegami perché mai invece i cittadini israeliani di etnia araba, che non sono palestinesi ma arabi, non possono godere del diritto a questa binazionalità. Negli Usa c’era in non pochi Stati del sud la segregazione razziale a spese dei neri fino ai tempi di Kennedy. Eppure oggi il presidente Usa è un nero. Perché in Israele invece è e vogliono che sempre sia impensabile che possa diventare presidente un israeliano arabo? Per caso in tutto ciò non c’entra qualcosa che somiglia almeno un po’ al razzismo? O comunque a un notevole senso di superiorità se non almeno un po’ di disprezzo per gli “altri”?
Consoliamoci, ammesso e non concesso che sia una consolazione: nessuno di noi può minimamente influire sulla tragedia in corso. Che, forse non lo hai notato, ma da 60 anni è sempre più vasta anche geograficamente.Ti dice nulla questo allargarsi del diametro del tifone? Quanto tempo credi possa resistere Israele in queste condizioni? Prima che vincesse la “guerra dei sei giorni” gli Usa di Israele se ne fregavano (l’armamento atomico Israele lo deve agli aiuti della Francia per costruire il reattore nel Negev). Il menefreghismo può sempre ritornare, sia se negli Usa rivince la storica vecchia tendenza all’isolazionismo e sia se il petrolio del MedioOriente perdesse importanza, cosa che prima o poi avverrà. Senza la protezione anche economica oltre che militare degli Usa, Israele che fa? La guerra atomica con le sue 2-300 testate. E come farebbe a sopravvivere, comunque, dopo, pur vittoriosa?
Come vedi, di motivi seri per trovare una soluzione ORA ce ne sono vari. E le nostre giaculatorie o i commenti pastoni buonisti non servono a nulla.Io ho voluto solo ricordare un libro che a proposito di Sderot, Ashkelon – e di altri 400 e passa paesini palestiensi – dice cose delle quali so bene che NON ne vogliamo sapere nulla. Ci disturbano troppo la digestione… Lo strano è che queste cose invece sono molti gli israeliani che le ricordano e le fanno ricordare.Perché? Non per risalire a D’Annunzio o a Cartagine, ma perché sanno bene che NON ci può essere nessuna pace giusta, e quindi duratura, senza ammettere certe colpe e risarcire certi danni.Lo hanno fatto in Canadà con gli indigeni locali, i “pellerossa”, non vedo il motivo per il quale dobbiamo metterci di traverso, noi, perché non possano farlo anche altrove.
Un saluto.
Per oggi passo e chiudo.
pino nicotri
Guardi che di sionismi ce ne sono due. C’è quello non arabofobo, alla Judah Magnes, che voleva uno Stato unico per TUTTI i suoi cittadini, ebrei e non, con pari diritti e doveri, oppure uno Stato dederato, comunque unico. E c’è quello arabofobo, diventato anche palestinofobo, dei Dayan che promisero ai palestinesi che si ostinavano a rimanere: “Vivrete come cani!”. Promessa mantenuta, e reiterata di recente, dal generale Eitan. Il sionismo cioè degli Sharon, Olmert e via di seguito. L’Onu invio nella zona il suo inviato conte Bernadotte per capire se non fosse il caso di creare uno Stato unico, magari federato. Ma Bernadotte venne ucciso dai terroristi dei gruppi dei quali facevano parte coloro che poi hanno preso in mano i governi di Israele, gli stessi del massacro di inglesi, familiari soprattutto, compiuto facendo saltare l’hotel King David a Gerusalemme. Con l’uccisione di Bernadotte morì anche l’opzione che avrebbe eviato la infinita tragedia successiva.Ebbero infatti partita vinta i terroristi delle due parti.
Ognuno può trovare buoni libri sull’argomento, non sta a me dipanare una matassa che non è dipanabile. Quello che oggi molti storici ebrei e anche israeliani ammettono, e documentano, da Ilan Pappe a Ben Morris, è che i 700.000 palestinesi scappati nel ‘48 non sono scappati di loro volontà e neppure dopo la tentata invasione araba, ma sono stati cacciati a fucilate e spesso, come nel caso di Sderot Ashkelon, PRIMA dell’invasione araba e addirittura PRIMA della proclamazione dello Stato di Israele.
Come vede, c’è più onesta intellettuale in Israele che in Italia. Dove vanno di moda i ragionamenti a Pera, dove ci riempiamo la panza di panettone buonista e la bocca di Memoria a patto però di cancellare la memoria altrui. Specie nel caso siano poveri cristi perdenti come i palestinesi, destinati in massa a vendere collanine per tusristi nella nuova riserva indiana che l’Occidente sta creando per loro con l’impudenza di chiamarla Palestina.
Nel mio sito/blog ho scritto stanotte la nuova puntata. Rifacendomi a Tacito, l’ho intitolata così: “Stanno facendo un deserto e lo vogliono chiamare pace”. Mi pare un titolo adeguato.
Un saluto.
pino nicotri
Sul giornale di Domani
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Commento fuori campo del cronista:
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Sul giornale di Domani
- Maestra di scuola spara un colpo di pistola ad una alunno ROM. Ai cronisti intervenuti la donna confida: “sono ben due anni che queol porco tirava caccole contro uno dei miei alunni con la cannuccia della penna bic!”-
Commento fuori campo del cronista:
-.. un’altra tragedia provocata dall’eccessivo amore…”-
……la satira diretto’, la satira che in napoletano se chiama sfottò, come totò,,,,,che dice più cose di cento intellettuali del Kaiser
li “negretti” (è satira) in USA ponno addiventa’ pure presidenti perchè se so’ dati una calmata, se so’ integrati, mentre li palestinesi no, so’ ancora feroci…..li dovemo addomestica’ come fecero li Romani coi Galli, je dobbiamo fa’ abbassa’ la cresta
certo è la legge del più forte, ma se il più forte ORA so’ io che aspetto de farte diventa’ a te ?
certo posso costruire per il futuro dei miei e dei figli del nemico….se so’ previdente
ma i palestinesi no …..previdentemente se illudono che allah nel futuro je dia a loro la forza,,,,e se allenano
niente vogliamo, dicheno, niente concediamo, perchè nel futuro tutto sarà nostro
e li bambini ?……….andranno in Paradiso tra le Uri
eppoi li palestinesi so’ integralisti religiosi, so’ medievali nelle loro concezioni della società…so’ antiquati
se la pijano coi “froci” dicheno che so’ malati…
nun è mejo israele che armeno è democratico cogli israeliani, mentre li palestinesi so’ tutti ducetti fiji de Mussolini ?
