Nella patria del liberismo, la FED e il Governo federale intervengono spesso. Il guaio è che a volte non risolvono i problemi. Li creano. Il quasi fallimento di dei due colossi, che rappresentano quasi la metà del mercato dei mutui USA, lo dimostra. E la crisi non passerà tanto presto
Da liberista estremo qual sono, sono il primo ad affermare che i mercati finanziari, così come sono al giorno d’oggi, non rimarrebbero in piedi un attimo senza il continuo intervento statale. La crisi subprime l’ha dimostrato nell’Agosto 2007: senza le iniezioni di liquidità della Fed nel mercato monetario americano, e senza i cre
diti concessi dalla BCE al sistema bancario europeo, tutto sarebbe crollato in mille pezzi.
IL COLLASSO DI FRED E FANNIE - Il caso degli ultimi giorni, il quasi fallimento, seguito da tempestivo bailout pagato dal contribuente, di Freddie Mac e Fannie Mae è però diverso, anche se le cause della crisi sono simili: Freddie e Fannie sono due GSEs: Government Sponsored Enterprises, non due aziende private che hanno esagerato con le cartolarizzazioni. L’economist ha pubblicato una lunga analisi del problema. Fannie è una GSE risalente agli anni del New Deal, che fu trasformata in una sorta di SPV (Special Purpose Vehicle) fuori-bilancio del governo federale negli anni ’60. Fannie fa profitti accollandosi il rischio di credito degli operatori: emette obbligazioni, e le paga con gli introiti dei mutui; tali obbligazioni si chiamano MBS, cioè Mortgage Backed Securities . Problemi nel ricevere i pagamenti dei mutui hanno provocato il collasso della sua struttura finanziaria. Per via del suo particolare status giuridico, “para-statale”, Fannie può indebitarsi maggiormente e avere margini di sicurezza inferiori: i risultati si sono visti. Freddie nacque insieme alla SPV-izzazione di Fannie, nel 1968, per introdurre concorrenza nel mercato dei mutui (l’idea mi suona demenziale: due monopolisti pubblici che si fanno concorrenza, anche se il proprietario reale è lo stesso). Non ci sono differenze rilevanti tra i due.
L’INTERVENTISMO DELLA FED - Con 6,000 miliardi di dollari di quota di mercato, i due rappresentano il 50% del mercato dei mutui statunitense: non hanno ufficialmente il supporto del governo federale in caso di fallimento, ma gli eventi di questi ultimi giorni hanno dimostrato che a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca sempre: il supporto ce l’avevano, eccome. Il loro collasso avrebbe provocato un enorme rischio per il sistema finanziario americano: il che genera automaticamente la ben nota sindrome del “too-big-to-fail”, accompagnata in gen
ere dalla sindrome del “se-devi-fare-una-cazzata-falla-grossa”, perché, se non si è abbastanza pericolosi per la stabilità del sistema finanziario, c’è il rischio che la Fed non intervenga e non socializzi le perdite dell’istituzione in questione. L’idiozia è l’irresponsabilità sono comportamenti economicamente efficienti, per colpa della Fed. Tutto sommato, Freddie e Fannie non sono poi molto diverse dalle normali banche: devono la loro sopravvivenza all’implicita garanzia che qualcuno, la Federal Reserve o, direttamente, il governo federale, le salverà quando saranno nei guai. Il che significa che potranno combinare tutti i guai che vorranno (moral hazard): ciò che rende diverso questo caso è che l’implicito backing del Tesoro americano a queste due GSE ha probabilmente causato una concentrazione di mercato che forse non si sarebbe avuta su un mercato libero. Le due GSE hanno beneficiato di una garanzia implicita sul debito da parte del Tesoro, e di regolamentazioni finanziarie minori (si veda anche la testimonianza di Greenspan nel 2004): questo le ha rese più grandi, e quindi più pericolose per la stabilità finanziaria. E’ però un’interessante ipotesi il pensare che queste due istituzioni abbiano ingigantito la quantità di strumenti finanziari strutturati il cui collasso è stato uno degli ingredienti della crisi subprime dell’Estate scorsa. Chissà…l’Economist sposa questa tesi, affermando che Fannie e Freddie hanno monopolizzato il mercato immobiliare, costringendo i concorrenti, che non hanno privilegi legali, a invadere il mercato subprime. E la tesi è logica e condivisibile.
