STORICI IMPROVVISATI - Lascia perplessi il fatto che storici, fazioni politiche, commentatori e analisti dibattono da decenni per sostenere la propria spiegazione sull’origine di questi conflitti, eppure Wikipedia ce la fornisce con serena certezza in una manciata di righe. Su un’enciclopedia, ci aspetteremmo di trovare una valutazione più obiettiva e ancorata a fatti storici precisi. I conflitti arabo-israeliani nascono infatti tra il 1947 ed il 1948, con la decisione di suddividere la Palestina in due stati (uno arabo e uno israeliano), il rigetto di tale decisione da parte della Lega Araba, la dichiarazione di indipendenza fatta da Israele. Questi sono i fatti storici scatenanti. La diaspora degli ebrei e la dissoluzione dell’Impero Ottomano, eventi sicuramente importanti nella storia ebraica e araba, non sono invece legati da alcun nesso di causalità con i conflitti tra Israele e le nazioni arabe.
PUNTI DI VISTA - Nè è vero che i conflitti in argomento siano diventati di attualità grazie ai media: il blocco del canale di Suez, la crisi petrolifera, il terrorismo palestinese sono stati eventi che hanno fatto irruzione nell’attualità di chiunque abbia vissuto in quegli anni, a prescindere dal ruolo dei media. Infine, non è che i media trascurino di indagare le ragioni storiche, sociali e culturali della questione arabo-israeliana: semplicemente questo è compito degli storici, più che dei media. L’incipit, piuttosto, sembra dar conto di un punto di vista estremamente personale del suo autore. Una persona inesperta che legga quelle righe sarebbe indotta a pensare che la guerra tra arabi e israeliani è storia millenaria e pertanto irrisolvibile e che i relativi conflitti sono un fatto lontano e silenzioso sul quale i media hanno acceso i riflettori solo in tempi recenti, attratti da qualche foto truculenta.
TEORIE DEL COMPLOTTO - Nelle ultime settimane l’edizione italiana di Wikipedia è stata attaccata dal blog “Perle Complottiste” che ha evidenziato come una serie di voci dedicate alla tragedia dell’11 settembre del 2001 forniscano una visione storica assolutamente falsata e faziosa di quegli avvenimenti. Migliaia di lettori di Wikipedia troppo giovani per aver vissuto la drammaticità di quel giorno, probabilmente adesso sono convinti che gli attacchi dell’11 settembre siano stati una messa in scena organizzata dalla CIA o dal Mossad. Ecco allora che l’inaffidabilità di Wikipedia, oltre che inutile, diventa persino pericolosa, nella misura in cui riesce a dare dignità enciclopedica a quelle che sono semplici interpretazioni personali o addirittura vere e proprie menzogne.
L’ALTERNATIVA - Contro i limiti e le pecche di Wikipedia qualcuno propone modelli di enciclopedia che siano liberi ma anche affidabili: è il caso di Citizendium, un’enciclopedia ancora in fase di beta-testing disponibile al momento solo in lingua inglese. Creata da uno dei fondatori di Wikipedia, Citizendium conta più di 7.000 voci, non accetta contributi anonimi ed i suoi contenuti sono controllati e verificati da esperti referenziati. Gli es
perti che hanno tempo e voglia di collaborare con una libera enciclopedia, tendono a preferire un progetto più qualificato rispetto a Wikipedia, sulla quale il proprio contributo può essere modificato e cancellato in qualunque momento da un qualsiasi anonimo incompetente. Non è facile immaginare il pensionamento di Wikipedia, ma nel Web tutto può accadere: chi avrebbe mai pensato che Explorer sarebbe stato soppiantato da Firefox o che il mitico motore di ricerca Altavista sarebbe stato spazzato via da Google e Yahoo?
WIKIPEDIA IN TRIBUNALE - Va poi ricordato che contro Wikipedia sono già state promosse diverse vertenze giudiziarie (determinate da contenuti diffamatori) e se finora i suoi gestori sono riusciti a far passare la tesi che nessuno può essere considerato responsabile per i contenuti delle voci, non è detto che qualche giudice, prima o poi, la pensi diversamente. In ogni caso, in assenza di un serio controllo sui contenuti, Wikipedia resta un’enciclopedia quantitativamente molto grande e qualitativamente troppo piccola. Ma forse chi la gestisce la vuole proprio così.




