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La casa editrice e la pubblicità sul grillino che brucia i libri che diventa virale

I libri non si bruciano. È questa la frase con cui la Rizzoli ha risposto a Francesco Neri, militante del Movimento Cinque Stelle di Zagarolo, nel Lazio, che nei giorni scorsi aveva pubblicato su Facebook la foto del rogo del libro di Corrado Augias, da lui stesso dato alle fiamme in risposta alle parole del giornalista-scrittore pronunciate venerdì scorso a «Le invasioni barbariche» dopo l’intervista ad Alessandro Di Battista.

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IL GESTO – Il signor Neri aveva compiuto il gesto pubblicando il risultato su Facebook in risposta a quelle che riteneva fossero le menzogne di una persona fino a venerdì pomeriggio concreta e di grande cultura e che invece ha dimostrato di essere un menzognero perché dalla sua casa di Parigi, ha spiegato l’autore del gesto, che gli consentono di attaccare la Resistenza, chiudendo dando ad Augias del fascista. Rizzoli ha risposto con una frase sotto forma di hashtag molto chiara e secca, pubblicata a caratteri cubitali sul Corriere della Sera: «#i libri non si bruciano».

 

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LA REAZIONE SU TWITTER – In poco tempo lo stesso è diventato virale tanto che su Twitter sono in molti ad accordarsi all’affermazione di Rizzoli, con qualcuno che ricorda il rogo dei libri di Berlino del 1933, una delle pagine più nere della storia d’Europa. Perché si può anche essere in disaccordo, ma bisogna evitare certi gesti che riportano ad un oscuro passato dal quale l’Europa si è liberata con fatica e sacrificio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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