Accade nella cattolicissima Verona per iniziativa del Collegio Notarile. Una proposta contro l’accanimento terapeutico passata del tutto inosservata dai grandi media, tutti occupati dal caso Englaro (e non solo).
Chi ricorda i negozi “tutto a mille lire” avrà notato come questi, da qualche anno, si siano trasformati quasi tutti in negozi “tutto a un euro“. Il cambio non sarà quello ufficialmente riconosciuto dai mercati finanziari, ma qui ci abbiamo fatto l’abitudine. L’euro, il portatore sano di alluminio e coloranti, vessillo in tutta Europa del leonardesco uomo vitruviano, è diventato sinonimo di basso costo, di valore simbolico, di moneta utile: sì, ma solo come resto per le banconote. Con un euro non ci fai colazione, con un euro non ci compri un gelato, con un euro non ci fai un litro di benzina. Con un euro non tieni a bada un posteggiatore abusivo, non accontenti un pakistano che cerca di venderti delle rose e non ci compri nemmeno le caramelle al tuo bambino. Che puoi farci ormai con un euro? niente, o quasi, perché da un paio di giorni, in realtà, se ti va di fare un salto a Verona e passare dall’ufficio di un notaio, ora, con quell’inutile moneta che ti pesava in tasca ci puoi depositare ufficialmente il tuo testamento biologico. Non è una provocazione, ma “una risposta concreta ad un’esigenza sociale fortemente sentita”; lo dichiara con fermezza Gabriele Noto, il Presidente del Collegio Notai della cattolicissima Verona.
OFFRIRE LO STRUMENTO – “Non vogliamo farne un caso di coscienza, ma offrire uno strumento giuridico, visto che la materia è molto delicata e assai poco regolamentata. Il notaio è un pubblico ufficiale e può rendersi conto se la volontà manifestata è profondamente radicata o solo umorale e capricciosa. Dunque può stilare un atto, che noi preferiamo chiamare testamento di vita, per non confonderlo con quello più noto, e che permetterà ai medici, nei casi estremi, di avere un sostegno giuridico più certo e affidabile”. Insomma: meglio scrivere con chiarezza la propria volontà sul trattamento sanitario cui essere sottoposti nella malaugurata ipotesi di un coma vegetativo, piuttosto che essere strumentalizzati dal politico o dall’esportatore di moralità di turno, senza alcuna possibilità di poterglielo impedire, se non preventivamente.




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molto interessante, bella iniziativa