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I bambini torturati e stuprati in Siria

In Siria i gruppi di opposizione al regime di Bashar al Assad stanno reclutando bambini rifugiati nei paesi vicini mentre le forze governative a sostegno del presidente catturano e torturano i bambini legati ai ribelli. È l’allarme lanciato in una relazione delle Nazioni Unite presentata dal segretario generale Ban Ki Moon, datata 27 gennaio e due giorni fa pubblicata in rete. Secondo il rapporto dell’Onu, ripreso dall’agenzia di stampa Reuters, nelle prime fasi del conflitto siriano, che dura da quasi tre anni, le truppe governtive sarebbero state responsabili della gran parte delle violenze compiute ai danni di bambini, ma, col passare del tempo, man mano che lo scontro si è intensificato, anche l’opposizione al regime si sarebbe macchiata di gravi abusi ai danni della popolazione più indifesa.

 

Siria, il paese sotto il fuoco delle forze governative

 

COSTRETTI ALLA GUERRA – «La sofferenza dei bambini della Repubblica araba siriana da inizio conflitto – spiega ban Ki Moon nel documento – è inaccettabile». Secondo quanto riportato nella relazione dal segretario generale, che fa riferimento al periodo compreso tra il primo marzo 2011 e il 15 novembre 2013, i gruppi armati di opposizione hanno reclutato e utilizzato bambini in ruoli di supporto e combattimento, con tentativo di reclutamento, tra l’altro, anche di bambini che si erano rifugiati con le famiglie nei paesi vicini. Ma non solo. Il rapporto delle Nazioni Unite spiega anche i collegamenti del fronte di opposizione a Bashar al Assad con le forze occidentali. Mentre paesi arabi come Arabia Saudita e Qatar avrebbero sostenuto l’Esercito Siriano Libero, controllato dal Comando Supermo Militare, con la fornitura di armi, soldi e intelligence, Stati Uniti e Gran Bretagna si sarebbero resi disponibili con aiuti non letali, ad esempio nel campo dei trasporti e delle comunicazioni.

 

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DALLA DETENZIONE ALLA VIOLENZA – Il reclutamento dei minori per l’impiego in guerra sarebbe poi avvenuto anche grazie ad alcune forti pressioni. Molti bambini – secondo quanto riferisce l’Onu – sono stati reclutati dopo la scomparsa dei genitori, altri semplicemente erano convinti che il loro impiego fosse obbligatorio, in altri casi sono avvenute vere e proprie intimidazioni. Le Nazioni Uniti non hanno ricevuto, dunque, notizia di assunzioni formali dei minori, ma sostengono che le forze governative, ad esempio, di maschi di età inferiore ai 18 anni impiegati ai posti di blocco nel corso degli attacchi. Le forze governative – continua il rapporto di Ban Ki Moon – «si sono rese responsabili dell’arresto, della detenzione, della tortura o dell’utilizzo come scudo umano di bambini» puniti per la «loro, percepita o reale, associazione ai gruppi di opposizione».

 

 

100MILA VITTIME DAL 2011– La relazione delle Nazioni Unite, infine, rivela il ricorso contro i giovanissimi di «percosse con cavi metallici, frutste, bastoni di legno o metallo, scosse elettriche, anche ai genitali, strappo delle unghie delle mani o dei piedi, violenza sessuale o minacce di stupro, finte esecuzioni, bruciature con sigaretta, privazione del sonno, isolamento, esposizione alla tortura dei parenti». La guerra in Siria continua ad uccidere mediamente circa 100 persone al giorno. Si stima che dall’inizio degli scontri abbiano perso la vita oltre 100mila persone. Tra loro più di 10mila bambini.

(Foto di repertorio da archivio LaPresse)