Bene bene. Aspetto un articolo sulle scie chimiche!
Pessimo articolo. Se capisci la natura di Wikipedia sai che ci possono essere errori voluti e non voluti. Il tuo elenco non è quindi di alcun interesse.
Inoltre è possibile fare un discorso analogo per una enciclopedia tradizionale. Chi verifica la correttezza degli argomenti di un piccolo gruppo di accademici assoldati da qualche impresa privata?
Si, tutto vero, però… Wikipedia nasce come enciclopedia partecipativa, a cui tutti possono partecipare con contributi o correzioni. Quando consulto una voce di wiki e trovo un errore, anche solo di grammatica, lo correggo subito, è il patto implicito tra Wiki e i suoi utilizzatori. Invece tanti trovano errori e li lasciano li, e poi disquisiscono della sua scarsa attendibilità.
Il discorso invece sull’11/9 è diverso, li sono davero dei pirla gli amministratori che non spostano le teorie complottiste su una pagina apposta.
@flavio
e le pirlate sull’11 settembre fanno parte della categoria di errori voluti, o di quelli non voluti?
@gregory, perché non li vai a correggere e non fai l’ira di dio nella discussione che sta dietro quella pagina? Stare a commentare qui, quando lo puoi cambiare direttamente, mi sembra quantomeno ozioso.
che fai, eludi la domanda?
e allora, per lo stesso ragionamento, perché tu perdi qui a commentare quando potresti andarlo a fare?
Non condivido l’opinione sulla questione israelo-palestinese. La dissoluaizone dell’impero ottomano c’entra eccome. Cosi’ come l’amministrazione dei territori postottomani da aprte dell’impero inglese. Il problema israelo palestine viene da lontano, non dalla nascita di israele come stato.
Giordania, Siria, Libano nascono dal nulla proprio dalla dissoluzione dell’impero ottomano.
Vergogna!
Non si tocca Wikipedia, e’ piu’ sacra della Madonna (che sara’ una divinita o no?).
Comunque sul wrestling ci becca ancora(almeno quella in inglese…)
E mi oppongo all’articolo sulle scie chimiche, quelli sono i peggio fanatici!
@gregorj: Non eludo la domanda, pensavo fosse una domanda “di esempio”. E comunque è impossibile rispondere perché non sono nella testa di chi ha scritto quella pagina. Tu invece cosa pensi che sia un complotto di wikipedia?
e allora, per lo stesso ragionamento, perché tu perdi qui a commentare quando potresti andarlo a fare?
Siete voi che avete cercato queste pagine “errate”, potevato corregerle invece di scrivere un articolo tendenzioso. Io, nel piccolo, quando capito su wikipedia, partecipo a volte alla discussione dietro le pagine.
Già dai commenti si vede che di Wikipedia ferisce, di Wikipedia perisce (vedi la questione ottomana e quella israeliana)
Per me Wikipedia è un’ottima cosa.
Del resto chi mi garantisce leggendo l’Enciclopedia Britannica ?
I dati (prendi la vittoria cecoslovacca agli Europei del 1976 che io ho visto e mi ricordo il rigore sbagliato di Uli Hoeness) sono pochi. Il resto sono rimandi, rimandi e ancora rimandi
“Tu invece cosa pensi che sia un complotto di wikipedia?”
tutt’altro. Penso che sia incuria. Il che, dal mio punto di valutazione, è peggio
“e allora, per lo stesso ragionamento, perché tu perdi qui a commentare quando potresti andarlo a fare?”
perché io sono qui sul mio sito. Sei tu l’autore di Wikipedia che perde tempo a commentare. Invece di correre a correggere.
Saluto gli amici e i conoscenti che ho su giornalettismo che mi sembra (ed e’) una splendida iniziativa di giornalismo partecipativo.
