Bossi e Tremonti ci “raddoppiano” gli stipendi

15/08/2011 - Allo studio una misura sul Tfr. Ma i tratti sono ancora nebulosi La correzione dei conti da oltre 45 miliardi alla prova piu’ dura: quella dei mercati. Dopo la pausa di Ferragosto infatti riapre la Borsa di Milano che comunque

     
 

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Allo studio una misura sul Tfr. Ma i tratti sono ancora nebulosi

La correzione dei conti da oltre 45 miliardi alla prova piu’ dura: quella dei mercati. Dopo la pausa di Ferragosto infatti riapre la Borsa di Milano che comunque gia’ venerdì aveva mostrato segnali di ripresa dopo i cali record della settimana, sostenuta soprattutto dagli acquisti di titoli italiani da parte della Bce (con un esborso record di 22 miliardi tra titoli italiani e spagnoli).

UN PRIMO SEGNALE – Ma un primo segnale arriva già dall’andamento dello spread tra i titoli italiani e tedeschi rimasto oggi su livelli bassi. Gli occhi sono comunque puntati sul vertice domani tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy sulla governance europea mentre non si dovrebbe discutere degli eurobond, idea avanzata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Attesi sempre domani i dati sul Pil in Germania, Spagna e nella zona euro. Sul fronte interno cresce il ‘partito’ di quanti, anche nel governo e nella maggioranza vogliono cambiare la manovra appena varata, che ha incassato oggi l’ok da Berlino e dall’Ocse. L’esame parlamentare parte lunedi’ 22 agosto da Palazzo Madama.

IL CONTRIBUTO – Nel mirino c’e’ innanzitutto il contributo di solidarieta’ oltre i 90.000 euro di reddito che non piace a vasti settori del pdl. Il premier ha fatto capire che non sara’ abolito (‘e’ un fattore di giustizia’) ma potrebbe essere modificato per venire incontro a chi ha famiglia. Berlusconi ha bocciato l’idea di sostituire il prelievo con un aumento dell’Iva ordinaria dal 20 al 21% : un ritocco del genere, ha spiegato, avrebbe effetti recessivi e porterebbe anche a un aumento dell’evasione. In questo modo ha gelato le speranze di chi sperava che con l’Iva (che aumentata di un punto porterebbe circa 6 miliardi nelle casse dello Stato) si potesse anche alleggerire il taglio ai ministeri e agli enti locali.

I RADDOPPI DI STIPENDI – Tra l’altro, proprio oggi il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha chiesto di cancellare i tagli ai Comuni. In alternativa all’aumento dell’Iva si fa pero’ strada un’altra idea: l’una tantum sui capitali rientrati grazie allo scudo fiscale. Idea avanzata dal Pd e che incontra il favore del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi. Spunta anche l’idea di mettere mano al Tfr per stimolare la crescita: anticipata dai leader leghisti l’ipotesi sarebbe alo studio del ministro Tremonti. Servirebbe – come anticipato da Umberto Bossi – a far ‘raddoppiare’ gli stipendi. Ed e’ ancora sul tavolo la proposta di tassare i patrimoni. (ANSA)

BOSSI, IL RADDOPPIO – “Abbiamo tre progetti per il rilancio dal basso dell’economia. Quella del Tfr è un’idea per far rinascere l’economia dal basso perché quando i lavoratori hanno più soldi una parte certamente li mettono in banca ma una parte li spendono rimettendo così in moto l’economia”, aveva detto Bossi parlando ai suoi elettori in Trentino. “Il tfr Mussolini lo inventò dopo la crisi del ’29 – ha aggiunto Bossi – quando molte fabbriche chiudevano e Mussolini, per evitare gli scontri in piazza, fece in modo di far avere il Tfr ai lavoratori che perdevano il posto di lavoro. Poi logicamente – ha aggiunto – gli imprenditori il Tfr lo usavano per le loro fabbriche. Ora Tremonti ha trovato la via per sostituirlo e dare ai lavoratori un doppio stipendio mensile”. Non si capisce bene di cosa si parli, ma questo per quanto dice Bossi non è una novità. Probabilmente, visto che la quota di Tgr in busta paga non è certo così alta, il Senatùr si riferisce a una misura che fornisca maggiore liquidità ai lavoratori e, insieme, sostituisca con credito agevolato il denaro tolto così alle imprese. Qualche tempo fa si progettò più o meno la stessa cosa quando venne varata la legge a firma di Roberto Maroni sui fondi pensione. Un tentativo che si rivelò più o meno un flop.

