“Basta col G8, Carlo Giuliani non fu ucciso”
29/07/2011 - Giampiero Mughini dice la sua sui fatti di Genova Giampiero Mughini in un articolo su Libero dal titolo: “La retorica sul G8 ha stufato, Giuliani non è stato ucciso” ci spiega oggi cosa pensa delle commemorazioni su Piazza Alimonda: Se
Giampiero Mughini dice la sua sui fatti di Genova
Giampiero Mughini in un articolo su Libero dal titolo: “La retorica sul G8 ha stufato, Giuliani non è stato ucciso” ci spiega oggi cosa pensa delle commemorazioni su Piazza Alimonda:
Se io leggo di qualcuno che “è stato ucciso” durante un corteo, mi viene subito in mente l’immagine della bellissima ragazza iraniana, la ventisettenne Neda, uccisa da un cecchino della polizia iraniana a Karengh Street il 21 giugno 2009. In tutto e per tutto, e mentre prese in pieno petto la pallottola che la uccise, Neda stava camminando e sorridendo, armata solo del suo velo e dei suoi jeans. «È stata uccisa», non lo si può dire dire altrimenti. Diversa la situazione in cui muore Giuliani, e cerco di dirlo con il massimo garbo verso il lutto della sua famiglia. A Piazza Alimonda non c’erano ragazzi che scorrevano e sorridevano, a Piazza Alimonda avevano preso la parola gli energumeni i più truci. Ai loro occhi tutto il male del mondo era rappresentato da quella camionetta dov’erano un paio di uomini la cui unica colpa era l’indossare la divisa dei carabinieri. Contro quella camionetta si scaraventarono in tanti che non avevano l’aria di star sherzando.
Mughini dice che una corte europea ha assolto il carabiniere (Mario Placanica) dall’accusa di uso eccessivo della forza:
Non aveva l’aria di star scherzando Giuliani, e non riesco a intravedere neppure per un attimo quale sia il legame tra la sua aspirazione a una società più libera e democratica e l’estintore che avrebbe scaraventato addosso a fargli il maggior male possibile contro un carabiniere che non conosceva e di cui non sapeva null’altro se non che fosse un carabiniere. Un carabiniere che premé il grilletto, e una corte di giustizia europea lo ha assolto dall’ac – cusa di avere fatto «un uso eccessivo della forza». E dunque se è vero che abbiamo bisogno della verità e non di retorica anche di fronte alle tragedie, Giuliani non è stato “uc ciso” e lo diciamo naturalmente senza che questo attenui di una virgola il lutto per la sua giovane vita stroncata.
Cioé? Mughini spiega:
È morto all’interno di un episodio la cui tragicità aveva concorso a creare. Questo è il motivo – un motivo di verità – che mi ha spinto a inalberarmi nei confronti dell’ospite che mi sedeva accanto nella trasmissione televisiva di cui ho detto. Tutt’altra cosa e tutt’altra vicenda è quella, ai miei occhi gravissima, del comportamento delle forze di polizia nelle ore immediatamente successive alle giornate di Genova. Forze che prima alla scuola Diaz e poi nel carcere di Bolzaneto, hanno violato i principi fondamentali della deontologia professionale e della lealtà democratica e hanno colpito alla cieca ragazzi e ragazze che non avevano alcuna colpa e responsabilità individuata, e non di trovarsi a Genova in quelle ore roventi. Grave il comportamento delle forze di polizia e dei loro capi, più volte additati da sentenze di tribunali. Una pagina indecente della nostra storia democratica, e qui finisco perché altrimenti dovrei scrivere altri due articoli. Giuliani è una cosa, la caserma di Bolzaneto un’altra. Ma è davvero così difficile avere noi tutti una memoria condivisa che non sia tutta a favore di una parte o dell’altra? Una memoria in punta di verità.











a perte l’idiota qui sopra che pensa che le forze dell’ordine fadano in giro a giustiziare la gente.
i fatti da osservare sono 3:
1) la pistola era già puntata prima che giuliani raccogliesse l’estintore. come si vede dai filmati e dalle fotografie.