Per quanto riguarda l’attacco a wikipedia, come wikipediano e, ancor prima come estimatore di wikipedia non sono d’accordo. Non sono d’accordo neanche come essere umano che crede (come molti altri, compreso probabilmente l’estensore dell’articolo) in una cultura libera e partecipata.
Wikipedia avra’ i suoi difetti come tutte le cose umane, ma e’ (e rimane, nonostante i difetti e con dolore dei detrattori) il capolavoro della rete, il punto di riferimento al di la’ della massa di informazione dateci dalla ricerca su Google.
Voler avere il quato d’ora di popolarita’ attaccando Wikipedia non e’ una buona idea, ne’ fa onore all’estensore dell’articolo.
In ogni caso wikipedia sta cambiando le sue regole per ridurre il rischio d’errore (se n’e’ parlato anche su Google News; strano che l’estensore dell’articolo critichi qualcosa che non conosce bene…)
Sull’interpretazione storica della tragedia israelo-palestinese, ritengo come altri (tra cui gli storici dei libri di testo su cui ho studiato) che inizi con la diaspora degli ebrei voluta dal popolo romano (cioe’ dai nostri progenitori). Se poi si considera che il fascismo l’abbiamo inventato noi e il nazismo e’ una forma (peggiorata) di fascismo, il quadro e completo.
Ripeto, giornalettismo e’ un’ottima iniziativa, ma quest’articolo e’ un errore (cosi’ come ce ne sono in wikipedia o nel mio piccolo blog).
Cari saluti,
Michele
un’opinione detta con così grande cortesia non può che essere bene accolta in un sito come questo. E letta con tutto il rispetto che merita.
Grazie, Michele.
Ma immagino che ce ne saranno, dato che Perle Complottiste se ne è occupato più volte.
Sono talmente fanatici che si scannano tra di loro appena un membro della “setta” esprime opinioni o riporta fatti che non coincidono con il dogma ufficiale. Mi hanno raccontato di un ricercatore che inizialmente era vicino a quelli di Tanker Enemy, poi è stato ferocemente attaccato (vanno subito sul personale, quelli) per aver detto sul suo blog che “signori, io in seguito a mesi di osservazione non ho nessuna evidenza scientifica del fatto che quelle scie non siano normalissime scie di condensa”. Apriti cielo! oO
Ho fatto sempre le mie ricerche sulla “Garzanti” e la reputo un ottima enciclopedia! Approfondisce gli argomenti anche se viene utilizzato un linguaggio tecnico, ma, comunque di facile comprensione!
Wikipendia invece(con tutto il rispetto per chi ci scrive) tende a sintetizzare gli argomenti ed è alquanto dispersivo!
Mi permetto una chiosa al commento garbato di Michele giusto perchè la mia aggiunta è palesemnte OT. Troppo comodo tirare in ballo i romani quando già Nabucodonosor ebbe a comportarsi in modo quanto meno opinabile. Vogliamo ammetterlo che anche i Babilonesi hanno la loro fetta di colpa e trascinarli al tavolo della pace perchè ammettano “storicamente” le loro responsabilità? E mi taccio, per carità di patria, del fu Presidente Ramses II d’Egitto, paese col quale gli ebrei dovrebbero avere conti in sospeso da circa 3.500 anni. Voglio dire, Michele, che non credo sia la via che suggerisci a poter alleggerire o spiegare la posizione di chi, su Wikipedia, ha scritto quel capolavoro di sintesi sulla questione o possa spiegare alcune originali omissioni alla voce “hezbollah”. Tutto questo vale soprattutto perchè Wikipedia è diventata, per molti, una spece di faro. Ammetterai che un faro che a volte guida verso le scogliere, sebbene eretto col contributo di tanti volontari ed esteticamente bello, sia un faro davanti al quale sia opportuno mettere un cartello di avvertimento.
Rispondo su un paio di cose scritte da Michele.
“Voler avere il quarto d’ora di popolarita’ attaccando Wikipedia non e’ una buona idea, ne’ fa onore all’estensore dell’articolo”.
Non mi interessa affatto il quarto d’ora di notorietà, non ne ho affatto bisogno.