     
 

20 Commenti

  1. p scrive:

    e quando uno è vecchio e pensione al minimo…senza TFR, magari perche lo ha speso per necessità durante la vita lavorativa, cosa deve fare ??

    andare dal governo a chiedere l’elemosina ??

    se uno si trova il doppio stipendio da dipendente, una parte della quale è il TFR, verrà tassato il doppio, così per fare piacere a Tremonti che non voleva mettere le mani sulle tasche degli italiani ??

    Mentre i poveri evasori inizieranno a dichiarare un reddito che dai 1200 euro mensile potrà passare magari a soli 1000 ??

    Ma questi da dove vengono, da Marte ?

  2. trek scrive:

    Non vedo che problema ci sarebbe aumentando l’Iva di un punto…considerato che l’Iva è soggetta al consumatore finale..vale a dire che se il pane lo pagavo ammettiamo 4 euro al chilogrammo.. poi lo pagherò 4 euro più l’1%.. che sarebbe l’equivalente di € 0,04 ..che quindi alla fine il pane lo pagherò € 4,04 …in lettere..( quattro euro e 4 centesimi)..quindi in totale sarebbero 4 centesimi di euro in più al chilogrammo…se io prima compravo il pane al prezzo di € 4,00 al kg. per 365 giorni..spendevo € 1.460 invece se ci fosse l’aumento dell’1%..verrei a spendere € 1.460,00 + l’1% che è uguale a € 14,6 in più all’anno..quindi totali fatti € 1.460,00 + € 14,6 = € 1.474,6

    • trek scrive:

      comunque questa è un’ipotesi perche a Berlusconi e a tutti quelli come lui ..che ce ne sono molti.. gli farei pagare come consumatore finale ..altro che il 21%…a quelli bisogna fargli pagare come prezzo finale il 30% di Iva..perchè quelli quando vanno a fare compere altro che il pane pensano di comprare per vivere…auto,gioielli,hotel,ecc..ecc..e senza pensare a quelli che ottengono il doppio stipendio a nostre spese…a questi invece il 50% in più sul prezzo finale gli farei pagare..non penserete che non spendano..ha ha ..ma fino a quando le leggi se le fanno loro..e ovviamente il prezzo finale dev’essere impresso sulla ricevuta..non fattura.

    • Paolo scrive:

      Il casino e che i commercianti arrotonderebbero subito come gia’ fatto in precedenza, il pane andrebbe a min 4,10 ma non mi stupirei 4,50

      • p scrive:

        questo è vero…

      • trek scrive:

        l’Iva è una tassa di valore aggiunto soggetta al consumatore finale..
        l’Iva non ha a che vedere con l’aumento del prodotto..perchè adesso ti spiego: per esempio un contadino produce 100 kg. di mais e lo vende a una ditta che ne produce farina al prezzo di € 15.00… la ditta che compra il mais paga € 15 + 20% di Iva….la ditta che produce farina lo vende al panettiere a un prezzo maggiore perche il mais è stato lavorato..al costo di € 20 per ogni 100 kg. …quindi il panettiere paga la farina € 20 + 20% di Iva… poi il panettiere cosa fa’..a sua volta applicherà la stessa cosa…quindi chi acquista il pane è il consumatore finale e paga l’Iva…..è anche una cosa più controllabile perchè se prima il pane costava € 4,00 al kg. applicando il 21% di iva tu adesso dovresti pagarlo € 4,04.. non devi fare + il 21% ma devi fare +1%..perche da 20% è passata a 21%..quindi devi aggiungere un punto soltanto..

