L’anno si chiude con le parole del cardinale Bagnasco contro l’aborto: l’ultimo di una serie infinita di no abbattutasi sul nostro Paese. La Chiesa di Roma lo considera e lo tratta come un proprio territorio e così accresce la distanza con il suo popolo
Alfio Caruso, giornalista e scrittore, che terrà la rubrica settimanale “Se lo sapesse Indro..”. Il suo ultimo libro è “Willy Melodia”
A un vecchio credente l’ultimo no del Vaticano, attraverso le dure parole del cardinale Bagnasco contro l’aborto, dà la misura della crescente incomunicabilità con la chiesa ufficiale. Messo davanti alle sfide della modernità, il cattolicesimo delle porpore si arrocca in Italia dentro la propria intolleranza, com’era già accaduto a cavallo del Ventesimo secolo. Intendiamoci: ha il sacrosanto diritto-dovere d’indicare ciò che ai suoi occhi è giusto e di separarlo con nettezza da ciò che ritiene sbagliato. Ma non ha alcun diritto di pretendere che la propria morale diventi la morale di un intero Paese, che si poggia sulla chiara separazione fra Stato e Chiesa.
INTRANSIGENZA A SENSO UNICO – Viceversa, è proprio questa la tendenza che si è andata affermando nell’ultimo decennio. Possibile che gli esponenti di un Potere plurimillenario non comprendano che tale intransigenza finirà con l’affievolire la forza dell
a loro voce? Eppure l’acume politico, la capacità di adattamento, il sentimento del mondo non mancano all’Istituzione capace di benedire le bandiere naziste, di sostenere il regime di Pinochet e quello dei generali argentini, di perdonare per anni e anni le pesanti trasgressioni del vescovo Milingo, di non aprire bocca contro le persecuzioni non solo degli ebrei, ma persino dei cattolici nella Croazia di Pavelic, di celebrare quali campioni di virtù padre Pio e padre Agostino Gemelli, come a dire il diavolo e l’acqua santa e ciascuno assegni le attribuzioni di merito.
LA DITTATURA DEI PRINCIPI – Quando c’è di mezzo l’Italia qualsiasi prudenza diplomatica viene spazzata via da una serie di diktat. Nel nome santo e benedetto di Cristo trapela la tentazione d’imporre una dittatura di principi, l’esatto contrario di quel liberalismo, cui la stessa Chiesa deve la possibilità di emettere i suoi ordini perentori. No, dunque, alla fecondazione eterologa; no all’uso delle staminali; no all’aborto; no all’eutanasia; no al rifiuto delle cure inutili; no al libero arbitrio sulla dignità della vita. La Chiesa, che si ostina a escludere le donne dalla propria struttura gerarchica, che nega ai sacerdoti di formarsi una famiglia e ne accetta più o meno supinamente le perversioni sessuali, esige di stabilire quali siano le regole di comportamento nei rapporti fra i coniugi. L’esperienza, tuttavia, avrebbe dovuto insegnare che anche gli italiani più ligi alle voce dell’apparato ecclesiastico, la quale non sempre è la voce di Dio, in camera da letto non accettano intrusioni. Tant’è vero che divorzi, contraccezioni e aborti continuano a essere praticati pure da quanti dovrebbero astenersene per fede. E su questa doppia morale l’esempio cala dall’alto. I cardinali tonitruanti e inflessibili accettano di farsi politicamente rappresentare da esponenti così innamorati della famiglia da averne messe su diverse. E dire che negli insegnamenti ecclesiastici viene definita virtù eroica l’astinenza sessuale tra marito e moglie. Se t
utte le coppie decidessero di metterla in pratica, l’umanità nel volgere di un paio di generazioni si avvierebbe verso l’estinzione.
LA CATTIVA COSCIENZA SULL’EBRAISMO – Uscita scossa la pontificato di Wojtyla – uno dei Grandi del Novecento, ma anche un grande papa? – la Chiesa ha riscoperto la propria cattiva coscienza nei confronti dell’ebraismo. E’ bastata la scontata osservazione del presidente della Camera, Fini, sul silenzio-assenso con cui furono accolte nel ’38 le leggi razziali per scatenare una reprimenda basata su inesistenti cavilli. L’atto d’accusa contro il fascismo preparato da Pio XI non fu mai reso pubblico dal suo successore, Pio XII, autore poi di un atteggiamento quanto meno ambiguo nei confronti di Hitler e dei campi di sterminio. E per farsi un’idea di quale fosse il sentimento predominante della curia romana in quel periodo basta sfogliare le raccolte di ‘Civiltà cristiana’. Ad essere sinceri fino in fondo, vi si respira la stessa atmosfera di antisemitismo che si percepisce oggi in tanti piccoli atti di parroci e monsignori.























azzarderei una provocazione
forse la Chiesa resiste da tanti anni perchè interpreta il sentimento più intimo perbenistico della maggioranza della popolazione aldillà delle dichiarazioni di parte e delle manifestazioni di voto
questo non vuol dire che noi stessi cattolici non siamo imbarazzati di fronte a tanta rigidità, ma alla fine la resistenza sotto il fuoco delle critiche è premiato
è una ipotesi
alle volte poi ci accorgiamo che tali critiche sono solamente strumentali, fatte da chi critica il moralismo altrui per divenire lui stesso il più rigido dei moralisti
e siccome noi popolo bbbue le orecchie e gli occhi ce li abbiamo,,,,,alla fine sappiamo giudicare
Complimenti all’autore di questo articolo ma debbo dire che sono le stesse cose che Pannella e i Radicali affermano da almeno 30 anni.
Ogni bue ha il fattore che si merita.
e noi siamo fortunati per questo
suddai, un po\’ di comprensione.. d\’altro canto è dimostrato che la castità arreca frustrazioni non indifferenti.
Più che parlare delle ingerenza vaticane (di cui è comunque sempre bene tener presente i livelli) ci si dovrebbe scandalizzare della considerazione che hanno tra i cittadini italici. Ulteriore dimostrazione che quando dio (uno qualsiasi) distribuì i cervelli, qualcuno era a giocare a calcio o guardare amici in tv.
La mia personale impressione sull’articolo: La chiesa di oggi è troppo gerarchizzate: “Santità” “Eminenze” “Eccellenze” quando si cerca di osannare se stessi si finisce per eliminare il nocciolo duro della vera fede di Cristo. E’ impossibile trattare di teologia, morale ed ecclesiologia in così poco spazio, ma se la chiesa di Roma non cambia perderà sempre più vocazioni e sempre più fedeli. Lo stesso dialogo tra cattolici romani e ortodossi è molto lontano perché la chiesa di Roma intende eliminare un millennio di incomprensioni e di illeciti teologici e disciplinari con la diplomazia. Una strada sbagliata perché bisogna rispondere con le dovute cause che hanno portato alla separazione ed eliminare gli abusi che la chiesa romana ha introdotto in questo millennio di separazione. Se si ha l’umiltà di chiamare un concilio ecumenico fra le chiese allora è la strada giusta!
Certamente la chiesa non impone nulla di sé, la morale non è altro che la fedele interpretazioni della volontà di Dio e del Figlio Gesù Cristo incarnato e fatto uomo. Quindi nessuna intransigenza a senso unico.
Milingo ha cercato di scuotere il vaticano ordinando vescovi e sacerdoti sposati perché questo è un arbitrio illegittimo della chiesa romana, sempre per ragioni politiche interne e per questione puramente economica.
Contro la persecuzione degli ebrei ci sono molti documenti riconosciuti non solo dalla chiesa di Roma, ma fonti laiche trattano ampiamente della posizione della chiesa contro il nazismo e la persecuzione degli ebrei.
Il nò all’aborto è per tutelare la vita fin dal suo concepimento, in caso contrario l’uomo di macchia del più terribile del delitti: la soppressione della vita umana; no all’eutanasia perché nessuno ha il diritto/dovere di sopprimere una vita, perché la vita è un dono; no al rifiuto delle cure inutili è una menzogna perché la chiesa non ammette l’accanimento terapeutico. La Chiesa, non si ostina per suo capriccio al sacerdozio femminile. La donna ha un ruolo fondamentale nella società a cui deve essere fedele per natura, per quale ragione o capriccio vuole e deve raggiungere tutti gli scalini sociali e religiosi là dove anche il Signore Gesù non ha chiamato nessuna donna al sacerdozio pur avendo molte donne che lo seguivano.
Ciò che si chiama “esperienza” è il peccato degli uomini che ormai sono stati catechizzati, hanno digerito tanti detti e frasi del vangelo, ma non riescono ad incarnare la vera fede restando fondamentalmente miscredenti e lontani da Dio.