“In ogni caso wikipedia sta cambiando le sue regole per ridurre il rischio d’errore (se n’e’ parlato anche su Google News; strano che l’estensore dell’articolo critichi qualcosa che non conosce bene…)”
Io ho parlato di Wikipedia com’è ora, non di Wikipedia come – forse – sarà domani. Il lettore di Wiki legge questa Wiki, non quella del futuro.
“Sull’interpretazione storica della tragedia israelo-palestinese, ritengo…”
E lo ritiene anche chi ha scritto quella voce su Wiki. Ma una pagina enciclopedica deve riportare fatti, non opinioni. Queste ultime, se referenziate, possono tranquillamente trovar posto in appositi approfondimenti a complemento di un articolo.
Wikipedia è una grande risorsa partecipativa, ma certamente non migliorerà ignorando o sottovalutando le critiche che le vengono mosse.
Del resto, se l’Economist scrive questo:
“Many who are excited about contributing to the site end up on the “Missing Wikipedians” page: a constantly updated list of those who have decided to stop contributing. It serves as a reminder that frustration at having work removed prompts many people to abandon the project.”
http://www.economist.com/printedition/displaystory.cfm?story_id=10789354
e Panorama scrive questo:
http://blog.panorama.it/hitechescienza/2007/10/01/wikipedia-volta-pagina-ma-solo-in-germania-per-ora/
mi fa specie che non se ne debba parlare su questo sito.
Le certezze assolute non generano verità. Potrei fermarmi qui ma aggiungo un complimento ai giornalisti che manipolano le informazioni: ci siete riusciti anche con Wikipedia! Un abbraccio a tutti
(ma vi rendete conto di che ore mi tocca fare per lasciare un commento?)
premetto che sono perfettamente conscio dei limiti di wikipedia, come chiunque dotato di un briciolo di intelligenza sa come funziona l’enciclopedia online, ma mi pare fuor di dubbio che wikipedia abbia svolto un ENORME lavoro di diffusione di informazioni su vasta scala globale in modo facile e agilmente consultabile. come è chiaro che qualunque deficiente può sballare una data o fare qualche aggiunta fasulla, è anche evidente che i contenuti quasi sempre si rifanno a fonti utilissime per approfondimenti e quant’altro, aiutando meravigliosamente sia chi non sa nulla dell’argomento e cerca di farsi un’idea (-è evidente che se uno vuole conoscere per bene argomenti di attualità non può limitarsi a leggere una voce su un’enciclopedia- e per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese quoto in pieno fabristol) sia per chi cerca di risalire alla fonte della notizia.
su questo wikipedia vince.
in ogni caso i giornalettisti stessi ne fanno ampio uso
Mi ricordo un vecchio film per ragazzi di qualche anno fa, forse primi anni ’90, non ricordo, in cui un ragazzo a causa di una scossa elettrica assorbiva tutto il contenuto di internet. In un concorso sapeva tutte le risposte, ma ne sbaglio’ una perche’ in internet c’era un’informazione errata. I suoi compagni si arrabbiarono con lui perche’ quell’argomento l’aveva studiato a scuola e sapeva che era sbagliata l’informazione su internet. Ma era piu’ facile per lui utilizzare le informazioni prese dalla rete che non quelle apprese studiando.
Il problema e’ vecchio e non e’ certo esclusiva proprieta’ di Wikipedia, credo infatti l’articolo abbia puntato su Wikipedia perche’ evidente, ma si puo’ estendere il discorso, e anche alcune soluzioni prospettate nell’articolo stesso. Le informazioni sbagliate gran parte riguardano credenze diffuse, per queste non si puo’ far molto, a meno di trovare esperti che controllino, anche se alcune voci non hanno una spiegazione unica, e nessuno ci assicura vengano spiegate tutte o tutte con eguale enfasi. Se una persona prende per oro colato quello che legge in internet da fonti parzialmente o totalmente discutibili, non mi preoccupo, non condivido infatti la preoccupazione dell’autore sulle voci su Wikipedia “in grado di influenzare in modo significativo la lettura o l’interpretazione di un fatto”. Credo siano le stesse persone che credono in tutto e per tutto al primo profeta che vedono, non ci fosse internet quelle persone verrebbero influenzate in mille altri modi. Vanno proprio alla ricerca delle disinformazioni, le amano, vogliono i complotti perche’ gli fa credere che il mondo che odiano e’ stato reso cosi’ da qualcuno in particolare, che se non esistesse il mondo sarebbe l’Eden. Per il fatto che alcune voci corrono il rischio di subire “attacchi politici”. Per un’enciclopedia perdere l’obiettivita’ politica e’ la morte.
