“Anonymous is here to stay”

26/07/2011 - Un Anon risponde a Massimo Sideri del Corriere della Sera Carissimo, in merito al tuo articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, credo che siano necessarie una o due precisazioni. Innanzitutto voglio presentarmi, sono Anonymous; ti dirò di più: sono

     
 

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Un Anon risponde a Massimo Sideri del Corriere della Sera


Carissimo,

in merito al tuo articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, credo che siano necessarie una o due precisazioni. Innanzitutto voglio presentarmi, sono Anonymous; ti dirò di più: sono un Anonymous che ha la pretesa di parlare solo per sè stesso e non a nome di Anonymous nella sua supposta interezza, interezza che solo i giornalisti credono di poter individuare o poter descrivere con una parola: “gruppo”. Io non ho ricevuto alcun mandato da chissà qualche fantomatico “gruppo”. L’unico mandante di questa mia letterina è la mia persona, pertanto, e qui spero di poter finire questo disclaimer, queste sono le mie opinioni, queste sono le mie idee, questo è il mio racconto del mio rapporto con gli Anonymous-altro-da-me.

Nel tuo articolo parli dell’ultima operazione di LulzSec (abbreviazione per LulzSecurity e non per Anonymous) come se LulzSec fosse Anonymous concludendo, tra le altre cose, che questo sarà un boomerang per Anonymous. Ho una notizia bomba per te: LulzSec e Anonymous non sono la stessa cosa. Certo, alcuni Anonymous partecipano a LulzSec, ma non è sufficiente per stabilire una perfetta corrispondenza tra questi e quelli, non trovi? Sarebbe un po’ come se io dicessi che tu, siccome sei un giornalista, sei uno di quelli che utilizzano per il proprio lavoro il cosidetto “metodo Boffo”. Se sei uno di quelli che lo fa (non ho seguito la tua carriera) ti chiedo scusa, fa finta che mi sia rivolto al tuo vicino di scrivania.

Non è vero che Anonymous si è sempre venduto come strumento moderno di opinione e di critica sociale. In primo luogo perché Anonymous non si vende (potresti smettere di paragonare Anonymous agli aspetti deteriori della tua categoria professionale per cortesia?), semmai Anonymous AGISCE anche come strumento moderno di opinione e di critica sociale a fianco di una vera, profonda e continua azione di produzione e trasformazione culturale. In secondo luogo non è vero che Anonymous sia sempre stato così. Anonymous si è evoluto, gli Anonymous si sono evoluti dal semplice trolling telematico alla lotta contro culti religiosi dannosi e criminali (Project Chanology contro Scientology), dalla lotta contro il copyright a quella in sostegno della libertà per Wikileaks di poter esistere su Internet (Operation Payback) fino alla svolta più clamorosa, e clamorosamente ignorata dai mezzi di comunicazione italiani, a favore delle rivoluzioni in Nord Africa (Operation Tunisia, Operation Egypt, e le varie Operation Freedom tra cui quelle in Spagna e in Italia). Questo solo per darti un breve quadro. O per riassumere ciò che hai, per limiti di spazio, dovuto tralasciare.

“Ma l’azione di ieri andrà a vantaggio della criminalità organizzata, da quella romena a quella russa, che opera in Italia attraverso il Web.” Questa l’ho già sentita, aspetta: “Wikileaks fermi la pubblicazione dei documenti riservati Usa. Mettono a rischio la vita dei soldati americani e degli alleati” (Mike Mullen) o anche: “Irresponsabile il comportamento di Wikileaks” (Philp Crowley). A prescindere da queste simpatiche coincidenze di pensiero, dal tentativo di fare terrorismo psicologico, dal continuare a confondere LulzSec con Anonymous è sempre un piacere vedere in azione l’argumentum ad consequentiam, quindi, se non ti è troppo disturbo vorrei che tu mi mostrassi come, inviti a conferenze in Francia o in Cina, lettere con elenchi di ingegneri egiziani, lettere commerciali e fotografie di una non meglio specificata centrale della polizia postale possano condurre alle conseguenze che tu prospetti.

