E in Calabria il fondo dei poveri serve a finanziare radio private e Miss Italia
11/08/2011 - I soldi per le famiglie indigenti non ci sono più. Ma intanto si spende per concorsi e Rtl Una serata sul lungomare val bene un fondo per le famiglie indigenti. Specialmente nella Calabria del governatore Giuseppe Scopelliti, dove si scopre
I soldi per le famiglie indigenti non ci sono più. Ma intanto si spende per concorsi e Rtl
Una serata sul lungomare val bene un fondo per le famiglie indigenti. Specialmente nella Calabria del governatore Giuseppe Scopelliti, dove si scopre che il fondo per le famiglie indigenti è stato definanziato dalla giunta regionale. Il perché ce lo racconta Enrico Fierro sul Fatto, che cita un’inchiesta firmata da Eugenio Furia per il Corriere della Calabria:
Un milione e 500 mila euro, 2/3 dirottati per “Miss Italia nel mondo”, il resto a Rtl, seguitissima radio privata dei fratelli Surace, calabresi di Vibo Valentia, per alcune serate sul lungomare. Dove, informa la cronaca, il presidente-governatore Scopelliti, ex golden boy della destra dura e pura poi passato alla corte berlusconiana, si esibisce, tiene serate, mette musica, commenta, invita a ballare e divertirsi. Lo chiamavano “Pa p p a l o n e ”, gli amici, ora a Reggio lo chiamano “Peppe Dj”. E i poveri? Che aspettino, la smettano di lamentarsi e leggano bene lo slogan della performance radiofonica di Scopelliti: “No problem. W l’Italia”. È la Calabria, il “modello Reggio”: festa, farina, forca e consulenze. Che alla regione abbondano.
Impiegati, dirigenti e funzionari sono un esercito, ma si deve ricorrere a contratti con figure esterne all’amministrazione per svolgere alcune delicatissime e imprescindibili funzioni:
Quella di fotocinereporter a disposizione del governatore- visir, ad esempio. È uno dei primi atti della giunta Scopelliti. È necessario filmare e fotografare le gesta del governatore e allora si sceglie un fotografo reggino molto amico di Scopelliti per una spesa di 41 mila 976 euro l’anno. “Senza parametri, leggi o contratti collettivi nazionali”, denuncia il Direr (il sindacato dei quadri direttivi), che protesta anche per gli arruolamenti nell’ufficio stampa della giunta. “Le nomine intuitu personae sono illegittime in quanto in palese violazione delle norme per l’accesso agli impieghi della Pubblica amministrazione e per il conferimento di incarichi di consulenza”, denuncia il sindacato che manda esposti e carte alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Corte dei conti. Non solo consulenze, ma anche incarichi esterni per dirigenti “comandati” da altre amministrazioni. La Regione Calabria ha in organico 164 dirigenti, ma non bastano, perché ne sono stati aggiunti almeno altri 32 “esterni”, a conti fatti il 19 per cento, molto al di sopra della dotazione prevista dalla legge Brunetta del 2009 che fissava un tetto massimo del 10.












ecco un buon esempio di ciò che sta “rovinando l’Italia”…sprechi della spesa pubblica che fatalità coinvolgono politici o politicanti…