Un fiume di denaro: il miracolo della Chiesa che paghiamo noi

17/08/2011 - Ici, otto per mille e molto altro: i vantaggi del clero in Italia sono tutt’altro che spirituali “Anziché fare il bello addormentato, Formigoni renda pubblici i finanziamenti che come Regione Lombardia ha dato in venti anni al mondo vaticano e

     
 

di

Ici, otto per mille e molto altro: i vantaggi del clero in Italia sono tutt’altro che spirituali

“Anziché fare il bello addormentato, Formigoni renda pubblici i finanziamenti che come Regione Lombardia ha dato in venti anni al mondo vaticano e ciellino“: cosi’ attacca oggi Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, sollevando una questione annosa mai veramente chiarita.

NIENTE TASSE PER LA CHIESA – “Non si tratta di tagliare i fondi per i poveri – aggiunge – ma di eliminare quelle esenzioni fiscali per attività commerciali che la stessa Unione Europea potrebbe considerare illeciti aiuti di Stato. Quando il Vaticano e le sue diverse ramificazioni macinano profitti con il loro immenso patrimonio immobiliare, con il turismo, con le cliniche e gli ospedali, con le scuole e le università, non v’è ragione che non paghino le tasse come tutti noi comuni mortali”.

E L’OTTO PER MILLE? -“Sull’otto per mille – prosegue Staderini – Formigoni si dimentica di dire che la Cei incassa un miliardo di euro, ovvero cinque volte quello che i partiti prendono tutti insieme di finanziamento pubblico, e lo spende soprattutto per pagare lo stipendio ai preti, costruire nuove chiese, finanziare le varie iniziative politico-culturali della Conferenza episcopale e la galassia di associazioni antiabortiste protagoniste della guerra al referendum sulla legge 40. Di anticristiano sino ad oggi c’e’ solo l’uso del denaro a fini di potere. Quanto ai Trattati internazionali – conclude – non durano in eterno’.

I 5 CENTS DI GRAMELLINI – Sulla questione delle esenzioni di cui gode la Chiesa e sui formidabili introiti dell’8 per 1000 si pronuncia, in modo ironico ma non meno tagliente, Massimo Gramellini, nel Buongiorno della Stampa di questa mattina. Il caso parte dal rifiuto categorico della Diocesi di Napoli di adeguarsi alle prescrizioni della nuova manovra, che prevede di spostare tutte le festività che cadono in giorni feriali alla domenica successiva: “San Gennaro – racconta Gramellini – non vuol proprio saperne di liquefare il suo sangue in una mattinata festiva. Neppure l’ipotesi alternativa – compiere il miracolo di lunedì durante la pausa pranzo o alle nove di sera, in pieno «prime time», senza interferire con l’orario lavorativo dei fedeli – pare aver incontrato il gradimento dell’interessato”.

IL VERO MIRACOLO! -E poi continua: “Naturalmente nessuno mette in dubbio che l’arcidiocesi di Napoli abbia un collegamento preferenziale con San Gennaro e ne interpreti fedelmente il pensiero. Ma allora ci piacerebbe approfittare della linea diretta per conoscere l’opinione del Santo anche sui 4 miliardi annui di esenzioni fiscali di cui la Chiesa italiana continua a godere persino su residenze e attività estranee al culto. Che sia questo il vero miracolo?” Da Milano a Napoli, da Formigoni a San Gennaro, tutte le strade portano ai forzieri della chiesa.

     
 

11 Commenti

  1. p scrive:

    eh…ma incominciare a tassare la chiesa cosa sarebbe un delitto ??

    Per quel che mi riguarda possono fare 1000 riforme costituzionali per perseguire lo scopo di tassare le grandi ricchezze della chiesa, sarebbero le uniche riforme costituzionali giustificate !

  2. E’ sempre la stessa storia; a farla franca sono sempre i potenti, in questo caso il mondo cattolico intero. Pensare che la Cei detiene un quinto dell’intero patrimonio italiano, esente da Ici, riceve l’Otto per Mille più altri finanziamenti pubblici e senza contare tutte le offerte che gentilmente gli vengono elergite da tanti fessi fortunati fedeli. Iniziare a tassare tutto il mondo cattolico sarebbe non solo, molto proficuo per le casse dello Stato e quindi per tutte le tasche di noi cittadini, ma anche un segno di liberazione verso uno Stato laico, libero dall’eterno potere ecclesiastico. Ovviamente servirebbe una ferma volontà dei governanti di arrivare allo scontro con questi interessi forti. Dubito purtroppo che tal cosa possa avverarsi in tempi brevi. Cordialmente

  3. thedon scrive:

    Nn ne sono così convinto. Naturalmente qs commenro nn verrà pubblicato, se così nn fosse mi piacerebbe capire il perchè di qs rigurgiti anticlericali ottocenteschi. forse dovremmo adottare un sistema alla tedesca dove i preti nn ricevono 800 euro al mese ma 2.500… Ma ho l’impressione che chi la fa veramente franca siano i soliti pre-potenti! Se poi le chiese, le scuole, gli ospedali fossero tutti di stato (voto subito a favore), con l’andazzo corrente saremmo ancora più tassati!