Da parte mia io ritengo che non ci sia alcun nesso logico tra i documenti pubblicati e ciò che sostieni indebitamente e senza alcun fondamento. Tra l’altro avresti quantomeno dovuto mettere qualche riferimento al terrorismo norvegese di matrice cristiana, o ai profughi libici che potrebbero trarre vantaggio da ciò che LulzSec fa per poter davvero spaventare i tuoi lettori perché i rumeni sono lo spauracchio di due o tre anni fa. Ma continuiamo: secondo la tua spassionata descrizione Anonymous (ma non è stato LulzSec?) avrebbe perso la verginità con quest’azione. Ammesso e non concesso che la verginità sia un valore, e che LulzSec l’abbia mai avuta, non vedo come quest’azione sia così rilevante da far perdere la “verginità”. Forse perché è ciò di cui stai scrivendo il tuo articolo a renderla speciale? Probabilmente ignori la storia di LulzSec, oltre che quella di Anonymous.

Anonymous non ha mai semplicemente protestato (vedi il caso di Anonleaks) LulzSec non ha mai avuto una verginità da difendere. Qui l’unica verginità perduta è quella di un cronista che ammette pubblicamente la sua ignoranza (tu) e quella della polizia che si dovrebbe occupare della sicurezza informatica del Paese che è stata OWNATA da una persona molto simile a quei ragazzini piagnucolosi di cui parli a fine articolo. Quando la polizia ti entra a casa la mattina presto e inizia a frugare tra le tue cose sfido chiunque a non scusarsi con i propri genitori per il “casino” che il credere in una causa giusta, quella della libertà dell’informazione e della libertà di manifestare il proprio dissenso (la causa degli Anonymous non LulzSec), ha portato nelle vite delle persone che li circondano.

Ti sfido altresì a mantenere la calma, in situazioni del genere, se non sei un criminale fatto e finito. Probabilmente tu avresti attaccato i poliziotti col coltello tra i denti – ah no, quello è Feltri, scusami è che confondo sempre i giornalisti è facile cadere in confusione, un po’ come confondere Anonymous e LulzSec, no? Immagino la difficoltà per smaliziati cronisti del tuo calibro nel credere che Anonymous abbia qualche possibilità di sopravvivenza nel breve periodo, figuriamoci nel lungo, quindi capisco il tuo apocalittico avvertimento finale, capisco meno il tono di disprezzo insito nella definizione “gruppo di ex hacker opinionisti” giacché non mi pare di aver visto Anonymous a Porta a Porta, da Santoro o da Barbara D’Urso, a dispensare le opinioni più vari, ma in quei luoghi ho visto sempre molti giornalisti; una cosa ti posso garantire Anonymous sopravviverà e continuerà ad agire e a lottare quindi forse sarebbe meglio che tu iniziassi a studiare la cosa in modo da poter scriverne in maniera davvero informata, sono convinto che ne risentirà positivamente anche la qualità delle tue “opinioni”.

Con affetto, il tuo amichevole Anonymous di quartiere

     
 

12 Commenti

  1. antonella scrive:

    l’unica cosa illogica e’ che se siete cosi’ buoni e bravi non capisco perche’ non dite chi siete,a differenza di noi cattivissimi Scientologist che oltre la faccia il nome e cognome abbiamo migliaia di video dove ci presentiamo.Perche’ se siete cosi’ idealisti non vi mostrate?

    • Anon scrive:

      cara antonella, non so se il tuo livello di clearance ti consente di parlare con me di certe cose, potresti dire che livello sei? conosci lisa mcpherson? sei mai stata su A.R.S.?

      lo sai bene che abbiamo detto chi siamo, siamo Anonymous

      il fatto che tu riduca tutte le critiche allo zero assoluto perché non c’è il nome di chi le muove e che abbia bisogno di un nome e di un cognome (approposito, il tuo?) è solo la prova che la Co$ applica ancora la dottrina del Fair Game contro le SP ovvero molestie, minacce, azioni legali indiscriminate con il solo scopo di demolire e annientare l’avversario (soprattutto economicamente) per metterlo a tacere.

      quando Scientology cesserà questi comportamenti forse ne potremo parlare.

      ps di video nostri ce ne sono parecchi. uno è quello con tom cruise. enjoy.

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