LA CRISI DURERA’ - Ma la vera notizia è che la crisi finanziaria non andrà via presto, e che dal ’29 abbi
amo soltanto imparato a posticipare i problemi (evitare il panico), ma non a risolverli (eliminare gli squilibri del sistema economico). Anzi: gli squilibri sono enormemente amplificati dalle politiche monetarie, quando sono usate per tenere l’economia sempre in stato di sovra-eccitazione (cosa che negli USA accade da quasi trent’anni)… la Fed ha quindi creato una bella situazione: se agisce accresce i problemi, se non agisce crolla tutto. A furia di semi-nazionalizzare e di intervenire, si dimostrerà la veridicità dell’intuizione di Mises: “Le politiche di compromesso tra libero mercato e interventi d’autorità sui mercati portano dritte al socialismo”. Al solito, Tremonti non ha perso occasione per stare zitto: “Quello che è successo oggi in America, il fallimento e il salvataggio di un pezzo enorme del sistema finanziario e quindi economico degli Stati Uniti, è la prova che il mercato da solo tante volte non sa badare a se stesso. Il salvataggio fatto dal governo, la nazionalizzazione, è stata la cosa giusta. Da noi le cose sembrano messe meglio, in ogni caso potete essere sicuri che il governo farà quanto basta e quanto è giusto e che è in grado di farlo“, ha aggiunto.”Fino alla crisi subprime si poteva pure pensare che il problema fosse nel mercato, ma Fannie e Freddie non sono entità nate nel libero mercato.
























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
"E’ un vero signore, come sempre", dice del ministro il Presidente Lombardo. Ma in realtà, Giulio lo ha buggerato due volte, cacciandolo dal Governo e togliendogli dalle mani la leadership del PdL…
Bel lavoro
è sempre così, lo Stato fa casino, poi si fa garante dei cocci. Crea le bolle, e si fa paladino dei bollati. Crea debito e si fa paladino degli indebitati.
Ma il problema non è solo lo Stato, bensì quelli che continuano a dare la colpa al mercato, un mercato che al 50% è in mano pubblica con tutto il PIL mondiale, e la proporzione cresce con il tempo!
Non so se la colpa maggiore sia da imputare alle interferenze dello stato… fatto sta che quando il bene non ha più il solo valore intrinseco, ma viene caricato di un valore economico fittizio e speculativo questi è destinato prima o poi a collassare.
La crisi dei mutui è intrinsecamente legato anche alla speculazione edilizia, quando il valore di un immobile non è più legato al suo valore intrinseco (legato al suo uso, ad esempio abitare) ma diventa una forma di investimento acquisendo un valore abnorme e per questo prodotto in numero eccessivo, senza che ce ne sia un effettivo bisogno fisico.
Il mercato globale e libero è capacissimo di formare questi casino anche per proprio conto.
Intanto S&P ha appena downgradato l’Italia ad A con outlook negativo…
I mutui sono solo l’anello debole di una catena che in realtà si sta sbriciolando ovunque.
Da quando si è slegata la moneta dalle base aurea si è creata una economia basata esclusivamente sulle “aspettative”. Cioè non è importante quanto produci ora e quanto guadagni ora, importa quanto lo farai in futuro. Quindi una azienda non è importante quanto guadagna oggi, il suo PE, ma quanto saranno i suoi profitti in un futuro immaginario e spesso irrealistico (ve li ricordate i PE che profettizavano per le aziende new economy?). Idem il privato, indebitati oggi, tanto domani guadagnerai di più.
E’ bastato che ci si rendesse conto che la sostituzione delle fonti energetiche è diventato un problema sempre più vicino, con gli altissimi costi di conversione collegati, che lo scenario si è ribaltato.
Difficile dire chi e perchè ha sparato da decenni solenni minchiate profetiche su questo futuro roseo e immaginifico, ma è facile rilevare che han fatto come quei giocatori di poker che devono bluffare sempre di più per sperare col na nuova mano di coprire le perdite precedenti. E’ che oggi ti vengono a vedere e se hai una coppia di 8 son dolori se ti eri dichiarato servito. E adesso tocca andare da papà Stato per coprire i pagherò dopo avergli detto di farsi i cazzi sua che erano maggiorenni e sapevano il fatto loro.
Vedi Daniele, il mercato è certo in grado di fare casini, ma è pur vero che esiste una relazione basilare nell’economia, che è confrontare quanti beni reali ci sono e quanta moneta (in senso ampio, quindi compreso il credito) ci sono.
Se aumenti la moneta in circolazione a un tasso superiore di quello della crescita reale, ci sarà moneta che in realtà non “compra nulla” quindi “non vale nulla”; complessivamente tutta la moneta acquista la stessa merce, cioè la merce “vuole” più soldi per essere comprata: i prezzi aumentano. Le bolle speculative possono avere questo moto. Siccome l’offerta di asset prezzati in dollari non sale quanto l’offerta di moneta in dollari (a due cifre), la differenza è tutta inflazione che quando si concentra su pochi asset diventa bolla speculativa.
In questo senso intendo che è al momento dominante la “colpa” delle Banche Centrali.
Mitico AG
La risposta a Daniele potrebbe valere anche per te. Difficile dire chi è stato il profeta, certo, ma guardando la politica monetaria del “tanti soldi a tutti” io un sospettino ce l’avrei.