    • Christian d'IOR scrive:

      Forse ti sfugge che le “squole” e gli istituti sanitari privati, molti dei quali gestiti dal clero, percepiscono ugualmente denaro pubblico!

      • Christian d'IOR scrive:

        Faccio inoltre presente che i preti tedeschi (cattolici o luterani che siano) sono pagati con le tasse dei cittadini che si professano religiosi. In Germania non esiste il tranello dell’8×1000. Se anche qui da noi funzionasse come in Germania, vedresti quanti volterebbero le spalle alle chiese.

  4. alessandro scrive:

    partendo dal presupposto che la chiesa non fa beneficenza ( es 8×1000 ti do 100 euro e di quelli solo 8 arrivano in africa ; troppo facile fare beneficenza con l’8% dei soldi altrui …così siamo tutti capaci a far beneficenza e non mi sembra che le altre ONG funzionino così) TUTTI i privilegi della casta sacerdotale devono essere immediatamente eliminati perchè gravano sulle spalle dei cittadini.
    Per non parlare poi del modo immorale con il quale i miliardi che il vaticano ha vengono utilizzati ( investimenti in aziende farmaceutiche e in aziende produttrici di armi come la beretta tanto per citarni alcuni….quando ci sono i soldi di mezzo la tanto osannata moralità cattolica va a farsi benedire).
    Gli unici due sistemi accettibili al giorno d’oggi sono due:
    1) sistema Francese: Lo stato non riconosce nessuna religione e nessun soldo arriva loro dallo stato
    2) sistema tedesco:le religioni si mantengono con la tassa di culto. Chi appartiene ad uuna determinata confessione tutti gli altri no.
    Ovvio che il vaticano, essendo troppo attaccato ai beni materiali, non vedrà di buon occhio entrambe le cose.

    Per non parlare poi di quella truffa, spacciata per miracolo, di san gennaro.
    Il famoso sangue di san gennaro altro non è che una sostanza tissotropica una sostanza che quindi cambia stato ( solido -> liquido) se gli viene somministrata energia cinetica ( determinata dal movimento dell’ampolla).
    chi sfrutta la credulità altrui , in qualsiasi paese normale, andrebbe arrestato per abuso della credulità popolare.

    • gabri scrive:

      si, condivido in pieno, tutto giusto tranne i calcoli…8 x 1000 significa che su 1000 euro solo 8 vanno alla chiesa ma cosa poi quella decida di farne, non lo possiamo sapere. quello che invece so è che la chiesa gode di questi privilegi grazie a vecchie leggi tra cui i patti lateranensi, di cui l’ultima modifica è avvenuta ad opera di craxi, se non ricordo male. ma quello che mi fa + schifo è che vecchi privilegi risalenti ai tempi dei borgia siano ancora in essere nell’epoca della globalizzazione, del web, come è possibile conciliarle?

  5. giuseppe santini scrive:

    occorre uno statista alla Cavour. Personalmente sono per il sistema tedesco, chi vuole la chiesaa se la paga.

  6. ernest ameglio scrive:

    Da tempo richiamo l’attenzione sul trattato del vaticano, fatto da Mussolini per riguardo alla casa regnante ( “Re per volontà divina- con aggiunto, quasi con rabbia, e per volotà popolare, mai consessa). Il Vaticano è ormai una religione in perdita di valori, è uno stato come gli altri, non più stato teocratico, ma semplicemente papale/re. Appare una vera sanguisuga. Bisogna fare i conti chiari. Continuando nella stessa maniera, quando le altre religioni otterrano col numero degli i adetti, il riconoscimento ufficiale, chiederanno uguali diritti, a spese del contribuente. Da riflettere! Ameglio

  7. pare che la legge che istituisce l’otto per mille preveda la possibilità di modificare tale quota, secondo voi questa commissione paritetica si è mai riunita?

    49. Al termine di ogni triennio successivo al 1989, una apposita commissione paritetica, nominata dall’autorità governativa e dalla Conferenza episcopale italiana, procede alla revisione dell’importo deducibile di cui all’articolo 46 e alla valutazione del gettito della quota IRPEF di cui all’articolo 47, al fine di predisporre eventuali modifiche (1).

  8. Michele scrive:

    basta dare soldi ai preti. Facciamo un referendum e mandiamo via – democraticamente – i governanti che non ne vogliono sapere di non dare più soldi alla chiesa cattolica. Devono andare a lavorare come tutti gli altri e devono spiegare i preti quale credibilità si possa attribuire ad una istituzione che vive di privilegi in un periodo in cui la gente muore di fame.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie