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Angelica Saggese e la vera storia della sua espulsione dal Pd

Espulsioni anche dentro il Pd? Non esattamente. Il caso di OccupySalerno sta balzando sulle cronache locali e non solo. Così, mentre si parla ancora delle espulsioni nel MoVimento 5 Stelle, c’è chi cita il caso democratico della senatrice Saggese “espulsa” per aver occupato la sede campana mentre denunciava presunti brogli durante le primarie per la segreteria provinciale. Purghe staliniane? In realtà si è aperto un procedimento disciplinare per chi ha partecipato alla occupazione della sede locale, ma non si tratta (ancora) di una reale cacciata dal Partito.

 

I FATTI – Tutto inizia a metà febbraio quando il deputato Guglielmo Vaccaro, candidato alle primarie per la segreteria provinciale del Pd, occupa pacificamente la sede della federazione salernitana. Lo fa, per denunciare presunti brogli avvenuti in Campania. Vaccaro ha perso davanti alla vittoria della collega di Montecitorio Assunta Tartaglione e protesta per qualche giorno nella sede democratica con alcuni attivisti e la senatrice Angelica Saggese. Manifestazione questa documentata da una webcam installata nei locali di via Manzo e operativa 24 ore su 24. Per Vaccaro Vincenzo De Luca, sottosegretario del governo Letta e Sindaco di Salerno, è un mammasantissima che influenza il partito in regione. L’Espresso riporta le sue parole:

«Grazie all’enorme pacchetto di voti che Vincenzo può controllare», ragiona Vaccaro, «lui governa non solo la città, ma influisce sul Pd campano e, di riflesso, sulla direzione nazionale del partito. È un mammasantissima, peggio di Lauro».

L’occupazione è arrivata dopo il voto bulgaro di Salerno. Il caso è finito anche in Procura, dove il pm dell’Antimafia Vincenzo Montemurro sta indagando sul tesseramento del partito. Dopo l’occupazione però partono le sanzioni per i manifestanti. La federazione del Pd di Salerno ha avviato le procedure per Angelica Saggese e il gruppo di iscritti di Occupy. Una notizia che è ribalzata nel web, anche se come precisa il segretario dei giovani democratici, Vincenzo Pedace, anche lui coinvolto nei provvedimenti, non si tratta di una espulsione stabilita: «Per chiarezza: i provvedimenti cui si fa riferimento – spiega in rete – provengono da una relazione con materiale allegato inviata dal Segretario Provinciale Landolfi alla Commissione di Garanzia Provinciale; la Commissione di Garanzia non ha stabilito la mia espulsione e quella della senatrice Angelica Saggese, di Marco Pastore, di Luciano Ragazzi e di Caterina Manfredonia, ma ha stabilito di aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei suddetti richiamando l’art 13 del Regolamento della Commissione di garanzia, che parla evidentemente di sanzioni». Eppure Saggese precisi come l’espulsione sia cosa oramai certa in una intervista al Corriere del Mezzogiorno: «Mi vogliono espellere, ma se ho anche pulito la federazione».

LA SANZIONE IN QUESTIONE – L‘articolo 13 del regolamento di Commissione di garanzia prevede però vari livelli di sanzione.

1. Le sanzioni disciplinari sono proporzionali al danno recato al Partito. Esse
sono:
a) il richiamo scritto, firmato congiuntamente dalla Commissione di Garanzia
territorialmente competente e dall’organismo esecutivo
b) la rimozione della responsabilità nelle organizzazioni di partito, cui provvede
l’organismo esecutivo territorialmente competente, sentito il parere della
relativa Commissione di Garanzia;
c) la sospensione dal partito per un periodo da un mese a due anni, comminata
dalla Commissione di Garanzia territorialmente competente;
d) la cancellazione dall’Albo degli elettori e dall’Anagrafe degli iscritti

La sospensione dal partito comporta la decadenza dagli incarichi individuali ma non può essere motivo valido per il rifiuto della tessera nel momento in cui la sospensione ha termine. Nell’articolo in questione ci sono vari step e, come precisano anche altre persone coinvolte nella vicenda, finora l’espulsione non è stata avviata.

CI HANNO NEGATO I BAGNI E LA LUCE – Pedace, uno degli accusati, prosegue sostenendo la tesi degli occupanti: «Il problema non è tanto regolamentare quanto politico: chi ha partecipato alla nostra pacifica protesta, o chi in quei giorni ha avuto modo di “osservarci” tramite la diretta streaming o semplicemente entrando nella sede del partito, si è reso conto della totale tranquillità della protesta e della totale disponibilità a far proseguire i lavori della Segreteria Provinciale del Partito. Gli occupanti invece sono stati costretti a vedersi negare l’utilizzo del bagno e della corrente elettrica e addirittura hanno subito continue minacce pubbliche (sui social network e sui giornali) e private. Il punto non è l’occupazione o il provvedimento in essere, quanto più il fatto che la Segreteria Provinciale del Partito avrebbe potuto associarsi alla nostra protesta che aveva come unico obiettivo quello di rendere maggiormente trasparenti e democratiche le primarie che si svolgeranno nel prossimo futuro. Alla politica si è risposto con l’arroganza e con i personalismi. L’ennesima pagina nera scritta dal PD della nostra Provincia, si verifica in concomitanza con l’espulsione dei senatori da parte del M5s: d’ora in poi qualsiasi accusa di fascismo e di mancanza di democrazia non sarà più soltanto riferibile al movimento di Beppe Grillo, ma anche al nostro partito che vede nel proprio nome un riferimento chiaro ai principi della democrazia. Vorrei che ai “mi piace” e alla rincorsa al commento più “lealista”, si sostituisca una presa di coscienza vera che di questi metodi e di questi comportamenti non se ne può più». Vaccaro per solidarietà sui procedimenti sanzionatori ha deciso di autosospendersi.

LA SMENTITA DEL PD SALERNO – Eppure dalla sede salernitana arriva una versione diversa della protesta. «Ancora un colpo di cabaret del duo Saggese-Vaccaro che, dopo l’occupazione farsa, si inventano le purghe, Casaleggio e le ritorsioni», commenta Nicola Landolfi, Segretario provinciale del Pd che, oltre a smentire provvedimenti di sospensione, peraltro e comunque non riconducibili al suo operato e alla sua funzione, rilancia: «Questo vittimismo, che cambia la realtà e nega i fatti, fa ridere, perché sanno tutti, che la violenza è stata quella di chi, per una settimana, ha occupato la sede provinciale,bivaccando e inibendo le normali attività, intimidendo ai limiti della provocazione!». «Siamo stati tranquilli e pacifici per una settimana e lo saremo ancora, anche perché lo squadrismo travestito da moralismo, che è quello che abbiamo subito, è l’esatto contrario del nostro modo di intendere la vita, la politica e le istituzioni» ha precisato Landolfi. Il circolo, a riprova dei danni subiti, vuole presentare un “conto” al deputato Vaccaro. Ecco qui le foto diffuse on line.

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A mediare la difficile situazione ci pensò anche il neo segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione che in una lettera rivolta al suo sfidante Guglielmo Vaccaro affermava: «Caro Guglielmo a una settimana dalla conclusione delle primarie, ti rivolgo un invito alla collaborazione per far crescere e per rinnovare il nostro partito. Intendo farmi carico di coinvolgere appieno le donne e gli uomini che hanno sostenuto la tua posizione politica. Ti assicuro impegno massimo sui temi della trasparenza e della rappresentatività e intendo rendermi garante sin d’ora della tutela dei diritti e del rispetto di ogni regolamento. Ti invito, dunque – ha proseguito il neo segretario – a un gesto di distensione nei confronti del nuovo gruppo dirigente del quale tu stesso fai parte avendo raccolto un significativo consenso. Per il bene e l’unità del partito ribadisco l’appello a terminare l’occupazione della sede e a un dialogo politico in forme più adeguate. Io proporrò all’assemblea regionale un percorso che ci porti dalla Campania a dare un contributo anche al partito nazionale e a quello regionale per stabilire regole più efficaci per lo svolgimento delle primarie e del tesseramento e per una riforma dello statuto». Intanto da Salerno precisano come le purghe siano in realtà una bufala: «La commissione di garanzia, con un atto dovuto, ha chiesto un incontro con iscritti della provincia di Salerno che hanno occupato la sede. Nessuna purga. Nessun provvedimento. Nessuna violazione delle regole scritte o in uso alle persone civili. Come documentato ampiamente la parte lesa, che ha atteso pacificamente la fine delle provocazioni e dell’occupazione, è stata la Federazione».

(Credits copertina Angelica Saggese intervista Onda news)