è satira….
E certo, quando uno contraddice è aria fritta, mentre quella che scrivi tu, è la Bibbia.. a me pare molto aria fritta, che ha portato a giustificare molte delle azioni contro Israele…
Ma contento tu, contenti tutti… io no però.
PAsso e chiudo anche io, torno a studiare (lo faccio da 33 anni con profitto).
Saluti
Fabio
Mi è piaciuto il riferimento a Levì il quale, cito, per appartenenza sta da una parte e quella del più forte. Cioè, Levì sta con Israele perché ebreo e dice opinioni.
Gli ebrei buoni sono invece quelli che nonostante l’appartenenza ammettono e concedono. E se ammettono e concedono loro, siamo in presenza della Scienza.
Dei mille modi di dare dello stronzo a Levì, peccato sia uscito quello più cretino.
Ps
A proposito di refugees, giusto per. Ci sarebbe il problema degli sgomberi forzati, sempre di quei fatidici anni, il ‘48 e contorni, di parte araba degli ebrei di Giordania, etc.Come numeri più o meno siamo lì. Che facciamo, passiamo ? Le questioni di principio hanno il brutto di voler valere per tutti.
Il tentativo di Ag di buttarla sulla realpolitik per quanto concerne i ritorni non era male, credetemi.
“Giusto. Ma dillo soprattutto a chi parla della cacciata per mano dei Romani per giustificare l’oggi. E il domani.Non mi è chiaro come da una parte si possa pretendere – giustamente – che ci sia chi deve rassegnarsi ad avere perso una guerra 60 anni fa e dall’altra chi ancora pretende di riavere quello che hanno person con la guerra contro i Romani di 2.000 anni fa. Scusa, AG, ma in questo modo di ragionare la logica dov’è? La giustizia dov’è?”
Intanto puntualizzo che non ho mai affermato che è giusto tirar fuori la Diaspora dei tempi di Tito per giustificare l’esistenza d’Israele, anzi. Prenditela con chi lo dice, non con me.
Poi rispondo alla tua domanda “la giustizia dov’è?”
La giustizia non è da nessuna parte, ma la giustizia non ha mai mosso la storia.
La logica c’è, invece, ed è semplice: i greci han perso tutte le guerre contro i turchi, quindi Costantinopoli si chiama ancora Istanbul.
Noi abbiam perso la seconda guerra mondiale quindi Fiume ora si chiama Rjeka e Zara si chiama Zadar.
Gli israeliani invece han vinto tutte le guerre contro gli arabi, quindi Gerusalemme è la loro capitale.
Logico e semplice.
Preso atto del destino cinico e baro e della malvagità insita nella razza umana che fa fare guerre, con qualcuno che le vince e altri che le perdono, è utile andare a rimestare nel passato?
No perchè giusto per dire non la si finisce più.
Ashkelon, per esempio, sarà anche stata costruita sul villaggio palestinese di Al-Jura, ma la città esisteva dall’antichità, ha passato di “padrone” almeno dieci volte partendo dai Filistei ai Crociati finchè i Mammelucchi (mercenari di etnia turca che avevano preso il potere in Egitto) l’hanno distrutta nel XIII secolo.
Andiamo in punta di diritto a capire di chi è? E’ sempre stata di chi menava più forte.
E’ giusto?
E’ giusto smetterla di dare alibi a chiunque per giustificare ancora ammazzamenti, da una parte e dall’altra.
Porca miseria ci sono voluti centinaia di anni per fare in modo che capissimo in Europa che per tre città e quattro villaggi, a cavallo del fiume Reno, non valeva la pena di fare milioni di morti e che forse era più produttivo farci un bel ponte e chiamarlo Europa, fregandocene se da una parte il benzinaio della Esso parli francese e dall’altra parte il benzinaio sempre della Esso parli tedesco, e non siamo in grado di spiegare questo a quegli scimuniti che stanno rendendo invivibile uno dei posti più belli del mondo?
No continuiamo a rimestare con il sionismo, l’olocausto, i profughi da una parte e dall’altra, Bernardotte e Monaco 72. Sempre schiacciati su una parte o sull’altra come da buona tradizione italica.
Tanto siamo in poltrona e guardiamo il film.
Intanto era Levy, almeno nella dizione del lettore, e poi le tue considerazioni non attribuirle a me. Se voglio dare del cretino a Levy o a un qualche Levi, ecceto il mio simpatico e mattacchione vicino di casa, lo so fare benissimo da solo, grazie.
Ho criticato monsieur Levy, nouvelle filosophe piuttosto a la page, che come Massimo Cacciari chissà perché è definito filosofo pur non avendo fondato nessun tipo di filosofia, non esistono infatti né il cacciarismo né il levytismo. L’ho criticato per la sua risibile – e miserabile – accusa di antisemitismo lanciata contro chi si pone domande sulla conversione all’ebraismo in Francia. A me questo tipo di accusa, dare dell’antisemita a chi cerca di non ragionare per slogan e verità preconfezionate, più che da stronzo, per usare il tuo termine, pare da integralista e anche un pizzichino da fascista.
Gli stronzi sono innocui, a parte la puzza, ma gli integralisti e i fascisti sono pericolosi, per giunta puzzano più degli stronzi: questi infatti una volta secchi non puzzano più, quelli invece puzzano per decenni…..
Monsieur Levy mi fece una pessima impressione già a Bologna nel ‘77, nella tre giorni che ho citato, anche se – allora – era molto gauchiste, come imponeva la moda che lo portava, forse per un malinteso senso di solidarietà proletaria, a esibire belle camiciuole molto aperte sul petto.Forse ricordo male, ma all’epoca non se lo sarebbe neppure sognato di tifare per il sionismo, per giunta arabofobo. Poi da tempo ha cambiato bandiera. Lo ha fatto anche Giuliano Ferrara.Succede.
Se poi monsieur sia ebreo o no sono affari suoi. Io per appartenenza intendevo il blocco sociale e intellettuale di cui fa parte, e si sa che spesso gli intellettuali sono à la carte e saltano sul carro del vincitore. Non fose così, da sempre, la Storia non sarebbe il merdaio che è, da sempre.
