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pubblicato il 18 dicembre 2008 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Tuttavia la Carlucci dimentica, o ricorda di dimenticare, che negli Stati Uniti sono morte “appena” 4 donne per complicanze (sepsi) legate all’assunzione di RU-486. Sembran tante ovviamente, ma non lo sono: stiamo parlando di 4 morti su 460mila “consumatrici” ovvero lo 0,00087%. Se farmaci con un tale indice carlucci14 La RU 486 e la mamma della Carluccidi rischio non venissero commercializzati nelle farmacie non ci sarebbe nemmeno l’Aspirina (per non tacer dell’Aulin). Un dato del genere non ha inoltre alcun valore se non viene messo a confronto con le morti causate dalle tecniche tradizionali di interruzione di gravidanza, per non parlare delle morti per parto. In Europa le morti per gravidanza sono “appena” 24 ogni 10.0000 nascituri.

SAREBBE A DIRE? - In percentuale questo equivale allo 0,0024%, ovvero a una quota di 27,6 volte superiore alle morti dovute alla RU-486. Se tenessimo quindi veramente alla vita delle donne, dovremmo somministrare la RU-486 a tutte, da mane a sera, il che avrebbe peraltro un altro gradito effetto collaterale: l’estinzione della razza umana, Carlucci compresa. Come vedete il discorso è assai complesso ma Gabry lo riduce a una battuta: basta prendere la RU-486 e si muore, rien ne va plus. In uno Stato ideale chi ha un ruolo istituzionale e dice cose del genere dovrebbe essere condannata a una posizione crudele e inusuale, tipo condurre Buona Domenica. Ma la Carlucci non si ferma. Sempre nel solito post ci tiene a ricordare all’allora ministro Turco “che la RU-486, seppur vietata in Italia, è in uso già da diversi anni (illegalmente) nelle diverse case delle italiane, con effetti e traumi di non facile archiviazione. Illegalità che potrebbe continuare a verificarsi seppure il ministro ribadisce la sua autorizzazione al farmaco esclusivamente in ospedale”. Anche qui la Carlucci non ci delude. Dice che la RU-486 è in uso già da diversi anni in Italia, illegalmente. Corbezzoli, come è possibile? In realtà la procedura con cui viene importata la RU-486 è perfettamente legale. Un decreto del 1997 infatti “permette al medico di importare direttamente farmaci non registrati in Italia se ritenuti indispensabili per la salute dei pazienti… la pillola viene importata in singole confezioni dietro richiesta degli ospedali che devono indicare, nel modulo d’ordine, il nome della paziente cui sono di volta in volta destinate.”

‘GNURANT! – Una procedura senz’altro laboriosa ma tutt’altro che illegale. è la stessa procedura ad esempio che si utilizzava per il Ritalin prima che venisse reintrodotto sul mercato italiano. E io queste cose le so perché mi sono dato la pena di leggere due righe su internet, mentre la Carlucci che è parlamentare questa pena non se l’è data, e semina panico in virtù della visibilità che le è concessa in quanto ex valletta di Portobello. L’ovvia verità è che alla Carlucci delle donne non gliene frega una cippa. L’immagine della donna che guarda la televisione dopo aver assunto l’RU-486, oltre che molto offensiva, rivela quale è la vera sua vera preoccupazione. Il fatto che una donna possa abortire senza soffrire (o soffrendo meno), senza sentirsi stigmatizzata (o sentendosi meno stigmatizzata) senza dipendere da altre persone (o essendolo meno), sono tutte idee per le persone di tal fatta inaccettabili. Perché almeno l’aborto tradizionale, proprio perché più rischioso, più invasivo, più imbarazzante, può fungere da deterrente o quanto meno da punizione. Il che è precisamente quello che si intende quando si usa la frase jolly “non bisogna lasciare le donne sole davanti ai loro drammi” (Giuliano Ferrara, e altri mille). Anche perché c’è il rischio che l’aborto diventi un non-dramma e questo, con tutta la buona volontà, proprio non lo possiamo tollerare. 

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