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Economiadi Leonardo Daverio Patrizi (IHC)
pubblicato il 23 dicembre 2008 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

La strategia della Fed vuole accompagnare il rilancio dell’economia USA nel 2009, sostenendo la politica fiscale espansiva del governo USA. ma sarà vera gloria?

La Federal Reserve USA ha inaugurato una nuova era nella politica monetaria mondiale? Così pare. In realtà il 16 u.s. abbiamo assistito solo alla ufficializzazione di un cambiamento di politica monetaria iniziato circa un anno fa (qualcuno al tempo aveva già notato qualcosa) e che negli ultimi tre mesi è semplicemente esploso nella sua dimensione; l’ultimo Federal Open Market Committee (FOMC) ci ha semplicemente detto che la vastità degli interventi della Fed potrà solo aumentare. Visti i successi dell’ultimo anno, direi che era proprio il caso non solo difed rate 070918 ms Dove porterà (forse) il nuovo corso della Fed perserverare, ma pure di premere l’acceleratore. Come ricorda il Ministro della Paurail problema del mercato è l’incertezza, ma adesso non c’è più incertezza; è certo; moriremo tutti di fame”.

LA CONTINUITA’ DELLA FED – La Fed ha tagliato il suo tasso di riferimento sui Fed Funds dall1% al range 0-0,25%; in realtà quei tassi già da un po’ rantolavano sotto lo 0,50%, e da più di un mese parevano già incorporare l’annuncio del FOMC del 16 u.s., quindi questo annuncio non ha portato variazioni sul mercato. Ma la Fed nell’occasione ha pure annunciato un cambio di strategia, ora fondata sull’assorbimento di asset vari, dai titoli di Stato agli MBS (i tossi titoli strutturati sui mutui) fino alla carta commerciale contro emissioni dirette di credito, quindi finanziando i privati “scavalcando” il sistema bancario (un’idea anche di Pietro, come riportato qui); ma questa nuova politica è partita già da un anno, come si può vedere qui, e l’unico vero fatto nuovo degli ultimi tempi sono le dimensioni di questi interventi, da poco più di $ 800 miliardi del 2007 ai circa $ 900 miliardi del settembre 2008, e da qui “l’esplosione” fino oltre i $ 2.200 miliardi attuali (una crescita del 144% in tre mesi!). Il messaggio della Fed è quindi in realtà “questo abbiamo fatto,m e questo sempre di più faremo”.

LA STRATEGIA “OBBLIGATA” DI BERNANKE -L’interpretazione ufficiale di questa politica è legata all’inedia delle banche private davanti alla liquidità loro elargita dalla Fed che, come già detto, preferiscono accantonare moneta in depobernanke 0 3 Dove porterà (forse) il nuovo corso della Fedsiti presso la Banca Centrale piuttosto che fare prestiti, tanto è vero che questi depositi sono passati dai $ 21 miliardi di fine 2007 agli oltre $ 630 miliardi attuali. Vista la “scorrettezza” delle banche, la Fed si trova costretta a “bypassarle” e dare credito direttamente ai privati, così da consentire alle imprese di non fallire, o di investire, e ai privati di pagare i propri debiti o di mantenere il loro livello di spesa. Messa in questo modo, a maggior ragione dopo tutte le chiacchiere sui pericoli di deflazione, Bernanke sta facendo esattamente l’unica cosa che gli è rimasta da fare per aiutare l’economia USA e di riflesso quella mondiale.

IL FINANZIAMENTO DEL DEFICIT – Io però voglio ricordare, come già fatto in un precedente articolo, che questa fantasmagorica politica monetaria è il prodromo della fortissima politica fiscale attesa per il 2009, e direi che è a questa alquanto accomodante, proprio per le prospettive di “finanziamento diretto” (leggete: monetizzazione) del debito pubblico. Anzi direi che si sta perfezionando una strategia molto ampia, dove le banche sono state protette dalla Fed (i salvataggi) ed è stato loro consentito di raccogliere liquidità lucrandoci qualcosa sopra (le proposte di aumento della remunerazione dei depositi presso la Fed, al tempo segnalati qui avrebbero quindi una precisa logica) in attesa che venissero chiamate a supportare la politica monetaria e quella fiscale nel 2009: le banche, già in difficoltà nella loro attività di finanziatori dell’economia privata, non sarebbero state disposte a sobbarcarsi l’onere di nuovi finanziamenti ai privati, ma certamente sarebbero disposte a finanziare lo Stato tramite l’acquisto di debito pubblico, e con la liquidità loro concessa dalla Fed potranno assolvere questo compito mentre la Fed finanzierà direttamente in ogni modo possibile l’economia privata e lo Stato fornirà domanda aggregata e welfare ai privati.fisco Dove porterà (forse) il nuovo corso della Fed

MA E’ UNA VERA SOLUZIONE? – Tutto perfetto insomma, a parte il fatto che qualsiasi strada venga scelta il rischio dato dall’assorbimento degli asset privati (penso in generale al finanziamento ai privati, e in particolare all’acquisto degli strumenti più pericolosi o “tossici” da parte della Fed) alla fine ricadrà sui contribuenti (è il Tesoro che ripiana, nel caso, il bilancio della Fed), ed a parte anche il fatto che se questi stimoli diretti di Stato e Fed non si tramuteranno velocemente in una rilevante crescita economica (cosa possibilissima, dato che forzare l’operatività dei privati alla fine significa forzare allocazioni sub-ottimali dei capitali e quindi deprimere le possibilità di crescita) il rischio è una elevata inflazione che sicuramente avvantaggerà i debitori (in primis lo Stato) ma eroderà il potere di acquisto dei contribuenti. Se poi gli stimoli statali avranno effetto non prima della fine del 2009, la crisi economica arriverà almeno al suo secondo anno, la durata media di una qualsiasi altra crisi non così ampiamente contrastata, con profondità e inflazione magari maggiori rispetto alla media storica. Se è questa la soluzione alla crisi…

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