Un mini condom per gli under 13

Lo ha prodotto un’azienda Svizzera per rispondere alle esigenze di una popolazione sessualmente attiva sempre più giovane Certamente la notizia...

Lo ha prodotto un’azienda Svizzera per rispondere alle esigenze di una popolazione sessualmente attiva sempre più giovane

Certamente la notizia sconvolge un po’, e da un certo punto di vista quella di lanciare condom per bambini, come è successo in Svizzera, sembra un’idea un po’ perversa. “Preservativi extra small per ragazzi di 12 anni in vendita in Svizzera” ha titolato il Daily Telegraph.

UN NUOVO MINI CONDOM – Sarà una bufala? Non sembra proprio. Anzi, ci sono alcune ragioni molto gravi che hanno portato alla produzione del preservativo “per i piccoli”, e alcuni motivi molto seri per pensare che la cosa avrà serie conseguenze, sia positive che negative. Lamprecht, il produttore leader nel settore dei preservativi in Svizzera, ha lanciato il preservativo su piccola scala dopo che i gruppi di sostegno familiare e gli organizzatori della campagna anti aids, dopo alcuni studi, ne hanno fatto espressa (e scioccante) richiesta. Uno studio della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù, per esempio, ha rilevato che molti più ragazzi dai 12 ai 14 anni erano sessualmente attivi, in confronto al 1990 e, peggio ancora, non usavano protezioni. Uno studio tedesco ha anche scoperto che un quarto dei soggetti attivi dai 13 ai 20 anni trovavano i preservativi standard troppo grandi.

SERVE PIU’ EDUCAZIONE - Di conseguenza, Lamprecht ha deciso di soddisfare questa esigenza con “Hotshot”, preservativi che hanno un diametro di 4,5 centimetri contro i 5,2 centimetri dei preservativi standard. L’idea di base, condivisa da molti opinionisti, è di non giudicare a che età siano pronti o meno i ragazzi per cominciare ad avere rapporti sessuali. Ma piuttosto, posto che li abbiano, se questi ragazzi possiedano le conoscenze e mezzi per proteggere se stessi e il partner. I mini preservativi sono l’unica soluzione al problema? Certamente no. Quello di c’è bisogno è un’educazione sessuale completa per insegnare ai ragazzi le conseguenze emotive e i rischi che possono derivare dal fare sesso, in particolare se non protetto. Chiaramente un dodicenne è troppo giovane per avere rapporti sessuali, ma soprattutto per diventare genitore.

IL SESSO E’ UN GIOCO? – La prevenzione precoce è per questo assolutamente necessaria, ma ovviamente questa non può consistere solo di un preservativo chiamato “Hotshot”. I bambini hanno bisogno di essere seguiti. Hanno bisogno di poter fare domande sul sesso e ottenere informazioni oneste. Hanno bisogno di buoni modelli per poter combattere la pressione dei coetanei a fare sesso in età sempre più giovane. Hanno bisogno di strumenti per costruire la fiducia e stima nell’altro, e non usare il sesso come strumento per guadagnare popolarità. La produzione di preservativi speciali può essere un potente strumento di prevenzione, ma con un nome come “Hotshot” restano delle preoccupazioni sul messaggio che viene trasmesso. La confezione in effetti ha un packaging fresco, dai colori vivaci e divertenti, pensato per attrarre un pubblico più giovane. Il rischio è però che i bambini comincino a considerare i preservativi come un giocattolo, e il sesso come una qualsiasi attività ludica, vanificando gli sforzi per educare i giovanissimi a una sessualità consapevole.