Un cane in aula per aiutare i testimoni fragili
09/08/2011 - A New York Rosie, un golden retrivier, dà una mano a bambini e adolescenti a sostenere lo stress degli interrogatori La pet therapy è una forma di sostegno al disagio psicologico diffusa da molti anni. In quest’ambito si ingaggiano cani,
A New York Rosie, un golden retrivier, dà una mano a bambini e adolescenti a sostenere lo stress degli interrogatori
La pet therapy è una forma di sostegno al disagio psicologico diffusa da molti anni. In quest’ambito si ingaggiano cani, cavalli, delfini e altri animali perfettamente addestrati per aiutare persone con problemi di questo genere.
LA DOLCE ROSIE – Il più famoso animale terapeuta negli ultimi mesi è un golden retrivier di nome Rosie, che è stato il primo cane ad essere ammesso in un’aula di tribunale a New York. Il suo compito era sostenere e incoraggiare una ragazzina di 15 anni, in aula per testimoniare contro suo padre, accusato di averla violentata e messa incinta. A processo concluso (con la condanna del padre a 25 anni di carcere), lo psicologo David A. Crenshaw, che segue la ragazza, ha raccontato che la giovane aveva tratto grande coraggio dalla presenza di Rosie in aula e le era molto grata. “Continuava ad abbracciarla” ha detto.
DIBATTITO SUI CANI IN AULA – Nonostante Rosie sia, a detta di accusa e difesa, un cane delizioso, sembra però che la sua presenza possa essere di ostacolo al corretto svolgersi del processo. Ora, un appello previsto dagli avvocati della difesa la sta infatti mettendo al centro di un dibattito giuridico dall’esito del quale dipenderà se ci saranno più ‘Rosies’ nelle aule di tribunale a New York e, forse, anche negli altri Stati. Gli avvocati difensori sostengono che i cani possono influenzare ingiustamente i giurati con la loro simpatia e con l’empatia naturale che ispirano. Questi cani, specializzati nell’aiutare le persone sotto stress, non possono però far trasparire la natura di questa tensione: un testimone potrebbe essere nervoso perché sta dicendo la verità, ma anche perché sa di mentire sotto giuramento, per esempio. Questa è la tesi degli avvocati del padre della ragazzina violentata.
PROCESSO IRREGOLARE? - Il nuovo ruolo di “sotegno al testimone” dei cani in diversi stati è iniziato nel 2003, quando l’accusa ha vinto il permesso per un cane di nome Jeeter di aiutare il testimone in un caso di violenza sessuale a Seattle. “A volte la presenza di un cane fa la differenza tra una condanna e una assoluzione”, ha detto Ellen O’Neill-Stephens, pubblico ministero che è diventata attivista per la causa dei cani nei tribunali. Eppure, secondo i detrattori di questa pratica, i giurati sono suscettibili di concludere che il cane sta aiutando le vittime ad esporre la verità. “Ogni volta che la teste accarezzava il cane,” ha detto in un’intervista l’avvocato della difesa, Martin, “inviava un messaggio inconscio alla giuria: era sotto stress perché stava dicendo la verità.” “Purtroppo, non c’è modo di interrogare il cane”, ha aggiunto.
IL TALENTO DI ROSIE – Rosie, che deve il suo nome alla pioniera dei diritti civili Rosa Parks, fu originariamente addestrata per seguire 80 comandi, tra cui togliere i calzini di una persona senza morderle le dita dei piedi. “Ma nel tempo, la cagnolina ha dimostrato un talento speciale con i bambini traumatizzati”. Così racconta il dottor Crenshaw, lo psicologo che ha lavorato con tutti i testimoni di Rosie e molti altri bambini in difficoltà. “Quando si comincia a parlare di cose difficili”, ha spiegato, “Rosie si avvicina loro e comincia a mugolare. L’ho visto con i miei occhi. “











