Luigi Cesaro indagato per camorra

13/07/2011 - Il presidente della provincia di Napoli nei guai: i pm ipotizzano rapporti con i casalesi Dopo Nicola Cosentino è la volta di Luigi Cesaro. Scrivono il Messaggero e il Mattino che il nome del presidente della provincia di Napoli è

     
 

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Il presidente della provincia di Napoli nei guai: i pm ipotizzano rapporti con i casalesi

Dopo Nicola Cosentino è la volta di Luigi Cesaro. Scrivono il Messaggero e il Mattino che il nome del presidente della provincia di Napoli è stato fatto nell’ambito dell’inchiesta aperta ai danni di Michele Santonastato, indicato da più parti come avvocato dei boss. Scrive il quotidiano romano:

Soprattutto, ricostruisce l’antefatto del primo, timido e subito abortito, avvio di pentimento di Luigi Guida, camorrista della Sanità che Francesco Bidognetti da Casal di Principe aveva cooptato nel suo clan fino a farlodiventare reggente. Antefatto che porta la data dell’autunno del 2006 ma che proietta un’ombra lunga su indagini ancora in corso e su una prevedibile bufera giudiziaria che potrebbe toccare amministratori comunali (dell’agro aversano) e il presidente della Provincia di Napoli, sul quale già pesa il coinvolgimento, sia pure indiretto, nelle vicende politiche e criminali di Quarto collegate alle attività del clan Polverino. Luigi Cesaro, infatti, insieme agli altri, è coinvolto in un’inchiesta della Dda di Napoli ed è iscritto nel registro degli indagati per reati di camorra.

Il punto è questo:

Le dichiarazioni di Luigi Guida, in merito a Cesaro, sono ancora parzialmente segrete. Quelle depositate in altri procedimenti risultano ancora coperte da omissis. Non lo sono, invece, quelle del penalista casertano, che ha difeso anche il boss della Sanità. Racconta, Santonastaso, che fuori verbale Guida parlò della vicenda del Pip di Lusciano, degli interessi della famiglia Cesaro nell’affare immobiliare da 50 milioni di euro e delle manovredeiCasalesi (del gruppo Schiavone) ma che si rifiutò di fare i nomi dei politici coinvolti. Nomi che fece successivamente, nei colloqui con il difensore (cioè Santonastaso) e in una lettera che gli aveva inviato dal carcere. «Lui aveva coinvolto -hadettoMichele Santonastaso – il Ferraro in questa situazione, Cesaro un altro politico,misembra un onorevole ed aveva coinvolto l’amministrazione comunale credo di Lusciano ». Gli chiedono i pm: chiama in causa Ferraro? Chiama in causa Cesaro? In che senso? E Santonastaso ha spiegato che l’imprenditore Emini (che sarebbe stato il naturale esecutore dei progetti sponsorizzati da Bidognetti) aveva chiamato Guida perché a lui era stata fatta la proposta di realizzare i progetti delPip e quindi il boss avrebbe dovuto interessarsi per far passare il piano industriale; invece era successo che «erano intervenuti i casalesi, i casalesi nelle persone di altri camorristi, ed avevano fatto una proposta… avevano detto aGuida che questi signori avrebbero aumentato la percentuale rispetto a quella che gli avrebbe dato Emini. I politici avrebbero dato una percentuale maggiore, per cui lui non poteva dire di no a questi signori».

     
 

2 Commenti

  1. Marco scrive:

    certo che il ragazzo con gli slippini bianchi fa un gran sesso solo a vederlo… ^_^

  2. vincenzo scrive:

    tanto in italia nessuno paga per i reati e alla fine sarà santificato

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