I mutanti senza impronte digitali

04/08/2011 - Svelato un piccolo mistero della genetica Sei nato senza impronte digitali? Hai una malattia chiamata “sindrome da ritardo nel visto di immigrazione” perché “la maggior parte dei paesi richiede un’identificazione digitale” per l’entrata. Livescience ci spiega che se siamo nati

     
 

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Svelato un piccolo mistero della genetica

Sei nato senza impronte digitali? Hai una malattia chiamata “sindrome da ritardo nel visto di immigrazione” perché “la maggior parte dei paesi richiede un’identificazione digitale” per l’entrata. Livescience ci spiega che se siamo nati senza impronte sulle dita significherebbe semplicemente avere una piccola e sorprendentemente problematica mutazione genetica.

MUTAZIONI – Insomma, siamo parte degli X-Men. Ci sono quelli che sparano raggi dagli occhi e quelli senza impronte digitali.

Nella maggior parte delle persone, le impronte digitali si formano nel grembo, a 24 settimane di gestazione. Ma in almeno quattro famiglie del mondo, le dita sono senza impronte. Questo potrebbe sembrare come un buono per una vita senza reati, ma in effetti, l’adermatoglyphia spesso si presenta con effetti collaterali non piacevoli, come cisti facciali e squame della pelle

Un’università israeliana ha tracciato questa mutazione genetica fino ad individuare il cromosoma responsabile.

Hanno tracciato il disordine fino a una mutazione genetica del cromosoma 4 (…) Il gene, SMARCAD1, controlla una serie di altri geni collegati allo sviluppo. Nel ceppo svizzero, i membri con l’adermatoglifia hanno una versione ridotta del gene, espressa solamente dalla pelle. La mutazione riduce inoltre il numero di ghiandole sudoripare nei palmi delle mani delle persone con la sindrome.

     
 

5 Commenti

  1. Tullio Florio scrive:

    è decisamente un articolo di pessimo gusto se non è stato fatto con ironia…probabilmente chi l’ha scritto non sa che purtroppo moltissimi fratelli e sorelle, già colpiti da ordine di espulsione poichè sono stati identificati mediante impronte digitali, si rivolgono a dei macellai che gli asportano la parte dei polpastrelli..trattandosi come ho detto di macellai, spesso come conseguenza di tale operazione perdono la sensibilità della mano.

    • Lorenzo scrive:

      Direi che la frase “Insomma, siamo parte degli X-Men. Ci sono quelli che sparano raggi dagli occhi e quelli senza impronte digitali.” descrive abbastanza bene il tenore dell’articolo…

    • Ferruccio scrive:

      Ci mancava l’anima candida. Sarei curioso di sapere se per te è lecito che uno Stato possa identificare al meglio un immigrato, che spesso può venire senza documenti e fingere di parlare un dialetto semisconosciuto, rendendo impossibile la sua identificazione.
      Questo, con la popolazione autoctona è molto più difficile, è per questo che in Italia, come in altri Paesi, si richiedono le impronte digitali agli stranieri, che possono perfino risultare essenziali nella protezione dei minori. Ad un bambino rom, ad esempio, può esser fatta cambiare famiglia diverse volte, e, infatti, non mancano minori rom con 10 o 20 identittà diverse. Con le impronte digitali si garantisce loro la possibilità di essere riconosciuti subito dalle forze dell’ordine, impedendo agli adulti di trattarli come pacchi postali.
      A te questo non va bene? O ti va bene ma vorresti un altro metodo, che magari non costringa i derelitti, o presunti tali, ad affidarsi ai suddetti macellai? Beh, il problema è anche loro. Non possiamo “allargare le maglie” o “essere gentili” fino al punto da perdere il controllo. Se noi allarghiamo le maglie, che garanzie abbiamo dall’altra parte? Evitando di prendere le impronte riusciremmo forse a garantire un futuro migliore agli immigrati e ai nostri cittadini? Sveglia!

  2. Tullio Florio scrive:

    A colui che mi definisce anima candida
    Ti ringrazio per il complimento, ma la mia anima è molto più nera di quanto tu possa immaginare mai…ma veniamo ad una semplicissima e banale questione legale…spero che mi riesca a seguire..allora per il diritto internazionale, tutti coloro che si trovano sul territorio italiano, godono degl stessi diritti della popolazione italiana. Bene, ti risulta che agli italiani, a menochè non siano condotti in stato di fermo, vengano prese normalmente le impronte digitali? A me no. Quindi a questo punto, verificato che il problema principale, secondo te è la sicurezza e che soprattutto buona parte dei reati che vengono commessi in Italia sono fatti da italiani, tutti sotto schedatura…io ho già dato quindi non mi creo il problema. Veniamo poi al controllo che sarebbe efficace per la sicura identificazione. Possono pure prendermi le impronte, quindi vengo identificato come XY, poi successivamente ad un altro arresto, poichè non ho i documenti, quando mi fermano dichiaro di chiamarmi ZK…mi prendono le impronte ,verificano che mi chiamo XY ma comunque più che darmi l’inottemperanza al decreto di espulsione non possono e per il secondo reato dovranno aprire una seconda procedura, a parte…verificato che per la legge italiana hai diritto a presenziare a tutte le udienze che si svolgono in tutti i gradi di giudizio…mi dici quindi che cosa ho risolto? E guarda che questo succede pure per gli italiani….considerato quindi che, fatta la legge trovato l’inganno, solamente chi si trova “la prima volta” ed ancora non è entrato nel meccanismo, si fa prendere dall’ansia dell’espulsione e si sottopone alla barbara procedura dell’abrasione delle impronte, pensi ancora che sia una bella cosa…Solo dei deficienti, aderenti al partito di colui che è stato firmatario di una legge che con tutti i suoi meandri, ha aumentato il fattore clandestinità ancora pensano che il prendere le impronte possa essere un deterrente.

  3. giulia scrive:

    ma rilegete dopo che avte fatto copia e incolla, cazzarola dai

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