Comunque voi che non credete alle scie chimiche avreste dovuto sentire un mio vecchio coinquilino la mattina presto, soprattutto se la sera prima mangiava pesante.
Minchia ennesimo grande acquisto di Giornalettismo.
Quale grande editore si cela dietro di voi, eh? eh??
Nel merito: Wikipedia è un simbolo sul quale è facilissimo sparare, su questo siamo d’accordo. Non per questo è inutile farlo, senza che si debba ipotizzare chissà quale complotto o sperarne la chiusura.
Il punto debole di quest’enciclopedia al quale, va detto, non sapremmo rinunciare, sta nella lentezza con la quale le voci, soprattutto quelle diventate importanti solo di recente per qualche ragione, acquisiscono un’obiettività decente. Ovvio che questo sia soprattutto il caso di voci storiche, politiche, o magari biografie controverse.
Così se oggi non esistesse una voce “conflitto arabo-israeliano”, per tornare all’esempio, chiunque volesse metterci mano per primo preferirebbe andare al mare, vista la devastante complessità della materia.
Per me, il maggior pro di Wikipedia sta nella capacità (quando viene utilizzata) di offrire numerosi collegamenti esterni e fonti di citazioni spesso immediati. Le opinioni potrebbe averle scritte un ventenne con un libro appena letto alle spalle, il che non è rassicurante.
Per concludere:
Azz per concludere una sega, come si inseriscono le immagini da queste parti? Riproviamo.
Dal commento di Michele e dalla risposta di Gregorj ho imparato che prima di commentare su questo blog bisogna rassicurare i proprietari della stima che gli si porta, pena entrare in una discussione senza logica e senza uscita fatta a colpi di “specchio riflesso”. Vai gregorj continua così. Se fossi un editore che ha bisogno di giornalisti pronti a difendere qualunque posizione, anche la più insostenibile, prenderei te!
mi permetto di rispondere a Flavio che ciò che ha imparato è una grande verità che lo aiuterà molto nella vita futura
alcuni la chiamano educazione….comunque la si voglia definire però, è ciò che ci consente di essere sinceri senza tradire le nostre convinzioni…….
,,,,spesso la cattiva forma con cui ci porgiamo all’ ascolto altrui invece ci fa apparire in torto pur avendo ragione,,,,,,,,,
ma allora per consentire che le nostre idee abbiano un futuro, cosa è preferibile ?
Beh Juppes, credo di non aver mai passato i limiti della buona educazione. Alla tua apologia della “diplomazia” e del fare finta di essere tutti d’accordo, io contrappongo la grande qualità del sapere ammettere il proprio errore e il valore della discussione che ci aiuta a trovare la verità. Saper accettare le critiche senza entrare in modalità “specchio riflesso” è quello che mi aspetto da una persona intelligente.
…..ma gli dei stanno sul Parnaso
sulla terra c’ è di tutto……ed anche io posso presumermi intelligente, ma non esserlo per gli altri,,,,,,,,allora l’ esperienza insegna di tentare l’ approccio cortese……da tramutare in guerra se mal interpretato…..
ma anche questa è disciplina che spesso richiede più forza dell’ approccio franco e senza fronzoli
meglio massimizzare i risultati pur in contrapposizione agli altri piuttosto che non avere risultati o, peggio, averli per servile adesione
flavio,
io ho espresso apprezzamento per la cortesia e l’educazione con la quale Mikelo ha detto la sua discordemente con l’articolo in questione, che a sua volta ha messo in discussione la valenza di wikipedia in maniera altrettanto cortese, e citando fatti, non pugnette. E’ chiaro che si risponde più volentieri a Mikelo che a uno che comincia con “pessimo articolo” ed elude poi le risposte che gli vengano date. Ciò nonostante, a te una replica nel merito non è stata mai negata. Quindi, non ho mica capito di cosa ti stai lamentando. Forse di nulla. Anzi, mi sa che è proprio così.