        • p scrive:

          balle… poi i commercianti come al solito, ne approfittano dell’aumento dell’imposta per fare un prezzo più alto imputando l’origine all’aumento dell’imposta approfittado della commistione di fatto fra prezzo ed imposta…

  3. gioca scrive:

    nell’iva va visto non il prezzo finale del prodotto finale,ma il prezzo dei singoli componenti del prodotto tutti gravati di iva-peril pane servono farin agrassi sale strutto olii etcc.per la traslazione dell’imposta o effetto moltiplicativo si avrebbero prezzi finali fuori controllo-la benzina è aumentata non per effetto del prezzo del petrolio che è diminuito ma per effetto delle accise messe dal governo-è illusione controllare i prezzi,perchè un controllo rigido e severo determina altri fenomeni quali lo stivaggio la borsa nera -comunque su google”effetto moltiplicativo imposte” o “traslazio,ne imposta”

  4. carmelo scrive:

    Chi sa perchè a pagare siamo sempre prima noi e tutti quelli che sono al NON governo cosa aspettano a dimezzarsi lo stipendio, ad eliminare tutti i privileggi che si sono elargiti senza mai chiedere cosa ne pensavamo noi comuni mortali. E visto che c’è la crisi perchè le varie auto blu/grige ecc. ecc. non sono italiane !!! forse l’ auto italiana non vi soddisfa ? Provate a campare con lo stipendio da dipendente e forse capirete dove mettere le mani x risanare i danni che avete combinato in 20 anni circa che NON governate ma siete solo li scaldare la poltrona che non volete mollare.

  5. alessandro scrive:

    ma perchè nessuno ancora si decide a levare tutte le sovvenzioni ( scippi) che lo stato dà alle religioni?
    con un semplice gesto risparmieremmo circa 13 miliardi di euro all’anno ( praticamente 1/3 della manovra se ricordo bene il prezzo della stessa).
    Noi però continuiamo a farci fregare dai vari governi ( tanto di dx quanto di sx) che ci scippano soldi nei modi più subdoli ( pochissimi conoscono l’effettivo funzionamento dell’8×1000 e ancor meno quanto la chiesa cattolica devolva effettivamente in opere di carità [fatta coi soldi altrui ] ) e sembra che a nessuno freghi di questo immenso scippo legalizzato volto a sovvenzionare uno stato estero sorretto da un regime di tipo monarchico-assolutista ( ovviamente mi riferisco alla chiesa cattolica in quanto è quella che succhia più soldi ma , a mio avviso, stato e tutte le religioni dovrebbero essere esattamente separate come accade nella laicissima francia oppure si dovrebbe introdurre un sistema secondo il quale solo coloro che si dichiarano aderenti ad una particolare confessione debbano pagare come accade nella civilissima Germania)

    • p scrive:

      i soldi dello Stato alle regioni sono gli unici che si trasformano, più o meno bene, in una miriade di servizi ai cittadini, tramite i vari enti locali…non sono quelli che vanno tagliati…

  6. alessandro scrive:

    infatti che c’entrano le regioni?
    Io sto parlando di tagli volti ad eliminare inutili privilegi di stampo mediovale che il nostro stato regala alle religioni di cui , la prima , è la cattolica.
    Forse la cifra di 13 miliardi ti ha fatto pensare che stessi parlando di regioni; purtroppo invece non mi sbaglio, 13 miliardi di euro all’anno rubati agli italiani per sovvenzionare la vita lussuosa di cittadini che fanno capo ad uno stato estero ( è bene ricordare che lo stato vaticano è uno stato estero).

  7. Marzio scrive:

    Ma se ormai moltissimi Tfr, soprattutto dei più giovani, sono nei fondi pensione chiusi e come tali sono INTOCCABILI (altrimenti non avrebbe senso il fondo pensione e il Tfr da investire) a chi sarebbe riservato questo aumento?

  8. gvnnzzz1 scrive:

    Bossi deve spigare come fa a raddoppiare lo stipendio aggiungendo in un anno l’equivalente di uno stipendio mensile accantonabile per il TFR.
    Il tredicesimo in più che ne deriverebbe,inoltre, verrebbe tassato ad oltre il trenta % (in funzione del reddito),invece della tassa sul TFR che mi pare non superi il 21%.
    A Bari si chiamerebbe,con un antico detto : “La guadagn d Renz u kgghion”,tradotto : ” Il guadagno di Renzo lo scemo “.

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