Le dichiarazioni dell’ex capo dei servizi segreti pakistani ridanno vigore alle solite teorie del complotto sull’11 settembre, anche se i suoi legami con Bin Laden e Al-Qaeda sono stati evidenziati più volte.
Questa rubrica tratterà serialmente il debunking di miti internettiani e non. A tenerla, il “terribile” John di crono911.
E’ quasi uno stereotipo: ogni qualvolta un “pezzo grosso” lascia definitivamente la poltrona, vuoi per aver raggiunto i limiti di pensionamento, vuoi per essere stato silurato, ha sempre una verità segreta da raccontare. Qualche volta la storia è affidata a un grosso libro con l’intento di rimpolpare la liquidazione, qualche volta no. Quasi sempre queste “rivelazioni” sono estremamente soggettive e difficilissime da verificare, se non manifestamente infondate, al punto da non consentire nemmeno l’apertura di un’inchiesta formale o di un processo giudiziario. Talvolta, però, le “rivelazioni” sembrano avere altri scopi che non quello di pubblicare un libro per raggranellare un po’ di soldini. E’ questo il caso delle recenti dichiarazioni del “generale Hamid Gul, ex capo dei servizi pakistani ISI” che nel corso di un’intervista alla CNN avrebbe dichiarato che “sia gli attacchi di Mumbai sia l’undici settembre sono state entrambe operazioni pilotate all’interno del sistema”, così come sono riportate e commentate da vari siti “complottisti” come Megachip e Luogocomune che a loro volta si rifanno a un articolo di Paul Joseph Watson su Prisonplanet.
L’INTERVISTA - Il sito Megachip scrive che il generale Hamid “ha riferito ieri alla CNN che sia gli attacchi di Mumbai sia l’undici settembre sono state entrambe operazioni pilotate all’interno del sistema (“inside jobs”), con grande dispiacere dell’ospite e luminare del CFR Fareed Zakaria, il quale ha detto agli spettatori che le opinioni di Gul sono «assolutamente errate e completamente screditate»”. Come si può invece verificare nel filmato della CNN, Fareed Zakaria non è un “ospite” ma è proprio l’autore dell’intervista ad Hamid. Ed il giornalista ha aperto l’intervista con un’accusa secca: “Generale Gul, come sa gli Stati Uniti hanno trasmesso alle Nazioni Uniti i nomi di quattro ufficiali dell’ISI affinchè siano inseriti in un elenco di terroristi internazionali. Uno di quei nomi è il suo. Cos’ha da dire in proposito?”. Il contesto delle dichiarazioni di Hamid è quindi ben diverso da quello suggerito dalle descrizioni che ne fanno i “complottisti”. O qualcuno pensa che Hamid avrebbe potuto replicare dicendo: “Sì, hanno fatto bene”?
LA DIFESA DI BIN LADEN - Rispondendo a quella secca domanda introduttiva, il generale Hamid ha respinto le accuse e le ha girate all’ISI e al governo pakistano. A quel punto il giornalista ha chiesto: “Crede che dovremmo pensare ad al-Qaeda come a un gruppo terroristico? So che c’è stata una conferenza nel gennaio del 1991, cui lei ha partecipato, nella quale ha espresso l’opinione che Bin Laden va descritto come un guerriero religioso e non come un terrorista”. Ed è a quel punto che Hamid ha replicato: “Finché non ci saranno prove contro di lui, non è un terrorista. La completa verità sull’11 settembre non è ancora emersa, è ancora avvolta nel mistero” e poco più avanti aggiunge: “Io dico che i Sionisti o i Neocon sono responsabili. E’ stato un lavoro interno [inside job]“. Sul finire dell’intervista Hamid ha difeso con convinzione il regime dei Talebani e la loro “resistenza” alle forze della NATO. Una trascrizione dell’intervista è reperibile sul forum di Prisonplanet. Siamo quindi in presenza di un’intervista a un ex-ufficiale accusato di terrorismo e che difende a spada tratta Al-Qaeda, Bin Laden e i Talebani. Una persona che parla citando vecchi slogan del complottimo (“l’11 settembre è avvolto dal mistero”, “La colpa è dei sionisti o dei Neocon”, “Non ci sono prove contro Bin Laden”) tutti smentiti dai fatti. Una persona che finge di ignorare che Osama Bin Laden non è stato accusato soltanto in ordine ai fatti dell’11 settembre ma anche in ordine a precedenti attentati terroristici. Una persona smentita dagli stessi individui che tenta di difendere, i quali hanno ammesso e confessato le proprie responsabilità in innumerevoli circostanze.



Il NWO sionista e il complotto cattocomuplutogiudaico sono sempre dietro qualsiasi cosa accada in questo pianeta. Hamid? Pure lui è pagato da loro per far credere che ci sia qualcuno contro di loro.
PS:Anche qui ho lo stesso problema col link stampa. Mi dà ” Errore 404 – La pagina che stavi cercando non esiste.” È un problema solo mio?
No, non è un problema solo tuo. Fa anche a me così.
Incompatibilità di un plugin con WordPress 2.7.
Grazie della segnalazione, sto sistemando
Perchè, dato che c’è, Luogocomune non chiede anche a Totò Riina chi ha fatto uccidere Falcone e Borsellino ? Il principio per cui il probabile colpevole è la fonte più attendibile mancava ancora nell’universo complottista: un’imperdonabile carenza.
Strano che agli acuti giornalisti di megachip sia sfuggito il legame tra Hamid e la Bhutto.
Ah, già: la Bhutto è stata assassinata per aver rivelato al mondo che Osama fu ucciso da Omar Sheikh…