E’ davvero curioso come su certi temi ci sia molto più coraggio e apertura in Israele e nello stesso mondo ebraico, dove abbondano le posizioni antisioniste e le critiche feroci alla politica di Israele, politica che non solo a me pare suicida. Poiché – contrariamente a certi suoi tifosi, specie italiani, in puro stile blablablà – non sono nemico di Israele, mi spiace e mi preoccupa che abbia scelto una politica che ritengo suicida. Dovrei invece esserne contento? Vedi un po’ te.
Il diritto alla “legittima difesa”, su cui oggi ha scritto su G Alfio Caruso, è un tema scivoloso e double face, un boomerang facile. E’ infatti dimostrato – dagli storici ebrei e israeliani! – e perfino ammesso da vari politici “storici” di Iraele, che la cacciata dei 700 mila palestinesi NON è avvenuta dopo, bensì PRIMA dell’invasione degli scalcinati eserciti arabi (dotati, si noti, di armi soprattutto inglesi….). I quali sono intervenuti anche per evitare quella cacciata. Beh, non avevano e magari non hanno anche questi disgraziati 700 mila il “diritto all’autodifesa”? Vedi un po’ te.
Israele zitto zitto si è data un formidabile armamento anche atomico. I suoi Paesi confinanti devono esserne contenti? O hanno anche loro il diritto alla “legittima difesa” cercando magari di riequilibrare le forze? Se l’Albania o la Svizzera si dotassero di 2-300 testate nucleari, e per giunta facessero il tifo per loro la comunità della nostra Piana degli Albanesi e quella del Comasco, avremmo o no come italiani il diritto di preoccuparci? Potremmo o no per “legittima difesa” volerci dotare di armi atomiche? Cosa che peraltro né l’Iraq di Saddam né l’Iran di oggi, balle propagandistiche a parte, si sono mai sognate di fare. Se vuoi ti spiego il perché, ma non vorrei annoiare i lettori.
Il diritto alla “legittima difesa”, dunque. Gli Usa hanno invaso Cuba tramite i fuorusciti di Miami, che ha armato e continua a foraggiare e aizzare, per giunta rifornendo di bombe Carriles che con un attentato in un albergo ha ammazzato anche un turista italiano, mi pare si chiamasse Fabio Di Celmo. Cuba dunque, e magari pure l’Italia, potevano per “legittima difesa” fare un massacro negli Usa? Grenada, invasa dagli Usa, poteva fare altrettanto? L’intero Sud America, angariato da militari golpisti e massacratori pagati e organizzati dagli Usa, era ed è autorizzato a bombardare gli Usa? Vorrei ricordarti il famoso colloquio di Kyssinger con un inviato dei golpisti argentini all’hotel Plaza di New York parlando della strategia del massacrare i desaparecidos: “Sbrigatevi a terminare il lavoro prima che venga eletto nostro presidente Carter, perché con lui certe cose non le potrete più fare”. Che ne dici? Bombardiamo? Mandiamo una squadra a fare un “omicidio mirato” di Kyssinger ammazzando anche un bel po’ di passanti? Dimmi tu, sono tutt’orecchie.
Per non parlare della Corea del Nord! Invasa dagli Usa, che hanno spaccato in due un Paese unito da mille anni, vi hanno condotto una guerra con milioni di morti e messo al potere nel sud la stessa cricca di criminali che avevano collaborato con i giapponesi invasori, e se non ricordo male anche annessori, per poi tenere per sempre nella Corea del Sud un totale di 35 mila soldati in armi, comprese le atomiche brandite spesso come pronte al lancio. Bush padre le atomiche basate a terra le ha ritirate, ma restano quelle sulle navi sempre in zona… Come vedi, in fatto di “legittima difesa” anche la Corea del Nord avrebbe da dire la sua.
Il problema, caro Ricchiuti, non è il diritto alla legittima difesa o la giustizia o l’eguaglianza tra gli esseri umani e gli Stati, ma solo i rapporti di forza. Gli Usa e Israele invadono non perché ne abbiano “diritto”, ma solo perché ne hanno la forza. Compresa quella di zittire chi avrebbe qualcosa da ridire. Ti invito comunque a renderti conto che ammazzare per una operazione tutto sommato di polizia 700 persone e ferirne altre 3000 – molte delle quali creperanno come cani (dopo avere vissuto come cani, vedi la promessa di Dayan reiterata anche da Eitan) portando il totale dei morti a chissà quale cifra – equivale, fatte le debite proporzioni dei rispettivi numerdi di abitanti, ad accoppare in Italia 14.000 persone e ferirne 60.000, molte delle quali creperanno. Gaza ha infatti 1,5 milioni di abitanti, l’Italia 20 volte di più. Che ne diresti di una tale mattamza in Italia per “sistemare” i terroristi o le varie mafie che di morti ammazzati ne hanno fatti a migliaia?
Per carità, non mi scandalizzo, la Storia è appunto il merdaio che è, da sempre. E noi umani siamo pur sempre dei mammiferi, cioè degli animali. Ma non venirmi a parlare di “legittima difea” e NON attribuirmi frasi, idee e concetti che io non sono neppure in grado di pensare. Dove ho diritto di parola preferisco non essere troppo equivocato: oggi ho passato la giornata a ribettere a chi s’è divertito ad attribuirmi cose che non sono certo mie. E se dirigo un giornale amo che ognuno dica la sua, anche in dissenso eventualmente da me, ma cerco di evitare che ci si accontenti di propaganda o verità preconfezionate. Esattamente come del resto fa la nostra redazione economica riguardo le patacche che vari governi ci vogliono rifilare per far pagare al parco buoi i disastri della grande finanza (=grande ladrona) e l’insipienza blateratoria di un incapace e bugiardo matricolato come George Walker Bush.
Ti auguro una buona serata.
pino nicotri
1) – “Intanto puntualizzo che non ho mai affermato che è giusto tirar fuori la Diaspora dei tempi di Tito per giustificare l’esistenza d’Israele, anzi. Prenditela con chi lo dice, non con me”.
Giusto. E infatti io non me “la prendo” con te. Mi limito a far notare che gli urlatri urlano soprattutto quella canzone
2) – “E’ giusto smetterla di dare alibi a chiunque per giustificare ancora ammazzamenti, da una parte e dall’altra”.
Certo, ma se per te ricordare la storia anche recente è dare alibi, allora mi sa che siamo malmessi. Forse è anche meglio che io badi ai cavoli miei, evitando di scrivere e/o di rispondere ai commenti. Resta però il fatto che tutti si riempino la bocca, per giusticare i loro ingiustificabili massacri, di storia passata, di memorie e di Memoria, però cominciando a citare la storia solo da quando fa comodo a loro. Per esempio, riguardo la città che citi, forse non ti sei accorto che quando sono arrivati i sionisti (quelli arabofobi) a fare pulizia etnica, non era abitata da mamelucchi, bensì da palestiensi. Comprendi la differenza? Ne sono certo.
