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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 4 aprile 2008 alle 09:32 dallo stesso autore - torna alla home

Aprono su Alitalia i maggiori quotidiani nostrana. Il Corrierone fa scendere in campo l’Ostellino furioso, che ci fa sempre la sua porca figura con una tiriteria nei confronti del sindacato con argomenti che erano già comparsi nei giorni scorsi. Niente di originale nel suo editoriale, anche se di certo molte ragioni sono dalla sua parte. Peccato, perché di solito ci fornisce sempre ottimi spunti. Interessante comunque che le rappresentanze dei lavoratori abbiano fatto retromarcia dopo il saluto di Air France. Se adesso si tornasse a trattare come se nulla fosse successo, si sarebbe autorizzati a pensare che era tutta una scenetta. Il che non è reato, eh? E’ soltanto ridicolo. A pagina 3 c’è una fantastica intervista a Cesare Romiti, che invoca “l’uomo forte” per la nostra compagnia di bandiera, e poi propone non uno dei suoi figli – chissà perché – ma Enrico Bondi, oggi alla Parmalat. Niente da dire, l’ipotesi è davvero interessante. Il Foglio riporta in campo l’idea Banca Intesa, con il dossier che potrebbe far tornare buoni i rapporti tra Bazoli e Passera. Invece su Milano Finanza si va oltre, invitando Prodi a chiamare l’ad di Intesa per sbrogliare la situazione. Ricordiamo a) che Intesa è una banca privata; b) che Prodi è il PresDelCons; c) che MF fino all’altroieri strillava come un’aquila sull’ingerenza dello Stato nel mondo dell’impresa e sul bancocentrismo italiano che penalizzava gli imprenditori. Tanto i lettori hanno pessima memoria.

Per la politica, dopo la retromarcia di Pizza e della Dc – ieri sui giornali dicevano che si poteva trattare su qualcosa di concreto: sottosegretariati, posti nelle aziende di Stato: evidentemente la compravendita è andata a buon fine – da segnalare un’intervista a Silvio di Marco Galluzzo intitolata: “Passerò alla storia. I cattolici scelgono noi, non l’Udc“. Walter invece manda alla Stampa un articolo su Martin Luther King. Non lo leggo nemmeno, meglio quello di Giornalettismo. Su La Tribune intervista ad Enrico Morando, uno degli estensori del programma economico del PD: “L’Italie a besoin d’un changement radical dans les domaines économiques et social” (scusate la pronuncia). Questo slogan l’ho già sentito.

Ma la notizia del giorno è Alfonso Pecorario Scanio indagato da Woodcock per associazione per delinquere e corruzione (su Repubblica ). “Secondo l’ipotesi accusatoria, il ministro, grazie a questi rapporti, e ai favori fatti e ricevuti, avrebbe viaggiato in Italia e all’estero (Europa, Americhe, Caraibi) non pagando una lira di tasca sua. Non solo viaggi, ma pure soggiorni in alberghi di gran lusso, anche a sette stelle, come quello di Milano, il Town House Hotel. Secondo quanto avrebbero accertato la polizia giudiziaria di Potenza e i carabinieri del Noe del “capitano Ultimo”, il ministro e altri uomini del suo entourage, che non sono indagati, da sei anni a questa parte avrebbero utilizzato telefonini intestati e pagati dalla “Modus Vivendi”, una cooperativa editoriale che si occupa di manifestazioni, convegni e master sull’ambiente e l’ecologia“. Niente male, no? Il dettaglio più interessante – e chissà se è vero – dell’articolo è che il pm avrebbe raccolto elementi di accusa che gli permetterebbero di chiedere il deferimento di Pecoraro Scanio al Tribunale dei Ministri. Ecco, in prima luogo è OBBLIGATORIO che per fatti criminosi ipoteticamente commessi durante l’esercizio delle sue funzioni, un ministro venga processato dal Tribunale dei Ministri. Questo forse significa semplicemente che l’indagine è molto più avanti di quanto si possa credere. E ciò accade di solito quando si hanno prove pesanti contro l’indagato.

Le coppie gay scuotono ancora il PD. Nuovo scazzo tra la Binetti e il resto del partito, ma la senatrice teodem fa di più e annuncia querela contro l’emittente che ha mandato in onda alcune sue frasi. Il motivo? “Contattata da Ecotv per un’intervista sul Partito democratico, lo scorso 6 marzo sono andata negli studi dell’emittente che ho abbandonato perché l’intervista si stava trasformando in un interrogatorio sull’omosessualità e nulla aveva a che fare con il Pd. Ho immediatamente diffidato gli autori della trasmissione dal mandarla in onda e, oggi a un mese quasi di distanza, vedo addirittura le anticipazioni di quell’intervista da me non autorizzata e faziosamente presentate senza rivelare né la data né il contesto in cui essa si è svolta. Difendo con convinzione le mie idee che sono note a tutti, ma in questa occasione mi riservo di adire le vie legali contro l’emittente per la strumentalizzazione dell’intera vicenda“. Mi pare giusto: gli facevano domande solo sulle coppie gay, mentre la Binetti è notoriamente un’esperta di diplomazia internazionale, finanza pubblica e beni culturali. Questi giornalisti, sempre a cercare la rissa. Non se ne può più, signora mia.

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