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Matteo Renzi contestato a Siracusa

«Non sei credibile», «Devi passare prima dal voto popolare»: sono le scritte comparse sui cartelli di alcuni militanti del Movimento 5 Stelle che hanno contestato il premier Matteo Renzi all’uscita dalla scuola Salvatore Raiti di Siracusa. I contestatori hanno suonato fischietti e urlato contro il presidente del Consiglio. A loro si sono uniti anche alcuni lavoratori precari della scuola per protestare contro i licenziamenti. A quanto si apprende si tratta di alcuni addetti alle pulizie della scuola i cui contratti sono scaduti giorni fa, mentre un altro gruppo di contestatori ha atteso il capo del governo davanti Palazzo Vermexio, sede del comune di Siracusa e seconda tappa della visita. Tra i manifestanti anche lavoratori ex Sotis Cavi del gruppo Pirelli in attesa dal 2013 della cassa integrazione.

 

matteo renzi contestato a siracusa 1

 

LA CONTESTAZIONE SU TWITTER – Della contestazione al capo del governo e segretario del Pd si è cminciato a parlare immediatamente anche su Twitter:

 

 

 

 

LE FOTO DURANTE IL DISCORSO – Su Twitter sono comparse anche alcune immagini scattate (da un’insegnante e una giornalista) durante il discorso di Renzi nella scuola Raiti:

 

 

Ecco invece uno scatto dell’incontro del premier con il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta:

 

matteo renzi siracusa

 

All’arrivo nella scuola il presidente del Consiglio è stato accolto dai bambini al grido di «Matteo! Matteo!». Il premier si è poi fermato a parlare con alcune mamme. Dalla una delle signore è poi partita una voce di apprezzamento: «Liberaci dai vecchi politici».

 

 

LE FOTO DEI MANIFESTANTI – Una foto dei cartelli della contestazione dai siti di informazione Blog Sicilia e Sì24:

 

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Su Twitter è subito spuntata l’immagine della preparazione della contestazione in piazza organizzata da Forza Nuova e Fratelli d’Italia:

 

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LA PRIMA PROTESTA CONTRO IL PREMIER A TREVISO – Il premier Renzi era già stato contestato anche nel corso della sua prima uscita dopo la fiducia ottenuta alla Camera e al Senato, in occasione della visita di una scuola a Treviso, mercoledì 26 febbraio. «Buffone! Buffone!», «Vergonati!», «Massone!», avevano gridato i manifestanti. «Matteo, quanti morti ancora?».

 

(Fonte video: You Reporter. Fonte immagini: Twitter / Blog Sicilia / Sì24)