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Tutte le promesse di Matteo Renzi

Il fatidico mercoledì è arrivato e, come stabilito, Matteo Renzi ha presentato il suo piano di rilancio dell’economia, che partirà dal prossimo primo maggio, scadenza necessaria per via dei tempi tecnici, con Renzi che si lascia andare in un «nun je la famo» e che farà sentire i suoi effetti al 27 di quel mese. In sintesi, si è parlato di riforma del lavoro, taglio delle tasse, aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, vendita all’asta di 100 auto blu e riforma del Senato.

matteo renzi tasse maggio (5)

OBIETTIVO PRIMO MAGGIO – Matteo Renzi ha promesso 100 giorni di lotta durissima per cambiare la pubblica amministrazione, il fisco e la giustizia, così da arrivare al primo giorno di presidenza italiana dell’Unione Europea, il primo luglio, con conti più in ordine ed una struttura dello stato più leggera. Dopo questa premessa è stato proposto il primo provvedimento, ovvero l’asta delle auto blu, che verranno vendute on-line tra il 26 marzo ed il 16 aprile. A seguire si è parlato del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, spiegando che lo Stato entro luglio tirerà fuori 68 miliardi di euro oltre ai 22 già pagati dai precedenti governi.

 

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I PROGRAMMI PER SCUOLA, TERRITORIO E CASA – Renzi ha poi illustrato la necessità di rispettare il vincolo dell’Ue con tempi certi dei pagamenti garantendo un aggiunta di 500 milioni di euro destinati al Fondo di garanzia ed abbattimento del credit crunch. Parlando di scuola, Renzi ha dato via all’unità di missione l’edilizia scolastica, con un plafond di 3,5 miliardi da cui Comuni, Province, scuole, il cui accesso risulterà semplificato. L’unità di missione sarà attiva a Palazzo Chigi e lavorerà in collaborazione con il Miur. A partire dal primo aprile, inoltre, è previsto un investimento di 1,5 miliardi di euro per la tutela del territorio mentre saranno 1,7 i miliardi destinati al Piano casa.

 

1000 EURO L’ANNO IN PIÙ AI LAVORATORI – Renzi ha poi confermato che verranno usati tre miliardi di euro di fondi europei rispettando l’auspicio di Bruxelles che chiede che questi soldi vengano investiti bene, fino ad arrivare a quello che è il tema per molti più interessante della giornata, ovvero gli sgravi fiscali che dovrebbero portare 1.000 euro in più in busta paga all’anno per coloro che guadagnano meno di 1.500 euro al mese, tra dipendenti e parasubordinati, per un totale di 10 milioni di italiani. 10 milioni d’italiani che beneficeranno di 10 miliardi di euro, soldi che verranno dal taglio del cuneo fiscale, coperto dalla spending review e dal taglio delle spese senza che questi possano essere nutriti da nuove tasse. «Lo Stato tirerà la cinghia», ha spiegato Renzi.

IL NODO COPERTURE – Per quanto riguarda le coperture, i dettagli verranno proposti nel Def che verrà presentato nei prossimi giorni. Si sa comunque che sette miliardi arriveranno dalla spending review, 2,2 miliardi dovrebbero arrivare dalla riduzione del costo del debito garantito dal calo dello spread calcolato su 250 punti base, con l’esecutivo che non vuole superare quota 200, e dai sei miliardi che dovrebbero rappresentare il margine compreso tra il 2,6 ed il 3 per cento del rapporto deficit/Pil. Diverso invece il caso del taglio dell’Irap, pari al 10 per cento del totale, che verrà coperto da un aumento del sei per cento della tassazione sulle rendite finanziarie, che passa così dal 20 al 26, per un valore di 2,6 miliardi.

 

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600 MILIONI PER LA RICERCA – Inoltre, sempre per le aziende ed in particolar modo per le Pmi, Il costo dell’energia, pari attualmente a 14 miliardi di euro, verrà ridotto del 10% attraverso la rimodulazione del paniere della bolletta energetica». Parlando di spending review, il Presidente del Consiglio ha spiegato che le previsioni del commissario Cottarelli sono di arrivare ad un valore di 35 miliardi nel 2016, di 19 miliardi nel 2015 e di 7 miliardi nel 2014, anche se il commissario ha parlato prudenzialmente di tre miliardi. E per quanto riguarda gli altri provvedimenti, è stato annunciato a partire dal primo giugno un fondo di 500 milioni per chi vuole creare imprese sociali mentre è stato previsto un aumento di 600 milioni del credito di imposta per i ricercatori con l’obiettivo, da qui al 2018, di creare 100.000 posti di lavoro nel campo.

«O SUPERIAMO IL BICAMERALISMO O CHIUDO CON A POLITICA» – Per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, il governo pensa ad un decreto legge e ad un disegno di legge. Il contratto a termine, determinato da un decreto legge, durerà massimo tre anni e sarà applicabile senza causale con un limite sul 20 per cento totale dei lavoratori, mentre l’apprendistato sarà sottoposto ad un decreto legge con l’obiettivo di far diventare tale formula la porta di accesso al mondo del lavoro. Nel disegno di legge delega sara’ invece previsto un nuovo codice del lavoro, l’assegno universale di disoccupazione, la revisione degli ammortizzatori sociali e la tutela delle donne in maternità. E per quanto riguarda la riforma del Senato, Renzi è stato chiaro: «Se non riesco a superare il bicameralismo perfetto, non considero chiuso il mio governo, ma la mia esperienza politica. Non ho paura di rischiare tutto me stesso in questo percorso di riforma.