2) giuliani era ad una certa distanza dalla jeep. per tirare un estintore da quella distanza, facendogli coprire in volo tutto il tragitto e colpire una persona dentro ad una jeep con forza sufficiente da metterne in pericolo la vita, ci vuole maciste.
3) non colpisci una persona se non spari ad altezza d’uomo. sono stati esplosi due colpi ad altezza d’uomo. questo è in contrasto con ogni volontà di disperdere la folla per liberarsi e coincide con la volontà di colpire qualcuno. colpi sparati sulla folla a casaccio. giuliani ha avuto la sfortuna di trovarsi sulla traettoria. poteva capitare anche ad un passante, un cameramen. chiunque. per cui lo sparare sulla folla è ingiustificabile.
nessuna legittima difesa di fronte al terribile pericolo di un estintore, quindi.
@lu
Pensa ho iniziato il libro Credere di Zizek e l’introduzione parla anche di Hannah Arendt, che coincidenza. Le mie speranze nella rivoluzione sono cadute tempo fa e guardo con ammirazione chi ancora ci crede, chi ancora pensa che così (non dico il mondo) ma che qualche cosa cambi. A questa sensazione di Impotenza, come dici tu, “nelle singole persone” si trova il conforto e le idee scorrono fluidamente, perché confrontandosi si Crea.
Nella Fine del mondo, quando la moglie del professore riesce a vedere, si lascia morire, perché il mondo non è cos’ colorato come credeva.
Le tue parole hanno letto il mio cuore e le porterò sempre dentro. Questa è la mia mail versometa@gmail.com, mi farebbe continuare a scriverti.
Ciao spero a presto
Alessio
hai ragione gianluca la pensa come me
Ciao.
Ho letto molto velocemente e ti rispondo in modo schematico perchè mi sto preparando per uscire:se questa notizia è così come è riportata qui, si possono fare delle riflessioni: la 1^, la più importante, nell’articolo si fa riferimento aun’opinione pubblica informata e coesa, non a una folla violenta.
Infatti nessuna notizia di violenze, di scontri con la polizia è giunta dall’Islanda.
Quello che non succede nel resto del mondo: per questo sono convinta che la folla no global del g8 avrebbe dovuto fare tutt’altro.
Avrebbe dovuto fare opera di informazione pacifica, di volantinaggio , sia nelle strade di genova , sia nelle altre città, senza spaventare l’opinione pubblica con la violenza e soprattutto senza contribuire a creare vittime della violenza( vittime come giuliani, placanica – che è vittima – e tanti altri ); altro cercare di invadere la zona rossa ( è vero che gli scontri con la polizia sono avvenuti in un’altra zona , ma cento ( mi pare fosse lui) ha comunque ammesso che era intenzione invadere la zona rossa e quindi gli scontri ci sarebbero stati comunque.
Che cosa si credeva di ottenere invadendo la zona rossa? Vero è che le idee dei no global erano giuste, ma è anche vero che nessuna protesta così strutturata poteva avere successo, infatti il g8 c’è stato lo stesso, la politica non è cambiata e ci sono state molte vittime in più, fra cui mario placanica.
La seconda riflessione è che l’islanda è un’isola felice: poca popolazione, ricchezza diffusa…lì è più facile formare e informare ( anche se non si risolvono i problemi. anche la norvegia sembrava un’isola felice per gli stessi motivi della svezia, e invece…)
Comunque , semmai dovesse esistere una strada per me è formare, informare, isolare i violenti che rovinano tutto e non pensare che esistano nemici a priori, ad es. le forze dell’ordine.
Lo so che in italia non è facile.
E comunque stiamo a vedere che succede in Islanda, perchè i risultati non si vedono ora, si vedono nel tempo.
Ciao!
http://www.ngvision.org/mediabase/74
Un bel documentario che ci fa chiara la verità, sopratutto sui violenti!
arrivederci