Ultim’ora sulla Ru486: si sbraita

15/12/2008 -   Arriva la pillola della discordia e gli effetti si vedono. Ma soprattutto, si sentono “Provvisoriamente”, la rubrica che spulcia nei sacri altarini e dimostra che spesso di aulico e disinteressato c’è molto molto poco. Ad opera di Luigi Castaldi

     
 

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Arriva la pillola della discordia e gli effetti si vedono. Ma soprattutto, si sentono

“Provvisoriamente”, la rubrica che spulcia nei sacri altarini e dimostra che spesso di aulico e disinteressato c’è molto molto poco. Ad opera di Luigi Castaldi alias Malvino

Guido Rasi, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha annunciato ieri che il Consiglio di amministrazione che egli presiede si riunirà entro venerdì 19 dicembre per dare il via definitivo – salvo impedimenti, che al momento neanche si riescono a immaginare – all’impiego della Ru486 anche in Italia, com’è già da tempo in tutti paesi della Comunità europea, tranne che in Irlanda e in Portogallo. La sua somministrazione avverrebbe sotto controllo clinico in strutture sanitarie pubbliche, perché la legge 194 non consente altrimenti l’interruzione volontaria di gravidanza; e questo avverrebbe in congrua applicazione del suo art. 15 che contempla l’aggiornamento delle metodiche di intervento clinico “sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”. In pratica, siamo di fronte al solito adeguamento tardivo dell’Italia a ciò che in quasi tutta Europa è la regola da tempo. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Sbagliato. 

Il sottosegretario al Welfare sbraita che la Ru486 è pericolosa. Come se non fosse stata adeguatamente testata. Come se il percorso che un farmaco deve fare per arrivare alla commercializzazione non fosse mille volte più rigido e severo di quello che porta una qualsiasi sciacquetta a un sottosegretariato. Più di tutto: che c’entra il sottosegretario al Welfare con una faccenda che spetterebbe a chi ha la delega per la Salute? Il ministro della Gioventù, invece, sbraita che la Ru486 non dev’essere considerata un contraccettivo. Come se da domani fosse possibile comprarla in farmacia senza ricetta. Come se in Italia la contraccezione fosse cosa facile per la gioventù, tanto facile da essere un po’ snobbata, per preferire l’aborto, più difficile, dunque più eccitante. La gioventù, si sa…

Si può capire che per qualcuno l’aborto sia una cosa da non fare mai, in nessun caso, anche se c’è stato stupro. Si può capire pure che sulla base di questo personale convincimento ci si adoperi per impedirlo a chiunque si trovasse nelle condizioni che la legge 194 contempla come sufficienti. Si può addirittura capire che si possa arrivare a credere giusto – in nome di Dio o per leccare il culo a chi ne fa le veci – il sabotare in mille modi una legge dello Stato, per lo più interpretandola a cazzo di cane, chessò, piazzare dei militanti di Cl nei centri dove si praticano le interruzioni volontarie di gravidanza per ricordare alle madri snaturate che poi andranno all’inferno. Si può arrivare anche a capire che per fare tutto questo si ricorra al solito repertorio retorico da sagrestia, alle solite mistificazioni propagandistiche imparate al liceo dai salesiani, al solito mischiare la carità con il terrore, e l’amore per il prossimo col non farsi i cazzi propri. Ma si può arrivare all’inverosimile? Senza dubbio.

Ecco il sottosegretario al Welfare sbraitare che la Ru486 uccide, ma ammettere che non può far nulla per impedirlo. Ecco il ministro della Gioventù sbraitare che la Ru486 non è innocua come la “pillola del giorno dopo”, ma a chi risulta che abbia mai mosso un mignolo perché almeno quella fosse più facilmente reperibile ad impedire la necessità di dover abortire dopo? Ne approfitta – diciamo così – l’opposizione. E infatti Luca Volonté, punta avanzata del mondo politico cattolico, all’opposizione di questo governo unanimemente considerato eticamente lasso, sbraita: “Dopo sette mesi non solo l’esecutivo non è stato in grado di impedire l’introduzione della pillola abortiva ma anche la sospensione delle linee guida sulla legge 40 e i nuovi regolamenti per una più corretta applicazione della 194 sono rimasti lettera morta”. Come fosse facile per un esecutivo provvedere a tutto quello che pretendono da Oltretevere. E caccia i soldi per le scuole in mano ai preti, e togli l’Ici alle cliniche in mano ai frati, e blocca Beppino Englaro, e adegua la politica economica alla dottrina sociale della Chiesa, e non perderti un Angelus – insomma, mica è facile.

E però sbraitano anche da Oltretevere. Il cardinal Javer Lozano Barragan, ministro della Salute in Vaticano (lì c’è un dicastero, non una delega), sbraita: “La Chiesa condanna ogni soppressione di vita umana, dall’aborto agli assassini per mafia”. Chiude un occhio sui bombardamenti in Iraq e sulle condanne a morte ai gay, però non fa sconti ai mafiosi e a chi non sia stata capace di trovare un farmacista non obiettore che le desse il Norlevo.