@bender:
ci paga L’Espresso. Fossi in te, cercherei di comprare una quota della società che controlla Giornalettismo; tra pochi anni potrebbe valere milioni di euro.
@gregorj, se l’articolo è pessimo come devo cominciare, con un “il vostro blog è stupendo”?
Caro flavio, io parlare te con parole facili facili, così forse tu capire.
Dire “articolo pessimo” oppure “commento di flavio cretino” NON è – segui il labiale: NON è – confutarlo nel merito. Confutarlo nel merito essere: articolo dice questo, e non è vero perché questo e quest’altro. Avere tu compreso, adesso?
Se no, tu potere anche continuare a discutere con quest’aria un po’ ‘iosoioevoinunseteuncazzo’. Ma ricordati che di Alberto Sordi ce n’è soltanto uno.
Mi pare un po’ comodo pretendere di fare i difensori d’ufficio di wiki sulla base di posizioni soggettive “per me è solo una fonte di link” “prendo sempre i contenuti con le pinze e li riverifico” “qui un tempo era tutta campagna”. Beati voi che avete tutto questo da perdere, io quando googlo wiki $subject leggo quello che mi serve e tanto mi basta. E così la maggioranza degli utenti. E sempre la maggioranza (me compereso) se trova un errore non lo corregge, perché non ha tempo/voglia. L’idea di wiki è bellissima ma a me l’idea di un’enciclopedia dove uno che ne sa meno di me può scrivere le voci non piace, quindi se faranno qualcosa di piu’ gerarchico ben venga.
@juppes, prendi nota di chi è il maleducato in questa discussione.
@gregorj: dopo quella frase ce ne sono altre che spiegano questa affermazione. rileggile.
@flavio: gnorsì!
poi posso fare anche il bucato?
Chi ha detto che firefox ha soppiantato Internet Explorer?
Firefox è in crescita, ma IE detiene ancora il suo 90% delle quote….
Anche Giornalettismo fa i suoi erroracci wikipediani?
Io avrei detto: “chi si aspettava che Internet Explorer soppiantasse Netscape?”!
vero, musikele, hai ragione! Sarebbe stato più giusto scrivere: “si è presa una fetta del mercato dei browser che sembrava monopolizzato da IE”.
L’erroraccio l’ha fatto Musikele, perché è da almeno due anni che secondo tutte le statistiche IE è sceso sotto il 90%.
Adesso viaggia tra il 60 e il 75% (non esistono dati certi) mentre firefox è tra il 18 e il 30%.
Solo per la cronaca: gli utenti di giornalettismo (che sono un buon campione, essendoci state più di un milione di visite) si dividono in 73,3% per Explorer e 22,7% per Firefox.
Just, prendersi 18-30% di un mercato appannaggio per il resto di un altro concorrente NON E’ soppiantarlo. E’ prendersene una fetta. Punto.
Una fetta un bel po’ più grossa: dal 90% al 70% ci passano milioni di unità. E comunque direttò, non ho contestato da nessuna parte l’osservazione che il termine “soppiantato” fosse fuori luogo, ho solo precisato
A casa mia comanda ancora Explorer comunque.
Non sono d’accordo con il tuo articolo.
In primo luogo perché a fronte di centinaia di miglia di voci corrette una decina di voci scorrette ha poca o nessuna rilevanza.
In secondo luogo perché gli errori tendono ad essere corretti nel tempo (e comunque ci sono anche su enciclopedie più autorevoli: essere esperti di una materia non vuol dire essere esenti da errori).
In terzo luogo perchè se io vado su wikipedia so già che le informazioni potrebbero non essere del tutto affidabili. Ma lo so per qualsiasi mezzo di informazione, non solo per wikipedia. O pensi che i giornali e le televisioni dicano solo cose indubbiamente vere?
Il controllo mi deriva non dall’affidabilità della fonte (che non posso mai testare una volta per tutte) ma dall’incrocio e dal confronto di fonti diverse.