Le multinazionali del farmaco travolte dalla libertà di Facebook

17/08/2011 - Il social network apre le bacheche delle pagine fan. E loro le cancellano Non appena Facebookha deciso di aprire gradualmente le pagine delle industrie farmaceutiche al pubblico permettendo agli utenti di commentare questa settimana, una serie di aziende ha deciso

     
 

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Il social network apre le bacheche delle pagine fan. E loro le cancellano

Non appena Facebookha deciso di aprire gradualmente le pagine delle industrie farmaceutiche al pubblico permettendo agli utenti di commentare questa settimana, una serie di aziende ha deciso di chiuderle.

LA LIBERTA’ DI FACEBOOKRacconta il Washington Post che Facebook ha cambiato la politica che permetteva alle case farmaceutiche di tenere chiusi i wall delle pagine fan e non permetteva i commenti. Le pagine focalizzate sulle aziende stesse e sulla malattia o le comunità di pazienti sono ora aperte ai commenti, mentre quelle destinate alla prescrizione di un prodotto specifico continuano ad essere chiuse. Le aziende hanno paura che le bacheche aperte possano portare alla segnalazione di effetti collaterali, alla promozione di farmaci senza etichetta o a dichiarazioni inappropriate – che potrebbero destare preoccupazione nei regolatori governativi. Come altri utenti di Facebook, le aziende possono eliminare i commenti una volta che sono stati inviati.

LE RIMOZIONI - Sanofi, che ha le pagine relative al diabete e alla pertosse e una pagina aziendale , non ha segnalato finora particolari problemi. Anche la Pfizer non ha avuto problemi, ha detto il portavoce Andrew Widger.  Altre società hanno invece deciso di rimuovere le pagine negli ultimi due giorni.  Amgen, che in precedenza aveva previsto di mantenere la sua pagina sul cancro, l’ha poi rimossa lunedì. L’azienda vende iNeulasta, Neupogen e Vectibix.  “Stiamo ancora lavorando per attuare una moderazione dei commenti”, ha detto la portavoce Christine Regan. Amgen ha lavorato con Facebook, ma “a noi non stanno bene con le soluzioni che ci hanno suggerito”, ha aggiunto.

LA BAYER – La Bayer ha chiuso il pagina “Strong at Heart”, che aveva più di 26.000 piace. La società vuole invece mantenere la ” I Am ProHeart “, che ha più di 49.000 piace.  “Abbiamo procedure di monitoraggio e di risposta già in atto per la pagina”, ha detto la portavoce Anne Coiley. Anche Purdue Pharma e Johnson & Johnson hanno chiuso le loro pagine.

     
 

2 Commenti

  1. trek scrive:

    i voti che dovrebbero incrementare l’importanza di una notizia, un prodotto,non possono essere supportati da un semplice “mi piace”…più che altro dovrebbero essere i commenti quelli che ti fanno pensare…se una cosa,un argomento… sia valido per una giusta causa…mah..è come se uno vedesse un colore abbinato a una cosa che non capisce o non se ne intende e clicca semplicemente”mi piace” ..ahh sono commosso ho cliccato mi piace solo per il giusto gusto..

  2. Ripoli Giovanni Camillo scrive:

    La paura delle aziende e’ sicuramente quella dovuta agli effetti collaterali/tollerabilita’ del farmaco che se frequenti e simili nelle esternazioni equivalerebbero a tante segnalazioni che medici e farmacisti spesso non mettono in correlazione con l’uso del farmaco.Anche la differenza di prezzo tra vari stati,indicazioni da “spingere”correlate alla strategia di marketing adeguata all’esigenza di mercato di quel particolare paese….. e cosi via.
    Va da se’ che il confronto,nel caso specifico,non fa’ “bene “.

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