     
 

20 Commenti

  1. Leilani scrive:

    @ juppes e lucia: giusto, spesso in questo caso la donna soffre. Prende una decisione sofferta e non superficiale, la prende dopo aver soppesato le possibilità sue e di una vita in potenza. La *sua* decisione.
    Magari la donna preferirebbe anche soffrire in privato, in maniera meno invasiva e cito:

    * L’RU 486 può essere utilizzata dalle prime settimane di gravidanza, mentre l’aspirazione non è possibile fino verso la 6° settimana

    * Il metodo non richiede né invervento chirurgico, né anestesia, e non ha gli stessi rischi dell’aspirazione: traumi dell’utero, del collo (dell’utero), rischio ulteriore di sterilità, di gravidanza extra-uterina, etc.

    * La procedura si sviluppa in privato e dà l’impressione di un aborto spontaneo, inducendo un minore trauma pricologico rispetto all’aspirazione.

    * Il metodo è anche meno costoso e più accessibile, e nel 95% dei casi non necessita di ricovero e di un intervento chirurgico specializzato.

    Per di più, non è detto che si penta della decisione presa. Se la prende può essere che sia la cosa migliore. Giudicare spetta solo a lei, non a noi.

  2. juppes scrive:

    è proprio quello che ho detto

    evito preventivamente il rischio aborto

    non mi opporrei ad un eventuale aborto di una ipotetica compagna qualora il bimbo non fosse desiderato, ma certamente non avrei di me una gran considerazione

    e lasciatemi pure la libertà di considerare degli stronzoni coloro che invece risolverebbero tutto come fosse una successiva imprevista spazzolata o scopata dalle proprie responsabilità

  3. Gregorj scrive:

    è importante anche difendere la libertà di essere “stronzi”

    (posto che io non lo farei mai)

  4. cordapazza scrive:

    * L’RU 486 può essere utilizzata dalle prime settimane di gravidanza, mentre l’aspirazione non è possibile fino verso la 6° settimana

    Riflettiamo su questo importante dato, visto che è ben diverso, psicologicamente e fisicamente, ASPETTARE i fatidici tre mesi (che possono allungarsi per trafile burocratiche, liste di attesa, ricerca di ospedali in cui poterlo fare anche in regioni diverse, come spesso succede,dala propria, e il tutto non scavalcacando la durata in cui è possibile intervenire: spesso una vera e propria impresa) che permettano al’embrione di aver raggiunto dimensioni tali da poter essere oggetto di un intervento di asportazione-aspirazione rispetto a un intevento più tempestivo, non invasivo, meno trauamtico, per una donna che abbia deciso liberamente e consapevolmente di affrontarlo, il trauma.
    L’ostinazione contro la pillola abortiva e gli ipocriti e paternalistici richiami alla salute della donna che sarebbe compromessa mi sanno tanto di “donna, abortirai nel dolore!”

  5. cordapazza scrive:

    ehm, scusate il periodo lunghissimo e gli errori consueti di battitura:-)

  6. Leilani scrive:

    La prevenzione è una gran cosa.
    Tuttavia, non credo che chi decide di abortire lo faccia per “spazzare via le proprie responsabilità”. A prescindere dalle sue motivazioni, sono certa che ne *abbia*.
    Su questo volevo invitare a riflettere.

  7. Lucia scrive:

    “non credo che chi decide di abortire lo faccia per “spazzare via le proprie responsabilità”.

    Leilani, io invece credo che ci siano donne che rifiutano la maternità in quanto vedono nella procreazione un ostacolo alla propria realizzazione…per questo parlo di mancanza di responsabilizzazione!
    E’ vero, ci possono essere alla base anche dei motivi seri che inducono una donna ad una decisione cosi sofferta, tipo ad esempio una violenza sessuale…però, ritengo che ci sia un’alternativa all’aborto senz’altro meno doloroso…sto parlando dell’ A D O Z I O N E!!
    Su questo volevo invitare a riflettere!

    …è semplicemente una mia opinione personale…tutto qua! :)

  8. Leilani scrive:

    Lucia, l’adozione è una scelta possibile.
    Se la madre si sente di affrontare una gravidanza.
    In caso di stupro te la sentiresti di dare dell’irresponsabile a una donna che non vuole avere dentro i geni del bastardo che l’ha violentata?

  9. Lucia scrive:

    Certo che no!

    intuivo, comunque, che mi avresti risposto cosi! :)

  10. Leilani scrive:

    Non vedo altre risposte possibili essendo che, dopo aver valutato tu per prima l’ipotesi di stupro, hai comunque ritenuto un’alternativa moralmente superiore quella dell’adozione.
    E non so francamente con che faccia si possa andare da una donna violentata e dirle “sì però, se lo tenessi lo stesso”… immagino neanche tu.
    Ora però vorrei sottolineare che, dal mio punto di vista, anche una gravidanza più frutto della sfiga che di un evento traumatico non è obbligatorio portarla avanti. La RU rende l’aborto meno doloroso, meno invasivo e soprattutto può essere fatto prima.

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