Uno dei lati più ridicoli, o tragici, di questa vicenda in Israele/Palestina è che lo stesso rabbino di Venezia tempo fa fece notare come gli esami del dna hanno dimostrato che i palestinesi altro non sono che gli ebrei del tempo dei Romani che sono rimasti lì anziché andarsene o essere cacciati. Anche se poi sono diventati musulmani o atei o cristiani, il loro dna pare “più ebreo” di quello per esempio degli ebrei ashkenaziti, che però sono tra coloro che si sono presi o hanno avuto quelle terre e i relativi diritti anche di cittadinanza e politici.
Per me le questioni nazionali o razziali sono incomprensibili, e mi danno anche molto fastido, ma ti cito queste menate anche sul dna perché, non so se te ne sei accorto, la mattanza da 60 anni va avanti su questioni di questo tipo. Che a me paiono beote. O razziste.
2) – “Gli israeliani invece han vinto tutte le guerre contro gli arabi, quindi Gerusalemme è la loro capitale.
Logico e semplice.
Preso atto del destino cinico e baro e della malvagità insita nella razza umana che fa fare guerre, con qualcuno che le vince e altri che le perdono, è utile andare a rimestare nel passato?
No perchè giusto per dire non la si finisce più”.
Sono d’accordo con te. Il problema però è che da quelle parti c’è chi vuole sempre la rivincita, e da tempo ormai immemorabile. Anziché aspettare di sapere chi sarà il prossimo vincitore della prossima guerra, e quindi il “legittimo” detentore delle terre e del potere, non sarebbe meglio cercare di fare la nostra parte per questo porco mondo in modo da tentare – ripeto: tentare – che crepi qualche altra milionata di esseri umani? A me le donne piace più vederle sorridere che ammazzarle, e i bambini più accarezzarli che straziarli a cannonate. Che ne dici? Forse ho gusti retrogradi, ma è così.
E poi dimentichi un particolare, NON secondario. Tutti quelli che hai citato, dopo avere vinto o non negavano né la cittadinanza né l’eguaglianza di doveri e diritti ai vinti oppure si davano da fare per il benessere anche loro. O almeno non erano sempre così fessi da spingerli a una tale disperazione da costringerli a ribellarsi in massa a sangue o perfino a morte. Ora invece la situazione appare a molti, e io sono solo uno dei tanti, diversa: atipica, direi.Non trovi?
Cazzo, che giornata!
Un saluto.
pino
i sionisti arabofoni come li chiamo tu son cooro che sono stati attacati dagli stati arabi che non volevano la creazione dello stato arabo in applicazione della risoluzione 181 dell’assembolea delle nazioni unite. e non la volevano perchè questo avrebbe implicato il riconoscimento delo Stato d’Israle
inoltre la prescritta risoluzione 194 parla di rifugiati che vogliono vivere in pace. è realistico pensare che chi è stato educato all’odio verso Israele possa vivere in pace con chi ha inreriorizzato ad odiare? la risposta è eiveentemente no. Dunque Israle ha diritto a tutelare la sicurezza die propri cittadini dalle minaccce di chi lo vuole offendere.
Fammi capire, per appartenenza di Levì intendevi il blocco sociale intellettuale di riferimento ?
E quale sarebbe, il ceto intellettuale à la carte, cioè quelli che campano vendendo. Capisco.
Poiché Levì ha interesse a vendere, sta con Israele. Non perchè sia di appartenenza ebraica, il che proverebbe la sua coglioneria visto che non si capisce perché non essendo cittadino israeliano se ne freghi. No, sta col più forte perché appartiene al ceto intellettuale.Quello di peggior fibra, cioè quello di successo.
Lo stesso di Chomsky.
Che differenza c’è.
Il problema, Pino, se pur di problema si tratta, è che dai del propaganda e verità preconfezionate a tutto ciò che ti viene risposto. Andiamo, non penserai che Morris o gli altri libroni li conosca solo tu. Chiunque si sia imbattuto nel conflitto arabo-israeliano conosce la posizione di parte del ceto intellettuale (ops) di quelle parti. E’ business anche quello, si chiama senso di colpa. Israele è una democrazia, lì i cortei pro-nemico o i libri di autoaccuse non solo li permettono ma ne godono anche.
Invece di prolungarti in papelli pensando il tuo prossimo su Internet come uno che beva passivamente le veline di stato mentre tu hai scoperto Chomsky e Morris due giorni fa e ce li proponi, acqua calda per combattere la neve delle tue parti probabilmente, con lo zelo del convertito, dovresti probabilmente leggere la risposta che dà Ag al problema che sollevi riguardo l’uso della forza.
Grazie.
Ps
Quella del rabbi di Venezia che fa i test del dna per dimostrare che i palestinesi erano gli ebrei magari quelli deicidi (chiamalo fesso il rabbi) è esilarante. Se questa, come l’andare a ritroso in generale, è la base scientifica sulla quale dovremmo sagacemente riflettere, a me vien da ridere.
Il test del dna ovviamente non li ha fatti il rabbino di Venezia. Ma è inutile ribattere. Io cerco di spiegare, tu ed altri cercate solo di interpretare nel modo peggiore ciò che ho detto, caratterizzati da “leggera” a offendere. Quella del “papiello” mi ricorda qualcosa, ma tralasciamo.
Monsieur Levy fa parte da sempre della creme, e quindi si sposta – al pari di un amabile Giuliano Ferrara – in modo da restare nella creme, o nel formaggio come mi pare si dica a Roma. Altro che vendere! Chomsky a casa sua, cioè negli Usa, non lo caga nessuno sui mass media, è detestato. Forse perché non ha prodotto solo blablablà a la page ed è meno fighetto di monsier non lo invitano mai in televisione…. E Fiamma Nierenstein, tanto per dirne una, non lo intervisterebbe mai (ovvie da parte tua le tue insinuazioni su questa frase: a ognuno il suo).
Non ho voluto rispondere alla faccenda dell’”ebreo buono ed ebreo cattivo”, perché insinuazione fin troppo volgare. Te la lascio volentieri. Che uno sia ebreo o no, cattolico o no, circasso o no, zulu o no, italiano o no, a me non frega assolutamente nulla: bado alle persone, le etichette e i timbri non mi interessano. Gli stronzi e i farabutti esistono dappertutto. Anche le persone oneste.
Il ridicolo, ma anche il tragico, di questa faccenda, è che ho solo osato – oibbò – porre qualche domanda dopo avere immesso un paio di notizie in più, dato anche che faccio il giornalista, in modo da allargare il dibattito oltre il propagandume. Se il solo porre domande provoca di queste reazioni, allora, caro Ricchiuti, siamo messi male.
Tenetevi pure il vostro odio “a prescindere” e le vostre curve sud. E buon pro vi faccia. Io vado a riscoprire l’acqua calda, altrimenti diventa tiepida, visto anche che la neve è stata spalata.
Grazie per la splendida lezione di assoluta inutilità a discutere. E a fare – o almeno tentarci – un po’ più di informazione. A fare cioè, o almeno tentarci, giornalismo nel Bel Paese.
Auguri.
pino nicotri
La faccenda non è andata come tu scrivi, anche se fa comodo pensarlo nonostante vari libri (l’ottimo Ricchiuti con linguaggio diciamo prezzoliniano direbbe “libroni”) di storici israeliani abbiano dimostrato come realmente sono andate le cose. Per esempio, che buona parte dei palestinesi è stata cacciata manu miltari PRIMA che gli Stati arabi, armati peraltro dall’Occidente, attaccassero Israele, tant’è che c’è chi sostiene non senza prove alla mano che gli arabi intervennero più che altro o comunque anche per evitare la pulizia etnica in corso. In ogni caso, la risoluzione dell’Onu prevedeva la creazione di DUE Stati e NON di uno. La risoluzione, quindi, di fatto è rimasta lettera morta, e a proposito di morti le conseguenze si vedono. Colpa dell’Onu, cioè soprattutto nostra, e colpa grave, non avere imposto la creazione anche del secondo Stato, con annesso sistema di alleanze onde evitare soprusi contro chicchessia. Ora ne paghiamo le conseguenze: o meglio, le pagano gli altri. As usual.
Riguardo il “presumibile”, non è aggettivo che si adatti ai diritti. Ti potrei ribattere che avendo i cristiani – e i cattolici in particolare – perseguitato gli ebrei per 15 secoli è “più che presumibile” siano i meno adatti ad aprire becco su certe faccende. O pensi che si possa presumere a la carte, a gogò, a mo’ di elastico delle mutande allargabile o restringibile a piacere?
Finora le uniche cose giuste le hanno dette – strano ma vero, e lo ammetto volentieri – solo Roberto Calderoli e oggi Ratzinger. Il primo ha ammesso le nostre responsabilità come radice del disastro in corso, il secondo ha detto che in Medio Oriente si dovrebbero cambiare finalmente tutti i leader. Quelli attuali, infatti, sono troppo intossicati dal passato, hanno una visione da faida infinita.Avanti così, “è presumibile” che finiranno col travolgere anche noi, rovinandoci il panettone, il reality, l’Isola dei Famosi, l’abito griffato, il telefonino e il fuoristrada….. Solo che sarà dura disfarsi di quei leader, che andrebbero tutti cacciati a calci nel sedere. Quelli israeliani pensano a come vincere le elezioni, e per vincerle non esitano a scatenare la carneficina in corso (Camp David fallì anche per la fretta di Ehud Barack dovuta alle alezioni israeliane incombenti). Quelli palestinesi sono avvelanati dala corruzione e dai regolamenti di conti interni, sulla pelle anche della loro gante. Quelli arabi sono troppo intenti a rubare e accumulare quattrini non più solo in Svizzera, oltre che a illudere i palestinei per usarli come carne da cannone. Quelli iraniani idem, con in più la preoccupazione di cosa fare, usando anche loro i palestinesi come carne da cannone, per evitare di essere invasi come l’Iraq sulla base delle balle più campate per aria, ma molto volentieri bevute dai nostri pii benpensanti interesati ormai solo allo “scontro di civiltà”, cioè in realta di inciviltà e imbecillità.
Comunque, tranquillo: lascio anche te all’entusiasmo per la legge del più forte. Bada però che noi tra i “più forti” non ci siamo più, e temo lo saremo sempre meno. Pensavo fossimo usciti dalla giungla e dalla legge della giungla, o che almeno ci si dovesse tentare.
Anche a te, auguri. E tanti.
pino nicotri
Ragazzi, abbiamo sbagliato tutto! Stando a certi discorsi insistenti, aveva ragione Mussolini a rivolere indietro le terre che per molti secoli erano state dei nostri avi, e cioè dei Romani.Ora speriamo solo che gli abitanti della Mesopotamia non rivogliano indietro i discendenti dei loro cittadini che al seguito di un certo Abramo se ne sono andati da Ur. Oppure che non li vogliano seguire in massa nelle nuove destinazioni.
Mah.
pino nicotri.
Persino la prudente diplomazia Vaticana ha definito Gaza: un enorme lager, la solita risposta arrogante ebraica non si e\’ fatta attendere, definendo il Vaticano (e quindi il Papa) come Hamas.
A questo punto penso non vi siano più dubbi, per anni Israele ci ha ingannato, ora ha gettatto la maschera, il regime ebraico e\’ uno dei regimi più sanguinari e criminali che siano mai stati sulla faccia della terra.
Io penso che a questa coraggiosa ragazzina palestinese sia da assegnare il Nobel per la pace, da sola disarmata affronta la soldataglia criminale ebraica:
http://www.effedieffe.com/content/view/5841/183/
Ma non fatevi illusioni se non ci fosse stata la telecamera le SS ebraiche non avrebbero esitato a gettarla a terra a legarla e portarla in una camera di tortura, od anche ad ammazzarla.
Ormai conosciamo bene la bestialita\’ criminale di questo regime.
Ma forse paragonare questi mostri sanguinari alle SS e\’ offensivo per le SS.
X francesco
Sinceramente non concordo con il tuo modo di porre la questione, il tuo estremismo antiisraeliano è uguale all’estremismo antiarabo.
L’ultima battuta potevi risparmiarla, non tanto per Israele, ma perchè le SS sono un orrore a prescindere.
Per il video, invece, concordo sull’enfasi che dai al gesto e devo dire che la ragazza merita un applauso mondiale.