Quindi, a mio avviso il libro va riveduto e corretto alla luce della verità non solo storica.
A mio modo di vedere il problema fondamentale della chiesa cattolica è l’incociliabità tra logica e fede, argomento infatti a fondo esplorato da filosofi immensi come Tommaso e Agostino.
Il più grande problema della chiesa cattolica è un principio che si contrappone radicalmente alla più importante conquista della società occidentale:
La vita è una proprietà di Dio e non dell’uomo che la riceve (in prestito e non in dono) per realizzare il suo piano imperscrutabile.
Alcuni dei più scaltri indottinatori si spingono a dire persino che l’uomo non è padrone nemmno del suo corpo perché esso è il tempio di Dio con cui dobbiamo realizzare il suo piano…
Da questo semplice assunto derivano a cascata alcune importanti consguenze:
- Dio stabilisce per bocca di Gesù quali sono le regole da rispettare per realizzare il suo piano
- Dio si pone come giudice delle nostre azioni
- L’esistenza della chiesa è necessaria perché Dio, attraverso di essa, guida gli uomini nella realizzazione del suo piano.
Tutti i problemi odierni vengono da qui. Non siamo padroni della nostra vita e per chiesa non siamo ce pecore (smarrite…).
La verità che nessuno dice è che il vero scopo della chiesa è leggittimare la propra esistenza impedendo alle pecorelle di emanciparsi…
Perché quando un pecorella comprende di essere padrona della propria vita e del proprio destino nn ha più bisogno di un pastore…
@Mario: “Certamente la chiesa non impone nulla di sé, la morale non è altro che la fedele interpretazioni della volontà di Dio e del Figlio Gesù Cristo incarnato e fatto uomo”
Se la morale è interpretazione della volontà di dio, allora può anche essere che l’hanno interpretata male. Certo, c’è l’infallibilità papale, ma sai com’é, negli ultimi 2000 anni hanno cambiato idea un po’ di volte su alcune questioni, non vorrei che la loro “interpretazione” fosse un po’ meno infallibile di quanto vorrebbero.
@icy:
Non credo affatto all’infallibilità papale. La chiesa di Roma a sua volta crede di essere l’unica depositaria delle vera fede e interpretazione. Credo che la chiesa ortodossa, invece, è rimasta la vera depositaria della vera fede e le divergenze non vanno risolte con la diplomazia, ma con la teologia affrontando i problemi, discutendo ed eliminando gli errori. Solo insieme si possono rimettere a posto le divergenze, eliminare gli errori, scoprire la vera interpretazione ed avere la comprensione che il Capo infallibile è solo Gesù Cristo. Non bisogna avere paura di cambiare, la verità va salvaguardata a tutti i costi e tutti coloro chiamati alla fede e alla salvezza comprenderanno lo Spirito.
Io sono la via,la verità,la luce.Parole di Gesù i suoi discepoli erano pescatori o gente semplice e girava in mezzo a i poveri.questa chiesa invece e L’opus dei, lo Ior, le confraternite o sette,i vari mafiosi che gli si identificano ricevendo comprenzione.Prelati obesi o grassi che non anno mai fatto un beneamato c….oltre che predicare bene e razzolare male.Maestri di Ipocrisia.Con il loro credo se Gesù dovesse tornare i discepoli andrebbe a farseli scegliere dalla BCE o dalla FED il posto di Pietro lo darebbe a Berlusconi e Quello di Paolo a Dalema riserverebbe un posticino anche a Bernardo Provenzano,visto il suo attaccamento alla Bibbia un posticino anche a Toto u curtu(per l’anagrafe salvatore rina )visto che il segno del comando era un crocefisso D’oro ricoperto di diamanti e poi tutti i cherubini tipo aiello toto greco e tutti gli altri cherubini da frate ligio a frate mitra non tralasciando monsignor Marcincus. N0.Penzo che questa chiesa a ben poco di cristiano.Un giorno un cardinale disse che Gesu e un metro.Aveva ragione ,ma quant’è lontana la chiesa cattolica da quell’unita di misura o esempio di vita. Con la sua falsità e ipocrisia Con il suo essere banca, corrutrice trafficante mischiata probabilmente a storie di riciclaggio quanto si è allontanata dalla via dalla verità e dalla luce.La risposta datevela ogn’uno per propio conto, ma non con la mente ma con il cuore, dove alloggia la verità e non si può mentire.non c’è più sordo di chi non vuol sentire, non c,è più cieco di chi non vuol vedere)