Sul fatto dell’andare a piangere… Sbaglio o ti ho detto che da me non beccherebbero un soldo?
calvin, pare che abbia declassato solo roma in realtà :\ non l’italia tutta!
pare che qualcuno aspetti un tuo pezzo! : P
Tesoro mio, sono in debug a riga 505 di un codice di 900 (e sono un programmatore scadentissimo, magari mando tutto a Pietro che dovrebbe saperne a pacchi ^_^). Infatti vedi, ho anche letto male il lancio d’agenzia. Si fa quel che si può…
non sei per niente rock. Anzi, sei lento.
Declassata Roma

Bocciato il figlio di Bossi
Sarà un caso?
E la Padania vince i campionati mondiali di calcio dei paesi non riconosciuti. Solo coincidenze? Noi di Voyager pensiamo di no!
Freddie & Fannie…
Due imprese semi-statali avevano il 50% del mercato USA dei mutui, e quindi distorcevano l’intero mercato. Che questo abbia giocato un ruolo nello spingere i concorrenti, per crowding out, verso il subprime è molto probabile. Ora lo stato reint…
DI programmazione so nulla.
Daniele: una bolla senza espansione monetaria del credito non è facile da immaginare. La bolla immobiliare, come quella delle materie prime e delle azioni, sono effetti delle politiche monetarie dei goerni, la Fed in primis.
Il mercato reagisce in un certo modo a queste distorsioni, e il risultato è instabilità finanziaria. Non si può manipolare il mercato e dargliene la colpa: il mercato funziona sui prezzi, e la politica monetaria distorce un prezzo fondamentale: quello del credito, il tasso di interesse. Questo fa sì che la coordinazione temporale delle scelte di investimento e di risparmio non abbia luogo, e sia sempre fuori equilibrio, per motivi artificiali.
L’anilisi è corretta, ma…
[...]Da liberista estremo qual sono, sono il primo ad affermare che i mercati finanziari, così come sono al giorno d’oggi, non rimarrebbero in piedi un attimo senza il continuo intervento statale.[...]
Non vi viene il dubbio che con soggetti di questa misura che operano da decenni sul “mercato” ritenuto “libero” degli USA… non siano delle “distorsioni” ma piuttosto delle “definizioni”.
Cioè… stante l’entita dei soggetti in gioco… che il mercato libero non esista proprio?
E che la sua utopistica ricerca è inefficacie perchè ostinamente “condanna” senza valutare correttamente l’importanza delle azioni dei soggetti ritenuti distorsivi… quando invece la distorsione potrebbe essere proprio il pensare che il mercato libero sia la soluzione?
Il che tra l’altro spiegherebbe perchè se ne parla tanto…
Una sorta di “protocollo di Kyoto” per le politiche economiche: una utopia irrealizzabile ma tanto efficace per tenere le nazioni sedute ai G8, ai vari forum, a sparare stronzate seduti attorno a tavoli ovali ed abbuffarsi di cene di gala. Basta che i “Proles” si sentano rassicurati.
Sempre data l’entità e la potenza dei soggetti cosidetti disotrsivi in gioco… non vi viene il dubbio che “Le politiche di compromesso tra libero mercato e interventi d’autorità sui mercati portano dritte al socialismo” non siano un errore commesso dagli “scemi del vilaggio” in sella alla FEDR e al Congresso… ma esattamente l’obbiettivo di quelle “politiche” e che quindi le medesime “politiche” non siano affatto inefficienti, ma al contrario… scientificametne efficaci?
“E che la sua utopistica ricerca è inefficacie perchè ostinamente “condanna” senza valutare correttamente l’importanza delle azioni dei soggetti ritenuti distorsivi… quando invece la distorsione potrebbe essere proprio il pensare che il mercato libero sia la soluzione?”
No, perché l’avere un ideale ti permette di valutare la distanza dall’ideale, e quindi le cause di devianza. Ti permette di procedere in una direzione di miglioramento; non avrai l’ottimo assoluto, ma un second best sì.
“Sempre data l’entità e la potenza dei soggetti cosidetti disotrsivi in gioco… non vi viene il dubbio che “Le politiche di compromesso tra libero mercato e interventi d’autorità sui mercati portano dritte al socialismo” non siano un errore commesso dagli “scemi del vilaggio” in sella alla FEDR e al Congresso… ma esattamente l’obbiettivo di quelle “politiche” e che quindi le medesime “politiche” non siano affatto inefficienti, ma al contrario… scientificametne efficaci?”
Questo è un motivo in più per biasimare quasiasi potere politico specialmente quando incrocia il mercato.
[...] Le agenzie parastatali Fannie Mae e Freddi Mac sono state salvate dal Governo statunitense, con un intervento straordinario. Servono pero’ delle soluzioni permanenti per impedire il ripetersi di simili situazioni, [...]