La coraggiosa ragazza si chiama Huwaida Arraf, e lavora per una organizzazione umanitaria che effettivamente è stata citata due volte per il Premio Nobel per la pace, come puoi leggere qui: http://www.globalexchange.org/getInvolved/speakers/168.html
L’immagine finale del video mi ha colpito profondamente: la solitudine e l’assurdità del dover essere nemici precostiutiti del soldato e della ragazza, cioè di un ragazzo e di una ragazza, inquadrati infine da soli, è degna di Shakespeare. Ne schizzano drammaticamente fuori le tragedie da Macbeth a Giulietta e Romeo, purtroppo però non c’è solo un Mercuzio e un Tebaldo….
Se ciò che quella ragazza ha fatto lo avesse fatto in Tibet o in Cina, non solo le avrebbero dato il Nobel, ma sarebbe già famosa, ingaggiata da chissà quante reti tv, riviste non solo “di sinistra”, magari pure da qualche stilista….. Invece è solo una palestinese, anche se cresciuta negli Usa, e il suo gesto lo ha “sprecato” per una causa che ci frega meno delle caccole del naso di un bonzo tibetano, per giunta contro soldati sempre pii e nel giusto in quanto armati di bibbia.
Caro Francesco, così va il mondo. Sempre verso un qualche baratro.
Un saluto.
pino nicotri
P.S. Ti prego di non usare termini come SS e nazisti riferiti agli israeliani, perché è sbagliato e fuorviante, oltre che offensivo. Capisco la sdegno e le polemiche, ma chiedo di restare nel campo della discussione senza passare alle contumelie: non servono.Anzi.
Vedi sopra.
pino
Dimenticavo: dell’organizzazione pacifista di cui fa parte Huwaida Harraf faceva parte anche Rachel Corrie, la pacifista americana uccisa da un bulldozer militare israeliano mentre si opponeva alla demolizione di case palestinesi a Rafah (proprio la città ora investita dai bombardamenti israeliani). Alla Harraf è andata bene, merito forse delle telecamere, assenti invece anche durante l’ultima giornata di vita di Corrie. Credo sia per questo che l’organizzazione di pacifisti israeliana Bt’Selem, il cui sito molto interessante è http://www.btselem.org , ha poi dotato di webcamere molti palestinesi per documentare i soprusi subiti per mano di coloni e militari, compresa la demolizione di uliveti, video che in rete non mancano certo.
La vicenda di Corrie la potete leggere qui:
http://209.85.129.132/search?q=cache:zuigr-C2h1YJ:www.repubblica.it/online/esteri/terriquattordici/nove/nove.html+la+ragazza+americana+uccisa+da+un+bulldozer+israeliano+era+una+volontaria+dell&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it&lr=lang_it
Un saluto.Molto triste.
pino
x il Direttore Pino
Carissmo direttore io ho questo sospetto: i suoi interlocutori, nell’analisi dei fatti (proposti dai media), scelgono un insieme di informazioni coerenti con una visione preconcetta per construire un castello logico in cui si sentono il proprio se al sicuro.
Infondo come non comprenderli?
Chi non sogna di avere i superpoteri e spargere sangue di vili cattivoni dediti al male come nei film di 007?
La partida dei fatti oggettivi (e quindi della legalità che su di essi si basa), che lei ha gia stravinto 6-0, non interessa proprio a nessuno.
E allora forse è sull’immaginario che bisogna battere…
Ma sti palstinesi che combattono a fare? ma non si possono rassegnare a morire di fame coi figli i cani e le altre bestie? Perché non seguono l’esempio degli nativi d’america? o di tutti gli altri popoli scomparsi dalla faccia del pianeta dopo aver perso una guerra?
Perché proprio non vogliono cedere all’idea di farsi una vita da un’altra parte? con altre prospettive?
Ma perché si ostinano a morire come formiche sotto i piedi di un elefante?
Perché le fornichine palestinesi gridano alle poche compagne che hanno scalato il pachiderma: “strozzatelo!”
Ma perché non scompaiono tutti insieme rendendo giustizia alle pagine gia scritte dei nostri giornali?
Perché si ostinano a provare ad incutere terrore al pachiderma?
Ma peché non imparano l’arte della rassegnazione che noi abbiamo sviluppato così bene?
Ultimora sul giornale Filisteo:
“ancora una provocazione dalla frangia terrorista ebrea detta figli di Abramo.
Sansone, noto terrorista, in un infame attacco suicida causa la morte di decine di nostri compatrioti.
Il grande consigliere assicura: è venuto il momento di smettere di subire questo continuo lancio di pietro contro i lavoratori nei nostri campi! abbiamo diritto di autodifenderci da questi terroristi e la nostra azione militare sarà conclusa solo con quando tutte le fionde ebree saranno neutralizzate…”
Giornalismo vs. volgarità: il derby del cuore, praticamente.
Una cosa scoraggiante è che nelle discussioni si evince una sorta di “marchesismo del grillo” di chi la pensa come il direttore e nicotri e a volte di nicotri stesso, cioè quello che scrivo io è giusto quello che scrivete voi vale un cazzo.
Mi pare molto leggerina come tesi, perchè è questa la tesi che va per la maggiore nei commenti… tutti stupidi ignorantoni, tutti che DEVONO leggere i libri consigliati da lui, tutti come sconfitti 6 a 0 ,come dice il MOGGI Ghisa della situazione qui in alto e addirittura un Gruppenführer di nome fracesco dice che dare delle SS agli Israeliani è una offesa per le SS… dimenticando che tra le file delle SS vi era una folta schiera di musulmani…
Ma se noi scriviamo le nostre scoraggianti banalità, che se sono così coerenti, non capisco perchè non debbeno essere anche vere, siamo dei poveri ignoranti…
Mah…
In effetti, è l’immaginario quello che poi spinge quasi tutti gli esseri umani…. Se io mi innamoro di una donna, “immagino” sia la più bella e migliore del mondo, anche se è ovvio non sia vero, lo sanno anche i sassi che è sempre e per tutti una bufala. Ma l’amore è una delle due molle più potenti della nostra vita. L’altra, purtroppo, è l’odio.
Se i sionisti (io preferisco non usare quasi mai il termine ebreo: perché mette le cose su un piano iperpolemico, perciò falso già in partenza. Falso e degradante) hanno vinto sulla realtà materiale e sul diritto internazionale, è perché il loro immaginario e i loro miti si sono rivelati molto più forti di quelli altrui. Il sionismo riscuote molto successo soprattutto nel mondo cristiano, per evidente coda di paglia date le porcherie commesse contro gli ebrei per secoli, e per odio verso l’Islam. Ma è piuttosto incomprensibile nel resto del mondo, che ha campato benissimo senza i patemi da bibbia e annessi e connessi (compreso l’imbarazzante particolare che a conti fatti Sansone somiglia molto al primo kamikaze della Storia. No bbuono… Ma talasciamo).
