di Maddalena Balacco (loska)
postato alle 14:59 del 15 Luglio 2008 in CulturaTorna alla home

E’ in corso un acceso dibattito sul caso del prof. Settis, “accusato” di aver criticato l’operato del ministero di Bondi su “un giornale”. Nessuna risposta in merito alle critiche del professore, però. E nella questione entra anche Gabriella Carlucci, non nuova a sortite poco felici su temi a lei poco chiari.

Tutto era iniziato con un pezzo per il Sole 24 Ore in cui il Prof. Salvatore Settis - direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici - aveva duramente criticato i primi passi del ministero dei Beni Culturali, presieduto da Sandro Bondi. Settis, pur lodando i propositi del ministro in materia di tutela della cultura italiana, si era detto perplesso sulla continuità esistente fra questi bei progetti e la politica economica del Governo stesso. Il professore ha fatto qualche calcolo a partire dai più recenti provvedimenti economici rilasciati o promessi dall’esecutivo, scoprendo che già “Il decreto sull`esenzione dell`Ici per la prima casa (Dl 93/2008) azzera i 45 milioni che la Finanziaria aveva destinato al ripristino dei paesaggi degradati”. Inoltre vi sarebbero “accantonamenti di bilancio dei Beni culturali per oltre 15 milioni dal 2008 al 2010″ che sono utilizzati “a copertura dei mancati introti Ici, e 90 milioni nel triennio confluiscono nel «Fondo per interventi strutturali di politica economica»”. Insomma, un comodo escamotage per rimpinguare le casse dello Stato, provate da alcuni provvedimenti forse troppo pubblicizzati e poco ponderati. Come se non bastasse, “a questi tagli già cospicui (in totale 150 milioni) si aggiungono le misure ancor più drastiche del recentissimo Dl 112, che sottrae ai Beni culturali 228 milioni nel 2009, 240 milioni nel toto e 423 milioni nel 2011: un taglio complessivo di quasi un miliardo” da aggiungere “ai 150 milioni già menzionati”. Per la cultura italiana, insomma, un colpo mortale. Tanto che nel 2011 potrebbero mancare i soldi per gli stipendi. “Tagli di tale entità configurano la messa in mora del ministero fondato da Spadolíni” conclude Settis. Che nella “privatizzazione” auspicata dal ministro Bondi legge in realtà una “liquidazione“.

SE NE VADA! - Tutto ci si attenderebbe, come risposta, tranne quella che effettivamente arriva dalla maggioranza: in una nota Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, ha accusato Settis non già per le critiche (”la critica anche dura e sferzante è assolutamente legittima e benvenuta”) ma per il modo con cui sono state mosse. Scrivere ad un giornale economico di problemi economici è trsformare la critica in “strumentale” perchè “si tinge di intenzioni e di propositi che non aiutano a porre e a risolvere i problemi che sono tanti e che sono gravi”. In poche parole “il rapporto fiduciario è rotto“, e se ne traggano “le debite conseguenze“. Senza giri di parole, un mortuario “tagliategli la testa“. E mentre il web si schiera con il professore, aprendo una petizione, al sottosegretario fa eco Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della Camera, che parla di “sgarbo istituzionale“. Dichiarando con sprezzo del ridicolo che Bondi è stato fin troppo gentile a rispondere e che, sostanzialmente, e che bisogna variare i meccanismi di spesa se si vuol dare discontinuità. Perchè si dovrebbe farlo? Mistero. Conviene? Non si sa. La Aprea chiude - e per fortuna - con una perla di saggezza: “Continuare a recitare il peana della mancanza di risorse [...] non contribuisce a tutelare meglio il nostro patrimonio artistico”. Meglio è tagliargli i fondi. Particolarmente inutile la polemica con l’esponente della Pdl Fabio Granata sul “caso Settis“. Granata, capogruppo del Pdl in commissione cultura alla Camera dei deputati e responsabile culturale di An, è stato accusato da Giro di difendere il professore (”intoccabile“, lo ha definito). Il perchè? “[Granata] è ostinatamente contrario alla realizzazione del ponte di Messina che è uno dei progetti fondamentali del programma del Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi“. Cosa c’entrino i beni culturali non è dato saperlo.

PARERI DISCORDANTI - Bondi, però, fa sapere a Settis di volerlo ancora in squadra in virtù del livello del suo operato, facendo quindi capire che in effetti chi si occupa di preservazione dei beni culturali non è - ripeto: non è - un dipendente che deve preoccuparsi di sgarbi istituzionali o del buon nome del Governo, ma solo dei problemi che è pagato per risolvere. Si potrebbero avere dubbi sulla ragione nel merito delle critiche di Settis (che nessuno ha però controbattuto) almeno fino a quando non dice la sua addirittura Gabriella Carlucci. La quale non è nuova all’ingresso in scivolata su tematiche che proprio non le sono congeniali, con sortite poco fortunate per non dire vere e proprie figuracce. Ora, pur essendo parte del  comitato per i Beni Artistici della Camera dei Deputati ( oltre che, per ragioni tuttora sconosciute, anche della commissione di Collaborazione Italia – Messico), la Carlucci non si preoccupa del futuro del Ministero e dei beni, ma dell’etichetta: “deve rimettere nelle mani del ministro Bondi il proprio mandato di presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali. Non tanto per aver esercitato il sacrosanto diritto di critica, ma per averlo fatto in sede improprie, inoltre, e questo è molto grave, per aver palesemente dimostrato di non condividere la linea di rilancio delle attività culturali disegnata del ministro Bondi”. Chiedere risposte nel merito, a lei come agli altri, è troppa grazia: è lo sgarbo il problema, d’altronde, non le critiche.  I maligni potrebbero pensare che dei beni non importa nulla a nessuno, se non forse proprio a Settis. Ma appunto, sarebbero solo malignità. E poi, come la stessa Carlucci chiosa alla fine del pezzo dimostrando che della polemica ha capito davvero meno di niente: “la vera rivoluzione di Bondi” è “aprire ai privati la cultura e renderla un bene redditizio e fruibile da tutti i cittadini, italiani e  del mondo. E’ quello che Settis non ha capito”.  E non contenta, dulcis in fundo, cala l’asso nella manica. La spiegazione del perchè la politica di Bondi è buona? La spiegazione alle questione poste da Settis? No. “Non poco conto è - dice la Carlucci - la differenza tra chi è eletto e chi no”. Dimostrando scientificamente, per l’ennesima volta, che soprattutto nel suo caso un bel tacer non fu mai detto.

Firma per la petizione online, clicca qui.

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