Un saluto.
pino nicotri
Caro Ricchiuti,
purtroppo quando si tocca il tasto israeliano-palestinese la volgarità è in agguato fin dai primi nanosecondi. Più ancora di quanto succede se si tocca il papa o qualche altro strambo tabù. Sono l’unico giornalista italiano ad avere collezionato una mezza fatwa islamica – per avere denunciato per primo su L’Espresso che per esempio il Messaggero dell’Islam predicava il dovere di tutti i musulmani immigrati in Europa di lottare per l’affermazione della Shahria – e una lunga serie di insulti sul mio blog a L’espresso prima che – guarda caso – me lo togliessero cancellandone anche l’archivio. In più, ora, gli insulti come i tuoi e affini.
Svicolare stravolgendo le cose dette dagli altri, in modo da buttarla in vacca, non è una buona norma. Forse, anzi certo, tu sei un giornalista più bravo di me, e anche tu hai letto più “libroni” (!) di me, soprattutto ti tieni documentato più di me con contatti su vari fronti, però la sostanza delle cose NON cambia. Io ho scritto su G un articolo che dava alcune informazioni in più, e ho sollevato alcune legittime domande. Sono infatti uno che dubita, anche perché sa che sbagliare è facile specie sulla pelle altrui. Tu hai reagito come se io fossi un dirigente di Hamas e un altro bel tipo ha reagito dandomi del giustificazionista verso i suoi missili.Vedi un po’ te.
E’ un film beota, e molto volgare, che ho già visto il 7 aprile 1979, e che ho ridicolizzato già all’epoca, perciò caschi male. Avresti potuto mettere a frutto quella che forse è la mia maggiore esperienza e cautela, così come io cerco sempre di capire cosa dicono anche i miei avversari e magari capire dove sbaglio io.
Tranquillo: confermo che ti lascio volentieri nella compagnia che preferisci. Io preferisco la mia solitudine. Amara. Ma priva di macchie di sangue.
Altro che il derby del cuore…..
pino nicotri
Tra un po’ mi attribuirai anche le guerre puniche.
Non farmi montare la testa.
Io penso che una guerra contro la striscia di Gaza la vincerebbe anche il Lussenburgo, di quale pacchiderma sta parlando Lei?
E’ un pacchiderma un paese grande come la Puglia di 8 milioni di abitanti?
Forse Lei allude al fatto che Israele possieda 250 bombe atomiche? Ma Lei sa’quante bombe atomiche ci sono in giro per il mondo?
Lei sa’ che ne basta mezza per cancellare Israele?
Lo Tsahl certamente finche’ fara’ guerre contro donne e bambini le vincera’ tutte, mi pare invece che due anni fa’ in Libano contro una forza appena minimamente organizzata il glorioso tshal sia tornato a casa con un’occhiolino nero, mi corregga qualcuno se sbaglio!?
La verita’ e’ che Israele va avanti coi soldi che arrivano dalla Germania e dagli USA,e gode specificatamente della protezione degli USA anche a livello diplomatico.
Israele fa quello che fa contro gli inermi perche la comunita’ internazionale volta gli occhi all’altra parte.
Israele durera’ sin che durera’ l’ordine americano, ma quanto durera’ ancora nel mondo l’ordine americano? Credo sia molto improbabile che duri ancora un’altro secolo. per cui faccia Lei Sig. Ghisabrain i debiti calcoli.
Le strutture artificiali e neocoloniali come Israele richiedono continue iniezioni di risorse da parte dei protettori di turno quando i protettori non ci saranno più che fine fara’ il pacchiderma?
Glielo dico io che fine fara’ il pacchiderma Sig. GHISALBRAIN: verra’ soppraffatto dalle formiche e la sua carcassa seppellita dalla sabbia.
Israele ha 60 anni non credo che durera’ altri 60 anni, perche i nuovi padroni del mondo fra 60 anni saranno molto meno protettivi e molto meno tolleranti verso un minuscolo statarello che con le sue iniziative sconsiderate rappresenta una minaccia costante per la pace nel mondo, sono un miliardo i mussulmani nel mondo, Lei crede che 8 milioni di ebrei ripuliranno di mondo di 1 miliardo di persone, guardi e’ molto improbabile, persino Hitler si e’ dovuto fermare a 6 milioni, sempre che siano stati veramete 6 milioni.
Cordialmente Sig.Ghisabrain, la saluto.
Fra negazionisti (“persino Hitler si e’ dovuto fermare a 6 milioni, sempre che siano stati veramente 6 milioni”), esclamazioni da Bar Sport (“lei ha gia stravinto 6-0″) e discorsi da bar sulla “legalità” (parliamo della “legalità” degli Hascemiti di Giordania un giorno? No giusto per ridere un po’ fra amici) il problema è che ci si nasconde la semplice verità dei fatti e quindi è ovio che si parli solo in base al “tifo”.
Si parla tanto della risoluzione ONU per la creazione di uno stato Palestinese e ovviamente se ne dà la colpa ad Israele, peccato che la Cisgiordania fosse stata occupata dalla Giordania dal 1948 fino alla guerra dei 6 giorni (cioè il 1967), ma in quei 19 anni evidentemente i “fratelli” arabi erano troppo occupati per creare uno stato per i palestinesi. Stato che comunque non è mai esisitito (c’erano prima l’Impero Ottomano e poi gli Inglesi in Palestina, senza andare indietro fino alle Crociate, a Bisanzio e ai Sassanidi).
Questo se vogliamo continuare a fare l’esegesi del passato (quindi evitiamo i consigli di “andare a studiare”, eh? che qui tutti dimenticano quello che gli fa comodo dimenticare.)
Rimane il fatto che i palestinesi sono usati da 60 anni dalle piccole “potenze” della zona per i loro giochetti di predominio. Come adesso sta facendo l’Iran con Hamas (e con Hezbollah in Libano). Organizzazioni che con si basano su dei poracci morti di fame (come gli sciiti libanesi e i palestinesi) e con la solidarietà da una parte e metodi mafiosi dall’altra (gambizzazioni o eliminazioni di “dissidenti” sono fin troppo comuni) usano i loro “protetti” come carne da cannone per i loro giochetti.
Il problema di Israele è che gli va benissimo che sia così, guadagnadosi qualche appoggio e soldo nell’oggi ma perdendo completamente di vista il futuro, visto che concordo pienamente che prima poi si arriverà all’insostenibilità economica di una stato che può essere mantenuto solo attraverso l’uso dell’opzione militare.
Con queste “faide” personali, si sta perdendo di vista il discorso.
Credo sia più utile e “costruttivo” parlare di fatti ed esprimere opinioni senza pensare di avere la verità in tasca!
Per il Direttore Nicotri
Chiaramente, mi riferivo al sionismo *vincente*, quello razzista (non lo chiamerei nemmeno arabofobo).. quello che ha creato, de facto ma non certo da solo, questa schifosa situazione.
La mia richiesta permane. Parli, allora, di tutti e due i sionismi. E, ancor meglio, dell’opposizione interna ebraica.
La inviterei anche a scrivere anche sulla questione islamica interna alla palestina. Cioè come una questione non religiosa alla fine lo sia diventata.. qui prodest?
Caro Pino,
solo una precisazione, squisitamente tecnica, in merito al tuo articolo.
La risoluzione 194 e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell´Uomo non hanno carattere vincolante, cioé a dire lo Stato di Israle non era, e non é tuttora, obbligato ad eseguire i loro disposti normativi.
La risoluzione 194 é stata adottata dall´Assemblea delle Nazioni Unite e non dal Consiglio di Sicurezza, unico organo le cui delibere hanno forza vincolante per gli Stati membri. L´Assemblea puó emanare delibere vincolanti solo riguardo mere questioni procedurali interne all´Organizzazione (es.spese amministrative).
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell´Uomo, adottata anch´essa dall´Assemblea Generale, non é dotata di efficacia giuridica vincolante. Si tratta nondimeno di un documento di importanza fondamentale per il rispetto e la salvaguardia dei diritti dell´uomo che possiede enorme valore morale (lo stesso dicasi per le risoluzioni deliberate dall´Assemblea Generale di natura non procedurale)
Una disposizione alla quale lo Stato di Israele é vincolato sotto il profilo del diritto internazionale é senz´altro la Carta delle Nazioni Unite, documento che prevede obbigazioni a cui tutti gli Stati (anche non membri ONU) accettano di conformarsi. Ed é proprio allo Statuto ONU che il popolo palestinese puó continuare ad appellarsi al fine di perorare la propria causa. Gli articoli 1 par 2 e 55, infatti, enunciano in maniera chiara il principio di autodeterminazione dei popoli, il piú potente argomento di natura giuridica su cui il popolo palestinese puó contare.
Sì, lo so. Ma se anziché Israele a fottersene fosse la Cina per il Tibet cosa diremmo?
Il carattere non vincolante di una cosa non è detto che renda la cosa stessa trascurabile. Per esempio, non è vincolante essere onesti o non avere l’alito che puzza, però tutti ci sforziamo di essere onesti e di avere un alito presentabile.
Grazie comunque per la precisazione.
Un saluto.
pino nicotri
La mia voleva essere una mera precisazione tecnica, che esula di proposito dalle considerazioni di carattere politico o morale.
Trovo il sito da te diretto molto interessante, perché cerca di porre in evidenza (cosí mi pare di capire dal tenore degli articoli) diversi punti di vista, differenti prospettive. Non capita spesso in rete, ancora meno nella carta stampata.
Detto questo, visto che ritengo – mi sembra tu la pensi allo stesso modo – la ricerca dell´obbiettivitá una gran seppur cosa, mi sembrava una precisazione opportuna.
Vedi Pino, la tua risposta al mio commento non fa una piega sotto il profilo morale. Ma nelle relazioni tra Stati, o tra Stati ed entitá non statali o para-statali, la morale non viene presa in considerazione. Quello che conta, a mio avviso, sono il rispetto delle norme di diritto internazionale ed i rapporti di forza.
Data la mancanza di una “entitá superiore” all´interno della comunitá internazionale – gli Stati sono “cititates superiorem non recognoscentes” – le norme del diritto internazionale svolgono un ruolo fondamentale. Ancor di piú ció é vero per le norme di natura vincolante, poiché esse sono in numero limitato. Pochissime sono le occasioni in cui uno Stato accetta una “punizione” da parte della Comunitá internazionale; ecco il perché dell´importanza di queste norme.
La Comunitá degli Stati é composta da grandi, medie e piccole potenze. Il cospicuo numero delle piccole e medie potenze bilancia il superiore potere delle grandi potenze. In aggiunta, le grandi potenze agiscono in maniera discorde a causa di diversi interessi nazionali ed ambizioni politiche (lo erano USA ed URSS, lo sono oggi USA, Russia, Cina, India, Brasile. L´Assemblea Generale delle Nazioni Unite é l´esempio tipico del balance of powers.
Ancora una volta, esulo da considerazioni morali per portare il discorso sul piano pratico. Israle é appoggiata dagli Stati Uniti sin dalla sua fondazione (fatto curioso, al Consiglio di Sicurezza votarono concordi sia gli USA che l´Unione Sovietica). Il popolo palestinese trova supporto (fragilissmo, intendiamoci bene) dagli Stati arabi, dall´Iran e da altri Paesi che simpatizzano per la causa palestinese o che non riconoscono ad Israele personalitá giuridica internazionale.
L´ONU, assieme all´UE ed all´Organizzazione Mondiale del Commercio la miglior dimostrazione di multilateralismo possibile oggi, si sforza di “governare” la comunitá internazionale, anche attraverso il rispetto di principi non scritti, di regole morali. Occorre peró ricordarsi che é una organizzazione internazionale, come le altre due citate, e come tale é creata dagli Stati ed a questi é strumentale.
Cordiali Saluti
La verità è che i Sionisti stanno vincendo la guerra. iL TORTO dei palestnesi è di non aver mai avuto un loro Stato, ma aver dipeso sempre da regni e califfati arabi. Non c’è mai stata una storia palestinese nazionale,che è un’invenzione moderna per contrastare in qualche modo il Sionismo
Non sarebbe una tragedia se Gaza fosse annessa all’Egitto (c’è sempre stata un’influenza egiziana su quelle terre), nonchè una parte della cis-giordania fosse annessa al regno di Giordania (con un breve ponte di collegamento sul fiume Giordano). Infine, tutti gli arabi d’Israele che non giurassero fedeltà allo stato d’Israele, verrebbero invitati a emigrare verso la Giordania o l’Egitto. Ritengo tale soluzione la piu equa per tutti.
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